Rodolfo Morandi

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Rodolfo Morandi
Rodolfo morandi.jpg

Ministro dell'industria e del commercio
Durata mandato 14 luglio 1946 -
1º giugno 1947
Presidente Alcide De Gasperi
Predecessore Giovanni Gronchi
Successore Giuseppe Togni

Segretario del Partito Socialista Italiano
Durata mandato 4 dicembre 1945 –
17 aprile 1946
Predecessore Sandro Pertini
Successore Ivan Matteo Lombardo

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature I, II
Gruppo
parlamentare
Socialista
Circoscrizione Senatore di diritto (I)
Collegio Cremona-Ostiglia (II Leg.)
Sito istituzionale

Deputato dell'Assemblea Costituente
Gruppo
parlamentare
Socialista
Collegio CUN
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Italiano
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Pubblicista

Rodolfo Morandi (Milano, 1º gennaio 1903Milano, 26 luglio 1955) è stato un economista, politico e partigiano italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studioso di problemi economici, scrisse una Storia della grande industria italiana e fu direttore di collana per le Edizioni Corticelli. Esponente della sinistra socialista, aderì all'antifascismo[1] e fu processato e condannato nel 1937 dal Tribunale speciale.[2]

Nel 1938, gli fu dedicata la tessera del PSI, assieme ad Antonio Pesenti e a Sandro Pertini, prigionieri anche loro nelle carceri fasciste[3].

Durante la Seconda guerra mondiale prese parte alla Resistenza partigiana e fu membro influente del CLN, in rappresentanza delle brigate Matteotti. Il 27 aprile 1945, in rappresentanza del PSIUP, fu nominato presidente del CLNAI (Comitato Nazionale di Liberazione Alta Italia), succedendo ad Alfredo Pizzoni.

Fu tra il dicembre 1945 e l'aprile 1946, segretario del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, succedendo a Sandro Pertini.

Direttore della rivista "Socialismo" dal 1945, un anno dopo fu eletto deputato all'Assemblea Costituente tra le file del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria e fu Ministro dell'industria e del commercio dal 1946 al 1947. Favorevole all'alleanza con il Partito Comunista Italiano, sarà, dopo la scissione del PSIUP di Palazzo Barberini del gennaio 1947, influente vicesegretario nazionale del PSI agli inizi degli anni cinquanta.

Nella primavera del 1950 al congresso nazionale della Federazione giovanile socialista che si svolse a Modena, teorizzò l'adesione al leninismo come sviluppo del marxismo e come superamento della socialdemocrazia e del massimalismo. Morandi diede impulso alla nuova organizzazione capillare del PSI (nuclei di strada, di caseggiato, nuclei aziendali socialisti - i NAS -, ecc.) a partire dal Convegno nazionale di Roma (novembre 1950). Nel 1953 divenne senatore e durante la segreteria di Pietro Nenni fu vicesegretario del PSI.

Morì nell'estate del 1955 dopo aver enunciato al Congresso nazionale socialista di Torino svoltosi poco prima, la teoria dell'incontro tra le masse socialiste e cattoliche. Fu sostituito alla carica di senatore da Mario Grampa.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • La città di Collegno (TO) gli ha intitolato una via.[5]
  • La città di Frascati gli ha intitolato una piazza[6], nel quartiere di Cocciano.
  • La città di Afragola (NA) gli ha dedicato una via.[7]
  • La città di Umbertide (PG) gli ha intitolato una via [8] e il Palasport (PalaMorandi).
  • La città di Buccinasco (MI) gli ha intitolato una via.
  • La città di Città di Castello (PG) gli ha intitolato una via che attraversa la zona industriale.
  • Il comune di Fiano Romano (RM) gli ha intitolato una via.
  • La città di Bitonto (BA) gli ha dedicato una via.
  • La città di San Filippo del Mela (ME) gli ha dedicato una piazza.
  • La città di Nonantola (MO) gli ha dedicato una via.
  • La città di Campomarino (CB) gli ha dedicato un via

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Alla incessante attività dei comunisti, si affianca [nel 1937] egualmente coraggiosa, quella dei "giellisti", particolarmente a Carrara, a Torino, a Milano. In quest'ultima città esercita una funzione di primo piano il gruppo Morandi-Luzzatto-Venanzi, che si distingue per la sua opera in favore del fronte unico di lotta antifascista." In: Adriano Dal Pont, Alfonso Leonetti et al., Aula IV. Tutti i processi del tribunale speciale fascista, Milano 1976 (ANPPIA/La Pietra), p. 317-318
  2. ^ Sentenza n. 66 del 13.10.1937 contro Rodolfo Morandi e altri ("Nel 1936-1937 hanno luogo a Milano parecchie manifestazioni a favore della Spagna repubblicana e contro il rincaro della vita. La responsabilità è fatta risalire al Fronte unico antifascista, comprendente comunisti, socialisti e repubblicani. Accertata la diffusione de "Il Nuovo Avanti", "Il Grido del Popolo", l'opuscolo "Echi", manifestini vari. Numerosi gli arresti nell'ambiente culturale ed artistico." - "Costituzione di associazione tendente a mutare la forma del governo, appartenenza alla stessa, propaganda"). In: Adriano Dal Pont, Alfonso Leonetti et al., Aula IV. Tutti i processi del tribunale speciale fascista, Milano 1976 (ANPPIA/La Pietra), p. 327-328
  3. ^ Tessera del Partito Socialista Italiano del 1938 (GIF), su Fondazione Bruno Buozzi. (archiviato dall'url originale il 24 giugno 2016).
  4. ^ Renzo Rossotti, Le strade di Torino, Roma, Newton Compton, 1995. ISBN 88-8183-113-9. p. 392
  5. ^ Mappa di Collegno - Via Rodolfo Morandi - CAP 10093, su TuttoCittà. URL consultato il 23 luglio 2017.
  6. ^ Mappa di Frascati - Piazza Rodolfo Morandi - CAP 00044, su TuttoCittà. URL consultato il 23 luglio 2017.
  7. ^ Mappa di Afragola - Via Rodolfo Morandi - CAP 80021, su TuttoCittà. URL consultato il 23 luglio 2017.
  8. ^ Mappa di Umbertide - Via Rodolfo Morandi - CAP 06019, su TuttoCittà. URL consultato il 23 luglio 2017.
  9. ^ Mappa di Sesto Fiorentino - Via Rodolfo Morandi - CAP 50019, su TuttoCittà. URL consultato il 23 luglio 2017.
  10. ^ Via Rodolfo Morandi, Impruneta (Tavarnuzze), su vie.openalfa.it. URL consultato il 23 luglio 2017.
  11. ^ Via Rodolfo Morandi, Casalecchio di Reno (Ceretolo), su vie.openalfa.it. URL consultato il 23 luglio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rodolfo Morandi: il pensiero e l'azione politica / Aldo Agosti, Bari: Laterza, 1971, 483 p.
  • B.P.Boschesi - Il chi è della Seconda Guerra Mondiale - Mondadori Editore, 1975, Vol. II, p. 49

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro dell'industria e del commercio della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Giovanni Gronchi 14 luglio 1946 - 1º giugno 1947 Giuseppe Togni
Predecessore Segretario del PSI Successore PSI vecchio simbolo.jpg
Sandro Pertini 1945-1946 Ivan Matteo Lombardo
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