Organi di mira

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Con le parole organi di mira si indica l'insieme di tutte le parti che permettono di puntare con precisione uno strumento verso un bersaglio.

I sistemi per mirare possono essere i più disparati, a seconda che servano per puntare uno strumento di misurazione (teodolite), uno strumento di osservazione (telescopio), uno strumento di cattura di immagini (fotocamera o videocamera) oppure un'arma.

Nello specifico, gli organi di mira delle fotocamere possono essere coassiali (mirino galileiano) o reflex (pentaprisma).

Il perfetto allineamento degli organi di mira si ottiene tramite l'azzeramento ad una distanza nota di riferimento. Questa corrisponde negli strumenti ottici alla distanza necessaria affinché le rette immaginarie costituite dal prolungamento dell'obiettivo dello strumento e della linea di mira si intersechino, mentre nelle armi corrisponde alla distanza necessaria affinché la parabola compiuta da un generico proiettile di quell'arma intersechi la stessa linea di mira.

Tipi[modifica | modifica sorgente]

Mirino[modifica | modifica sorgente]

Nel gergo comune il termine mirino indica erroneamente tutto il complesso degli organi di mira. Si tratta invece solo della parte terminale di un sistema tacca di mira - mirino o diottra - mirino.

Posizionato normalmente sulla parte terminale dell'arma, sopra al vivo di volata può avere varie forme fra cui le più comuni sono a lama o a chiodo.

In associazione alla diottra (usata in prevalenza sulle carabine da tiro) prende il nome di palo.

Tacca di mira[modifica | modifica sorgente]

Usata sulla maggior parte delle pistole e su alcuni fucili è posta nella parte dell'arma più vicina al tiratore, ha normalmente la forma di una lamina posta in orizzontale perpendicolarmente alla canna ed ha una tacca centrale dentro alla quale si deve allineare il mirino. Può essere di due tipi:

  • fissa: utilizzata per armi corte militari o da difesa, è normalmente inserita in una fresatura del castello dell'arma (revolver) o del carrello (pistola)
  • regolabile: tramite una serie di viti di regolazione è possibile gestire il brandeggio e l'alzo della tacca. Nei sistemi più raffinati è possibile anche regolare l'ampiezza e la profondità della tacca stessa.

Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

Nel sistema tacca di mira - mirino il tiratore allinea l'arma fino a che la retta immaginaria che va dall'occhio del tiratore al centro del bersaglio non si appoggi sui due riferimenti posti su di essa. L'azzeramento si effettua spostando la tacca in direzione opposta alla deviazione (es. se il colpo va in basso a sinistra la tacca va spostata in alto a destra)

Diottra[modifica | modifica sorgente]

Sistema ad anelli concentrici usato in prevalenza sulle carabine o su vecchi fucili da guerra (es. il M1 Garand). Montata nella stessa posizione della tacca di mira si tratta di un corto cilindro all'interno del quale è sistemata una flangia di diametro molto ridotto (solitamente meno di un millimetro) attraverso cui l'osservatore allinea il bersaglio al mirino posto all'estremità della canna. Il cerchio va allineato con la parte terminale degli organi di mira, che può essere il mirino oppure il tunnel.

Tunnel[modifica | modifica sorgente]

Parte terminale per eccellenza dei sistemi a diottra è composto da un piccolo tubo montato nella stessa posizione del mirino, con un piccolo anello concentrico usato per traguardare il bersaglio.

Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

Normalmente viene montata sull'arma tramite slitte e ha le stesse regolazioni di brandeggio e di alzo della tacca di mira.

Laser[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mirino laser.

Piccolo oggetto di forma cilindrica allungata che viene montato sull'arma in modo che il raggio a bassa intensità che ne viene generato crei una retta quasi parallela a quella percorsa dai proiettili in uscita dalla canna. Il raggio può essere sia di colore rosso sia di colore verde e disegna sul bersaglio un punto rosso (o verde) grande all'incirca qualche millimetro.

Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

Questo sistema viene utilizzato normalmente nel tiro detto difensivo e risulta poco efficace di giorno e sulle lunghe distanze. I laser di colore verde offrono una visibilità superiore dando vantaggio di giorno in condizioni di luminosità ambientale elevata ma rivelando più facilmente la posizione del tiratore al buio.

Anche questo tipo di mira va azzerato ad una distanza prestabilita come nel sistema a tacca di mira.

Ottiche[modifica | modifica sorgente]

I sistemi di puntamento di tipo ottico sono suddivisibili in 2 macrogruppi:

  • mirini telescopici
  • mirini olografici

Le ottiche, a differenza delle mire metalliche, a parte qualche raro prototipo sperimentale, non nascono con l'arma, ma vi possono essere accoppiate in un numero pressoché infinito di combinazioni.

Chiave di questa flessibilità e varietà di scelta sono i sistemi di aggancio, cioè la scina (nome della rotaia fissa) sull'arma e la slitta con morsetti sull'ottica. Esistono diversi standard. I tre più importanti sono:

In generale l'azzeramento delle ottiche si effettua al contrario che per le mire metalliche: se il colpo è andato in alto a destra, bisogna portare il reticolo in alto a destra di pari misura.

Mirino telescopico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mirino telescopico.
Mirino telescopico. Al centro sono presenti tre torrette per la regolazione rispettivamente della deriva, dell'alzo, e della parallasse

Detto comunemente cannocchiale, è un sistema di puntamento che permette un ingrandimento dell'immagine e quindi una migliore acquisizione dei bersagli distanti; è solitamente dotato di un reticolo di puntamento regolabile in alzo (per compensare la traiettoria di caduta del colpo secondo la distanza) e in deriva (per compensare eventuali correnti ventose trasversali).

La struttura standard è composta da un oculare (che incorpora il reticolo), da un tubo con 2 o più torrette e da un obiettivo.

Mirino olografico[modifica | modifica sorgente]

Detto comunemente punto rosso (in inglese red dot) e da non confondere con il sistema di mira a laser, può essere costituito da un telaio o da un tubo in metallo che sostiene una superficie ottica inclinata sulla quale viene proiettato dal basso un raggio luminoso generato da laser (generalmente rosso ma si stanno affermando apparecchi che permettono di usare anche laser verdi) o da LED.

Il raggio luminoso, incontrando la superficie trasparente disegna un punto rosso che si riflette parzialmente indietro verso l'occhio del tiratore lungo una retta parallela alla canna.

Spostando l'occhio, il punto di maggior evidenza e brillantezza del punto rosso sul reticolo costituisce il miglior allineamento col bersaglio.

Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

I sistemi di mira a punto rosso sono generalmente destinati al tiro istintivo (cioè quando tra la decisione del tiro all'esplosione del colpo passano pochi istanti) e comunque a breve e brevissima distanza (nell'ordine delle decine di metri), quali le operazioni di bonifica di edifici durante i conflitti o le operazioni di polizia, oppure per la caccia con armi a canna liscia in condizioni di scarsa luminosità.

Dovendo fornire supporto al tiro istintivo sono generalmente dotati di nessuno o pochi ingrandimenti (di solito 1 o 1,5x).

Mirino giroscopico[modifica | modifica sorgente]

Sviluppato dall'inizio della Seconda guerra mondiale per le armi di aerei militari e veicoli da guerra, ispirato al principio del giroscopio: serve per facilitare il tiro in deflessione.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]