August Bebel

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August Ferdinand Bebel

August Ferdinand Bebel (Deutz, 22 febbraio 1840Passugg, 13 agosto 1913) è stato un politico e scrittore tedesco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Deutz, sobborgo di Colonia; operaio tornitore, si dedicò fin da giovane all'attività politica e fondò nel 1867 con Wilhelm Liebknecht il Sächsische Volkspartei (Partito Popolare della Sassonia), e nel 1869 il SDAP (Sozialdemokratische Arbeiterpartei), il Partito Socialdemocratico dei Lavoratori.

Nel 1875 al congresso di Gotha il SDAP si unì con l'ADAV (Allgemeiner Deutscher Arbeiterverein), Associazione Generale dei Lavoratori Tedeschi, per formare il SAPD (Sozialistische Arbeiterpartei Deutschlands), Partito dei Lavoratori Socialisti Tedeschi, che venne rinominato SPD nel 1890.

Dopo essere stati eletti al Reichstag nel 1867, i due fondatori della socialdemocrazia tedesca, Bebel e Liebknecht, si astennero dal votare la prima richiesta di crediti di guerra in occasione della Guerra franco-prussiana ed in seguito votarono contro. Per questi fatti nel 1872 Bebel fu sottoposto a processo per attività politica sovversiva, il cosiddetto Leipziger Hochverratsprozess, e condannato a due anni di Festungshaft (la reclusione in una fortezza, una condanna considerata meno disonorevole della normale prigionia), che scontò nella Fortezza di Königstein. Negli anni di prigionia si dedicò a studi intensi ed approfondì la storia delle nazioni islamiche, come testimonia il suo testo Die mohammedanisch-arabische Kulturperiode del 1884.

Nel 1893, in occasione del Congresso della social- democrazia tedesca, prese un'importante posizione contro l'antisemitismo, fenomeno crescente in Germania alla fine del 1800. Attraverso la pubblicazione del suo rapporto "La social-democrazia e l'antisemitismo" rese la lotta all'odio contro gli ebrei un tema importante dei programmi del movimento operaio. Bebel portò in auge un caustico giudizio sull'antisemitismo che circolava all'epoca tra i socialisti: «l'antisemitismo è il socialismo degli imbecilli».[1][2][3][4]

Alla morte di Liebknecht nel 1900 divenne con Paul Singer presidente della SPD. Fra i suoi scritti si ricordano Die Frau und der Sozialismus (La donna e il socialismo, 1883) e il suo libro di memorie Aus meinem Leben (Dalla mia vita, 1910-14). Morì nel 1913 durante la visita ad un sanatorio in Svizzera e fu sepolto a Zurigo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roberto Finzi, Il pregiudizio. Ebrei e questione ebraica in Marx, Lombroso, Croce, Giunti, 24 luglio 2013, ISBN 9788858761168. URL consultato il 25 febbraio 2018.
  2. ^ Annamaria Rivera, Regole e roghi: metamorfosi del razzismo, EDIZIONI DEDALO, 2009, ISBN 9788822063076. URL consultato il 25 febbraio 2018.
  3. ^ Pierre-Emmanuel Dauzat, Giuda. Dal vangelo all'Olocausto, Edizioni Arkeios, 2008, ISBN 9788886495912. URL consultato il 25 febbraio 2018.
  4. ^ Riccardo Calimani, Passione e tragedia: la storia degli ebrei russi, Mondadori, 2006, ISBN 9788804543954. URL consultato il 25 febbraio 2018.
    «Pare che non sia stato Bebel il primo a pronunciare la frase: «L'antisemitismo è il socialismo degli imbecilli», ma fu lui a renderla famosa.».

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