M1 Carbine

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M1 Carbine
M1 Carbine tri army.jpg
Tipocarabina semi-automatica
OrigineStati Uniti Stati Uniti
Impiego
Utilizzatorivedi utilizzatori
ConflittiSeconda guerra mondiale
Guerra di Corea
Guerra del Vietnam
Produzione
ProgettistaFrederick L. Humestone
William C. Roemer
David M. Williams
Date di produzioneSettembre 1941 - Agosto 1945
Numero prodottoOltre 7.000.000[1]
Costo unitario45 $ (Seconda guerra mondiale)
Variantivedi varianti
Descrizione
Peso2,48 kg (scarica)
2,61 kg (carica)
Lunghezza904 mm (senza baionetta)
Lunghezza canna457 mm
Calibro7,62 × 33 mm
(.30 Carbine)
Tipo munizioni.30 Carbine
Azionamentoa recupero di gas
Cadenza di tirosemi-automatico
Velocità alla volata600 m/s
Tiro utile250 m
Gittata massima1.800 m
Alimentazionecaricatore removibile da 15 o 30 colpi
Organi di miradiottra variabile[2]
Rocchi.org
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La Carabina M1 (formalmente chiamata United States Carbine, Caliber .30, M1) è un'arma semiautomatica semplice e leggera in calibro .30 usata dalle forze statunitensi durante la Seconda guerra mondiale e poi rimasta in servizio fino alla Guerra del Vietnam[3]. La produzione variò nel corso degli anni con modelli nuovi e rivisitazioni che l'hanno resa molto popolare anche tra i civili.

Nonostante il nome e alcune similitudini estetiche, la Carabina M1 non condivide quasi nient'altro con il più grande Garand M1, nemmeno il munizionamento. Fu chiamata "carabina" semplicemente per la lunghezza inferiore al normale.

Il 1º luglio 1925 l'esercito statunitense introdusse l'attuale sistema di nomenclatura in cui M sta per "modello" e il numero rappresenta lo sviluppo sequenziale delle varie armi[4]. Ossia, il "fucile M1" indica il primo tipo di arma sviluppata in questa categoria, la Carabina M1 fu la prima arma tra le carabine e così via.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le limitazioni delle armi nell'arsenale statunitense[modifica | modifica wikitesto]

Fucile e carabina M1 condividono esclusivamente la placca metallica del calcio. Usano anche munizioni diverse, benché entrambe .30.
Squadra mortaio in azione a Camp Carson, Colorado, il 24 aprile 1943. Il soldato a sinistra è equipaggiato con una Carabina M1.
Squadra anticarro in azione in Olanda, 4 novembre 1945. Il soldato più a destra impugna una Carabina M1.

Già prima della Seconda guerra mondiale la U.S. Army Ordnance aveva ricevuto feedback nei quali si spiegava come il fucile M1 Garand fosse troppo ingombrante e pesante per le truppe di supporto come carristi, squadre mortaio e operatori radio.

Inoltre, l'idea di sfruttare alianti per lanciare oltre le linee nemiche gruppi di paracadutisti fece sorgere la domanda per un tipo di arma adatta a questi combattenti[5][6]. Si richiedeva un'arma leggera e compatta, che avesse una portate e una precisione maggiori di una pistola, ma un peso inferiore sia al Garand M1 che al Thompson[5]. L'esercito decise che una carabina avrebbe potuto funzionare, ma specificò che la nuova arma non avrebbe dovuto pesare più di 2,5 kg pur mantenendo una buona precisione sui 300 m[7][8]. Per i paracadutisti fu specificamente pensata una versione con calcio abbattibile.

La progettazione della nuova carabina[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1938 l'Odnance Department venne incaricato di sviluppare un "fucile leggero" o una carabina, sebbene i requisiti per l'arma non sarebbero stati definitivamente approvati fino al 1940. Questo portò ad una competizione nel 1941 tra le varie compagnie di produzione militare.

La Winchester, dapprima, non sottopose il progetto di una carabina, visto che era impegnata nella progettazione di un fucile militare M2 camerato per il .30-06. Il fucile era l'idea di Jonathan "Ed" Browning, fratello del più famoso John Moses Browning. Un paio di mesi dopo la morte di Ed nel maggio 1939, la Winchester assunse David Marshall "Carbine" Williams che aveva cominciato a lavorare ad una carabina azionata a pistone a corsa corta durante un breve soggiorno in una colonia penale di bassa sicurezza. La Winchester, dopo il rilascio di Williams, lo assunse nella speranza che il brillante progettista potesse completare i progetti lasciati incompiuti da Ed Browning.

Williams introdusse il suo pistone a corsa corta nel progetto già esistente. Dopo le prime prove sul campo, il meccanismo di chiusura di Browning si rivelò altamente inaffidabile e si decise di sostituirlo con l'ormai collaudato sistema di chiusura rotante Garand. Nel maggio 1941, il prototipo era passato dai 4,3 kg originali ai 3,4 kg del progetto finale.

La Ordnance non si era dichiarata soddisfatta dei prototipi inviati dalle varie industrie[9]. La Winchester si mise in contatto con l'azienda per proporre il proprio M2. Il maggiore Studler della Ordnance ritenne possibile scalare il fucile per farne una carabina dal peso ancora più contenuto (dai 2 ai 2,5 kg) e richiese un prototipo al più presto. Il primo esemplare venne costruito alla Winchester in 13 giorni da William C. Roemer, Fred Humeston e altri tre lavoratori della Winchester sotto la supervisione di Edwin Pugsley ed era essenzialmente una versione ridotta dell'M2 in .30 Carbine[10]. Il lavoro fu compiuto con parti ricavate da altre armi: gruppo grilletto e blocchi di un Winchester M1905 e una barra di azionamento di un Garand modificata per entrare nella nuova arma. Il prototipo colpì subito i militari[11].

Dopo i primi test nell'agosto del 1941, la Winchester si impegnò nel definire una versione più presentabile. Williams fu incaricato della supervisione. Il nuovo prototipo stravinse contro le rimanenti carabine proposte nel settembre del 1941 e la Winchester ricevetta la notifica di vittoria il mese seguente. La standardizzazione avvenne il 22 ottobre 1941. Questa storia fu l'ispirazione per il film del 1952 Carabina Williams con James Stewart. A differenza di quanto mostrato nel film, tuttavia, Williams ebbe poco a che vedere con la creazione dell'arma, se non per il funzionamento a corsa corta. Williams progettò il suo nuovo sistema indipendentemente dagli altri membri della Winchester, e il prototipo non fu pronto prima del dicembre 1941, due mesi dopo la standardizzazione della carabina. Edwin Pugsley ammise che il progetto di Williams era superiore a quello della Carabina M1, ma la sua decisione di procedere da solo non fu mai ben vista[10], e le caratteristiche del nuovo prototipo non vennero mai incluse nell'arma adottata. In un memorandum del 1951 si fa notare come la concessione del brevetto a Williams fosse stata una svista dell'ufficio, in quanto un sistema del genere esisteva già all'epoca della registrazione[10].

Nel 1973 Edwin Pugsley rilasciò un "testamento tecnico" in cui spiegava in maniera chiara la nascita della Carabina M1. "La carabina non ha un solo inventore" disse, ma fu il risultato del lavoro condiviso di Bill Roemer, Marsh Williams, Fred Humeston, Cliff Warner, almeno tre impiegati della Winchester e lo stesso Pugsley. Le idee furono prese un po' ovunque per modificare il fucile M2 di Browning: il gruppo scatto del Winchester M1905, l'otturatore rotante del Garand M1 e il sistema di fissaggio della canna da un fucile a pallettoni della collezione privata di Pugsley[12].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La munizione .30 Carbine.
Una carabina M1 con le sacche per i caricatori di riserva fissate alla calciatura.
Ranger statunitensi si prendono una pausa vicino a Pointe du Hoc, 6 giugno 1944. Il ranger al centro sta ricaricando il caricatore della sua Carabina M1.
Primo piano del castello di una Carabina M1.
Soldati statunitensi impegnati in combattimento per le strade di Seul, il 20 settembre 1950. Tre dei soldati sono equipaggiati con Carabine M1.
Un soldato armato di Bazooka M1A1 a Greary Point, Corregidor. Notare la carabina con calcio pieghevole al fianco.
Un marine armato di Carabina M1 con lanciagranate M8 montato alla volata durante la Battaglia di Iwo Jima.

Munizionamento[modifica | modifica wikitesto]

La munizione .30 Carbine è essenzialmente un miglioramento dell'obsoleto .32 Winchester Self-Loading introdotto per il fucile Winchester Model 1905[13]. Il propellente era chiaramente migliore, visti gli sviluppi nella chimica. Come risultato, il .30 Carbine è molto più performante del predecessore, circa il 27%. La palla standard pesa 110 grani (7,1 g), una cartuccia carica è 195 grani (12,6 g) e con una velocità alla volata di 610 m/s libera 1.311 J di potenza, quando sparata da un'arma con canna standard da 18 pollici (457 mm).

A 100 m, l'arma forma rosate fra i 3 e i 5 pollici (da 8 a 13 cm di diametro), più che valide per lo scopo di difesa ravvicinata per cui l'arma era stata pensata. Il raggio effettivo massimo è di circa 270/300 m. Tuttavia, la caduta del proiettile cresce rapidamente oltre i 180 m[13]. Quindi, la gittata utile dell'arma si attesta sui 200 m[14].

A confronto, il Garand M1 in .30-06 è quasi tre volte più potente della Carabina. La palla pesa 152 grani (9,8 g) e con una veolcità alla volata di 855 m/s si ottiene un'energia pari a 3.600 J. Tuttavia, il .30 Carbine rimane comunque superiore al .45 ACP. Infatti la Carabina M1 offre migliore gittata, migliore precisione e migliore penetrazione[5]. La Carabina pesa inoltre la metà di un Thompson e spara un proiettile più leggero. Quindi un soldato armato di Carabina può portare più munizioni di uno armato con il Thompson.

La categorizzazione della Carabina M1 è sempre stata problematica. Sebbene spesso accostata a StG 44 e AK-47, l'arma è in realtà molto meno potente delle due controparti tedesca e russa[15]. L'arma è invece meglio descritta come una via di mezzo tra pistola mitragliatrice e fucile d'assalto.

Una caratteristica della munizione .30 Carbine è che fin dal principio si fece richiesta per un propellente non corrosivo. Fu la prima volta che si chiese una cosa del genere in ambito militare. Dato che il fucile aveva un sistema di gas chiuso, non smontabile sul campo, il propellente corrosivo avrebbe ridotto di molto la durata dei pezzi[16]. Fu una vera e propria novità per l'epoca[17]. Molti dei problemi dell'arma vennero spesso attribuiti ai primi stock di munizioni che contenevano propellente misto, quindi in parte corrosivo[18].

Organi di mira[modifica | modifica wikitesto]

La Carabina M1 entrò in servizio con due semplici diottre rotanti da 150 e 300 m[19]. I soldati lamentarono però la scarsa efficacia del sistema e nel 1944 fu introdotto un nuovo mirino regolabile in alzo (scorrevole) e deriva con quattro impostazioni per 100, 200, 250 e 300 m[20].

Caricatori[modifica | modifica wikitesto]

La Carabina M1 entrò in servizio affiancata da caricatori lineari da 15 colpi. L'introduzione della versione M2 a fuoco selettivo nell'ottobre 1944[21] fu accompagnata dall'arrivo di caricatori curvi da 30 colpi, chiamati dai soldati banana clip[22]. Dopo la Seconda guerra mondiale, il caricatore da 30 colpi divenne lo standard sia per la M1 che per la M2, sebbene il caricatore standard rimase in uso fino alla Guerra del Vietnam[23].

L'accessorio forse più comune visibile assieme alla carabina è sicuramente la doppia tasca per i caricatori da agganciare al calcio dell'arma. Quando furono introdotti i caricatori da 30, dato che le due tasche potevano ospitare solo caricatori da 15, si prese l'abitudine di legare assieme due banana clip per velocizzare la ricarica. L'idea portò alla creazione ed introduzione, da parte dell'esercito, dell'accessorio Holder, Magazine T3-A1, conosciuto come Jungle Clip, ovvero un dispositivo che permetteva di accoppiare due caricatori senza usare del banale nastro adesivo.

Il caricatore da 30 colpi introdotto con la Carabina M2, tuttavia, non poteva essere trattenuto in sede dalla Carabina M1 a causa del suo peso elevato e della diversa forma della bocca di alimentazione. Il caricatore traballava, dando origine a problemi di alimentazione, o cadeva del tutto, e proprio questo è la causa delle pessime recensioni su tali caricatori. Oltretutto, si danneggiavano facilmente, essendo molto pesanti ma assemblati con lamine d'acciaio molto sottili. Per usare i caricatori da 30 sulla M1 si doveva sostituire il sistema di ritenzione del caricatore con quello presente su una M2[24]. Inoltre, il consiglio è di caricare i caricatori banana con soli 25 colpi per preservare la molla da compressioni forzate e durature.

Spesso in combattimento è accaduto che dei soldati confondessero il pulsante di rilascio caricatore con la sicura, portando quindi all'estrazione del caricatore[20]. Si decise quindi di riprogettare la sicura come dispositivo rotante[20][25].

Accessori[modifica | modifica wikitesto]

A causa delle richieste provenienti dal campo, la Carabina M1 fu modificata con un attacco per la baionetta M4 a partire dal 1945[26]. Tuttavia, pochissime di queste nuove armi giunsero in tempo per la guerra. Allo scoppio delle ostilità in Corea, la baionetta era accessorio standard. Ad oggi, risulta estremamente difficile trovare una M1 senza attacco per la baionetta.

Una variante a calcio collassabile (M1A1) fu sviluppata per le truppe aviotrasportate. La Divisione Inland della General Motors ne produsse 140.000 esemplari in due volte nel 1942[21]. Furono inizialmente distribuite alla 82ª e 101ª Divisione Aviotrasportata e poi assegnate successivamente a tutti i reparti aviotrasportati e al corpo dei Marines[21].

Mano a mano che le carabine venivano ricondizionate, venivano aggiunte le nuove introduzioni (ritenzione del caricatore, attacco per baionetta...). Persino durante la Seconda guerra mondiale molte carabine semiautomatiche M1 vennero convertite in M2 usando gli appositi kit T17 e T18[27].

Durante la Seconda guerra mondiale, fu introdotto anche il soppressore di fiamma T23 (M3), che però entrò in servizio solo con l'introduzione della variante M3[28]. Con l'eccezione di quei T23 montati sulle Carabine M3, furono pochi i soppressori che si videro effettivamente in azione durante il conflitto, sebbene vi siano testimonianze di carristi che costruirono artigianalmente dei soppressori per le loro armi[28][29].

La Carabina M1 fu usata anche in congiunzione con il lanciagranate M8, introdotto agli inizi del 1944. Si usava per l'azionamento una munizione inerte M6 che permetteva il lancio della granata da 22 mm. Lo stress meccanico dovuto al lancio di granate spesso danneggiava le calciature delle armi. Pertanto si consigliava di non usare l'arma per il lancio di granate a meno che non fosse assolutamente necessario.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Soldato americano del 290º Reggimento combatte nella neve appena caduta ad Amonines, in Belgio. Il soldato sullo sfondo impugna una Carabina M1.

Con un totale prodotto superiore alle 6.500.000 unità, la Carabina M1 (nei suoi vari modelli) risulta l'arma più prodotta dagli Stati Uniti durante la Seconda guerra mondiale (il Garand sfiorò i 6.000.000 e la pistola mitragliatrice Thompson superò appena i 2.000.000). Nonostante il progetto fosse opera della Winchester, la maggior parte di queste armi fu prodotta da altre fabbriche. La più celebre (e anche prolifica) fu la divisione Inland della General Motors, seguita da IBM, Underwood Typewriter Company e Rock-Ola Jukebox Company. Spesso le parti venivano prodotte da compagnie diverse e i marchi non sempre combaciavano tra canna e castello. Si optava allora per incidere sul castello una sincresi dei nomi dei due produttori: immaginiamo la faccia del soldato che doveva ricevere l'arma prodotta congiuntamente dalla Underwood e dalla Quality Hardware, che veniva quindi marcata come UN-QUALITY[30]. Molte carabine furono riassemblate in seguito alla guerra negli arsenali, facendo spesso combaciare i marchi su canna e castello, pertanto armi originali con parti miste sono molto ricercate al giorno d'oggi[31].

La Carabina M1 fu anche una delle armi più economiche prodotte dagli Stati Uniti durante la guerra. All'inizio del conflitto il costo di una carabina era di circa 45 $, pressappoco la metà di un Garand M1 (85 $) e un quinto rispetto al Thompson (225 $). La munizione .30 Carbine era essa stessa più economica della .30-06, era più leggera e più semplice da produrre. Furono tutti fattori chiave nella scelta dell'arma, visto anche il volume di materiale che gli Stati Uniti muovevano durante la Guerra.

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

M2[modifica | modifica wikitesto]

La Carabina M2 era una variante a fuoco selettivo della precedente M1, abilitata al fuoco automatico.

M3[modifica | modifica wikitesto]

La variante M3 usava la base di una M2 ma montava un puntatore infrarosso attivo[32].

Uso in combattimento[modifica | modifica wikitesto]

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Marine statunitense a Guam.
Un soldato impugna una Carabina M1 mentre viene issata la bandiera americana su Iwo Jima.

La Carabina M1, con la sua munizione a basso potenziale, non era originariamente pensata come arma da prima linea, né sarebbe poi stata paragonabile ai più potenti fucili d'assalto del tardo conflitto. Tuttavia, risultava visibilmente superiore alle armi in calibro .45 sia in precisione che in penetrazione[5], senza contare che il proiettile più leggero permetteva al soldato di trasportare più munizioni. Questi fattori fecero sì che in breve la carabina venisse ampiamente distribuita anche ai reparti d'assalto[33], oltre che al personale non-combattente[34]. I primi esemplari furono consegnati a metà del 1942, dando priorità alle truppe schierate su fronte europeo (ETO)[5].

L'arma fu da subito apprezzata per le piccole dimensioni, il peso contenuto e la potenza di fuoco, specialmente da quelle truppe che non potevano impiegare fucili a pieno calibro come arma principale[35][36]. Tuttavia, la reputazione sul campo fu piuttosto controversa e diversi problemi furono riportati durante le operazioni aviotrasportate in Sicilia nel 1943[37], per poi aumentare gradualmente nell'inverno del 1944[38].

Nel Pacifico, l'arma fu apprezzata per la sua comodità nel combattimento nella giungla[39]. Sebbene l'arma riuscisse facilmente a penetrare le pareti degli elmetti giapponesi così come buona parte delle protezioni[40][41], molti soldati, specie nelle Filippine, riportarono problemi di penetrazione e un basso potere d'arresto[42][43]. Testimonianze di carabine incapaci di arrestare un soldato nemico, anche dopo diversi colpi, appaiono spesso nei rapporti delle truppe[42][44].

L'uso di propellente non corrosivo fu una benedizione per truppe stanziate nel Pacifico, dove la corrosione delle canne era un problema fin troppo frequente con quelle armi camerate in .30-06[42]. In Europa ci furono invece rapporti che testimoniavano mancati spari per l'infiltrazione di umidità nei bossoli[18].

Variante a fuoco selettivo[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente, la Carabina M1 avrebbe dovuto essere a fuoco selettivo, ma per velocizzare la produzione si decise di omettere la funzione. Il 26 ottobre 1944, in risposta all'uso massiccio da parte dei tedeschi di armi automatiche, in particolare dell'eccezionale StG 44, venne adottata la Carabina M2 assieme ad un nuovo caricatore da 30 colpi. La M2 aveva un rateo di fuoco di 850/900 colpi al minuto. Sebbene la produzione della nuova versione fosse cominciata tardi, l'esercito dispiegò sul campo kit di conversione per M1. Queste armi convertite videro un uso piuttosto limitato, specialmente in Europa, mentr nel Pacifico arrivarono durante la riconquista delle Filippine[29].

Variante con ottica infrarosso[modifica | modifica wikitesto]

La Carabina M3 era essenzialmente una Carabina M2 con su montato un puntatore infrarosso M2 e senza mire metalliche[32]. Fu impiegata per la prima volta in combattimento durante la Battaglia di Okinawa, dove ne vennero consegnate circa 150. Per la prima volta, i soldati statunitensi avevano a disposizione un'arma che permettesse l'individuazione di tentativi di infiltrazione giapponesidurante la notte. L'arma veniva impiegata da squadre di 2/3 uomini[45]. Di notte, l'arma serviva ad individuare i bersagli a cui l'operatore avrebbe poi indirizzato una raffica di colpi[45]. Il raggio utile di rilevamento della carabina non superava i 60 m a causa della natura primitiva del mirino, distanza che diminuiva sensibilmente in caso di pioggia o nebbia[45][46]. Eppure, si stima che il 30% delle perdite inflitte ai giapponesi durante la campagna di Okinawa tramite Carabine sia dovuto all'uso di M3[45].

Il sistema venne lentamente migliorato, e quando scoppiò la Guerra di Corea era disponibile un nuovo modello di mirino, che permetteva una visione piuttosto nitida fino a 110 m. Era sempre necessario però il sistema di batterie da spalla per alimentare il puntatore infrarosso. Furono prodotti un totale di 20.000 esemplari prima che l'arma divenisse totalmente obsoleta e fosse messa a disposizione del mercato civile.

Guerra di Corea[modifica | modifica wikitesto]

Carabina M1 in azione durante la Guerra di Corea.
Marine statunitensi tengono d'occhio un prigioniero cinese durante la Guerra di Corea.

Per la Guerra di Corea, la Carabina M2 aveva rimpiazzato quasi completamente le pistole mitragliatrici in servizio nell'esercito statunitense[47][48][49]. Rimase comunque molto usata la Carabina M1, soprattutto dalle truppe di supporto. Tuttavia, l'arma si dimostrò inaffidabile in condizioni di freddo estremo[50][51][52], ma la cosa è attribuibile ad una molla di ritorno piuttosto scadente e alla scarsa manutenzione[53][54].

Vi furono anche molti rapporti sull'incapacità della Carabina di fermare soldati vestiti con abbigliamento pesante, anche dopo molti colpi[51][53][55][56][57][58][59][60][61][62]. SI decise di dare ordine di sparare esclusivamente alla testa[63][64]. I soldati del PVA che catturarono alcune carabine si lamentarono delle stesse identiche cose[65].

Una valutazione ufficiale dell'esercito nel 1951 riportava che "non ci sono dati che attestino la precisione dell'arma su distanze superiori ai 50 m [...]. Il 95% dei bersagli abbattuti si trovavano tutti entro i 50 m[66]". La valutazione asseriva anche che "i comandanti hanno impiegato almeno due scontri a fuoco per addestrare i soldati a controllare il fuoco a raffica dell'arma, ed evitare così sprechi enormi di munizionamento[66]".

Nonostante tutte le critiche, la Carabina M2 rimaneva l'arma preferita quando si parlava di pattuglie notturne in Corea[66][67]. I soldati univano assieme due caricatori con del nastro adesivo per velocizzare il processo di ricarica[67]. La Carabina M3 infrarossa fu usata spesso nelle situazioni di pattuglia contro gli infiltratori notturni. Gli operatori delle M3 usavano colpi traccianti così da indicare alle mitragliatrici gli assembramenti di uomini senza dover sprecare colpi[67].

Guerra del Vietnam[modifica | modifica wikitesto]

Soldati ARVN armati di Carabine M1 affiancati da soldati statunitensi armati di M16.

Le Carabine M1 e M2 furono ancora impiegate nella Guerra del Vietnam. Ben presto, però, iniziarono ad essere sostituite dal nuovo M16 a partire dal 1964 per diventare definitivamente obsolete negli anni '70. Almeno 793.994 Carabine furono cedute alle forze sudvietnamite per l'uso durante il conflitto[68]. Un certo numero di esse venne catturato dai Vietcong[69].

La serie M1/M2/M3 rimase la più prodotta per diversi decenni, così come una delle armi più usate nei vari reparti armati statunitensi.

Uso all'estero[modifica | modifica wikitesto]

Winston Churchill spara con una Carabina M1 durante l'incontro con la 2ª Divisione Corazzata a Salisbury Plain, il 23 marzo 1944.
Il brigadiere "Mad" Mike Calvert (a sinistra) da ordini al Luogotenente-Colonnello Shaw, mentre il Maggiore James Lumley attende con la sua Carabina M1 sotto il braccio, dopo la conquista di Mogaung in Birmania, nel giugno 1944.

Dopo la Seconda guerra mondiale, milioni di Carabine M1 furono esportate verso i paesi alleati degli Stati Uniti (1.015.568 verso la Corea del Sud, 793.994 in Vietnam del Sud, 269.644 in Francia...)[68] dove furono usate come armi di frontiera ben oltre la Guerra del Vietnam, per poi continuare ad essere usate da forze di sicurezza e corpi di polizia.

Esercito britannico[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Seconda guerra mondiale, i SAS britannici usarono, a partire dal 1943, sia la Carabina M1 che la variante M1A1. L'arma fu adottata semplicemente perché si decise di paracadutare la Carabina ai gruppi di resistenza che rispondevano all'OSS. L'arma si rivelò particolarmente adatta alle operazioni portate avanti in clandestinità. Era abbastanza comoda per lanci con paracadute e poteva essere facilmente caricata sulle jeep. Anche il Royal Ulster Constabulary usò la Carabina M1[70].

Esercito tedesco[modifica | modifica wikitesto]

Piccoli numeri di Carabine M1 furono usate dalle forze tedesche nella Seconda guerra mondiale, specialmente dopo il D-Day, con la designazione Selbstladekarabiner 455(a). La (a) indica la provenienza dell'arma, Amerika. Dopo la guerra l'arma rimase in uso presso le forze di polizia della Repubblica Federale tedesca fino agli anni '50. Le armi riportavano il marchio del corpo che le utilizzava: ad esempio, quelle usate dalle pattuglie di confine erano marchiate Bundeesgrenzschutz.

Esercito giapponese[modifica | modifica wikitesto]

Una variante della Carabina M1 fu prodotta in Giappone subito dopo la Seconda guerra mondiale dalla Howa Machinery sotto la supervisione americana. Le armi finirono alle forze armate giapponesi e un gran numero di esse giunse nell'Indocina durante la Guerra del Vietnam.

Forze armate israeliane (I.D.F.)[modifica | modifica wikitesto]

La Carabina M1 fu impiegata anche dalle forze speciali Palmach durante la Guerra arabo-israeliana del 1948. Data la sua ergonomia e semplicità, l'arma continuò poi ad essere utilizzata in Israele fin dopo l'unificazione. La polizia utilizza ancora l'arma per i volontari Mash'az.

Esercito francese[modifica | modifica wikitesto]

Gli Stati Uniti fornirono alla francia 269.644 Carabine M1 e M2 fino al 1963[71]. L'arma fu usata dai francesi durante gli scontri in Indocina e nella Guerra d'Algeria[72]. L'arma fu particolarmente apprezzata dalle forze francesi nel Vietnam poiché molto maneggevole e adatta a scontri sulla breve distanza.

Membri delle Forze popolari Sud-vietnamite armati di Carabine M1.
Truppe coreane armate di Carabine M1 durante la Guerra del Vietnam.
Che Guevara su un mulo nella provincia di Las Villas, Cuba, nel novembre 1958, armato di Carabina M2.

Esercito sud-vietnamita[modifica | modifica wikitesto]

Gli Stati Uniti fornirono all'esercito sud-vietnamita 793.994 Carabine M1 tra il 1963 e il 1973[73]. Assieme alle decine di migliaia di Carabine abbandonate in Indocina dall'esercito francese in ritirata, durante la Guerra del Vietnam le Carabine M1 e M2 furono le armi più usate e rimasero in dotazione fino alla caduta di Saigon. I sud-vietnamiti ricevettero anche 220.300 M1 Garand, 520 M1C/M1D e 640.000 M16[74].

I Vietcong entrarono in possesso di grandi quantità di Carabine M1 e M2 abbandonate dai francesi, oltre a quelle passate da NVA, Corea del Nord e Cina. Col tempo, l'arma finìper essere rimpiazzata dai più moderni SKS e AK-47.

Esercito sud-coreano[modifica | modifica wikitesto]

Le forze armate della Repubblica di Corea ricevettero 1.015.568 Carabine tra il 1963 e il 1972[68]. Assieme a centinaia di migliaia di Carabine e Garand, la Corea del Sud divenne uno dei maggiori beneficiari di armi statunitensi, sia durante che dopo la Guerra di Corea.

La Repubblica di Corea prese parte attiva anche durante la Guerra del Vietnam. Dal 1964 al 1973, la Corea del Sud inviò 300.000 truppe in Vietnam, armandone la maggior parte con Carabine M1 e Garand. Le forze coreane erano le seconde per numero in Vietnam, maggiori persino di quelle australiane e neozelandesi.

Eserciti irregolari[modifica | modifica wikitesto]

Le Carabine M1 e M2 furono molto usate da militare, polizia, forze di sicurezza e combattenti della guerriglia, specialmente durante le numerose guerre civili dell'America Latina prima degli anni '90, quando furono rimpiazzate da armi più moderne. Menzione merita Che Guevara che utilizzò l'arma durante la Rivoluzione Cubana e in Bolivia, dove fu poi giustiziato da un soldato armato di Carabina M2[75].

A Rio de Janeiro, il reparto di polizia Batalhão de Operações Policiais Especiais (Battaglione per le Operazioni Speciali di Polizia) usa ancora Carabine M1.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

I dati sotto riportati si basano sui dati riportati nei contratti della U.S. Ordnance per la fornitura all'estero. Molti paesi hanno poi distrutto, ceduto o rivenduto le armi ad altri stati o a venditori privati[68].

Ancora in uso[modifica | modifica wikitesto]

Soldati sud-coreani si addestrano con mitragliatrici M1919A6. Si noti il soldato armato di Carabina M1 sulla sinistra. Foto scattata il 13 agosto 1950.

Non più in uso[modifica | modifica wikitesto]

Soldati etiopi dispiegati in Corea armati di Carabine M1 nel 1953.
Agente di polizia olandese spara granate lacrimogene da una Carabina M1 durante proteste e dimostrazioni contro l'impianto nucleare di Dodewaard. 18 settembre 1981.

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

Le varianti standard della carabina ufficialmente prodotte e supportate furono M1, M1A1, M2 e M3[87].

Carabina M1A1 in configurazione "Parà" con calcio abbattibile, attacco per baionetta e organi di mira regolabili.

U.S. Carbine, Caliber .30, M1A1[modifica | modifica wikitesto]

Con circa 150.000 esemplari prodotti, le Carabine M1A1 con calcio abbattibile furono prodotte esclusivamente dalla Inland (all'epoca divisione della General Motors) e nei primi modelli si trovava esclusivamente la diottra doppia fissa e non l'attacco per la baionetta. C'è anche da dire che la Inland produsse contemporaneamente anche migliaia di carabine standard. Quando dopo la Guerra gli arsenali militari rimettevano in sesto le armi, spesso le calciature venivano sostituite, per cui le Carabine M1A1 con calcio abbattibile oggi risultano estremamente rare.

U.S. Carbine, Caliber .30, M1A2[modifica | modifica wikitesto]

La Carabina M1A2 è una variante proposta per colmare i difetti della M1: prevedeva l'introduzione di una diottra migliorata regolabile in alzo e deriva. La "produzione" si limitò alla conversione di vecchie Carabine M1 con l'aggiunta delle nuove migliorie, l'arma non fu mai in catalogo ufficialmente.

U.S. Carbine, Caliber .30, M1A3[modifica | modifica wikitesto]

La M1A3 era tecnicamente una variante che avrebbe dovuto rimpiazzare la Carabina M1A1 ma che in effetti non fu mai distribuita. Il calcio pieghevole (underfolder) a stampella, ben più rigido, avrebbe sostituito quello abbattibile.

U.S. Carbine, Caliber .30, M2[modifica | modifica wikitesto]

Una Carabina M2.
Un esploso della Carabina M2.

Inizialmente era previsto che la Carabina M1 presentasse un selettore di fuoco, ma fu deciso di omettere la cosa per velocizzare la produzione. La capacità di tir automatico fu integrata, assieme a mire migliorate e attacco per la baionetta, nell 1944 con il modello M2.

Sempre nel 1944 cominciarono gli studi per un kit di conversione, sviluppato dalla Inland, conosciuto come T4. La Inland ricevette un contratto per 500 kit nel settembre 1944. Nonostante la conversione risultasse soddisfacente, il maggior peso del caricatore da 30 colpi causava stress eccessivo sul dente di ritenzione dello stesso, e fu necessario riprogettare anche l'aggancio. In modalità automatica, l'rma poteva sparare 750 colpi al minuto, riuscendo allo stesso tempo a sviluppare un rinculo perfettamente controllabile[88].

Sebbene alcune Carabine venissero marchiate in fabbrica come M2, l'unica differenza sostanziale tra M1 e M2 risiedeva nel gruppo di scatto. Legalmente, una Carabine M2 risulterà sempre una mitragliatrice per l'NFR.

Fu anche introdotto un nuovo otturatore curvo per rimpiazzare quello piatto. Sebbene molti parlino di "otturatore M2" in realtà il pezzo divenne standard anche nella produzione di carabine M1 e rimase lo standard fino alla cessazione della produzione[89]. L'otturatore era leggermente iù pesante del precedente modello, e la cosa contribuiva a ridurre il rateo di fuoco dell'arma, rendendola estremamente controllabile[90].

Nonostante l'alta richiesta, pochissime Carabine M2 videro servizio attivo durante la Seconda gueraa mondiale, e unicamente nel Pacifico[91]. La M2 era logisticamente compatibile con gli altri milioni di M1, offrendo allo stesso tempo una migliore gittata, più precisione e maggiore penetrazione delle pistole mitragliatrici allore in servizio[92]. Proprio per questo nel dopoguerra, la Carabina M1/M2 rimpiazzò rapidamente le pistole mitragliatrici in servizio, prima di essere rimpiazzata a sua volta dall'M16[47].

La M2 vide servizio estensivo in Corea[93]. Uno studio dettagliato sull'efficacia della carabina M2 fu portato avanti da S.L.A. Marshall. Scoprì che diverse truppe si lamentavano della scarsa gittata dell'arma, che permetteva ai nemici di avvicinarsi quel tanto che bastava a lanciare efficacemente delle granate. Un'analisi ancora più precisa dimostrò però che le truppe che si lamentavano avevano la tendenza ad esaurire rapidamente le munizione poiché usavano l'arma in modalità automatica. La Carabina era di solito limitata alle truppe nelle retrovie, che assistevano a poche azioni di combattimento. Marshall notò come tutte le uccisioni registrate con Carabina M1/M2 rientravano in un raggio di 50 m. Non deve quindi stupire che l'arma fosse particolarmente apprezzata per la pattuglie notturne[94]. L'ultimo servizio attivo per la Carabina M2 fu il Vietnam[95].

Molti contemporanei faticano a classificare la Carabina. Da un lato è più potente delle armi camerate per proiettili da pistola, al punto che taluni la classificano come fucile d'assalto, sebbene spari un proiettile meno performante dell'StG 44. Allo stesso modo si potrebbe vedere l'arma come un'antenata delle moderne PDW (Personal Defense Weapons), come il P90, nonostante il diverso tipo di munizionamento[96].

U.S. Carbine, Caliber .30, M2A2[modifica | modifica wikitesto]

In realtà, la Carabina M2A2 non è altro che una Carbina M2 rientrata negli arsenali e rimessa a nuovo per poi essere rivenduta sul mercato estero.

U.S. Carbine, Caliber .30, M3[modifica | modifica wikitesto]

Una Carabina M3 Originale della Guerra di Corea.

La Carabina M3 altro non era che una M2 dotata di slitta per il montaggio di un'ottica infrarossi notturna. Inizialmente, l'arma fu dotata di M1 Sniperscope e vide il primo turno di servizio ad Okinawa nel 1945. Prima della classificazione definitiva l'arma e il mirino erano conosciuti con la denominazione T3 e T120. L'arma subì continue modifiche e durante la Guerra di Corea si era arrivati ad usare il mirino M3.

Il puntatore permetteva di estendere il campo visivo notturno attorno ai 100 m. Nelle ultime fasi della Guerra di Corea, venne introdotta una variante migliorata della M3, equipaggiata con un aggancio migliorato, grip anteriore e puntatore M3. La nuova variante riusciva a raggiungere i 125 metri di visione[46]. Alla fine, La M3 con il rispettivo mirino vennero superate dai dispositivi di visione notturna passivi, che però richiedevano proiettili da fucile con traiettorie più tese per un uso agevole.

Derivati[modifica | modifica wikitesto]

Ingram SAM[modifica | modifica wikitesto]

I fucili Ingram SAM sono derivati dalla Carabina M1, ma camerati in 5,56 × 45mm NATO (SAM-1), 7,62 × 39 mm (SAM-2) e 7,62 × 51 mm NATO (SAM-3). La versione SAM-1 accetta caricatori NATO standard per M16/M4, la SAM-2 quelli da AK e la SAM-3 quello dell'FN FAL.

Produttori militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Inland Division (produzione: 2.632.097), unica produttrice della variante M1A1. Marchio: INLAND DIV.
  • Winchester Repeating Arms (produzione: 828.059). Marchio: WINCHESTER[97]
  • Saginaw Steering Gear Division, Irwin-Pedersen (production: 517.213 ) Marchi: SAGINAW S.G. (370,490) e IRWIN-PEDERSEN (146.723 )
  • Underwood Elliot Fisher (produzione: 545.616). Marchio: UNDERWOOD
  • National Postal Meter (produzione: 413.017). Marchio: NATIONAL POSTAL METER
  • Quality Hardware Manufacturing Corp. (produzione: 359,666). Marchio: QUALITY H.M.C.
  • International Business Machines (produzione: 346.500). Marchio: I.B.M. CORP
  • Standard Products (produzione: 247.100). Marchio: STD. PRO.
  • Rock-Ola Manufacturing Corporation (produzione: 228.500). Marchio: ROCK-OLA[98]
  • Commercial Controls Corporation (produzione: 239). Marchio: COMMERCIAL CONTROLS

Copie commerciali[modifica | modifica wikitesto]

Diverse compagnie produssero copie della Carabina M1 dopo la Guerra. Alcune compagnie usavano parti di kit militari combinate con pezzi commerciali, mentre altre producevano interamente i propri pezzi, che difficilmente però risultavano buoni quanto gli originali. Tutte queste copie vennero prodotte per il mercato civile e i corpi di polizia e non vennero mai usate dai militari.

Nel 1963, il progettista Melvin M. Johnson introdusse una versione della carabina M1 che denominò Spitfire, camerata per il proiettile 5,7 mm (.22 Spitfire)[13]. L'arma sparava una palla da 40 grani (2,6 g) con una velocità alla volata di 870 m/s (ovvero un'energia di 980 J)[99]. Johnson disse che l'idea era quella di un'arma adatta all'uso nella giungla[99]. Se è vero che l'idea ebbe alcune applicazioni militari, quando combinata con la capacità automatica della M2, si decise di non adottare l'arma e questo determinò la cessazione della produzione della Spitfire dopo pochi esemplari[99].

Una carabina AOM-130 prodotta nel 2007 dalla Auto-Ordnance.

Più recentemente,per l'esattezza nel 2005, la divisione Auto-Ordnance della Kahr Arms ha cominciato la produzione di una sua replica della Carabina M1 sulla base degli esemplari forniti all'esercito nel 1944, con la diottra regolabile e l'attacco per la baionetta. La Auto-Ordnance aveva già prodotto diverse parti per la IBM durante la Guerra, ma mai armi complete. I due modelli AOM110 e AOM120 (non più in produzione) presentavano un calcio in legno di betulla, castelli parkerizzati, diottra abbattibile e canne senza attacco per la baionetta. Gli attuali modelli AOM130 e AOM140 sono identici ma presentano un calcio il legno di noce[100][101].

Nel 2014, la Inland Manufacturing di Dayton (Ohio) ha introdotto una replica della Inland M1 Carbine. La Inland Manifacturing è un'azienda privata che produce repliche della M1 e M1A1 prodotte dalla divisione Inland originale tra il 1941 e il 1945. La nuova arma della Inland presenta tutte le caratteristiche dell'originale: attacco per baioenetta di tipo 3, diottra regolabile, sicura a pressione, otturatore stondato, calcio in noce e caricatore da 15 colpi. L'arma monta l'attacco per i caricatori da 30 colpi nel caso l'utente voglia montarli. Il modello M1A1 è invece basato sulla produzione del 1944[102].

Una compagnia Israeliana (la Advanced Combat Systems) offre una variante modernizzata e bullpup della Carabina, denominata Hezi SM-1[103]. La compagnia dichiara una precisione di 1,5 MoA a 100 metri[104].

Alcuni dei produttori commerciali più famosi sono:

  • Alpine di Azusa, California[105]
  • AMAC or Jacksonville, Arkansas (quando acquisì la Iver Johnson Arms)[106]
  • AMPCO di Miami, Florida[107]
  • Bullseye Gun Works di Miami, Florida[108]
  • Crosman Air Rifle ha prodotto un clone della Carabina M1[109]
  • ERMA's Firearms Manufacturing di Steelville, Missouri[110]
  • Erma Werke di Dachau, Baviera, produsse le Carabine M1 usate dalla polizia della Repubblica Federale Tedesca dopo la Seconda guerra mondiale. Produsse anche varianti in calibro .22 per addestramento ed esportazione[111][112].
  • Federal Ordnance di South El Monte, California[113]
  • Fulton Armory di Savage, Maryland[114]
  • Global Arms[115]
  • Haas & Storck di Plainfield, New Jersey (prima dell'attuale Plainfield Machine)[116]
  • Howa diNagoya, Giappone, assemblò carabine per i militari giapponesi e thailandesi, oltre ad un piccolo numero di armi da caccia[117].
  • Inland Manufacturing di Dayton, Ohio[118]
  • Israel Arms International di Houston, Texas, assemblò varie carabine con pezzi provenienti dai luoghi più disparati[119].
  • The Iver Johnson Arms di Plainfield, New Jersey (e poi di Jacksonville, Arkansas) acquisì i macchinari per produrre le Carabine M1 creando la variante denominata Enforcer[120].
  • Johnston-Tucker di St. Louis, Missouri[121]
  • Millvile Ordnance (MOCO) di Union, New Jersey (predecessore della H&S)[122].
  • National Ordnance di Azusa, California (poi trasferita a South El Monte, California)[123].
  • NATO di Atlanta, Georgia[124]
  • Plainfield Machine Company di Plainfield, New Jersey
  • P.O. Box a Dunellen, New Jersey[125]
  • Rock Island Armory di Geneseo, Illinois[126]
  • Rowen, Becker Company di Waterville, Ohio[127]
  • Springfield Armory di Geneseo, Illinois.[128]
  • Texas Armament Co. di Brownwood, Texas[129]
  • Tiroler Sportwaffenfabrik und Apparatenbau GmbH di Kugstein, Austria, produsse un'arma ad aria compressa che ricordava il funzionamento della M1 per l'addestramento in Austria e Germania Ovest[130].
  • Universal Firearms di Hialeah, Florida. Le prime armi erano assemblate (come spesso accadeva) da kit preesistenti. Solo dal 1968 la compagnia cominciò a produrre la "New Carbine" che ricordava come aspetto l'M1 ma risultava funzionare in tutt'altro modo, senza quindi presentare intercambiabilità di parti con le armi originali[131]. La Universal fu acquisita da Iver Johnson nel 1983 e spostata a Jacksonville, Arkansas, nel985.
  • Williams Gun Sight di Davison, Michigan, produsse una serie di 50 Carabine M1 modernizzate[132].
    Patty Hearst che impugna una Carabina M1 "Enforcer" durante il famoso tentativo di rapina.

Tipi di munizionamento[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito una lista delle munizioni impiegate nella Carabina M1[133]:

  • Cartridge, Caliber .30, Carbine, Ball, M1
  • Cartridge, Grenade, Caliber .30, M6 (usata anche come cartucci a asalve, vista la mancanza di munizioni dedicate)
  • Cartridge, Caliber .30, Carbine, Dummy, M13
  • Cartridge, Caliber .30, Carbine, Ball, Test, High Pressure, M18
  • Cartridge, Caliber .30, Carbine, Tracer, M16 (considerata anche incendiaria da alcuni cataloghi)
  • Cartridge, Caliber .30, Carbine, Tracer, M27 (meno vistosa e senza effetto incendiario)

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  2. ^ La prima versione aveva una diottra ribaltabile tarata su 2 distanze, 150 e 300 yard; successivamente, con il modello M1A2 venne sostituito il congegno di mira con uno regolabile anche in deriva e con 4 posizioni intermedie per la distanza, 100, 200, 250 e 300 yard
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  7. ^ https://www.youtube.com/watch?v=2ozvYaxr6iQ
  8. ^ Larry Ruth, M1 Carbine: Design, Development & Production, (The Gun Room Press, 1979, ISBN 0-88227-020-6) contains many Ordnance documents related to the "Light Rifle" specification that led to the M1 carbine
  9. ^ Larry Ruth, M1 Carbine: Design, Development & Production, Gun Room Press, 1979.
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  61. ^ Chinese troops frequently wore bandolier-type ammunition pouches and carried extra PPSh or Thompson magazines in addition to 4-5 stick grenades.
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  63. ^ Clavin, Tom, Last Stand of Fox Company, New York: Atlantic Monthly Press, ISBN 0-87113-993-6, ISBN 978-0-87113-993-1 (2009), pp. 82, 113
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Letture consigliate[modifica | modifica wikitesto]

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  • Canfield, Bruce N., A New Lease on Life: The Post-World War II M1 Carbine, American Rifleman, June 2007.
  • Dunlap, Roy F. Ordnance Went Up Front, Plantersville, SC: Small-Arms Technical Pub. Co., The Samworth Press, ISBN 1-884849-09-1 (1948).
  • George, John (Lt. Col.), Shots Fired In Anger, (2nd ed., enlarged), Washington, D.C.: NRA Press, ISBN 0-935998-42-X, 9780935998429 (1981).
  • Hufnagl, Wolfdieter. U.S.Karabiner M1 Waffe und Zubehör, Motorbuchverlag, 1994.
  • IBM Archives
  • Korean War cold weather malfunctions
  • Laemlein, Tom., The M1 Carbine. Stamford, CT: Historical Archive Press, 2006. ISBN 0-974-83892-6 OCLC 82494967
  • Marshall, S.L.A., Commentary on Infantry and Weapons in Korea 1950-51, 1st Report ORO-R-13, Project Doughboy, Report ORO-R-13 of 27 October 1951 [Restricted], Operations Research Office (ORO), U.S. Army (1951).
  • Shore, C. (Capt), With British Snipers To The Reich, Mount Ida AR: Lancer Militaria Press, ISBN 0-935856-02-1, ISBN 978-0-935856-02-6 (1988).
  • United States Government. Departments of the Army and Air Force. TM 9-1305-200/TO 11A13-1-101 Small-Arms Ammunition. Washington, DC: Departments of the Army and Air Force, 1961.
  • U.S. Army Catalog of Standard Ordnance Items. Second Edition 1944, Volume III, p. 419
  • Weeks, John, World War II Small Arms, London: Orbis Publishing Ltd. and New York: Galahad Books, ISBN 0-88365-403-2, ISBN 978-0-88365-403-3 (1979).
  • Jessica Worrell, Range of a Rifle Bullet, su The Physics Factbook, 2003.

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