Strage di Forno

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Strage di Forno
StatoItalia Italia
LuogoForno (Massa)
ObiettivoRiconquista di Forno - rappresaglia
Data13 giugno 1944,
TipoCaduti in combattimento, fucilazioni sommarie, rappresaglie
Morti68
Responsabiliesercito tedesco unitamente a reparti della X MAS
MotivazioneRiconquista di Forno occupata nei giorni precedenti da partigiani, ricerca di partigiani e di collaborazionisti con la resistenza

Col termine Strage di Forno o anche Eccidio di Forno, s'identifica l'uccisione di sessantotto persone avvenuta il 13 giugno 1944 a Forno, in provincia di Massa, ad opera di reparti dell'esercito tedesco unitamente a reparti della Xª MAS al comando di Umberto Bertozzi che si distinse per crudeltà ed accanimento, come rappresaglia per la precedente occupazione del paese e la proclamazione della “Repubblica libera di Forno” da parte di Partigiani avvenuta il 9 giugno 1944.[1]

Circa quattrocento civili furono avviati nei campi di concentramento in Germania, dodici rimasero uccisi: due bruciati nella locale caserma dei carabinieri mentre dieci durante l'operazione di assalto al paese: tra le vittime partigiane figura il comandante Marcello Garosi che rimasto senza munizioni preferì morire suicida sparandosi l'ultimo colpo piuttosto che consegnarsi al nemico, mentre cinquantasei furono i fucilati tra cui figura anche il Maresciallo ordinario dei Carabinieri della locale stazione, Ciro Siciliano, Medaglia d'oro al merito civile,[2] accusato di collaborazionismo con le bande partigiane[3] per aver consegnato ai partigiani la caserma dei carabinieri e avervi fraternizzato.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ comune.massa.ms.it - "La strage di Forno ed il suo contesto storico" (PDF), su comune.massa.ms.it. URL consultato il 21-04-2014 (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2014).
  2. ^ quirinale.it - Siciliano Ciro, Medaglia d'oro al merito civile, su quirinale.it. URL consultato il 21-05-2014.
  3. ^ Aldo Cazzullo, Viva l'Italia - Risorgimento e Resistenza: ecco perché dobbiamo essere orgogliosi della nostra nazione, Mondadori Editore, Milano, 2010, pag.114
  4. ^ memoria.comune.massa.ms.it - Strage di Forno, su memoria.comune.massa.ms.it. URL consultato il 21-05-2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • R. Fruzzetti - A. Grossi - M. Michelucci, Forno 13 giugno 1944 - Storia di un eccidio, Ceccotti, 1994.
  • Aldo Cazzullo, Viva l'Italia - Risorgimento e Resistenza: ecco perché dobbiamo essere orgogliosi della nostra nazione, Mondadori Editore, 2010.
  • Ricciotti Lazzero, La Decima Mas, Rizzoli Editore, 1984.
  • Gianluca Fulvetti, Francesca Pelini, La politica del massacro:per un atlante delle stragi naziste in Toscana, L'Ancora del Mediterraneo, 2006.
  • Valeria Galimi, Simone Duranti, Roger Neil Lewis Absalom , Valerio Romitelli, Le stragi nazifasciste in Toscana 1943-45: Guida archivistica alla memoria, gli archivi tedeschi, Carocci, 2003.
  • Federico Maistrello, La X Mas e l'Ufficio «I». Violenza tra le province di Treviso e Pordenone (1944-1945), ISTRESCO, 2018.