Angelica Balabanoff

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Angelica Balabanoff

Angelica Balabanoff (in russo: Анжелика Исааковна Балабанова?, traslitterato: Anželika Isaakovna Balabanova, in ucraino: Анжеліка Ісаковна Балабанова?; Černigov, 4 agosto 1869 [1]Roma, 25 novembre 1965) è stata un'attivista e politica russa.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Proveniente da una benestante famiglia di origine ebraica, iniziò gli studi in patria ma li proseguì in Svizzera, Belgio e Germania, dove l'istruzione superiore e universitaria non era preclusa alle donne. A Bruxelles si laureò in lettere e filosofia ed ebbe i primi contatti con esponenti dell'ambiente socialista internazionale, tra cui il professor Augsmans, sindaco socialista della città, l'avvocato Umberto Zanni, August Bebel e Clara Zetkin. Nel 1900 giunse a Roma dove divenne allieva di Antonio Labriola.

Si iscrisse al Partito Socialista Italiano e successivamente svolse opera in Svizzera a favore degli operai italiani. Nel 1904, a Lugano, fondò, con Maria Giudice il giornale Su, compagne, rivolto alle donne proletarie. Trasferitasi in Italia, il giornale ebbe sede a Venezia. Dal 1912 al 1917 fece parte della direzione del Partito socialista e nel 1913 affiancò Benito Mussolini nella direzione dell'Avanti!.

Allo scoppio della prima guerra mondiale si schierò a fianco di Clara Zetkin con le parole d'ordine di "guerra alla guerra", una posizione di assoluto pacifismo che sostenne anche nella Conferenza di Zimmerwald. Nel 1917 aderì al partito Bolscevico russo, dopo aver conosciuto in Svizzera Lenin, da cui ebbe importanti incarichi nella fase iniziale della Rivoluzione russa.

Nel 19191920 fu segretaria della Terza internazionale e lavorò a stretto contatto, oltre che con lo stesso Lenin, con Leon Trotsky, Stalin, Grigorij Zinov'ev, Emma Goldman e altri. A seguito della rivolta di Kronstadt, nel 1921, ebbe profonde divergenze con Lenin, Trotsky e tutta la dirigenza del Partito bolscevico e nel 1922 rientrò in Italia. Durante il fascismo soggiornò in Svizzera, a Parigi e a New York, facendo ritorno in Italia solo alla fine della seconda guerra mondiale. Nel 1947 aderì alla scissione di Palazzo Barberini ed entrò a far parte del PSLI (poi PSDI) di Giuseppe Saragat. È morta a Roma nel 1965 all'età di 96 anni.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015 il Comune di Milano ha deciso l'iscrizione del suo nome nel Pantheon di Milano, all'interno del Cimitero Monumentale[2]. A Roma le è stato invece dedicato un istituto comprensivo.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Dalla schiavitù alla libertà. Doveri e diritti dei comunisti nella prima Repubblica del lavoro, Milano, Avanti!, 1921.
  • Erinnerungen und Erlebnisse, Berlin, E. Laubsche Verlagsbuchhandlung, 1927.
  • Erziehung der Massen zum Marxismus. Psychologisch-pädagogische Betrachtungen, Berlin, E. Laubsche, 1927.
  • Marx und Engels als Freidenker in ihren Schriften. Ein Hand- und Kampfesbuch, Jena, Urania Freidenker Verlag, 1931.
  • Wesen und Werdegang des italienischen Faschismus, Wien, Hess & Co., 1931.
  • Memorie, Milano-Parigi, Avanti!, 1931.
  • Il traditore. [Benito Mussolini e la sua "conquista" del potere], New York, Giuseppe Popolizio, 1942-1943.
  • Tears, New York, E. Laub, 1943.
  • Il traditore Mussolini, Roma-Milano, Avanti!, 1945.
  • Ricordi di una socialista, Roma, De Luigi, 1946.
  • Lenin visto da vicino, Roma, Opere nuove, 1959; 1990; Milano, SugarCo, 1980.
  • La mia vita di rivoluzionaria, Milano, Feltrinelli, 1979.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Angelica Balabanoff, Angelica Balabanoff oder: Warum schreibt eine Neunzigjährige ein Buch?, in Jörn Schütrumpf (a cura di), Lenin oder: Der Zweck heiligt die Mittel (Lenin visto da vicino), Berlino, Karl Dietz Verlag Berlin GmbH, 2013, p. 8.
  2. ^ Famedio, scelti 29 cittadini illustri, su correire.it, 23 settembre 2015. URL consultato il 28 settembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Movimento femminile socialdemocratico (a cura di), In memoria di Angelica Balabanoff: 1869-1965, Roma, 1966
  • Amedeo La Mattina, Mai sono stata tranquilla, Roma, 2011

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Segretario del PSI Successore Liste 1924 - 23.svg
Ugo Coccia 1928-1930 Pietro Nenni (segretario frazione fusionista)
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