Angelica Balabanoff

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Angelica Balabanoff

Angelica Balabanoff (in russo: Анжелика Исааковна Балабанова?, traslitterato: Anželika Isaakovna Balabanova, in ucraino: Анжеліка Ісаковна Балабанова?; Černigov, 4 agosto 1869[1]Roma, 25 novembre 1965) è stata un'attivista e politica russa naturalizzata italiana.[2] Già segretaria del Comintern, divenne leader politica in Italia nel dopoguerra.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Angelica Balabanoff con David Ben Gurion a Tel Aviv nel 1962

Nata a Černigov (Impero russo, oggi Černihiv, Ucraina) da una famiglia benestante di origine ebraica, Balabanoff (anche nota come Balabanov o Balabanova) iniziò gli studi in patria ma li proseguì in Svizzera, Belgio e Germania, dove l'istruzione superiore e universitaria non era preclusa alle donne, dove venne in contatto con le idee del radicalismo politico. A Bruxelles si laureò in lettere e filosofia ed ebbe i primi contatti con esponenti dell'ambiente socialista internazionale, tra cui il professor Augsmans, sindaco socialista della città, l'avvocato Umberto Zanni, August Bebel e Clara Zetkin.

Nel 1900 giunse a Roma dove divenne allieva di Antonio Labriola. Si iscrisse al Partito Socialista Italiano e successivamente svolse opera in Svizzera a favore degli operai italiani delle industrie tessili. Nel 1904, a Lugano, fondò, con Maria Giudice il giornale Su, compagne, rivolto alle donne proletarie. Trasferitasi in Italia, il giornale ebbe sede a Venezia. Dal 1912 al 1917 fece parte della direzione del Partito socialista e nel 1913 affiancò Benito Mussolini nella direzione dell'Avanti!.

Allo scoppio della prima guerra mondiale si schierò a fianco di Clara Zetkin con le parole d'ordine di "guerra alla guerra", una posizione di assoluto pacifismo che sostenne anche nella Conferenza di Zimmerwald. Durante la guerra passò un periodo nella neutrale Svezia, dove si affiliò al neonato Partito della Sinistra Socialdemocratica e divenne sodale dei leader comunisti svedesi Ture Nerman, Fredrik Ström, Zeth Höglund e Kata Dalström.

Dopo aver conosciuto in Svizzera Lenin, allo scoppio della Rivoluzione russa nel 1917, Balabanoff aderì al partito bolscevico e si trasferì in Russia, ricoprendo importanti incarichi nel partito. Secondo Emma Goldman, Balabanoff fu presto disillusa dallo stile del socialismo russo, avendo ormai "messo radici nel suolo d'Italia" e dal dover vivere temporaneamente a palazzo Narishkin. [3]

Nel 19191920 fu segretaria della Terza internazionale comunista e lavorò a stretto contatto, oltre che con lo stesso Lenin, con Leon Trotsky, Stalin, Grigorij Zinov'ev, Emma Goldman e altri. A seguito della rivolta di Kronstadt, nel 1921, ebbe profonde divergenze con Lenin, Trotsky e tutta la dirigenza del Partito bolscevico e nel 1922 rientrò in Italia, riprendendo i contatti con Giacinto Menotti Serrati. Dopo che questi ebbe lasciato il partito socialista per aderire ai comunisti, Balabanoff guidò l'ala massimalista del partito fino all'ascesa del fascismo Durante il fascismo soggiornò in Svizzera (dove continuò a pubblicare l'Avanti!), a Parigi e a New York, facendo ritorno in Italia solo alla fine della seconda guerra mondiale. Nel 1947 aderì alla scissione di Palazzo Barberini ed entrò a far parte del Partito Socialdemocratico Italiano (PSLI, poi PSDI) di Giuseppe Saragat. È morta a Roma nel 1965 all'età di 96 anni.

Riconoscimenti e memoria[modifica | modifica wikitesto]

Balabanoff è uno dei personaggi principali della fiction televisiva RAI del 1993, "Il Giovane Mussolini", interpretata da Susanne Lothar.

Alla memoria di Balabanoff è inoltre dedicato il libro The Dinner Party di Judy Chicago.[4]

Nel 2015 il Comune di Milano ha deciso l'iscrizione del suo nome nel Pantheon di Milano, all'interno del Cimitero Monumentale[5].

A Roma le è stato invece dedicato un istituto comprensivo.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Il vostro Dovere in tempo di Elezioni: Alle Proletarie . Lugano: Cooperativa Tipografica Sociale, 1904.
  • Neskol'ko slov ob agitatsii: Pis'mo-lektsiia (Qualche parola sull'agitazione. Lezione per corrispondenza). Mosca: Gosudarstvennoe Izdatel'stvo, 1920.
  • Svetloi pamiati Iakova Mikhailovicha Sverdlova. (Alla memoria benedetta di Iakov Mikhailovich Sverdlov). Mosca: Gosudarstvennoe Izdatel'stvo, 1920.
  • Dalla schiavitù alla libertà. Doveri e diritti dei comunisti nella prima Repubblica del lavoro, Mosca: Gosudarstvennoe Izdatel'stvo, 1920 / Milano, Avanti!, 1921.
  • Iz lichnykh vospominanii Tsimmerval'dtsa (Dalle memorie personali degli Zimmerwaldisti). Leningrado-Mosca: Izdatel'stvo "Kniga," 1925.
  • Erinnerungen und Erlebnisse, Berlin, E. Laubsche Verlagsbuchhandlung, 1927.
  • Erziehung der Massen zum Marxismus. Psychologisch-pädagogische Betrachtungen (Educare le masse al marxismo: considerazioni psicologico-pedagogiche), Berlin, E. Laubsche, 1927.
  • Marx und Engels als Freidenker in ihren Schriften. Ein Hand- und Kampfesbuch (Marx ed Engels come liberi pensatori nei loro scritti). Berlin: Der Freidenker, 1930.
  • Wesen und Werdegang des italienischen Faschismus, Wien, Hess & Co., 1931.
  • Memorie, Milano-Parigi, Avanti!, 1931.
  • Sozialismus als Weltanschauung (Il socialismo come visione del mondo). Berlin: Dt. Freidenkerverband, c. 1932.
  • Caduti per noi, caduti per voi. New York: Edizione "La Fiaccola," c. 1935.
  • My Life as a Rebel (La mia vita da ribelle). London: Hamish Hamilton, 1938.
  • Traitor: Benito Mussolini and his "Conquest" of Power. New York: G. Popolizio, c. 1942.
  • Tears (Lacrime), New York, E. Laub / Chicago: Jay Bass, 1943.
  • Il traditore Mussolini, Roma-Milano, Avanti!, 1945.
  • Ricordi di una socialista, Roma, De Luigi, 1946.
  • Lenin visto da vicino, Roma, Opere nuove, 1959; 1990; Milano, SugarCo, 1980. (Impressions of Lenin, Isotta Cesari, trans., Ann Arbor, University of Michigan Press, 1964.)
  • La mia vita di rivoluzionaria, Milano, Feltrinelli, 1979.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Angelica Balabanoff, Angelica Balabanoff oder: Warum schreibt eine Neunzigjährige ein Buch?, in Jörn Schütrumpf (a cura di), Lenin oder: Der Zweck heiligt die Mittel (Lenin visto da vicino), Berlino, Karl Dietz Verlag Berlin GmbH, 2013, p. 8.
  2. ^ Dizionario storico della Svizzera. «Balabanoff, Angelica, nascita 7.5.1878 Cernigov (Russia, oggi Ucraina), morte 25.11.1965 Roma, isr., cittadina russa
  3. ^ Emma Goldman, Chapter 13: Joining the Museum of the Revolution, in My Disillusionment in Russia, Doubleday, Page and Company, 1923, ISBN 978-1-4191-3601-6. URL consultato il 15 febbraio 2012.
  4. ^ Angelica Balbanoff, in The Dinner Party: Heritage Floor, Brooklyn Museum. URL consultato il 4 giugno 2012.
  5. ^ Famedio, scelti 29 cittadini illustri, su correire.it, 23 settembre 2015. URL consultato il 28 settembre 2017.


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Movimento femminile socialdemocratico (a cura di), In memoria di Angelica Balabanoff: 1869-1965, Roma, 1966
  • Amedeo La Mattina, Mai sono stata tranquilla, Roma, 2011
  • Maria Lafont, The Strange Comrade Balabanoff: The Life of a Communist Rebel., McFarland Publishers, 2016, ISBN 978-0-7864-9878-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Segretario del PSI Successore Liste 1924 - 23.svg
Ugo Coccia 1928-1930 Pietro Nenni (segretario frazione fusionista)
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