StG 44

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Sturmgewehr 44 (StG 44)
Maschinenpistole 43 (MP43)
Maschinenpistole 44 (MP44)
StG 44
StG 44
Tipo fucile d'assalto
Origine Germania Germania
Impiego
Conflitti Seconda guerra mondiale
Vari conflitti posteriori (soprattutto guerriglia)
Produzione
Progettista Hugo Schmeisser
Data progettazione 1942
Costruttore C. G. Haenel Waffen und Fahrradfabrik<brCITEFA
Steyr-Daimler-Puch
Date di produzione luglio 1944 - maggio 1945
Entrata in servizio ottobre 1943
Ritiro dal servizio maggio 1945
Varianti MKb 42(H)
MKb 42(W)
MP 43
MP 43/1
MP 44
Descrizione
Peso 4,31 kg (scarico)
5,13 kg (carico)
Lunghezza 940 mm
Lunghezza canna 419 mm
Calibro 7,92 mm
Munizioni 7,92 × 33 mm
(7,92 mm Kurz)
Azionamento a gas
Cadenza di tiro 550 - 600 colpi al minuto
Velocità alla volata 685 m/s
Tiro utile 300 m (automatico)
600 m (semiautomatico)
Alimentazione caricatore rimovibile da 30 colpi
Organi di mira incavo a V posteriore e anello anteriore
ottica ZF 4

Modern Firearm.ru[1]

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L'StG 44 (abbreviazione di Sturmgewehr 44, fucile d'assalto modello 1944) è un fucile a fuoco selettivo tedesco sviluppato durante la Seconda guerra mondiale, che fu il precursore di tutti i moderni fucili d'assalto. È anche conosciuto sotto le denominazioni MP 43 e MP 44. L'StG 44 fu la prima arma di successo del suo genere e l'idea di base ebbe profonde ripercussioni sull'industria bellica nel dopoguerra. L'arma riempì l'enorme vuoto tra fucili (K98k) e pistole mitragliatrici (MP 40), compiendo il suo dovere alla perfezione, in particolare sul fronte orientale, offrendo un raggio d'azione superiore a quello di un mitra ma mantenendone la velocità di fuoco. Tuttavia, giunse troppo tardi perché il suo impatto potesse ribaltare le sorti del conflitto[2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ottobre 1943. Un soldato dimostra la variante di transizione MP 43/1, usata per testare la possibilità di uso dell'arma come fucile di precisione. Il fucile monta una classica ottica ZF 4.

MP 43, MP 44, e StG 44 erano differenti designazioni per lo stesso fucile, con solo minime migliorie durante la produzione. Le diverse nomenclature sono il risultato della complessità della burocrazia della Germania nazista. Sviluppato a partire dall'MKb 42(H) (dove MKb sta per Maschinenkarabiner, carabina automatica), l'StG 44 combinava le caratteristiche di carabine, mitra e fucili. Secondo alcune fonti, il nome sarebbe stato scelto personalmente da Adolf Hitler[3][4] per ragioni di propaganda, ma molti altri ritengono che il ruolo di Hitler nella questione sia limitato alla firma dell'ordine di produzione[5]. Dopo l'adozione dell'StG 44, l'uso del termine fucile d'assalto si diffuse nel mondo. Nel corso della produzione vi furono modifiche al calcio, alla volata, alla forma della mira anteriore e alcuni miglioramente al pozzo di alimentazione.

Il fucile era camerato per la nuova munizione 7,92 × 33 mm Kurz[6][7]. Questa variante corta della munizione tedesca standard (7,92 × 57 mm), in combinazione con la capacità di fuoco selettivo, forniva un ottimo compromesso tra potenza di fuoco a corto raggio e precisione a medio raggio. Nonostante l'arma avesse una gittata effettiva inferiore a quella dei normali fucili, i combattimenti non avvenivano mai su distanze superiori ai 300/500 m, quindi le cartucce a piena potenza di rivelavano troppo potenti per tali distanze. Solo uno specialista addestrato, come un cecchino o un mitragliere, avrebbe sfruttato al massimo la potenza e la gittata delle munizioni da fucile.

I britannici furono molto critici verso quest'arma, affermando che il castello potesse piegarsi e quindi bloccare l'otturatore semplicemente battendo il fucile a terra[8]. Un rapporto statunitense degli ultimi periodi della guerra definì l'arma scomoda e ingombrante, soggetta a malfunzionamenti[9]. Molte di queste critiche sono testimonianza dell'avversione alleata, piuttosto che opinioni obiettive sull'arma, che invece si rivelò estremamente efficace in combattimento[10].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica[modifica | modifica wikitesto]

Nel tardo XIX secolo, le munizioni per armi portatili erano divenute sempre più precise sulle lunghe distanze. La polvere infume poteva scagliare proiettili letali fino a 2.000 m di distanza, molto oltre le possibilità di mira umane (in quanto un bersaglio a tale distanza sarebbe stato completamente coperta dell'organo di mira. Solo intere unità di uomini che sparavano simultaneamente avrebbero potuto colpire un bersaglio a tale distanza, ma questo tipo di schieramento fu brutalmente reso impossibile dall'introduzione delle mitragliatrici. Le armi a corto raggio usavano proiettili da pistola, mentre quelle a lungo raggio proiettili da fucile. Il buco che le separava spinse gli ingegneri a studiare una munizione intermedia. I primi studi sul soggetto risalgolo al 1892, ma i militari dell'epoca erano troppo impegnati ad aumentare potenza e gittata delle munizioni per rendersi conto dell'effettiva importanza che tali proiettili avrebbero potuto avere[11].

Nella primavera del 1918, il capitano Piderit, membro del Gewehrprüfungskommission (Comitato di prova delle armi leggere) propose un documento in cui si chiedeva l'introduzione nell'esercito tedesco di armi a munizionamento intermedio. Sottolineava come raramente gli scontri a fuoco avvenivano su distanze superiori agli 800 m, ovvero neanche la metà della gittata massima teorica del 7,92 mm (che era di ben 2.000 m) usato nel Mauser M 1898 e nella Maxim MG 08. Una munizione più corta e meno potente avrebbe permesso di risparmiare i materiali, consentendo allo stesso tempo alle truppe id trasporar epiù munizioni e di scatenare un maggiore volume di fuoco. Un minore rinculo avrebbe permesso armi a fuoco selettivo, chiamate però ancora nel documento maschinenpistole (ovvero pistole mitragliatrici). L'esercito non mostrò interesse, trovandosi già fornito dei nuovi MP 18 in calibro 9 mm[11].

Nel 1923, l'esercito tedesco indisse il bando per il rimpiazzo del Mauser M1898. Requisiti fondamentali erano una minore lunghezza e un minor peso, ma mantenendo pur sempre la stessa efficacia sui 400 m, e presentando un caricatore da 20 o 30 colpi. La compagnia bavarese Rheinisch-Westfälische Sprengstoff (RWS) cominciò vari esperimenti con nuovi munizionamenti negli anni '20 e anche diverse industrie produttrici di armi per aerei mostrarono interesse nel campo. Lo sviluppo di armi adatte ai nuovi proiettili non compinciò però fino agli anni '30. La RWS propose due colpi, uno da 7 e l'altro da 8 mm, entambi con bossolo da 46 mm. La Deutsche Waffen und Munitionsfabriken propose il suo 7 × 39,1 mm e la Gustav Genschow & Co (Ge.Co) propose il 7,75 × 39,5 mm. L'arma automatica della Ge.Co fu il Model A35, uno sviluppo del precedente fucile semiautomatico SG29, ma l'arma si rivelò troppo complessa e pericolosa per essere adottata[11].

Il governo tedesco cominciò il suo programma per proiettili intermedi subito dopo. La fabbrica di munizioni Polte di magdeburgo fu incaricata di sviluppare i nuovi proiettili nell'aprile del 1938 e siglò un contratto con la Heereswaffenamt (HWA, agenzia per gli armamenti del Reich). Contemporaneamente, l'HWA commissionò alla C.G. Haenel di Suhl lo sviluppo di un fucile adatto alla munizione. L'arma avrebbe dovuto essere più corta del K98k (il peso poteva rimaner lo stesso o diminuire, ma non aumentare), la gittata avrebbe dovuto attestarsi almeno sui 400 m, avrebbe dovuto essere a fuoco selettivo con un rateo di fuoco minimo di 480 colpi al minuto in modalità automatica, compatibile con granate da fucile, affidabile e semplice da produrre. La consegna dei primi cinquanta fucili per le prove sul campo fu concordata per l'inizio del 1942[11].

All'inizio della Seconda guerra mondiale, le armi dell'esercito tedesco erano paragonabili a quelle di tutti gli altri eserciti. Una tipica unità di fanteria era equipaggiata con fucili, mitra e mitragliatrici leggere. L'unica differenza con le formazioni avversarie era la grande enfasi posta sulle mitragliatrici leggere: laddove gli americani le relegavano a ruolo di supporto, i tedeschi ne facevano il fulcro della squadra.

Fante tedesco armato di StG 44 in Francia nel 1944.

Uno dei problemi di questa "idea" era che i fucili erano troppo lunghi per essere usati agevolmente dalle truppe meccanizzate e dai carristi. Le pistole mitragliatrici quali MP 28, MP 38 e MP 40 erano si utilizzabili in tali contesti ma mancavano di gittata e potenza oltre i 100 m. La necessità di un'arma intermedia si affacciava, ma fu sempre respinta.

Il problema divenne pressante con l'invasione dell'Unione Sovietica. L'Armata Rossa stava lentamente rimpiazzando i suoi fucili bolt action con i nuovi semiautomatici Tokarev SVT-38 e SVT-40. Le pistole mitragliatrici erano allo stesso tempo molto diffuse e il PPSh-41 era fornito ad un numero enorme di soldati[12].

Questa esperienza con alti volumi di fuoco generati da armi automatiche da spalle costrinse i generali tedeschi a riconsiderare la loro tattica. L'esercito tedesco aveva tentato di introdurre armi semiautomatiche, ad esempio il G 41, ma tale arma si rivelò inadatta al servizio e la produzione non fu mai sufficiente a soddisfare la domanda. Diversi tentativi furono portati avanti per introdurre armi automatiche da spalla, ma la troppa potenza del 7,92 × 57 mm rendeva le armi impossibili da controllare in modalità automatica.

La soluzione tedesca fu quella di introdurre una munizione intermedia tra fucile e mitra. Esperimenti con simili munizioni erano in corso dagli anni '30, ma erano stati sempre rifiutati. Nel 1941, però, stava diventando evidente la necessità di nuove armi, e si decise di adottare la munizione Polte 8 × 33mm Kurzpatrone (munizione corta). Per minimizzare i problemi logistici, il proiettile 8 mm fu usato come base[13].

MKb 42[modifica | modifica wikitesto]

IIl primo modello Haenel MKb 42(H), precursore dell'StG44. L'esemplare appartiene allo Springfield Armory National Historic Site.
Un MKb 42(W) prodotto dalla Walther.

Contratti per fucili camerati in 7,92 × 33 mm[13] furono emessi sia per la Walther che per la Haenel (il cui gruppo di progettisti era diretto da Hugo Schmeisser) a cui fu chiesto di inviare prototipi sotto la denominazione Maschinenkarabiner 1942 (MKb 42). I progetti erano simili: entrambi erano azionati a gas e presentavano selettore di fuoco.

Nel dicembre 1940, i prototipi di entrambe le aziende furono testati dall'HWA a Kummersdorf. Il prototipo della Walther presentò numerosi malfunzionamenti, le canne usate presentavano rigonfiamenti pericolosi e uno addirittura sparò a camera aperta, determinando l'esplosione dell'arma. I tester dettero la colpa alla pessima qualità delle munizioni. Il 9 luglio 1942 test di campo e comparativi furono condotti usando le nuove munizioni e il prototipo della Haenel. Furono sparati 3.654 colpi: 11 bossoli risultarono rotti, 67 difettosi (56 partiti al secondo tentativo) e molti altri stovepipe (ovvero il bossolo che rimane incastrato all'uscita dell'arma e impedisce all'otturatore di tornare in chiusura). Il tutto fu imputato a difetti insiti nel prototipo[11].

Il prototipo originale della Haenel, denominato MKb 42(H), saparava da otturatore aperto e usava un semplice percussore per innescare la carica. Castello superiore e inferiore erano realizzati tramite stampaggio e tenuti assieme da un perno che se rimosso permetteva al castello inferiore di ruotare attorno ad un secondo perno posto in avanti, lasciando accesso alle meccaniche interne. Il prototipo della Haenel si rivelò superiore a quello della Walther, denominato semplicemente MKb 42(W), e l'esercito ordinò alla Haenel un altro esemplare che incorporasse i pochi punti di forza della Walther rispetto al modello originale della Haenel: un attacco per la baionetta e il cambiamento del passo di rigatura della canna. Il primo lotto di produzione fu inviato al fronte nel novembre 1942 e gli utilizzatori apprezzarono molto l'arma. Altre modifiche successive aggiunsero una finestra di copertura per l'otturatore e una scina per il montaggio di ottiche. Tra la fine del 1942 e l'inizio del 1943 furono prodotte 11.833 armi.

Per semplificare ulteriormente, furono rimossi sia l'attacco per la baionetta che l'inutile camera di espansione dei gas posta sopra la canna.

Per il marzo 1943, 2.734 MKb 42(H) erano stati accettati in servizio, seguiti da altri 2.179 in parile e 3.044 a maggio (le stime della Haenel prevedevano rispettivamente 2000 e 3000 armi ogni mese). In più, Haenel stimava altri 3.000 fucili in giugno e 1.000 in luglio, con una stima totale di circa 12.000 MKb 42(H). Tuttavia la stima di Haenel non fa differenza tra gli ultimi modelli di MKb 42(H) e i primi di MP 43/1[14][15][16]. Il numero di MKb 42(W) prodotti è ancora più incerto. Alcune fonti suggeriscono attorno agli 8.000, ma le stime più credibili riducono il numero a non più di 200 (con molti rimasti all'interno delle fabbriche Walther fio alla fine del conflitto)[14]. La produzione iniziò nel novembre 1942 e avrebbe dovuto raggiungere le 10.000 unità al mese entro marzo 1942. Il numero totale di MKb 42(H) prodotti tra il novembre 1942 e il novembre 1943 fu di 12.000 esemplari (ovvero circa 1.000 esemplari al mese)[11].

L'MKb 42(H) fu usato prevalentemenre sul fronte orientale. La prima azione delle armi risale all'aprile del 1942, quando 35 dei soli 50 esemplari esistenti vennero paracadutati nella Sacca di Demjansk[5].

MP 43, MP 44, StG 44[modifica | modifica wikitesto]

Granatieri in azione nei pressi di Aachen nel 1944.

Mentre erano ancora in corso i lavori per migliorare l'arma, tutto fu interrotto per ordine di Hitler, che voleva veder prodotte nuove pistole mitragliatrici e non armi nel nuovo calibro. Per mantenere attiva la produzione dell'MKb 42(H) il Waffenamt la rinominò MP 43 (in linea con la designazione del più diffuso MP 40).

Troppo tempo venne sprecato cercando di sostituire l'MP 43 al K98k. La sostituzione sarebbe stata sempre impossibile: il proiettile kurz non avrebbe avuto forza sufficiente a sparare le granate da fucile, l'arma non era sufficientemente precisa per i tiratori scelti e soprattutto troppo corta per montare una baionetta. Come conseguenza, si decise di rimuovere dall'MP 43 la slitta per l'ottica, l'estensione per il lanciagranate e l'attacco per la baionetta[11].

Alla fine Hitler fiutò il raggiro e interruppe di nuovo la produzione. Ne permise il riavvio solo nel marzo 1943 e solo a scopo di valutazione. Finiti i test nel settembre del 1943 Hitler si convinse ad accettare l'evidenza che l'arma meritasse una chance sul campo di battaglia. I primi esemplari di MP 43 furono distribuiti alle truppe nell'ottobre 1943 sul fronte orientale. Nell'aprile del 1944, Hitler si scoprì particolarmente intrigato dall'arma e ordinò la redesignazione in MP 44. Nel luglio dello stesso anno, ad un incontro sul tema del fronte orientale (già messo piuttosto male) alla domanda di Hitler su cosa i soldati necessitassero, la risposta fu "altri esemplari di questo nuovo fucile!". La risposta lasciò Hitler perplesso (testimoni dicono che abbia chiesto "quale nuovo fucile?". Quando gli fu portata l'arma, decise di rinominarla ufficialmente Sturmgewehr (fucile d'assalto).

La credenza comune è che Hitler fosse contrario al nuovo calibro intermedio. In realtà, se così fosse avrebbe ordinato tassativamente di cessare gli studi e i progetti. I rapporti citano invece di numerose presentazioni dell'arma ad Hitler nelle varie fasi di sviluppo. Non era quindi tanto ostilità verso il concetto di "nuovo" quanto la volontà di non inviare al fronte così poche di queste nuove armi. L'industria tedesca non sarebbe stata in grado, sul breve periodo, di rimpiazzare i 12.000.000 di K98k già distribuiti, per non parlare del fatto che l'StG usava una nuova cartuccia intermedia. L'arma era più veloce, semplice ed economica del K98k da produrre, ma richiedeva allo stesso tempo macchinari più complessi. Introddure l'arma in pochi esemplari non sarebbe stato produttivo, anzi, avrebbe ottenuto l'effetto contrario[11].

La produzione cominciò poco dopo, con le prime spedizioni verso il fronte orientale. Per la fine della guerra, erano stati prodotti un totale di 425.977 StG 44 (comprese varianti e versioni precedenti) ed erano stati cominciati i lavori sul prototipo StG 45. Il fucile d'assalto si dimostrò un'arma eccezionale, specialmente sul fronte orientale dove fu dispiegata per la prima volta. Un soldato addestrato all'uso poteva impegnare nemici su tutte le distanze grazie alla versatilità dell'arma, che si rivelò anche particolarmente affidabile in condizioni estreme come quelle della steppa russa. Il rateo di fuoco variava dai 550 ai 600 colpi al minuto.

L'uso principale della nuova arma fu quello di contrastare lo strapotere delle pistole mitragliatrici sovietiche PPS e PPSh-41. Utilizzando caricatori da 71 o 35 colpi queste armi si rivelavano eccezionali nei combattimenti ravvicinati, pur non potendo competere con la gittata di un K98k. L'StG, pur non potendo neanche lui raggiungere gittata proprie dei fucili, era comunque superiore in quanto a balistica alle armi sovietiche. Con una canna da 419 mm, la velocità alla volata era di 685 m/s, comparata con i 760 m/s del K98k, i 744 m/s del Bren inglese, i 600 m/s della Carabina M1 e i 365 m/s dell'MP 40. Inoltre, il calcio in asse con la canna permetteva una controllabilità notevolmente superiore, persino in modalità automatica. In poche parole, l'StG conferiva all'utilizzatore un potere di fuoco superiore a quello concesso da qualunque altra arma del periodo, e costrinse le altre nazioni ad adottare l'idea di un fucile d'assalto per il futuro.

La 1° Divisione di Fanteria del Gruppo di Armate Sud e la 32° Divisione del Gruppo di Armate Nord fuono selezionate per la prova sul campo del fucile, anche se alla fine, a causa della scarsità di munizioni, solo la 1° Divisione era equipaggiata a dovere con l'arma. Il K98k fu mantenuto come arma per tiratori e per il lancio di granate, mentre gli MP 40 erano destinati a carristi, artiglieri e ufficiali. L'StG fu fornito ai soldati e impiegato per scontri ravvicinati, in maniera simili a quanto avvenuto con l'MP 18 appena entrato in servizio nel 1918. L'arma permetteva alle squadre di mantenere la copertura di fuoco anche quando le mitragliatrici dovevano spostarsi o ricaricare. Un difetto subito riscontrato fu la rapida usura della molla del caricatore, e si decise di ovviare al problema invitando i soldati a non caricare più di 25 colpi nell'arma. Nel gennaio 1945 fu introdotto un caricatore appositamente sagomato ccosì da limitare a 25 il numero massimo di colpi inseribili[11].

Un oggetto bizzarro che andò ad affiancare l'StG 44 fu il Krummlauf, una canna ricurva da applicare alla volata e dotata di sistema di mira periscopico per sparare oltre gli ostacoli senza esporsi al fuoco nemico. Fu prodotto in diverse varianti: il tipo I per la fanteria, e il tipo P per i carristi che permetteva di coprire anche quei punti normalmente non visibli attorno al carro. Furono proposte versioni con angolo da 30°, 45°, 60° e 90° e addirittura una versione per MG 42. In pratica, solo la versione da 30° ebbe un minimo di successo. La canna curva aveva un tasso di usura elevatissimo, 300 colpi per le versioni da 30° e appena 160 per quelle da 45°. Il modello da 30° era comunque in grado di disperdere i colpi a 100 m su una superficie non più grande di 35 x 35 cm[17].

Volksgrenadier armati di StG44 nelle Ardenne.

Alcuni StG erano dotati di puntatori infrarossi Zielgerät 1229, meglio noti con il nome in codice Vampir. L'aspetto ricordava quello dei moderni Starlight, in cui si ha una sorta di ricevitore che capta e amplifica la luce infrarossa. L'utilizzatore doveva trasportare una batteria con sé perché il sistema funzionasse, nonostante la durata della batteria fosse di appena 15 minuti, permettendo però una visione piuttosto nitida fino a 200 m. All'arma doveva essere montato un soppressore di fiamma perché il tiratore non venisse accecato dall'amplificazione della fiammata[11].

Alla fine della guerra, Hugo Schmeisser disse che 424.000 armi erano state costruite tra il giugno 1943 e l'aprile 1945 in quattro impianti: 185.000 dalla C.G. Haenel di Suhl; 55.000 dalla J.P. Sauer & Sohn sempre a Suhl; 104.000 a Erfurt e 80.000 dalla Steyr-Daimler-Puch AG a Steyr, in Austria. La quantità è molto inferiore ai 1.500.000 ordinati e ben lontana dalla cifra prevista di 4.000.000[11].

Prototipi tardi[modifica | modifica wikitesto]

Il prototipo Gerät 06. un tentativo di semplificare ulteriormente l'StG 44. L'esemplare nell'immagine è incompleto: fu recuperato nel 1945 e testato ad Aberdeen dopo la guerra.

In un processo di sviluppo non collegato, la Mauser continuò a lavorare una serie di armi sperimentali che potessero essere accettate ampiamente in servizio. Uno di questi prototipi, frutto della collaborazione tra gli ingegneri dell'Abteilung 37 di Oberndorf, fu l'MKb Gerät 06 del 1942. L'arma sfruttava il principio di chiusura a rullini già impiegato con successo nella MG 42. Si era arrivati alla conclusione che, bilanciando attentamente le masse, il sistema dei gas poteva essere omesso.TL'arma che ne derivò, denominata Gerät 06(H), sarebbe dovuta entrare in servizio con la denominazione definitiva StG 45(M). Il principio di funzionamento fu ripreso dopo il conflitto in armi quali il CEAM/AME, il CETME e più estesamente dalla Heckler & Koch.

Alla fine della guerra, vi furono tentativi di introdurre "armi di fortuna" chiamate volksgewehr camerate per il 7,92 × 33 mm[13]. Una di queste, il Volkssturmgewehr 1-5 sfruttava il rinculo ritardato basato sul sistema Barnitzke, in cui l'accumulo dei gas di combustione nella camera oppone resistenza al movimento delle parti fino a che il proiettile non ha lasciato la canna, permettendo all'arma di riarmare a pressioni di sicurezza. Il principio sarà poi usato con successo nella pistola P7.

Dopo il 1945[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiali della Volkspolizei della DDR in parate nelle strade di Neusrelitz nel 1955. L'StG 44 rimase in servizio in questa formazione fino ai primi anni '60.

L'StG 44 rimase in uso presso la Nationale Volksarmee con la deisgnazione MPi.44 finché non venne rimpiazzato dall'AK-47 e dalle sue varianti. La Volkspolizei lo usò fino al 1962 circa quando venne rimpiazzato con il PPSh-41. Altri paesi usarono l'StG 44 dopo la guerra, come la Repubblica Socialista di Cecoslovacchia[18] e la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia[19], dove rimase in servizio fino ai tardi anni '80[20], quando l'arma venne relegata all'uso da parte di riserve della Difesa Territoriale o venduta ai regimi alleati in Medioriente e Africa.

L'Argentina (più precisamente la fabbrica CITEFA) produsse la sua versione di prova dell'StG 44 a cavallo fra anni '40 e '50[21][22] ma finì per adottare il FAL della FN nel 1955, in quanto utilizzava il più potente e soprattutto comune 7,62 mm NATO (che oltretutto non aveva connessioni con il Terzo Reich).

Nuove versioni semiautomatiche di MKb 42(H), MP 43/1 e StG44 sono ad oggi prodotte dalla SSD (Sport Systeme Dittrich) e distribuite dalla HZA Kulmbach GmbH[23] nel calibro originale. Il modello PTR-44 (prodotto dalla PTR-91 Inc.) fu prodotto per breve tempo, ma l'alto prezzo e la scarsa domanda portarono alla cessazione della produzione. Una copia in .22 LR dell'StG 44 è tuttora prodotta dalla GSG a basso prezzo. La HMG (Hill & Mac Gunworks) sta attualmente producendo repliche dell'arma che accettano calibri più comuni come 7,62 ×39 mm, 5,56 × 45 mm NATO e .300 AAC Blackout, chiaramente affiancati al calibro originale[24].

Al momento il maggiore produttore di 8 mm Kurz è la Prvi Partizan in Serbia.

Eredità[modifica | modifica wikitesto]

L'StG 44 fu il primo fucile d'assalto ad essere impiegato su vasta scala e immesso nella produzione di massa[25]. Il principio di quest'arma - la riduzione del rinculo per poter impiegare il fuoco automatico su distanze di combattimento - fu probabilmente l'avanzamento più importante nel campo delle armi dopo l'invenzione della polvere infume[26]. Gli effetti dell'StG 44 sulle armi post-belliche fu immenso, come testimoniato dall'AK-47 di Mikhail Kalashnikov e dall'M16 di Eugene Stoner. L'Unione Sovietica fu rapidissima nell'introdurre in servizio dei veri fucili d'assalto. L'AK-47 usava un proiettile intermedio, ma differiva nel principio di funzionamento[27]. Nel 1944 gli Stati Uniti aggiunsero la capacità di fuoco automatico alla Carabina M1, che prese il nome di Carabina M2. Furono distribuiti appositi kit che permettevano la conversione da M1 a M2.

Fino a che punto l'StG 44 abbia influenzato l'AK-47 non è chiaro. Non fu chiaramente una copia diretta, data la differenza nelle meccaniche. Tuttavia, le decine di migliaia di StG catturati da Sovietici devono aver fornito a Kalashnikov l'ispirazione. Il 7,62 × 39 mm, tuttavia, fu l'erede diretto del 7,92 mm kurz. Nel luglio 1943, l'NKV si riunì per discutere delle nuove armi straniere di calibro intermedio. L'incontro si concluse stabilendo che il 7,92 mm kurz era uno sviluppo molto importante e che i sovietici avrebbero dovuto lavorare su un loro proiettile. Un mese dopo nacque il prototipo M1943 7,62 mm, ottenuto allo stesso modo della munizione tedesca, diminuendo la lunghezza del bossolo e quindi la capacità di polvere del 7,62 × 54 mm R[25].

Dopo la Seconda guerra mondiale tutti i paesi occidentali continuarono ad usare proiettili di fucile. Nonostante il 7,62 × 51 mm NATO adottato dopo la guerra fosse ancora un proiettile a piena potenza, l'adozione di nuove munizioni intermedie si faceva sempre più frequente e necessaria. Già il fucile M1 Garand era stato inizialmente ideato per il .276 Pedersen (7 mm), meno potente del più vecchio .30-06. L'adozione della Carabina M1 nel 1941 dimostrò l'utilità di un calibro più piccolo e meno potente che quindi richiedeva meno addestramento per un uso adeguato. La Franchi basò il funzionamento della Carabina LF-58 e del fucile d abattaglia LF-59 su quello dello Sturmgewehr[28].

Gli Stati Uniti e in seguito la NATO svilupparono fucili d'assalto seguendo lo stesso procedimento, ovvero aggiungendo un selettore di fuoco ad armi camerate per proiettili da fucile con carica ridotta. L'Unione Sovietica alleggerì l'AK-47 e introdusse l'AKM. L'America fece un passo ulteriore e alleggerì ancora di più le armi introducendo l'M16 in 5,56 mm NATO. Seguirono subito i sovietici con il nuoco AK-74 (5,45 mm).

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Gruppi armati irregolari[modifica | modifica wikitesto]

Copia dell'StG 44 in calibro .22 LR prodotta dalla GSG.

Dopo la Seconda guerra mondiale, l'Unione Sovietica e i suoi alleati fornirono ai paesi del blocco comunista molte delle armi catturate ai tedeschi durante il conflitto, e gli StG 44 con moltissime munizioni finirono nelle mani di eserciti irregolari. Le forze francesi scoprirono notevoli quantità di StG 44 in Algeria e ne tracciarono la produzione in Cecoslovacchia. Anche i Vietcong erano armati con le armi tedesche[32]. Esemplari dell'arma sono ancora usati (seppur limitatamente) da diversi gruppi di guerriglia del Medioriente[33] e del Corno d'Africa.

Nell'agosto 2012, la brigata At-Tawhid siriana postò un video su YouTube mostrando una cassa di StG 44[34] in loro possesso, assieme a munizioni, catturate ad Aleppo[35]. Più tardi emersero anche foto dei combattenti che usavano le armi in combattimento[30]. Nel settembre 2013 una foto mostrava un ribelle siriano con un StG 44 montato su una stazione per il controllo remoto. L'arma era controllata da un joystick mentre la visuale era fornita da una telecamera montata dietro il mirino telescopico[36].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Schmeisser MP 43MP 44 Stg.44, world.guns.ru. URL consultato il 23 dicembre 2012.
  2. ^ a b Chris Bishop, The Encyclopedia of Weapons of World War II, New York, Orbis Publishing Ltd., 1998, ISBN 0-7607-1022-8. Template:Page needed
  3. ^ Chris Bishop, The Encyclopedia of Weapons of World War II, in Sterling Publishing Company, Inc., 2002, p. 218.
  4. ^ Military Small Arms of the 20th Century, 7th Edition, Ian V. Hogg, page 243
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