Strage di Forno

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Strage di Forno
TipoCaduti in combattimento, fucilazioni sommarie, rappresaglie
Data13 giugno 1944,
LuogoForno (Massa)
StatoItalia Italia
ObiettivoRiconquista di Forno - rappresaglia
Responsabiliesercito tedesco unitamente a reparti della X MAS
MotivazioneRiconquista di Forno occupata nei giorni precedenti da partigiani, ricerca di partigiani e di collaborazionisti con la resistenza
Conseguenze
Morti68

La strage di Forno o anche Eccidio di Forno, fu l'uccisione di sessantotto persone avvenuta il 13 giugno 1944 a Forno, in provincia di Massa, ad opera di reparti dell'esercito tedesco unitamente a reparti della Xª MAS al comando di Umberto Bertozzi che si distinse per crudeltà e accanimento, come rappresaglia per la precedente occupazione del paese e la proclamazione della “Repubblica libera di Forno” da parte di partigiani avvenuta il 9 giugno 1944.[1]

Circa quattrocento civili furono avviati nei campi di concentramento in Germania, dodici rimasero uccisi: due bruciati nella locale caserma dei carabinieri mentre dieci durante l'operazione di assalto al paese Tra le vittime partigiane figura il comandante Marcello Garosi che, rimasto senza munizioni, preferì morire suicida sparandosi l'ultimo colpo piuttosto che consegnarsi al nemico, mentre cinquantasei furono i fucilati tra cui anche il maresciallo ordinario dei Carabinieri della locale stazione, Ciro Siciliano, Medaglia d'oro al merito civile,[2] accusato di collaborazionismo con le bande partigiane[3] per aver consegnato ai partigiani la caserma dei carabinieri e avervi fraternizzato.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ comune.massa.ms.it - "La strage di Forno ed il suo contesto storico" (PDF), su comune.massa.ms.it. URL consultato il 21-04-2014 (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2014).
  2. ^ quirinale.it - Siciliano Ciro, Medaglia d'oro al merito civile, su quirinale.it. URL consultato il 21-05-2014.
  3. ^ Aldo Cazzullo, Viva l'Italia - Risorgimento e Resistenza: ecco perché dobbiamo essere orgogliosi della nostra nazione, Mondadori Editore, Milano, 2010, pag.114
  4. ^ memoria.comune.massa.ms.it - Strage di Forno [collegamento interrotto], su memoria.comune.massa.ms.it. URL consultato il 21-05-2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • R. Fruzzetti - A. Grossi - M. Michelucci, Forno 13 giugno 1944 - Storia di un eccidio, Ceccotti, 1994.
  • Aldo Cazzullo, Viva l'Italia - Risorgimento e Resistenza: ecco perché dobbiamo essere orgogliosi della nostra nazione, Mondadori Editore, 2010.
  • Ricciotti Lazzero, La Decima Mas, Rizzoli Editore, 1984.
  • Gianluca Fulvetti, Francesca Pelini, La politica del massacro:per un atlante delle stragi naziste in Toscana, L'Ancora del Mediterraneo, 2006.
  • Valeria Galimi, Simone Duranti, Roger Neil Lewis Absalom , Valerio Romitelli, Le stragi nazifasciste in Toscana 1943-45: Guida archivistica alla memoria, gli archivi tedeschi, Carocci, 2003.
  • Federico Maistrello, La X Mas e l'Ufficio «I». Violenza tra le province di Treviso e Pordenone (1944-1945), ISTRESCO, 2018.