Carlo Ludovico Ragghianti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Carlo Ludovico Ragghianti
Ragghianti.jpg

Sottosegretario
Durata mandato 21 giugno 1945 –
10 dicembre 1945
Monarca Vittorio Emanuele III
Presidente Ferruccio Parri
Gruppo
parlamentare
Partito d'Azione

Carlo Ludovico Ragghianti (Lucca, 18 marzo 1910Firenze, 3 agosto 1987) è stato un politico italiano, nonché un critico, storico e teorico dell'arte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studiò a Pisa, dove fu allievo di Matteo Marangoni; a Pisa insegnò fino al 1972. La sua formazione estetica fu influenzata da Benedetto Croce e dalla teoria della "pura visibilità"; successivamente avvicinò e approfondì le teorie di Konrad Fiedler, Alois Riegl, Julius von Schlosser.

Esordì come studioso nel 1933 con saggi sui Carracci e Vasari; successivamente scrisse su cinema e spettacolo come espressioni dell'arte figurativa, dimostrando così il suo interesse per tutte le manifestazioni del linguaggio visivo. Nel 1935 fondò insieme a Ranuccio Bianchi Bandinelli la rivista Critica d'arte, alla quale contribuì anche Roberto Longhi.

Impegno nella Resistenza[modifica | modifica wikitesto]

Fu tra i fondatori del Partito d'Azione e dopo l'8 settembre 1943 organizzò la resistenza armata in Toscana. Fu presidente del CLN toscano e capo del governo provvisorio artefice della liberazione di Firenze (11 agost 1944).

Impegno nel dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Nel governo Parri fu sottosegretario alle arti e spettacolo; anche in seguito si impegnò in problemi istituzionali come riforma universitaria, formazione dei docenti, tutela del patrimonio artistico e introduzione dell'insegnamento di storia e critica del cinema nelle Università italiane.

Dal 1952 al 1965, insieme alla moglie Licia Collobi, diresse con notevole successo la rivista di informazione e cultura artistica seleARTE

Della teoria e metodologia dell'arte fanno parte "Commenti di critica d'arte" (1946) e "Profilo della critica d'arte in Italia" (1948), delle ricostruzioni storico-filologiche "Arte in Italia" (1967) e della interpretazione dell'arte contemporanea "Impressionismo" (1946) e "Mondrian e l'arte del XX secolo" (Premio Viareggio 1963).

Furono di fondamentale importanza i suoi 21 critofilm e in particolare i 18 della seleARTE cinematografica da lui realizzati dal 1948 al 1964; con essi Ragghianti fece del mezzo cinematografico un efficace strumento di indagine critica e di divulgazione.

Alle "Arti della visione" dedicò tre volumi (1974-1979), sintesi delle sue ricerche sul cinema, sullo spettacolo teatrale e sulla filosofia dell'arte.

Ragghianti ha fondato e promosso molte istituzioni culturali: "Istituto di Storia dell'Arte" e "Raccolta nazionale di Disegni e Stampe" dell'Università di Pisa, "Università Internazionale dell'Arte" di Firenze (1969) e nel 1980, con la moglie, ha costituito a Lucca la "Fondazione Centro Studi sull'arte Licia e Carlo L. Ragghianti"; a questa fondazione il critico legò la sua notevole biblioteca che, con gli ampliamenti successivi, costitusce oggi uno dei maggiori fondi librari italiani sull'arte moderna e contemporanea.

Progetto MIAC[modifica | modifica wikitesto]

Appello per Firenze, novembre 1966

Parte delle opere esposte sono pervenute a Firenze in seguito all'appello internazionale che il critico rivolse al mondo dell'arte e della cultura dopo l'alluvione del 1966. Il 15 novembre 1966 si rivolse direttamente ad artisti e collezionisti, non solo italiani, e li invitò a donare un'opera alla città, al fine di compensare con arte "nuova" le ingenti perdite del patrimonio artistico fiorentino causate dalla furia dell'acqua. All'invito risposero oltre 280 artisti[1].

Le opere donate, arrivate entro il mese di gennaio 1967, furono esposte a febbraio in Palazzo Vecchio nella mostra intitolata Gli Artisti per Firenze[2] e confluirono nella Collezione civica del Novecento.

La dotazione di ormai centinaia di opere creò le premesse per la costituzione del Museo Internazionale di Arte Contemporanea, il MIAC, progetto ambizioso, ideato e fortemente voluto da Ragghianti, e appoggiato dal sindaco Bargellini quale simbolica ripartenza della città dopo le ferite subite. Formalmente la struttura del MIAC era composta da un comitato esecutivo presieduto dal sindaco e da un comitato tecnico presieduto dallo stesso Ragghianti[3].

Firenze si avviava a diventare un "Centro di vita artistica contemporanea", occorreva quindi una sede per la destinazione delle raccolte museali. Ma Ragghianti non vide realizzato il suo progetto di Museo d'Arte Contemporanea: il Museo Novecento di Firenze vedrà la luce solo nel 2014, dopo circa 50 anni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per l'elenco completo cf.: Archivio Carlo Ludovico Ragghianti. MIAC 1966-1987: 1. Fasc. 2: Opere donate 1966-1968, presso la Fondazione Ragghianti, Lucca
  2. ^ Francesco Ragghianti (a cura di), Gli artisti per Firenze. Primo Catalogo delle opere inviate dagli Artisti per il Museo Internazionale d'Arte Contemporanea di Firenze, catalogo della mostra curata da C. L. Ragghianti, Firenze, Marchi e Bertolli, febbraio 1967. URL consultato il 25 novembre 2017.
  3. ^ Musei e donazioni (PDF), in Archivio Carlo Ludovico Ragghianti, p. 3. URL consultato il 25 novembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Raffaele Bruno (a cura di), Ragghianti critico e politico, Milano, 2004, ISBN 88-464-6277-7.
  • Marilena Pasquali e Stefano Bulgarelli (a cura di), Tre Voci - Carlo L. Ragghianti, Cesare Gnudi, Giorgio Morandi. Scritti e documenti 1943-1967, Pistoia, Gli Ori, 2010, ISBN 978-88-7336-427-6.
  • Carlo Ludovico Ragghianti, Arte Essere Vivente dal diario critico 1982, Firenze, Edizioni Pananti, 1984, SBN IT\ICCU\CFI\0052095.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

/

Controllo di autoritàVIAF: (EN73858957 · ISNI: (EN0000 0001 2281 816X · SBN: IT\ICCU\CFIV\006731 · LCCN: (ENn79021740 · GND: (DE119326450 · BNF: (FRcb11921024h (data) · ULAN: (EN500216615 · NLA: (EN35439477 · BAV: ADV11856564