Walther Gewehr 43

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Gewehr 43
Karabiner 43
Automatgevär m1943 - Tyskland - AM.045876.jpg
Tipo Fucile semiautomatico
Origine Germania Germania nazista
Impiego
Conflitti Seconda guerra mondiale
Produzione
Progettista Walther
  • Carl Walther Waffenfabrik (Zella Mehlis)
  • Gustloffwerke (Buchenwald)
  • Berlin-Lübecker Maschinenfabrik (Lübeck)
Numero prodotto 402.713
Descrizione
Peso 4,1 kg
Lunghezza 1130 mm
Lunghezza canna 546 mm
Calibro 7,92 mm
Tipo munizioni 7,92 × 57 mm Mauser
Azionamento Operato a gas
Velocità alla volata 775 m/s
Tiro utile 500 m
Alimentazione caricatore amovibile da 10 colpi
Organi di mira mire metalliche, ottica ZF 4 (opzionale)

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Il Gewehr 43 o Karabiner 43 (spesso abbreviato come G 43, K 43, Gew 43, Kar 43) è un fucile semiautomatico camerato per il proiettile 7,92 × 57 mm Mauser sviluppato in Germania durante la Seconda guerra mondiale, basandosi sul progetto del sovietico SVT-40.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La richiesta della Germania di due fucili semiautomatici da fanteria condusse alla presentazione di due modelli, il G 41(M) e il G 41(W), proposti rispettivamente dalla Mauser e dalla Walther. Il modello della Mauser venne introdotto in combattimento nel 1941 ma si rivelò ben presto inaffidabile e ne vennero realizzati solo 12.755 esemplari. Anche il modello della Walther, pur essendo migliore in certi aspetti, presentava numerosi problemi di affidabilità. Nel 1943 la Walther combinò le caratteristiche positive del G 41(W) con un nuovo sistema di gas, migliorando così di molto le prestazioni del fucile. Il prototipo venne accettato ed entrò in servizio nel 1943 con la denominazione Gewehr 43 (poi sostituita nel 1944 con Karabiner 43) e ne vennero prodotti poco più di 402.713 esemplari dal 1943 al 1945.

G 41(M) e G 41(W)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1940 divenne evidente la necessità di introdurre dei fucili semiautomatici, con un rateo di fuoco superiore ai normali bolt-action, per migliorare le prestazioni dei reparti di fanteria. L’esercito stabilì delle specifiche che dovessero essere rispettate per questo nuovo progetto, e affidò il lavoro alla Mauser e alla Walther. Le restrizioni imposte furono:

  • L’arma non doveva presentare fori per il gas praticati nella canna.
  • Il fucile non avrebbe dovuto presentare parti mobili sulla superficie.
  • Il fucile doveva prevedere un sistema bolt-action per l’alimentazione manuale del fucile in caso il meccanismo semiautomatico dovesse fallire nell’alimentare l’arma.

Entrambi i modelli impiegarono quindi il sistema di armamento Bang (dall’inventore Søren H. Bang) del fucile danese M1922. In questa configurazione, i gas venivano bloccati in un cono sagomato vicino alla volata che in questo modo faceva forza su un pistone a corsa lunga che azionava il meccanismo di ricarica ed espelleva il bossolo. Il sistema è completamente diverso dal classico sistema a gas, in cui si utilizzano fori sulla canna per reindirizzare i gas verso la meccanica dell’arma. Le due armi impiegavano caricatori fissi da 10 colpi, ricaricabili mediante due clip da 5 colpi (le stesse usate nel Kar98k).

Il prototipo della Mauser, il G 41(M), fu un fallimento totale. Solo 6.673 esemplari vennero prodotti prima che la produzione venisse fermata definitivamente. Il modello della Walther, il G 41(W), è esternamente molto simile al G 43. Le parti in metallo venivano ricavate dal pieno e alcuni esemplari, specialmente quelli più tardi, presentano calciature in bachelite. Il modello della Walther ebbe maggiore fortuna semplicemente perché la casa produttrice ignorò totalmente la seconda e la terza restrizione.

Questi fucili (come anche il modello della Mauser) avevano problemi nel sistema di gas. I problemi derivavano dall’eccessiva complessità del sistema per l’utilizzo dei gas, che veniva facilmente danneggiato dai sali corrosivi presenti negli inneschi dei proiettili. Il meccanismo era composto da 5 parti piuttosto piccole e fragili, il che rendeva difficile una manutenzione accurata in situazioni concitate. Il fucile venne riprogettato nel 1943, assumendo la sua forma definitiva di G-43: venne implementato un sistema per il recupero dei gas del tutto analogo a quello dell’SVT-40 russo e un caricatore da 10 colpi amovibile. Parallelamente anche il fucile M1 americano veniva progettato con lo stesso sistema di utilizzo dei gas, e puntualmente anche in America il sistema si rivelò inefficiente.

I fucili G 41(W) erano prodotto alla Waffenfabrik Walther (Zella-Mehlis) e alla Berliner-Luebecker Maschinenfabrik (BLM). Le armi della Walther portavano il codice AC (prova di ispezione WaA359) mentre le BLM il codice DUV (prova di ispezione WaA214).

Gewehr 43 (Karabiner 43)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1941 la Germania nazista diede il via all’Operazione Barbarossa, invadendo così l’Unione Sovietica. Subito prima dell’invasione, l’Armata Rossa aveva cominciato a riarmare i propri reparti sostituendo l’ormai vecchio (ma ancora efficiente) Mosin Nagant con i nuovi SVT-38 e SVT-40. La cosa colpì molto i tedeschi che procedettero quindi investendo grandi sforzi nel tentativo di produrre un proprio fucile semiautomatico.

L’SVT sovietico usava un sistema di recupero dei gas molto elementare, che fu presto adattato al G 41(W) per ottenerne il G 43. L’aggiunta rese il fucile più semplice, più leggero e più rapido da produrre rispetto alla versione originale. L’aggiunta del caricatore amovibile fu l’ultima miglioria dal G 41 al G 43. La produzione dell’arma cominciò nell’Ottobre del 1943, seguita nel 1944 dal K 43 (identico in tutto tranne che per la lettere incisa sull’arma). Il nome venne cambiato da Gewehr (fucile lungo) a Karabiner dato che l’arma era di soli 2 cm più lunga del Karabiner 98k e il termine Gewehr risultava quindi inappropriato.

La produzione alla fine della guerra fu di 402.713 esemplari, di cui almeno 53.435 fucili di precisione: questi ultimi erano dei K 43 equipaggiati con un’ottica Zielfernrorh 43 (ZF 4) a quattro ingrandimenti. L’arma era stata progettata per essere utilizzata anche in combinazione con il lanciagranate Schiessbecher (standard per il Kar98k) e il silenziatore Schalldämpfer, ma i test diedero dei risultati talmente negativi che non vennero mai inclusi nella produzione in serie. Il fucile non presentava neanche l’attacco per la baionetta. Dopo la guerra il fucile rimase in dotazione all’esercito della Cecoslovacchia per diversi anni, così come venne utilizzato dalla polizia di frontiera della Repubblica Democratica Tedesca.

Altri dettagli[modifica | modifica wikitesto]

Diverse furono le piccolo modifiche apportate al G/K-43 durante il ciclo di produzione. La cosa fondamentale e che non vi furono, tuttavia, modifiche nel progetto dell’arma nel cambio di nomenclatura, se no la lettera stampigliata sul lato. Le variazioni nella lunghezza delle varie canne sono spesso dovute alla tolleranza delle macchine, alla diversa fabbrica o ad esperimenti volti all’introduzione di canne sperimentali più lunghe. Un numero sconosciuto di fucili furono persino riconvertiti in modo da poter utilizzare i caricatori del nuovo StG 44 e i nuovi proiettili 7,92 × 33 mm Kurz.

K43 con scina per ottica

Sebbene la maggior parte dei G/K 43 fossero equipaggiati con scina per ottiche, la maggior parte degli esemplari veniva consegnata ai soldati senza mirino. L’unico mirino equipaggiabile, inoltre, era lo ZF 4[2]. Nessun altro mirino è mai stato montato sulle armi durante la guerra. Molte varianti sono apparse dopo la guerra ma si tratta in ogni caso di modifiche amatoriali. Sono inoltre molto comuni fucili danneggiati, in quanto i soldati tedeschi erano addestrati a rendere inservibile il fucile in caso di abbandono.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Claus Espeholt: this website is dedicated especially to German semi-automatic WWII military rifles.

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