Fucile mitragliatore

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Un fucile mitragliatore è un'arma automatica leggera di supporto-assalto diffusa dagli anni '20 del XX secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I fucili mitragliatori cominciarono a essere progettati negli anni dopo/durante la prima guerra mondiale, in cui le protagoniste indiscusse dell'innovazione bellica furono le mitragliatrici pesanti (anche se oggi il termine mitragliatrice pesante sta ad indicare un diverso tipo di arma: all'epoca, infatti, la mitragliatrice era pesante per il peso molto simile a quelle odierne, ma di calibro fra 6,5 e 9 mm, infatti oggi è considerato pesante il calibro, intorno al 12,7 mm)

Fino al 1915 non era stato contemplato di creare armi automatiche individuali e portatili che fossero più versatili delle mitragliatrici "pesanti" e soprattutto che potessero essere utilizzate da un solo uomo anche durante operazioni, quali l'assalto che richiedevano grande mobilità. In quello stesso anno però, in Italia, fu ideata una nuova arma da fuoco "leggera"; la Villar Perosa mod. 1915, la quale era dotata di un elevato volume di fuoco automatico (900 colpi/min.) proprio come le mitragliatrici "pesanti", ma con munizioni di potenza ridotta (9 × 19 mm Glisenti). Essa si può considerare l'effettivo progenitore del fucile mitragliatore, anche se essa ufficiosamente appartiene alla tipologia del mitra.

Questo nuovo mezzo poteva essere utilizzato come supporto alla difesa, ma contemporaneamente poteva essere usato per sferrare attacchi veloci, infatti possedeva la fondamentale caratteristica di avere un ancoraggio ad autoveicoli, biciclette, ma poteva essere anche portato tramite un sistema di cinghie al petto di un soldato.

L'assenza di meccanismi di selezione del fuoco, il piccolo calibro e la ridotta capacità del caricatore non consentirono di impiegare efficacemente quest'arma nel ruolo il cui era stata predisposta, tanto che gli utilizzatori ben presto ne lamentarono la scarsa efficacia e la limitata disponibilità di proiettili che si esaurivano premendo una sola volta il grilletto.

Infatti se fosse stata creata inizialmente una sua versione più leggera e con più capacità essa poteva essere tranquillamente utilizzata come uno dei primi mitra.

Nonostante l'incerto esordio di quest'arma sia gli Italiani che gli altri partecipanti alla Grande Guerra si accorsero che con qualche messa a punto, il concetto e la struttura di questo strumento di morte poteva essere cruciale per le moderne fanterie. Vennero dapprima letteralmente smontati molti OVP 15 montando le due "armi" risultanti su degli affusti di moschetti mod. 91 creando le prime carabine automatiche che iniziarono ad essere migliorate e diffuse.

Dopo queste tappe evolutive si pensò di creare armi analoghe ma più potenti che utilizzassero non il munizionamento delle pistole, ma quello dei fucili, simile a quello delle mitragliatrici "pesanti" di quel tempo, ma ovviamente sempre mantenendo alimentori prismatici. Così nacque e si sviluppò il concetto di fucile mitragliatore, come lo statunitense M1918 Browning Automatic Rifle, che possiedono caricatori amovibili o l'italiana Breda Mod. 30 sonvenzionata da caricatori fissi.

Queste nuove armi erano date in dotazione individuale alla truppa sino (ed in certi casi anche oltre) alla seconda guerra mondiale.

Il fucile mitragliatore ha poi generato una nuova tipologia d'arma: la mitragliatrice leggera che ha, con delle differenze, evoluto il ruolo che inizialmente ricopriva questo strumento di morte.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Solitamente i fucili mitragliatori erano, o montati su veicoli leggeri (come ad esempio i fuoristrada SPA 42 "Sahariana") per dare vita a vetture da combattimento, oppure portati da un fante che all'interno della sua squadra aveva il compito di dare fuoco d'accompagnamento per supportare l'assalto/la difesa dei compagni. Proprio per questa sua modalità d'impiego che spesso (ma non sempre) si risolveva con il dover praticare il tiro poggiando l'arma a terra o su ripari di fortuna,i fucili mitragliatori furono dotati di bipode regolabile (nel Breda Mod. 30 era famoso per la sua fragilità, mentre nel M1918 Browning Automatic Rifle per la sua scomodità e complicatezza nella regolazione).

Alcuni fucili mitragliatori consentono di variare il fuoco da completamente automatico (raffica), a semiautomatico (colpo singolo) e anche, in rari casi, modalità di fuoco differenti dalle più comuni, ma sempre regolando l'opportuno selettore. Alcuni addirittura presentano specifici meccanismi che permettono di variare il rateo di fuoco, ovvero il numero di colpi sparati al minuto.

Nel linguaggio[modifica | modifica wikitesto]

Nel linguaggio di settore e comune, l'espressione "fucile mitragliatore" viene erroneamente quasi sempre scambiato come sinonimo per la "mitragliatrice leggera".

Un altro termine con cui viene confuso il fucile mitragliatore è il fucile d'assalto (come esempio l'AK-47), ma in tal caso si tratta nettamente di un errore.

Il fucile mitragliatore è un arma con l'obbligo di sparare in "full-auto" (con la possibilità di essere dotato con un selettore di fuoco), utilizzata per facilitare il supporto all'assalto o alla difesa, camerato con proiettili caratteristici del fucile semiautomatico o fucile a otturatore girevole-scorrevole o altri calibri simili, inoltre se dotato di bipode nè facilita l'utilizzo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Musciarelli L., Dizionario delle Armi, Milano, Oscar Mondadori, 1978

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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