MP 40

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
MP 40
Maschinenpistole 40
MP 40 AYF 3.JPG
Tipo Pistola mitragliatrice (secondo il nome originale, in realtà un mitra)
Origine Germania Germania nazista
Impiego
Conflitti Seconda guerra mondiale
Produzione
Progettista Heinrich Vollmer
Date di produzione 1940-1944
Numero prodotto Oltre un milione
Varianti vedi varianti
Descrizione
Peso 3,97 kg
Lunghezza 833 mm (calcio esteso)
630 mm (calcio ripiegato)
Lunghezza canna 251 mm
Calibro 9 mm
Munizioni 9 × 19 mm Parabellum
Azionamento massa battente
Cadenza di tiro 500 colpi al minuto
Velocità alla volata 381 m/s
Tiro utile 100 m
Alimentazione caricatore da 32 colpi (caricatori sperimentali da 64 vennero introdotti sul finire della guerra, ma non ebbero il successo sperato)
Organi di mira mire metalliche (non regolabili)

World Guns.ru[1]

voci di armi da fuoco presenti su Wikipedia

L'MP 40 (abbreviazione del tedesco Maschinenpistole 1940, "pistola mitragliatrice 1940") è una pistola mitragliatrice (secondo il nome originale, in realtà un mitra) sviluppata e prodotta in massicce quantità durante la seconda guerra mondiale dalla Germania. L'arma ebbe una notevole influenza sulle pistole mitragliatrici durante il conflitto, sia per le modalità di produzione all'epoca avveniristiche, sia per l'architettura generale che fissò lo standard della sua categoria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'MP 40 deriva dall'MP 36, un prototipo interamente realizzato in metallo del quale rimangono pochi esemplari. L'MP 36 fu realizzato dall'azienda tedesca Erma-Werke, per soddisfare la richiesta del governo tedesco di una nuova arma automatica; successivi miglioramenti portarono all'MP 38. L'ideatore dell' MP 38 fu Heinrich Vollmer.

L'arma appariva futuristica per l'epoca: rispetto a tutti i moschetti automatici del tempo, compresi i MP18, MP28, MP34 e MP35 tedeschi, realizzati con lunghe e complesse lavorazioni alla macchina utensile e muniti di ingombranti calciature in legno come quelle dei fucili, l'MP 38 introduceva dei concetti rivoluzionari. Prodotta con largo uso di lamiere stampate e tranciate (procedimento poco comune, all'epoca), adatta alla produzione su vasta scala, con un calcio a stampella ripiegabile sotto il fusto che era rivestito in bachelite o materiale sintetico. La canna era provvista di una sporgenza inferiore a forma di pinna, poco prima del mirino, che originariamente doveva servire a consentire un tiro più saldo poggiandola sul bordo delle fiancate dei mezzi blindati, quindi particolarmente adatta a truppe meccanizzate come i Panzergrenadiere di recente formazione.

tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Di particolare interesse era l'otturatore dell'arma: poiché il calcio ripiegabile a stampella era molto pratico ma non altrettanto stabile nel tiro a raffica rispetto alla calciatura in legno, Vollmer ideò un particolare otturatore telescopico in due parti, che durante il tiro automatico, rinculando all'indietro, si inserivano l'una nell'altra smorzando notevolmente il rinculo. Per il resto, il funzionamento era il tradizionale massa battente, data la bassa potenza della munizione da pistola impiegata, la 9 x 19 mm Parabellum.

Il MP 38 non aveva nessun congegno di sicurezza meccanico sulla leva di scatto: era invece presente un intaglio a "L" sulla scanalatura di armamento presente sul lato sinistro dell'arma, che serviva a bloccare la manetta di armamento in posizione di apertura: in questo modo, anche premendo il grilletto l'otturatore non poteva avanzare e causare lo sparo, pur restando armato. Al momento di fare fuoco il tiratore svincolava la manetta d'armamento dall'intaglio di sicurezza e l'otturatore era così libero di scattare in avanti non appena si premeva il grilletto.

evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

L'esperienza con le diverse migliaia di esemplari di MP 38 (in servizio fin dal 1939) usati per l'invasione della Polonia rese necessaria l'introduzione di alcuni cambiamenti: principalmente la riduzione dei costi di produzione (aumento delle parti stampate invece che lavorate) ed il miglioramento della sicurezza. Infatti, il funzionamento a massa battente senza alcuna sicurezza per lo sparo accidentale, faceva sì che in caso di urti violenti con la volata dell'arma fosse possibile l'arretramento dell'otturatore non sufficiente a restare agganciato dalla leva di scatto, ma sufficiente a camerare un colpo e, poiché il percussore era fisso, a causarne lo sparo. Questo difetto, comune a tutte le armi che funzionano a massa battente sprovviste di sicura sull'otturatore (com'era normale all'epoca), causò diversi incidenti mortali durante la campagna di Polonia. Fu risolto molto semplicemente, adottando una manetta di armamento non più fissa e vincolata in permanenza all'otturatore, bensì separata che comprendeva un fermo di sicurezza. I cambiamenti furono incorporati in una versione intermedia (MP 38/40), e poi nell'iniziale produzione dell'MP 40, apparsa a partire dal 1940.

Durante il corso della guerra fu realizzato oltre un milione di esemplari di tutte queste versioni. Esteticamente la differenza tra l'MP 38 e l'MP 40 è che l'MP 38 ha l'intero castello con scanalature longitudinali con il bocchettone d'inserimento del caricatore liscio, mentre l'MP 40 presenta le scanalature solo sul bocchettone d'inserimento del caricatore, con castello liscio[2]. Inoltre, nell'MP 38 l'otturatore presentava fresature di alleggerimento, eliminate nel MP 40.

Militari delle Waffen-SS armati di MP 40

L'MP 40 fu spesso chiamato Schmeisser dagli Alleati, dal nome del presunto progettista Hugo Schmeisser. Ma Schmeisser non progettò mai l'MP 40, e collaborò solo alla realizzazione dell'MP 41 (un MP 40 con un calcio in legno vecchio stile e l'aggiunta del selettore di fuoco) e dell'MP 44. Inoltre Schmeisser non lavorava per la società Erma, ma per la Haenel. È impossibile determinare come mai Schmeisser sia stato onorato da questa leggenda: in tedesco la parola schmeisser descrive qualcuno che colpisce o lancia qualcosa con scarsa precisione, ma con una forza estrema. Schmeisser comunque produsse i caricatori per l'MP 40, (i quali, portando il suo nome impresso, sicuramente contribuirono alla diffusione di questo soprannome).

Dalle immagini di propaganda dell'epoca sembrerebbe che l'MP 40 fosse di uso universale: in realtà, ne erano dotati solo i capisquadra, i sottoufficiali e talvolta gli ufficiali (secondo le normative della Wehrmacht, i comandanti di squadra e di plotone dovevano avere una Maschine-Pistole che di solito era la MP38 o MP40 ma non erano infrequenti anche le MP28 e MP34), e con precedenza alle unità di prima linea. Il resto dell'esercito era armato con il fucile d'ordinanza Kar98k e, verso la fine della guerra, in parte con l'StG 44.

Prestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Un MP 40 esposto in un museo in Germania.

Rispetto ad armi equivalenti di altri paesi belligeranti, l'MP 40 vantava una buona precisione anche a media distanza, un rinculo abbastanza ridotto, chiusura a massa battente, l'impugnatura a pistola ed una soluzione innovativa come il calcio metallico ribaltabile. Il tiro, esclusivamente automatico, era molto ben controllabile e un tiratore allenato non aveva difficoltà a esplodere uno-due colpi per volta. L'otturatore telescopico svolgeva egregiamente la sua funzione di "ammortizzatore" del rinculo, anche se richiedeva un'attenta manutenzione e il tiro fino a 50 metri era confortevole e preciso. La compattezza e leggerezza dell'arma in particolare furono apprezzate dai suoi utilizzatori. Non era raro infatti trovare delle MP 40 in mano a militari sovietici o statunitensi, dopo che l'avevano confiscata ai loro avversari tedeschi. L'impostazione generale della MP 40 fu ripresa, infatti, anche dal PPS-43 sovietico e dal M3 "Grease Gun" statunitense, che sebbene meccanicamente molto meno raffinati, riprendevano lo stesso concetto di produzione a lamiere stampate e saldate elettricamente, e l'architettura generale con impugnatura a pistola, caricatore verticale e calcio pieghevole a stampella.

Anche se generalmente affidabile, il maggiore punto debole dell’MP 38 e MP 40 era il suo caricatore da 32 colpi (una debolezza ereditata dall'inglese Sten, che copiò lo stesso design). Al contrario del Thompson (e del sovietico PPS-43, che però sfruttava proprio l'esperienza fatta con il MP 40), che utilizzava un caricatore bifilare a presentazione doppia, gli MP 38/MP 40 utilizzavano un'alimentazione singola, con una doppia colonna di cartucce che si presentavano singolarmente. In teoria le labbra del caricatore erano così più robuste, ma ciò costringeva le cartucce a sopportare un elevato attrito per raggiungere la camera di scoppio. Un ulteriore difetto era la tendenza del caricatore a sporcarsi e incepparsi. In casi del genere i tedeschi davano uno schiaffo al caricatore, risolvendo il problema. Il caricatore era inoltre spesso usato come impugnatura, utilizzo errato che spesso causava problemi di alimentazione, poiché la pressione della mano causava lo spostamento del caricatore, e quindi inceppamenti. I manuali tedeschi raccomandavano infatti di impugnare l'arma per il bocchettone di inserimento del caricatore, per evitare così malfunzionamenti, ma spesso se ne dimenticavano, nella confusione della battaglia.

Pur essendo un'arma prodotta con criteri di produzione in massa, l'MP 40 era caratterizzata da un'ottima qualità dei materiali. Infatti, restò ampiamente in uso in molti conflitti del dopoguerra, in molte parti del mondo. L'ultimo esercito a utilizzarla coma arma ufficiale fu l'esercito norvegese, che la tenne in dotazione alla riserva fino alla fine degli anni '80. Tuttavia, l'MP 40 continua ad apparire in mano a guerriglieri e combattenti clandestini che non possono permettersi armi più sofisticate, in Africa e Asia, fino ai giorni presenti.

Sottufficiale (Unteroffizier) della Wehrmacht armato di MP40 sul fronte orientale, 1943
Un membro delle Waffen SS imbraccia un MP 40 durante i combattimenti dell'insurrezione di Varsavia (1944).
Truppe alpine tedesche in addestramento in Norvegia nel 1943, armate di MP40. Si nota il modo di fare fuoco sfruttando il caricatore come appoggio per la mano sinistra, metodo che poteva però far oscillare il caricatore e causare inceppamenti.
La MP41, realizzata in poche centinaia di esemplari dalla ErMa nel 1941, in sostanza una MP40 montata su di una calciatura in legno tradizionale. Ebbe poco successo e fu utilizzata soprattutto dalle unità di Polizia per compiti di retrovia.

Varianti e sviluppi post-bellici[modifica | modifica wikitesto]

  • MP 40/I: versione principale
  • MP 40/II: versione sperimentale con un caricatore da 64 colpi. L'MP40/II comparve sui campi di battaglia nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale. Questa versione dell'MP40 ha due serbatoi di colpi, ognuno dei quali scorre orizzontalmente man mano che quello precedente si esaurisce. Questa modifica aveva l'obiettivo di contrastare il maggiore potere di fuoco del PPSh-41 Russo, ma di fatto rese l'arma pesante e sbilanciata, e non ebbe successo. Comunque, dal 1943 anche i Sovietici ridussero il numero di colpi del PPSh-41 a 35 colpi per risolvere alcuni problemi dell'arma.
  • MP 41: una variante ideata da Louis Schmeisser per la Haenel, che univa i meccanismi interni dell' MP40 al design dell'MP 28. Aveva un calcio in legno e non era dotato di impugnatura a pistola e di selettore di tiro. I pochi esemplari prodotti furono utilizzati sul fronte orientale dalle Waffen-SS.
  • BD 38: una nuova riproduzione semi-automatica dell' MP 38, prodotta dalla Selbstandebüchse dal 2005.
  • M 42: copia prodotta durante la Seconda guerra mondiale dal Portogallo.
  • Zastava M-56: dopo la M-48 (nel 1956), una copia del PPSh-41 sovietico, la Jugoslavia cominciò a produrre questa nuova arma, chiaramente ispirata alla MP-40 tedesca, da cui differiva in primo luogo per il caricatore curvo (invece che verticale) e per la presenza di un aggancio per la baionetta. Il calibro adottato fu il 7,62 × 25 mm, ma è possibile trovare alcuni esemplari (specialmente i primi) in 7,63 mm Mauser. Per il resto l'arma non possedeva caratteristiche particolari, salvo un meccanismo più semplice e una maggiore facilità nel mantenere pulito l'otturatore. Fu sostituito dall'M-65, praticamente identico, ma in calibro 9 mm Parabellum. L'arma non è più in servizio; basti pensare che già durante i conflitti della ex-Jugoslavia risultava essere un'arma molto rara.
  • Carl Gustaf M/45: prodotta in Svezia del 1945 al 1964, rimase in servizio fino agli anni '90 quando fu definitivamente sostituita dai nuovi AK-4 e AK-5.
  • Molti Paesi coinvolti nella Seconda Guerra Mondiale svilupparono pistole mitragliatrici con caratteristiche simili all'MP40. Gli esempi più famosi sono il PPS-43 Russo e l'M3 Grease Gun Americano.

L'MP 40 nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • In ambito videoludico e cinematografico, l'MP 40 compare in tutti i giochi ambientati nella seconda guerra mondiale (Medal of Honor, Call of Duty( Compare in Call of Duty World at War; in Call of Duty Black Ops e in molti altri capitoli della saga), Return to Castle Wolfenstein, Hidden & Dangerous, Hours of Victory, Turning Point...) e in molti film ambientati nello stesso periodo.
  • L'MP 40 fu aggiunta come arma al

gioco Rise Of The Triad.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Erma MP-38 and MP-40 submachine gun (Germany). URL consultato il 23 dicembre 2012.
  2. ^ Storia delle armi da guerra Nr.8, Fanteria in Guerra 1939-1945, Edizioni A.I.D., Milano 1977

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • The German Submachine Guns (downloadable ebook) by Lyndon Haywood (H&L Publishing - HLebooks.com - 2001)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


guerra Portale Guerra: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di guerra