Regno del Sud

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Regno del Sud
Regno del Sud – Bandiera Regno del Sud - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Motto: FERT FERT FERT
Avanti Savoia!
Regno del Sud - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Regno d'Italia
Nome ufficiale Regno d'Italia
Lingue parlate Italiano
Inno Marcia Reale
Capitale Brindisi (1943-1944)
Altre capitali Salerno (1944)
Roma (1944-1945)
Dipendente da
Autogoverno e Alleati tramite l'AMGOT:

US flag 48 stars.svg USA
Regno Unito Regno Unito
India Britannica Impero delle Indie
Flag of Poland (with coat of arms).svg Polonia
Bandiera del Brasile Brasile
Flag of Free France 1940-1944.svg Francia libera
Nuova Zelanda Nuova Zelanda
Canada Canada
Sudafrica Sudafrica
Australia Australia

Politica
Forma di Stato Monarchia
Forma di governo Monarchia costituzionale
Re d'Italia
(Casa Savoia)
Presidente del Consiglio
Pietro Badoglio
(25/07/1943 – 08/06/1944)
Ivanoe Bonomi
(18/06/1944 – 21/06/1945)
Organi deliberativi Non esistenti: Camera sciolta e membri del Senato rimasti a Roma

CLN solo funzione consultiva

Nascita 10 settembre 1943 con
Vittorio Emanuele III
Causa Armistizio di Cassibile
Proclama Badoglio
Fuga del Re
Mancata difesa di Roma
Occupazione tedesca di Roma
Fine 28 aprile 1945 con
Umberto II
Causa Resa di Caserta
Territorio e popolazione
Economia
Valuta
Doppia circolazione di:
Religione e società
Religione di Stato Cattolicesimo
Religioni minoritarie Ebraismo, Evangelismo[senza fonte]
Evoluzione storica
Preceduto da Italia Regno d'Italia
continuità storica con
il Regno del Sud

Repubblica Sociale Italiana Repubblica Sociale Italiana
per le sole parti conquistate
con l'avanzata verso nord
Succeduto da Italia Regno d'Italia

Con l'espressione "Regno del Sud" si suole indicare il Regno d'Italia nel periodo compreso tra il 10 settembre 1943 e il 4 giugno 1944 (data della liberazione di Roma).

Territorialmente controllava le aree occupate dalle truppe alleate: l'Italia meridionale, la Sicilia e la Sardegna, estendendosi man mano coll'avanzare del fronte di guerra verso nord.

Le fasi storiche del Regno del Sud[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo che va dall'annuncio dell'armistizio (con il proclama Badoglio dell'8 settembre 1943) alla proclamazione della Repubblica Italiana (2 giugno 1946) si suddivide in quattro momenti:

  • Il trasferimento del re, del governo e degli stati maggiori a Brindisi, meglio nota come «la fuga del Re» (dall'8 al 10 settembre 1943);
  • Il Regno del Sud, ovvero la continuazione del Regno d'Italia con sede prima a Brindisi e successivamente a Salerno (dal 10 settembre 1943 al 4 giugno 1944);
  • La luogotenenza del principe Umberto di Savoia (dal 4 giugno 1944 al 9 maggio 1946), iniziata a Salerno e dopo alcuni mesi trasferita a Roma;
  • Il regno d'Umberto II, noto anche come "Re di maggio" (dal 9 maggio al 2 giugno 1946).

Antefatti: lo sbarco in Sicilia e il trasferimento a Brindisi[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 luglio 1943, dopo lo sbarco alleato in Sicilia e a seguito dell'ordine del giorno Grandi, Vittorio Emanuele III destituì Mussolini e nominò a capo del governo il maresciallo Badoglio. L'8 settembre del 1943, dopo l'annuncio dell'armistizio con gli Alleati, il re Vittorio Emanuele III, il principe Umberto e Badoglio fuggirono da Roma (di lì a poco occupata dai tedeschi) e, a bordo di una nave da guerra, da Ortona raggiunsero Brindisi, libera sia dai vecchi sia dai nuovi nemici.

Al Sud il governo guidato dal maresciallo Pietro Badoglio mantenne la struttura costituzionale del Regno d'Italia, con capitale prima a Brindisi e poi a Salerno.

Il re lo annunciò la sera del 10 settembre a Radio Bari:

« Per il supremo bene della patria che è sempre stato il mio primo pensiero e lo scopo della mia vita, e nell'intento di evitare più gravi sofferenze e maggiori sacrifici, ho autorizzato la richiesta di armistizio.

Italiani, per la salvezza della Capitale e per poter pienamente assolvere i miei doveri di Re, col Governo e con le Autorità Militari, mi sono trasferito in altro punto del sacro e libero suolo nazionale.

Italiani! Faccio sicuro affidamento su di voi per ogni evento, come voi potete contare fino all'estremo sacrificio, sul vostro Re.

Che Iddio assista l'Italia in quest'ora grave della sua storia. »

(Vittorio Emanuele III a Radio Bari, 10 settembre 1943)

I primi passi, negli ultimi mesi del 1943[modifica | modifica wikitesto]

Le linee difensive tedesche a sud di Roma
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Resistenza italiana e Aeronautica Cobelligerante Italiana.

Il Governo dovette innanzitutto ricostruire un nucleo amministrativo, poiché la totalità dei funzionari e dei dipendenti ministeriali erano rimasti intrappolati a Roma.

Il primo atto politico del governo fu l'approvazione e la firma del così detto armistizio lungo. Tale documento rappresentava un'integrazione dettagliata dei principi generali enunciati dall'armistizio corto firmato a Cassibile il 3 settembre e annunciato l'8 settembre. Questo formalmente poneva l'Italia nelle mani degli alleati rendendo esecutivo il principio della resa incondizionata citato nel documento firmato a Cassibile. Tuttavia il governo fece leva su una dichiarazione scritta ottenuta dal Comandante Supremo Alleato (fatta per indurre il governo italiano ad accettare l'espressione "resa incondizionata") in base alla quale gli Alleati si impegnavano ad ammorbidire le condizioni della resa in proporzione all'aiuto che l'Italia avrebbe fornito nella lotta contro i nazisti. Tale impegno venne inserito nel testo dell'armistizio lungo che venne quindi firmato da Badoglio a bordo della corazzata HMS Nelson alla fonda nelle acque di Malta il 29 settembre 1943.

Successivamente, constatata l'impossibilità di liberare Roma nell'immediato futuro, il 13 ottobre il Governo procedette dalla sede di Brindisi alla dichiarazione di guerra alla Germania, fortemente richiesta dagli alleati. Tra le Regie Forze Armate e i nazisti vi erano stati già sanguinosi scontri in vari luoghi come Cefalonia, Lero, Spalato, ma tuttavia dal punto di vista politico tale dichiarazione era molto importante in quanto poneva l'Italia all'interno delle forze alleate, sia pure non a pieno titolo ma con la qualifica di cobelligerante. Da questo momento il governo italiano cominciò lentamente ad acquisire maggior autonomia, e i pochi reparti ancora integri delle sue forze armate cominciarono a combattere a fianco degli alleati con la bandiera tricolore.

Sotto il controllo diretto del governo vi erano però soltanto la Sardegna e le provincie pugliesi, mentre il resto del territorio liberato dai tedeschi era sotto il controllo dell'Amministrazione militare alleata.

Il 1944 e la "svolta di Salerno"[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Svolta di Salerno e Periodo costituzionale transitorio.

La svolta avvenne nei primi mesi del 1944. Fino ad allora il governo era incompleto poiché molti ministri erano rimasti intrappolati a Roma e non si trovavano personalità che si prestassero a sostituirli. A un certo punto l'URSS riconobbe ufficialmente il secondo governo Badoglio, spiazzando gli Alleati (che erano all'oscuro delle relative trattative) e l'opposizione interna di sinistra che non intendeva collaborare con esso.

Su pressione di Stalin i comunisti italiani diedero la disponibilità a entrare nel governo, e gli altri partiti di sinistra si sentirono obbligati a fare altrettanto per non apparire irresponsabili. Si formò quindi a Salerno un nuovo Governo Badoglio appoggiato sia dagli Alleati sia dal Comitato di Liberazione Nazionale (precedentemente formato dai ricostituiti partiti politici). Tuttavia i partiti di sinistra tennero un atteggiamento di diffidenza verso la monarchia, compromessa com'era con il defunto regime: «in questa situazione anche col passare dei mesi la vita dei partiti rimase al sud nel '43-'44 assai stentata e soprattutto scarsamente capace di fare breccia nell'apatia che caratterizzava le popolazioni»[1].

Nel frattempo gli Alleati dall'11 febbraio 1944 trasferirono sotto l'amministrazione italiana la Sicilia, che era sotto l'amministrazione militare alleata dal luglio 1943, e le province occupate e quelle che venivano via via liberate. Il governo provvide inoltre a sostituire quei funzionari in odore di mafia insediati dagli americani (prefetti, questori, sindaci, ecc.). La competenza dell'AMGOT si restrinse a Napoli e alle zone nelle vicinanze del fronte e a quelle di particolare interesse militare.

L'Esercito[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'8 settembre il regio esercito italiano aveva dovuto scegliere fra il Governo della Repubblica di Salò e il suddetto Regno del Sud. Benché alcuni distaccamenti militari decisero di schierarsi dalla parte di Mussolini, molti soldati scelsero di seguire il Re e gli Alleati nella guerra contro i tedeschi. Ricordiamo, tra gli scontri avvenuti dalla parte degli Alleati, la battaglia di Montelungo combattuta dal Primo Raggruppamento Motorizzato.

La coccarda tricolore, bianco, rosso e verde, simbolo dell'Aeronautica Cobelligerante Italiana, l'aeronautica del Regno del Sud, già adottata dall'aeronautica militare prima dell'istituzione della Regia Aeronautica.

Conclusione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: liberazione di Roma e periodo costituzionale transitorio.

Il 4 giugno 1944, Roma viene liberata dalla V armata USA, comandata dal generale Clark ponendo così termine al cosiddetto "Regno del Sud". Il Re Vittorio Emanuele III nomina suo figlio Luogotenente del regno e si ritira a vita privata. Umberto si insedia al Quirinale e su proposta del CLN affida l'incarico di formare il nuovo governo a Ivanoe Bonomi, anziano leader politico già presidente del consiglio prima dell'avvento del fascismo. Con il governo Bonomi Salerno divenne a tutti gli effetti "Capitale" del Regno d'Italia e non solo del momentaneo Regno del Sud.

Il Regno del Sud non fu dunque uno stato fantoccio, poiché, seppur posto sempre sotto stretto controllo dagli Alleati, seppe guadagnarsi discreti margini di autonomia. Esso inoltre rappresentò la continuità legale dello stato italiano e come tale fu riconosciuto, oltre che dai paesi alleati, anche dalla maggioranza delle nazioni neutrali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ De Felice R., La resistenza ed il regno del sud, “Nuova storia contemporanea”, 1999, 2, pp. 9-24, p. 17

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Alosco, Il partito d'azione nel "Regno del Sud, Napoli, Guida Editori, 2002, ISBN 88-7188-533-3.
  • Silvio Bertoldi, Il Regno del Sud. Quando l'Italia era tagliata in due, Milano, Rizzoli, 2003, ISBN 978-88-17-10664-1.
  • Vito A. Leuzzi, Lucio Cioffi, Alleati, monarchia, partiti nel regno del Sud, Fasano, Schena, 1988, ISBN 978-88-7514-244-5.
  • Mazzetti, Massimo. Salerno Capitale d'Italia. Edizioni del Paguro. Salerno, 2000. ISBN 8887248028
  • Francesco Perfetti, Parola di Re. Il diario segreto di Vittorio Emanuele, Firenze, Le Lettere, : 2006, ISBN 978-88-7166-965-6.
  • Renzo Santarelli, Mezzogiorno 1943-1944. Uno «Sbandato» nel Regno del sud, Milano, Feltrinelli, 1999, ISBN 978-88-07-81528-7.
  • Dino Tarantino, Dal «Regno» alle «Repubbliche» del Sud. La Puglia dal fascismo alla democrazia 1943-1944, Firenze, Edizioni Dal Sud, 2006, ISBN 978-88-7553-075-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]