Flavio Orlandi

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Flavio Orlandi

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature III, IV, V, VI
Gruppo
parlamentare
Partito Socialista Democratico Italiano
Circoscrizione Marche
Collegio Ancona
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico PSDI
Titolo di studio Laurea in scienze politiche
Professione pubblicista

Flavio Orlandi (Canino, 12 aprile 1921Viterbo, 8 gennaio 2009) è stato un politico italiano, esponente del Partito Socialista Democratico Italiano, parlamentare nazionale ed europeo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Parlamentare socialdemocratico alla Camera dei deputati dal 1958 al 1976 (nella III, IV, V, VI Legislatura), guidò il Partito Socialista Democratico Italiano, come segretario politico nazionale, dal giugno 1972 al giugno 1975.

Fu eletto alle elezioni europee del 1979 nelle liste del PSDI. Nel Parlamento europeo, fu membro della Commissione per i bilanci e della Commissione per il controllo di bilancio.

Aderì al gruppo parlamentare socialista.

Diresse, insieme a Gaetano Arfé, la storica testata socialista "Avanti!" dal 1966 al 1969, ovvero nel periodo dell'unione tra il PSI e il PSDI.

Fu autore, proprio come Licio Gelli, Edgardo Sogno, Carmelo Spagnuolo (allora presidente di sezione in Cassazione, già procuratore generale della repubblica di Roma: in questo modo rese nota la sua appartenenza massonica, e perciò fu in seguito espulso dalla magistratura), Anna Bonomi Bolchini, Francesco Bellantonio, John McCaffery, Philip Guarino e Stefano Gullo, di uno degli affidavit (dichiarazione scritta avente valore di giuramento) con cui si cercava di influenzare i giudici statunitensi perché questi non disponessero l'estradizione di Michele Sindona dagli Stati Uniti all'Italia. Questi affidavit avrebbero voluto dimostrare che Sindona era un perseguitato politico, che l'Italia era in mano ai comunisti, e che estradare il finanziere in Italia significava esporlo al rischio di vederlo assassinato. Si trattava con tutta evidenza di una ciambella di salvataggio che la loggia massonica "P2" cercava di lanciare a Sindona, sodale che doveva render conto – in Italia e negli Stati Uniti – di reati finanziari gravissimi.


Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]