Partito Socialdemocratico di Germania

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Partito Socialdemocratico di Germania
Sozialdemokratische Partei Deutschlands
SPD logo.svg
Segretario Yasmin Fahimi
Presidente Sigmar Gabriel
Vicepresidente Hannelore Kraft,
Klaus Wowereit,
Manuela Schwesig,
Olaf Scholz,
Aydan Özoğuz
Stato Germania Germania
Fondazione 1863
Sede Willy Brandt-Haus D-10911, Berlino
Ideologia Socialdemocrazia,
Terza via
Collocazione Centro-sinistra
Partito europeo Partito del Socialismo Europeo
Gruppo parlamentare europeo Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici
Affiliazione internazionale Internazionale Socialista
Alleanza Progressista
Seggi Bundestag
193 / 631
Seggi Parlamento europeo
27 / 96
Seggi Parlamenti dei Land
601 / 1890
Seggi /Numero di Governatori
9 / 16
Organizzazione giovanile Jusos
Iscritti 512.520 (2009)
Sito web www.spd.de/

Il Partito Socialdemocratico di Germania (SPD, in tedesco: Sozialdemokratische Partei Deutschlands) è uno dei due maggiori partiti politici tedeschi.

L'SPD è il più antico partito politico della Germania ancora esistente e anche uno tra i più vecchi e più grandi del mondo, che ha celebrato il suo 150º anniversario nel 2013. Con più di 550.000 membri, l'SPD è il partito più grande (per numero di iscritti) in Germania. Radicato nel mondo sindacale e dei lavoratori, è considerato il partito che meglio ha incarnato nella storia l'identità socialista democratica ed è membro dell'Internazionale Socialista.

Sotto la leadership di Gerhard Schröder (personaggio della "destra" del partito) tuttavia, l'SPD ha adottato anche alcuni principi della tradizione liberal-democratica. Con il leader Kurt Beck si è registrato un ritorno verso una più definita identità socialdemocratica. Il leader attuale è Sigmar Gabriel, mentre Peer Steinbrück è stato il candidato cancelliere del partito per le elezioni federali del 2013[1]. Il movimento giovanile dell'SPD è lo Jusos.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nella iconografia della SPD sono rappresentati i 5 padri della Socialdemocrazia Tedesca: August Bebel, Carl Wilhelm Tölcke, Karl Marx, Ferdinand Lassalle e Wilhelm Liebknecht. Come anno di fondazione viene spesso indicato il 1875 quando, in occasione dal congresso di Gotha (22 - 27 maggio), l'Associazione Generale degli Operai Tedeschi (ADAV, in tedesco: Allgemeiner Deutscher Arbeiterverein) e il Partito Socialdemocratico dei Lavoratori (SAD, in tedesco: Sozialdemokratische Arbeiterpartei Deutschlands) si unirono a costituire il Partito Socialista dei Lavoratori (SDAP, in tedesco: Sozialistische Arbeiterpartei Deutschlands). L'anno successivo, lo stesso Liebknecht fonda il settimanale di informazione Vorwärts. Alle elezioni federali del 1877 il partito, presentatosi la prima volta, raccolse il 9% dei voti.

Nel 1890 il partito assunse l'attuale denominazione di SPD. Promotori della nascita di questo partito, che si può considerare una delle più antiche organizzazioni politiche europee d'impostazione socialista agenti nell'ambito della legalità, furono August Bebel e Wilhelm Liebknecht. Benché criticato da Marx e nonostante i tentativi di persecuzione e repressione dell'epoca Bismarck, la vicinanza del partito ai sindacati fece crescere il movimento fino al raggiungimento della maggioranza relativa al Reichstag divenendo un modello per i socialisti europei fino allo scoppio della Prima guerra mondiale.

Le divergenze tra l'ala destra e quella sinistra (dalla quale sorgerà il Partito Comunista Tedesco) scoppiarono dopo la fine della guerra e in seguito alla rivoluzione russa. Negli anni di Weimar la SPD mantenne posizioni moderate e fu spesso al governo. Sciolto nel 1933 dal regime nazista, il partito si ricostituì nel 1946. Nel congresso di Bad Godesberg (1959), decisivo fu l'apporto di Herbert Wehner, abbandonò il marxismo, adottando il Godesberger Programm che rimase in vigore fino al 1989 quando fu sostituito dal Berliner Programm.

Tra 1966 e 1969 partecipò al governo della "grande coalizione" (Große Koalition) con l'Unione Cristiano Democratica e l'Unione Cristiano Sociale. Nel 1969 la SPD assunse la guida del governo (con Willy Brandt e nel 1974 con Helmut Schmidt), conservata poi, in alleanza con i liberali, fino al 1982, accentuando i propri tratti riformistici. Rimasta all'opposizione per sedici anni, solo nel 1998 riuscì a riprendere la guida del governo, alla testa di una coalizione con i Verdi e presentando come candidato alla cancelleria il moderato Gerhard Schröder, fautore di una politica di "nuovo centro" (Neue Mitte).

Nel 2005, dopo le cocenti sconfitte del partito nelle elezioni regionali, Schröder decide di rompere l'alleanza con i Verdi e chiede al presidente federale di scogliere il Bundestag per indire nuove elezioni, un anno in anticipo rispetto alla scadenza naturale. Le elezioni del 18 settembre dello stesso anno vedono un sostanziale pareggio tra i socialdemocratici e i democristiani e l'impossibilità di formare una coalizione, tra partiti omogenei. L'alleanza rosso/verde (SPD-Verdi) e la coalizione cristiano democratici/liberali, non hanno numeri sufficienti. A ciò si aggiunge che una possibile alleanza tra l'SPD ed il nuovo Partito della Sinistra.PDS - formato principalmente dai neo-comunisti dell'est, molti ex membri del SED - è rifiutata categoricamente da Schröder.

Si arriva infine per la seconda volta nella storia tedesca, ad un governo di "grande coalizione", presieduto dalla candidata cristiano-democratica Angela Merkel, con un numero di ministri pari tra socialdemocratici e democristiani. Le conseguenze però non sono positive per il partito, che alle elezioni politiche del 2009 ottiene solo il 23.5% dei voti, peggior risultato nel secondo dopoguerra.

Personalità importanti[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti del partito dal dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Willy Brandt, primo cancelliere SPD del dopoguerra
Sigmar Gabriel, attuale presidente dell'SPD

Presidenti tedeschi[modifica | modifica wikitesto]

Cancellieri[modifica | modifica wikitesto]

Risultati elettorali dal dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni legislative[modifica | modifica wikitesto]

Anno Circoscrizione Proporzionale Seggi +/- Status
Voti % +/- Voti % +/-
1949 6 934 975 29,2 (1.º)
131 / 402
Opposizione
1953 8 131 257 29,5 (2.º) 7 944 943 28,8 (2.º) Red Arrow Down.svg0,4
162 / 509
Green Arrow Up.svg31 Opposizione
1957 9 651 669 32,0 (2.º) Green Arrow Up.svg2,5 9 495 571 31,8 (2.º) Green Arrow Up.svg3,0
181 / 519
Green Arrow Up.svg19 Opposizione
1961 11 672 057 36,5 (1.º) Green Arrow Up.svg4,5 11 427 355 36,2 (1.º) Green Arrow Up.svg4,4
203 / 521
Green Arrow Up.svg21 Opposizione
1965 12 998 474 40,1 (1.º) Green Arrow Up.svg3,6 12 813 186 39,3 (1.º) Green Arrow Up.svg3,1
217 / 518
Green Arrow Up.svg14 Governo
1969 14 402 374 44,0 (1.º) Green Arrow Up.svg3,9 14 065 716 42,7 (1.º) Green Arrow Up.svg3,4
237 / 518
Green Arrow Up.svg20 Governo
1972 18 228 239 48,9 (1.º) Green Arrow Up.svg4,9 17 175 169 45,8 (1.º) Green Arrow Up.svg3,1
242 / 518
Green Arrow Up.svg5 Governo
1976 16 471 321 43,7 (1.º) Red Arrow Down.svg5,2 16 099 019 42,6 (1.º) Red Arrow Down.svg3,2
224 / 518
Red Arrow Down.svg18 Governo
1980 16 808 861 44,5 (1.º) Green Arrow Up.svg0,8 16 260 677 42,9 (1.º) Green Arrow Up.svg0,3
228 / 519
Green Arrow Up.svg4 Governo
1983 15 686 033 40,4 (2.º) Red Arrow Down.svg4,1 14 865 807 38,2 (1.º) Red Arrow Down.svg4,7
202 / 520
Red Arrow Down.svg26 Opposizione
1987 14 787 953 39,2 (1.º) Red Arrow Down.svg1,2 14 025 763 37,0 (1.º) Red Arrow Down.svg1,2
193 / 519
Red Arrow Down.svg9 Opposizione
1990 16 279 980 35,2 (2.º) Red Arrow Down.svg4,0 15 545 366 33,5 (2.º) Red Arrow Down.svg3,5
239 / 662
Green Arrow Up.svg46 Opposizione
1994 17 966 813 38,3 (1.º) Green Arrow Up.svg3,1 17 140 354 36,4 (1.º) Green Arrow Up.svg2,9
252 / 672
Green Arrow Up.svg13 Opposizione
1998 21 535 893 43,8 (1.º) Green Arrow Up.svg5,5 20 181 269 40,9 (1.º) Green Arrow Up.svg4,5
298 / 669
Green Arrow Up.svg46 Governo
2002 20 059 967 41,9 (1.º) Red Arrow Down.svg1,9 18 488 668 38,5 (1.º) Red Arrow Down.svg2,4
251 / 603
Red Arrow Down.svg47 Governo
2005 18 129 100 38,4 (1.º) Red Arrow Down.svg3,5 16 194 665 34,2 (1.º) Red Arrow Down.svg4,3
222 / 614
Red Arrow Down.svg29 Governo
2009 12 079 758 27,9 (2.º) Red Arrow Down.svg10,5 9 990 488 23,0 (2.º) Red Arrow Down.svg11,2
146 / 622
Red Arrow Down.svg76 Opposizione
2013 12 843 458 29,4 (2.º) Green Arrow Up.svg1,5 11 252 215 25,7 (2.º) Green Arrow Up.svg2,7
193 / 631
Green Arrow Up.svg47 Opposizione

Elezioni europee[modifica | modifica wikitesto]

Anno Voti % +/- Seggi +/-
1979 11 370 035 40,8 (1.º)
35 / 81
1984 9 296 417 37,4 (2.º) Red Arrow Down.svg3,4
33 / 81
Red Arrow Down.svg2
1989 10 525 728 37,3 (1.º) Red Arrow Down.svg0,1
31 / 81
Red Arrow Down.svg2
1994 11 389 697 32,2 (1.º) Red Arrow Down.svg5,1
40 / 99
Green Arrow Up.svg9
1999 8 307 085 30,7 (2.º) Red Arrow Down.svg1,5
33 / 99
Red Arrow Down.svg7
2004 5 549 243 21,5 (2.º) Red Arrow Down.svg9,2
23 / 99
Red Arrow Down.svg10
2009 5 472 566 20,8 (2.º) Red Arrow Down.svg0,7
23 / 99
Straight Line Steady.svg
2014 8 003 628 27,3 (2.º) Green Arrow Up.svg6,5
27 / 96
Green Arrow Up.svg4


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Peer Steinbrück sfiderà Angela Merkel, Il Post, 29 settembre 2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN151021191 · LCCN: (ENn80067141 · ISNI: (EN0000 0001 2353 4548 · GND: (DE2022139-3 · BNF: (FRcb11867469p (data)