Museo della Resistenza piacentina

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Museo della Resistenza piacentina
Esterno.JPG
L'esterno del museo
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàSperongia, frazione di Morfasso (PC)
Caratteristiche
TipoStorico
Periodo storico collezioniResistenza italiana
Istituzione2009
Sito web

Il Museo della Resistenza piacentina è stato inaugurato il 25 aprile 2009. Situato in località Sperongia, nel comune di Morfasso (PC), in una zona della Val d'Arda che è stata la culla delle prime bande partigiane, e in seguito territorio della divisione Garibaldi-Bersani quando la lotta armata si organizzò.

Sorto per la volontà della Provincia di Piacenza, della Comunità montana valli del Nure e dell'Arda, del comune di Morfasso e con il contributo dei fondi museali della regione Emilia-Romagna. Hanno inoltre collaborato l'ISREC, l'ANPI provinciale di Piacenza e la Diocesi di Piacenza-Bobbio.

La zona di Sperongia era strategica perché si trova sul confine tra il territorio piacentino e parmense e permetteva le relazioni tra le attività resistenziali del territorio.

L'importanza di questi movimenti è testimoniata dalla liberazione del paese di Morfasso il 24 maggio 1944, in seguito rioccupata dai nazifascisti durante il rastrellamento invernale del 1944-1945.

Il museo nasce come luogo della memoria per ricordare i caduti partigiani e civili e la popolazione del territorio piacentino che per venti mesi subì distruzioni e violenze.

Cimeli

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La superficie totale è di circa 60 m² disposta su due piani, ma con accesso ai disabili.

Piano terra[modifica | modifica wikitesto]

Abiti

Al piano terra si possono consultare alcuni pannelli che evidenziano:

  • le figure di diversi comandanti (Emilio Canzi, Vladimiro Bersani, Giuseppe Prati e altri)
  • la rete antifascista clandestina e la formazione del CLN e delle Sap
  • la costituzione delle prime bande partigiane
  • il ruolo degli stranieri (russi, slavi, britannici e altri) nei distaccamenti partigiani, delle donne e dei preti nella Resistenza.

Qui sono anche esposti alcuni cimeli e abiti militari della guerra partigiana, ed è possibile consultare libri e documenti originali.

Questo spazio viene anche utilizzato per rassegne cinematografiche (con circa 45 posti a sedere) e approfondimenti didattici con scuole.

Primo piano[modifica | modifica wikitesto]

moschetti

Al primo piano, oltre ad un pannello sulla deportazione nella provincia di Piacenza e ad una ricca esposizione di foto partigiane, si hanno diverse opportunità multimediali:

  • un grande schermo touch-screen che illustra la carta geografica della provincia di Piacenza, dove è possibile selezionare per ogni località interessata gli avvenimenti della guerra partigiana
  • uno schermo a muro dove possono essere visualizzati alcuni filmati d'epoca, tra i quali l'ingresso degli americani ad Alseno; consegna delle armi il 28 aprile 1945 in Piazza Cavalli a Piacenza e recenti testimonianze di partigiani/e sopravvissuti
  • due computer per la libera consultazione dell'anagrafe partigiana di Piacenza che conta più di 6000 combattenti

Inoltre una raccolta di armi della guerra partigiana, tra cui sten, bren, moschetti e maschine-pistole.

Sentiero partigiano "Giovanni lo Slavo"[modifica | modifica wikitesto]

Dalla sede del museo parte un percorso storico-naturalistico in val d'Arda detto il “sentiero del partigiano” che attraverso il torrente Arda e i boschi circostanti, rimasti per buona parte integri, permette di ricostruire i sentieri delle staffette partigiane, punti di vedetta e i luoghi principali vissuti dai distaccamenti.

Sentiero partigiano
Percorso Dadomo-Osteria-Gariboia-Rocca-Rocca-Casali-Dadomo
Difficoltà E (escursionistico)
Segnavia bianco-rosso
Lunghezza 9150m (proiezione in piano)
Dislivello 425m
Tempo di percorrenza 3h
Segnavia del percorso

Da Dadomo, nei cui pressi si può lasciare la macchina, si scende verso Osteria (15') seguendo il percorso CAI 921; poco prima della frazione si piega a sinistra raggiungendo la strada della Bocchetta, che si risale brevemente per proseguire a destra su uno stradello sterrato.

Con alcuni saliscendi si oltrepassa il Rio Costanza e si arriva al piccolo nucleo di Gariboia (40').

Il percorso continua costeggiando ampi prati e sale fino a raggiungere una zona pianeggiante a mezza costa, occupata da un castagneto da frutto abbandonato con alberi secolari; da qui con una brevissima deviazione si raggiungono i ruderi di casa del Cucù (30').

Proseguendo in quota si raggiunge l'imbocco della mulattiera di Rocca (5') contornata da muretti a secco e con alcuni tratti ancora selciati. Raggiunta l'omonima frazione (30') si trova il bivio che porta alla "Grotta dell'eccidio" dove una lapide ricorda due partigiani trucidati dai tedeschi; ritornati sul percorso principale si sale fino alla Rocca di Sella Casali (25') dalla cui cima, raggiungibile con un'altra breve deviazione (10') si gode un bel panorama su tutta l'alta Val d'Arda.

Da qui il percorso inizia a scendere e attraversando boschi ritorna a Dadomo (45').

È possibile anche partire a piedi dal Museo della Resistenza, passando dalla località Il Follo e immettendosi sul percorso nei pressi di Gariboia (25').

Punti di interesse toccati dal sentiero[modifica | modifica wikitesto]

  1. Dadomo: nucleo abitativo principale della zona di Settesorelle, in cui vi era ubicato il primo, e successivamente il più numeroso contingente dei partigiani di Giovanni
  2. Osteria: luogo ove Giovanni aveva installato subito la sede del suo comando
  3. Gariboia: località con guado e passerella utilizzati dai partigiani per recarsi all'osteria di Peppo e Salino di Pedina per incontri con altri partigiani/e per salire successivamente al monte Lama
  4. Casa del Cucù: casa/nascondiglio di partigiani in mezzo a un bosco e difficilmente individuabile
  5. Grotta eccidio: anfratto sotto la Rocca dei Casali. Qui vennero trucidati due ragazzi partigiani il 7 gennaio 1944.

Come arrivare[modifica | modifica wikitesto]

Autostrada A1, uscita Fiorenzuola; seguire per Castell'Arquato-Lugagnano.
12 km dopo Lugagnano e 5 km prima di Morfasso nei pressi della chiesa.

Informazioni utili[modifica | modifica wikitesto]

Il museo è gestito da personale volontario e l'ingresso è libero.
Aperto il sabato e la domenica e nelle festività dalle ore 15 alle ore 19.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]