Giovanni Marcora

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Giovanni Marcora
Giovanni-marcora.jpg

Ministro dell'agricoltura e delle foreste
Durata mandato 23 novembre 1974 –
18 ottobre 1980
Predecessore Antonio Bisaglia
Successore Giuseppe Bartolomei

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature V, VI, VII e VIII
Gruppo
parlamentare
Democratico Cristiano
Circoscrizione Lombardia
Collegio Vimercate
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana
Titolo di studio Geometra
Professione Imprenditore

Giovanni Marcora, nome di battaglia "Albertino"[1] (Inveruno, 22 dicembre 1922Inveruno, 5 febbraio 1983), è stato un partigiano, imprenditore e politico italiano, nonché più volte ministro della Repubblica Italiana.

Divenne famoso anche per essere stato l'ispiratore della legge 15 dicembre 1972 n. 772, che disciplinò l'obiezione di coscienza in Italia la leva obbligatoria ed introdusse il servizio civile nel paese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Partecipò alla resistenza italiana, militando nella "Brigata Val Toce" una formazione inquadrata tra le Brigate Fiamme Verdi di orientamento cattolico che nel 1945 conterà circa 20.000 partigiani, molto attiva nella liberazione della val d'Ossola e comandata anche da Alfredo Di Dio e di cui lui diventerà vicecomandante nel Raggruppamento divisione Fratelli Di Dio.[2]
Dopo la fine della guerra, si dedicò all'imprenditoria e nel contempo alla carriera politica, militando nelle fila della Democrazia Cristiana. Nel secondo dopoguerra fu insignito del distintivo d'onore per i patrioti "Volontari della Libertà".

Nel 1953 promosse la fondazione della rivista "La Base" e dell'omonima corrente della DC, di cui fu segretario amministrativo per trent'anni. Entrato nel consiglio nazionale dello Scudo Crociato nel 1962 ed eletto senatore nel 1968 (e sempre confermato fino alla morte), entrò nella direzione nel partito nel 1969 diventandone vicesegretario nazionale nel 1973.

Fu promotore e relatore della legge 15 dicembre 1972, n. 772, che per la prima volta riconobbe e disciplinò l'obiezione di coscienza al servizio militare di leva in Italia, consentendo anche di svolgere un servizio civile alternativo, obbligatorio, sostitutivo di quello armato. Fu poi Ministro dell'agricoltura e delle foreste dal 1974 al 1980, fu poi a capo del dicastero dell'Industria e presidente della delegazione democristiana dal 1981 al 1982, cercando di fronteggiare la crisi produttiva ed occupazionale.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Distintivo di Volontario della Libertà - nastrino per uniforme ordinaria Distintivo di Volontario della Libertà
Medaglia commemorativa della guerra 1943 – 45 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra 1943 – 45

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Albertino fu il suo nome di battaglia durante la Resistenza.
  2. ^ Centro studi Marcora - Scheda - visto 5 febbraio 2009

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Saltini Intervista con Giovanni Marcora. Perché e come ho voluto il Piano, Terra e Vita, n. 50, 24 dic. 1977
  • idem Marcora conclude con un trionfo la presidenza Cee, idem n. 23, 7 giu. 1980
  • idem Una giornata in azienda con Marcora. Consuntivi e progetti nelle vacanze verdi di un ministro agricoltore, idem, n. 35, 6 sett. 1980
  • [1] Centro Studi Marcora - Bibliografia - visto 5 febbraio 2009

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro dell'agricoltura e delle foreste Successore Emblem of Italy.svg
Antonio Bisaglia 23 novembre 1974 - 18 ottobre 1980 Giuseppe Bartolomei
Controllo di autoritàVIAF: (EN69828393 · ISNI: (EN0000 0000 5690 152X · LCCN: (ENn80030127 · GND: (DE123153026