Battaglia del Simeto

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Battaglia del Simeto
parte dello sbarco in Sicilia della seconda guerra mondiale
Data13-16 luglio 1943
Luogotra il fiume Simeto e la piana di Catania, Sicilia
Schieramenti
Comandanti
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La battaglia del Simeto (Operazione Fustian) è stato un evento bellico della seconda guerra mondiale dopo lo sbarco in Sicilia, e avvenuto tra il 14 e il 22 luglio 1943, tra il fiume Simeto, il villaggio di Sferro, nei pressi di Paternò, e la piana di Catania, che vide contrapposte le forze militari terrestri dell'Asse e quelle del British Army.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Artiglieria britannica in azione dalla postazione di Primosole

La notte del 13 luglio 1943 le truppe della 1ª Divisione Aerotrasportata Britannica tentarono di occupare il "ponte Primosole" sul fiume Simeto, via principale per l'accesso a Catania. Gli scontri durarono dal 14 fino al 16, quando le truppe delle Potenze dell'Asse si ritirarono[1].

Prima però che la 50ª Divisione riuscisse a indirizzarsi verso Catania arrivarono le truppe tedesche della Divisione "Hermann Goering" e del 3° Reggimento della 1ª Divisione Paracadutisti che impegnarono per alcuni giorni 5 Divisioni Alleate[2].

Le Forze Armate Canadesi della 231ª Brigata, inquadrate nell'Esercito Britannico, fallirono il tentativo di conquistare le città di Enna, Leonforte e Adrano per arrivare a Catania: tra il 13 e il 22 luglio, rimasero bloccati dalle forze italo-tedesche tra Assoro e Leonforte, nell'Ennese.

I Britannici si diressero quindi in direzione di Paternò, con gli Scozzesi della 51ª Divisione Highlander comandati dal generale Douglas Wimberley, ma per raggiungere la città etnea dovettero affrontare una battaglia campale contro i tedeschi della già citata Divisione Hermann Göring, comandata dal colonnello Paul Conrath, prima alla Base aerea di Gerbini e poi a Sferro, frazioni di Paternò.

Il generale Wimberley elaborò un piano d'attacco che prevedeva l'impiego della 154ª Brigata di fanteria, di una task force di carri armati e della fanteria della 23ª Brigata corazzata del generale Denis Richards, denominata Arrow Force. Wimberley tenne in riserva la 152ª e la 153ª Brigata, che avrebbe utilizzato in caso di necessità.

Il 19 luglio gli Scozzesi avanzarono ed ottennero una stretta di ponte sopra il Dittaino, e con la 154ª Brigata si diressero verso la Stazione di Motta Sant'Anastasia ad Est dell'Aeroporto di Gerbini, mentre la 153° venne inviata ad attaccare Sferro. L'operazione fallì poiché l'offensiva venne bloccata dai tedeschi della suddetta "Divisione Hermann Göring", che rafforzò le sue difese ed impedì l'avanzata britannica verso Gerbini e Sferro. Lo stesso giorno la manovra sulla sinistra venne bloccata a 2 km da Gerbini, mentre la 154° Brigata e i soldati della "Arrow Force" non riuscirono ad attraversare il Simeto. Il giorno successivo Wimberley ordinò di attaccare l'Aeroporto di Gerbini con il 7º Reggimento Argyll, ma quest'ultimo fu respinto più a Sud da un potente contrattacco degli avversari[3].

Fallita l'operazione di attacco a Gerbini, Wimberley decise di puntare su Sferro. Tra il 20 ed il 21 luglio si svolsero feroci combattimenti che causarono un numero elevato di caduti tra i soldati da entrambe le parti. Soltanto il 7º Reggimento Argyll subì la perdita di 18 ufficiali e 160 soldati semplici, così come oltre un centinaio furono anche i caduti dell'Esercito Nazista Tedesco; tra gli italiani, gran parte degli uomini della 213ª Divisione Costiera si arrese, mentre si distinse nei combattimenti il 10º Reggimento arditi.

La Stazione di Sferro venne dunque occupata dagli Scozzesi, che però, incapaci di andare oltre, sospesero i combattimenti: il 21 luglio il generale Bernard Law Montgomery, giunto sul fronte dal generale Wimberley, ordinò alla Divisione di mettersi in difesa[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Catania, commemorazione a 70 anni della battaglia del Simeto, su siciliatoday.net. URL consultato il 16 luglio 2016.
  2. ^ Roberto Roggero, Oneri e onori, Milano, Greco editori, 2006. URL consultato il 16 luglio 2016.
  3. ^ Agira nella storia della Sicilia durante la seconda guerra mondiale (PDF), su agyrion.it. URL consultato il 6 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 14 marzo 2016).
  4. ^ Cfr. E. Costanzo, L'estate del '43 - I giorni di guerra a Paternò, 2001, p. 56

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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