Olaf Scholz

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Olaf Scholz
Зустріч Президента України з президентами Франції та Румунії, а також головами урядів Німеччини та Італії 81 (cropped).jpg
Olaf Scholz nel 2022

Cancelliere federale della Germania
In carica
Inizio mandato 8 dicembre 2021
Presidente Frank-Walter Steinmeier
Predecessore Angela Merkel

Vice Cancelliere della Germania
Durata mandato 14 marzo 2018 –
8 dicembre 2021
Presidente Frank-Walter Steinmeier
Capo del governo Angela Merkel
Predecessore Sigmar Gabriel
Successore Robert Habeck

Ministro delle finanze della Germania
Durata mandato 14 marzo 2018 –
8 dicembre 2021
Capo del governo Angela Merkel
Predecessore Peter Altmaier (ad interim)
Successore Christian Lindner

Presidente del Partito Socialdemocratico di Germania
(ad interim)
Durata mandato 13 febbraio 2018 –
22 aprile 2018
Predecessore Martin Schulz
Successore Andrea Nahles

Sindaco di Amburgo
Durata mandato 7 marzo 2011 –
13 marzo 2018
Predecessore Christoph Ahlhaus
Successore Peter Tschentscher

Ministro del lavoro e degli affari sociali della Germania
Durata mandato 21 novembre 2007 –
27 ottobre 2009
Capo del governo Angela Merkel
Predecessore Franz Müntefering
Successore Franz Josef Jung

Segretario generale del Partito Socialdemocratico di Germania
Durata mandato 20 ottobre 2002 –
21 marzo 2004
Presidente Gerhard Schröder
Predecessore Franz Müntefering
Successore Klaus Uwe Benneter

Dati generali
Partito politico Partito Socialdemocratico di Germania
Università Università di Amburgo
Firma Firma di Olaf Scholz

Olaf Scholz (IPA: [ˈoːlaf ʃɔlts]; Osnabrück, 14 giugno 1958) è un politico tedesco, cancelliere federale della Germania dall'8 dicembre 2021. Membro del Partito Socialdemocratico di Germania, è stato vice cancelliere della Germania e ministro delle finanze dal 2018 al 2021 nel governo Merkel IV.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Olaf Scholz è nato come primo di tre fratelli a Osnabrück, ma ha vissuto a Amburgo dalla sua infanzia. È figlio di Gerhard Scholz, impiegato nell'industria tessile, e di Christel Grunwald. Il fratello minore Jens è anestesista, professore universitario e presidente del consiglio di amministrazione del Centro Medico dell'Università dello Schleswig-Holstein.

Venne battezzato come protestante luterano, ma successivamente rinuncerà all'appartenenza religiosa a qualunque chiesa. Durante il suo giuramento, divenne il secondo cancelliere dopo Gerhard Schröder a non usare la formula "e che Dio mi aiuti" (in tedesco: "So wahr mir Gott helfe").[1] Conseguì la maturità scolastica nel 1977 e una laurea in giurisprudenza presso l'Università di Amburgo; dal 1985 è avvocato specializzato in diritto del lavoro. Dal 1975 è stato membro della SPD, come membro dei Jusos, l'organizzazione della gioventù del partito, usò spesso la retorica della sinistra: descrisse la NATO come aggressiva e imperialista, la Germania occidentale come "roccaforte del capitale alto d'Europa" e sostenne la corrente marxista del suo partito.[2][3][4]

Il giovane Scholz, 1984

Durante gli anni seguenti, moderò la sua ideologia e ricoprì vari incarichi del partito. Scholz sostenne il programma chiamata "Agenda 2010", era descritto membro della corrente "Schröderiana" dell′SPD.[5][6] Oggi Scholz fa parte della corrente moderata e centrista del suo partito.[7][8] Fu deputato del Bundestag dal 1998 al 2011. Dal 2002 al 2004 fu segretario generale dell'SPD[9] e dal 2007 al 2009 Ministro del lavoro e degli affari sociali nel primo governo di coalizione di Angela Merkel. Dal 7 marzo 2011 al 13 marzo 2018 ricoprì la carica di sindaco di Amburgo dopo che l' SPD raggiunse la maggiorità assoluta nelle elezioni del 2011. Sotto il suo governo, lo stato di Amburgo comprò azione dalla compagnia armatoriale Hapag-Lloyd per salvare circa 20 000 posti di lavoro.[10] Inoltre, stimolò la costruzione di migliaia di appartamenti nuovi.[11]

Negli anni seguenti e durante la campagna elettorale di 2021, Scholz venne criticato per il suo ruolo in uno scandalo finanziario concernente la banca M.M. Warburg & Co, in cui la città di Amburgo perse 47 milioni di euro.[12][13][14] Giornali e altri politici accusarono Scholz di avere fallito nell'impedire l´escalation delle manifestazioni durante il G20 del 2017 a Amburgo.[15][16][17] Nel 2018 fu nominato Ministro delle finanze nel governo di grande coalizione guidato da Angela Merkel.[18] In quest'ufficio, Scholz propose una tassa minimale globale per combattere l'evasione fiscale. Dopo il collasso dell'azienda Wirecard, Scholz iniziò un processo di riforma della BaFin, l'ufficio di sorveglianza finanziaria della Germania.[19] Sotto la responsabilità di Scholz come ministro, la BaFin non fu in grado di controllare gli affari di Wirecard.[20][21][22] Dal 13 febbraio al 22 aprile 2018 fu commissario ad interim dell'SPD, prima dell'elezione formale a presidente di Andrea Nahles.[23] Vive a Potsdam con la moglie Britta Ernst, anch'ella attiva in politica con l'SPD.[18]

Candidato Cancelliere[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 agosto 2020, l’esecutivo del partito, nonostante la sconfitta al congresso di Scholz e della candidata associata alla segreteria Klara Geywitz contro il duo costituito da Norbert Walter-Borjans e Saskia Esken,[24] lo nominò candidato cancelliere per le elezioni del Bundestag del 2021 che avrebbero portato la Germania a scegliere il successore della Merkel, destinata ad abbandonare il ruolo di Cancelliera dopo ben 16 anni.

Scholz è stato scelto come candidato in grado di unire le diverse anime del partito in virtù dell'esperienza accumulata nella risposta alla crisi aperta dalla pandemia di COVID-19, che ha condotto il Ministro delle Finanze ad acquisire un ruolo centrale nella messa a punto di pacchetti di stimolo economici[25][7] interni e della nuova direzione economica europea culminata nell'avvio del debito mutualizzato comunitario con Next Generation EU nell'estate 2021.[26] Scholz, inoltre, farà guadagnare il miglior risultato dal 2005 alla SPD, che diventa così il primo partito nel Bundestag[27] per la prima volta dal 1998.

In seguito a trattative tra SPD, Verdi e Partito Liberale Democratico Scholz è stato indicato come cancelliere del prossimo governo, formato da una coalizione di questi tre partiti.[28] In data 8 dicembre 2021, Scholz viene nominato ufficialmente cancelliere tedesco.[29]

Cancelliere della Germania[modifica | modifica wikitesto]

Le prime visite ufficiali del nuovo cancelliere sono state un incontro col presidente francese Emmanuel Macron, presidente della commissione europea Ursula von der Leyen e Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg.[30] Il 20 dicembre 2021, Scholz ha incontrato Mario Draghi a Roma.[31]

Posizione prima e durante l'invasione russa dell'Ucraina del 2022[modifica | modifica wikitesto]

Durante la crisi tra Russia ed Ucraina all′inizio di 2022, Scholz ha visitato gli Stati Uniti, l'Ucraina e la Russia. Il ruolo della Germania in questo conflitto coinvolge anche la questione su Nordstream-2, un progetto per la costruzione di un gasdotto tra Russia e Germania.[32] Mentre l′amministrazione Biden è ostile al progetto e chiede la sua cessazione nel caso di una invasione russa in Ucraina, il governo Scholz è rimasto vago.[33] Durante la sua visita a Washington, Scholz ha dichiarato che le conseguenze per la Russia sarebbero state dure e chiare nel caso di una guerra, ma non si fissava a una risposta chiara concernete Nordstream-2.[34][35] I partiti del suo governo hanno posizioni divergenti sul progetto.[36][37] Il 14 febbraio 2022, Scholz ha visitato il presidente dell′Ucraina Volodymyr Zelens'kyj a Kiev,[38] l′indomani ha incontrato Vladimir Putin a Mosca.[39][40] Stante la vicinanza dell'ex-cancelliere Gerhard Schröder al governo russo, ed il suo coinvolgimento nel progetto di Nordstream-2,[41] durante un′intervista con CNN, Scholz si vedeva costretto a dichiarare: "Lui [Schröder] non lavora per il governo. Lui non è il governo. Sono io il cancelliere adesso."[42][43] Dopo il riconoscimento ufficiale delle "repubbliche" di Lugansk e Doneck dal parte del governo russo, Scholz annunciò la cessazione del progetto Nord-Stream.[44][45] Il 28 febbraio 2022 il cancelliere tedesco, Olaf Scholz è invitato a cena dal presidente francese Emmanuel Macron per parlare di Ucraina e “sovranità europea”.[46]

In risposta all'invasione russa dell'Ucraina nel 2022, Scholz ha notevolmente modificato la spesa tedesca per la difesa. Il 27 febbraio 2022, Scholz ha annunciato la creazione di un fondo una tantum di 100 miliardi di euro per l'esercito tedesco. [130] Oltre ad aumentare le protezioni di difesa per il proprio paese, in un discorso al parlamento tedesco mercoledì 23 marzo 2022, Scholz ha sottolineato il sostegno per aiutare l'Ucraina nella sua resistenza all'invasione russa. [131] In questo stesso discorso, Scholz ha affermato che la Germania avrebbe "provato tutto il possibile fino a quando la pace non prevarrà di nuovo nel nostro continente", incluso il portare centinaia di migliaia di rifugiati ucraini attraverso i confini tedeschi. [132] Mentre il cancelliere ha dichiarato che la Germania fornirà all'Ucraina le risorse necessarie, ha insistito sul fatto che la NATO non si impegnerà in un conflitto militare diretto con la Russia. [133][senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Olaf Scholz: Der neue Kanzler und die Gottesformel - Vatican News, su vaticannews.va, 8 dicembre 2021. URL consultato il 10 dicembre 2021.
  2. ^ (DE) Kann er Kanzler?: Olaf Scholz – ein kritisches Porträt über den Kanzlerkandidaten der SPD, su handelsblatt.com. URL consultato il 10 dicembre 2021.
  3. ^ (DE) Markus Feldenkirchen e Michael Sauga, Rückkehr eines Bauernopfers, in Der Spiegel, 25 novembre 2007. URL consultato il 10 dicembre 2021.
  4. ^ (DE) SWR2, SWR2, „Abrüstung jetzt!“ – Olaf Scholz als Juso-Vize bei FDJ-Friedenskundgebung in der DDR | 5.9.1987, su swr.online. URL consultato il 10 dicembre 2021.
  5. ^ (DE) „Was jetzt vorliegt, ist verlässlich“, in Der Tagesspiegel Online, 17 marzo 2003. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  6. ^ (DE) Anna Treu, Porträt: Olaf Scholz: Schröders neuer General, in FAZ.NET. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  7. ^ a b Paolo Valentino, Chi è Olaf Scholz, candidato della Spd alle elezioni tedesche (favorito nei sondaggi), su Corriere della Sera, 26 settembre 2021. URL consultato il 10 dicembre 2021.
  8. ^ (DE) Matthias Iken, Ist Olaf Scholz auf dem Gipfel der Macht?, su abendblatt.de, 25 aprile 2015. URL consultato il 10 dicembre 2021.
  9. ^ (FR) Reiner Marcowitz, Ein 'neues' Deutschland? Eine deutsch-französische Bilanz 20 Jahre nach der Vereinigung: Une 'nouvelle' Allemagne? Un bilan franco-allemand 20 ans après l'unification, Oldenbourg Verlag, 2010, ISBN 9783486597707.(consultabile anche online)
  10. ^ (DE) Olaf Preuß, Hapag-Lloyd: Das Anker-Unternehmen, in DIE WELT, 11 settembre 2018. URL consultato il 10 dicembre 2021.
  11. ^ (DE) Gernot Knödler, Senats-Check zum Wohnungsbau: Versprechen gehalten, in Die Tageszeitung: taz, 8 febbraio 2015. URL consultato il 10 dicembre 2021.
  12. ^ (DE) Marcus Jung e Matthias Wyssuwa, Olaf Scholz und Cum-ex: Geben, nehmen, vergessen, in FAZ.NET. URL consultato il 10 dicembre 2021.
  13. ^ (DE) Oliver Schröm, Oliver Hollenstein, manager magazin, Der Scholz, der gar nichts wusste, su manager-magazin.de. URL consultato il 10 dicembre 2021.
  14. ^ (DE) Oliver Hollenstein, Oliver Schröm e Ansgar Siemens, Cum-Ex-Affäre um Warburg-Bank: Das Geheimnis der grünen Tinte, in Der Spiegel, 27 agosto 2021. URL consultato il 10 dicembre 2021.
  15. ^ (DE) Lars Haider, G20 in Hamburg – Der schwere Fehler des Olaf Scholz, su morgenpost.de, 8 luglio 2017. URL consultato il 10 dicembre 2021.
  16. ^ (DE) Nachspiel zu Krawallen: Warum Olaf Scholz trotz G20 nicht stürzt, su handelsblatt.com. URL consultato il 10 dicembre 2021.
  17. ^ G20 Amburgo, scontri al corteo: feriti e fermi. Polizia usa idranti per disperdere le persone, su la Repubblica, 6 luglio 2017. URL consultato il 10 dicembre 2021.
  18. ^ a b Angela Manganaro, An.Man, Chi è Olaf Scholz, l’erede del falco Schäuble al ministero delle Finanze, su Il Sole 24 ORE, 8 febbraio 2018. URL consultato il 10 dicembre 2021.
  19. ^ Scandalo Wirecard: il governo tedesco rimuove il capo di Bafin, su Agi. URL consultato il 10 dicembre 2021.
  20. ^ Lo scandalo Wirecard, su Il Post, 29 giugno 2020. URL consultato il 10 dicembre 2021.
  21. ^ Wirecard e la fragilità della sorveglianza tedesca, su Eunews, 26 aprile 2021. URL consultato il 10 dicembre 2021.
  22. ^ (DE) Tim Bartz, Sven Becker e Rafael Buschmann, (S+) Finanzminister Scholz und Wirecard: Der Mann, der Vieles wusste, in Der Spiegel, 24 luglio 2020. URL consultato il 10 dicembre 2021.
  23. ^ Scholz commissario ad interim Spd - Ultima Ora, in ANSA.it, 13 febbraio 2018. URL consultato il 15 febbraio 2018.
  24. ^ Andrea Muratore, Olaf Scholz è il vero erede della Merkel?, Osservatorio Globalizzazione, 25 agosto 2021
  25. ^ Andrea Muratore, 1.300 miliardi contro la crisi: la svolta interventista di Angela Merkel, Inside Over, 17 dicembre 2020
  26. ^ (EN) Hans von der Buchard, Germany’s spotlight turns to Scholz in race to succeed Merkel, Politico.eu, 23 agosto 2021
  27. ^ In Germania non c'è un chiaro vincitore, in il Post.
  28. ^ In Germania c'è un accordo per formare il prossimo governo., in il Post.
  29. ^ Scholz giura da cancelliere, Rai News, 8 dicembre 2021
  30. ^ (DE) Bundeskanzler Scholz reist nach Paris und Brüssel, su Der Bundeskanzler der Bundesrepublik Deutschland | Startseite. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  31. ^ Germania, Scholz a Roma con Draghi: "I nostri due Paesi parleranno una sola voce", su la Repubblica, 20 dicembre 2021. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  32. ^ Sebastian Zimmermann, Pressione sulla Germania per gasdotto Nord Stream 2, su euronews, 24 gennaio 2022. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  33. ^ Nord Stream 2, il gasdotto al centro della crisi tra Russia e Ucraina, su RaiNews. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  34. ^ Jeremy Herb CNN, German chancellor insists NATO response will be unified if Russia invades Ukraine despite disconnect on gas pipeline, su CNN. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  35. ^ (EN) Why Germany pipes down when talk turns to Nord Stream 2 sanctions, su POLITICO, 8 febbraio 2022. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  36. ^ <img Data-Del="avatar" Src='https://Www startmag it/Wp-Content/Uploads/Logo_startmag svg' Class='avatar Pp-User-Avatar Avatar-35 Photo Wpex-Round' Height='35' Width='35'/>, Come e perché il governo tedesco è diviso sul Nord Stream 2, su Startmag, 25 dicembre 2021. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  37. ^ (EN) Deutsche Welle, The Ukraine crisis and Germany's Nord Stream 2 dilemma | DW | 16.02.2022. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  38. ^ (EN) Ukraine crisis: Scholz heads to Kyiv amid fears invasion is imminent, su the Guardian, 14 febbraio 2022. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  39. ^ (EN) Colm Quinn, Germany’s Scholz Meets Putin in Moscow, su Foreign Policy. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  40. ^ (EN) Sarah Marsh, Scholz flies to Moscow in bid to avert war, in Reuters, 15 febbraio 2022. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  41. ^ (EN) Olaf Scholz: Ukraine crisis a challenge for German leader, in BBC News, 14 febbraio 2022. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  42. ^ (EN) Ex-German chancellor Schroeder’s Russia ties cast a shadow over Scholz's trip to Moscow, su France 24, 15 febbraio 2022. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  43. ^ (EN) Deutsche Welle, Ukraine crisis: German Chancellor Olaf Scholz still seeking his role | DW | 11.02.2022. URL consultato il 18 febbraio 2022.
  44. ^ La Germania sospende Nord Stream 2. I prezzi del gas si impennano, su Il Sole 24 ORE, 16 novembre 2021. URL consultato il 25 febbraio 2022.
  45. ^ Lo stop al gasdotto Nord Stream 2 è un problema per il Cremlino, su RaiNews. URL consultato il 25 febbraio 2022.
  46. ^ A cena per parlare di Ucraina e sovranità europea, ilfattoquotidiano.it, 28 febbraio 2022

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Cancelliere federale della Germania Successore Coat of arms of Germany.svg
Angela Merkel dall'8 dicembre 2021 in carica
Predecessore Presidente Federale del Partito Socialdemocratico di Germania Successore Sozialdemokratische Partei Deutschlands, Logo um 2000.svg
Martin Schulz 3 febbraio 2018 - 22 aprile 2018 Andrea Nahles
Controllo di autoritàVIAF (EN100435581 · ISNI (EN0000 0000 7265 9681 · LCCN (ENno2009182738 · GND (DE139130810 · J9U (ENHE987007314715805171 · WorldCat Identities (ENlccn-no2009182738