Silvio Gava

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Silvio Gava
SILVIO GAVA.jpg

Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato
Durata mandato 27 marzo 1970 –
26 giugno 1972
Predecessore Domenico Magrì
Successore Mauro Ferri

Ministro del tesoro
Durata mandato 17 agosto 1953 –
31 gennaio 1956
Predecessore Giuseppe Pella
Successore Giuseppe Medici

Ministro di grazia e giustizia
Durata mandato 12 dicembre 1968 –
27 marzo 1970
Predecessore Guido Gonella
Successore Oronzo Reale

Ministro per la riforma della pubblica amministrazione
(Ministro per l'organizzazione della pubblica amministrazione dal 6 luglio 1973)
Durata mandato 26 giugno 1972 –
13 marzo 1974
Predecessore Remo Gaspari
Successore Luigi Gui

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature I, II, III, IV, V, VI
Gruppo
parlamentare
Democratico Cristiano
Circoscrizione Campania
Collegio Castellammare di Stabia
Incarichi parlamentari
  • Presidente della 3ª Commissione permanente (Affari esteri) dal 6 aprile 1962 al 15 maggio 1963
  • Presidente della 9ª Commissione permanente (Industria, commercio interno ed estero, turismo) dal 10 luglio 1958 al 12 dicembre 1960
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana
Professione Avvocato

Silvio Gava (Vittorio Veneto, 25 aprile 1901Roma, 23 dicembre 1999) è stato un sindacalista, politico e Ministro della Repubblica italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque in una famiglia contadina originaria di San Vendemiano, da Giambattista, tecnico minerario, e da Domenica Carlet. A quattro anni rimase orfano del padre.

Frequentò il ginnasio presso il Seminario vescovile di Vittorio Veneto e il liceo classico a Treviso. Sin dalla giovane età, inoltre, aderì all'Azione Cattolica. Durante la Grande Guerra riparò con la famiglia a Castellammare di Stabia dove trovò il sostegno dell'avvocato Adolfo Limarzi; questi procurò ai Gava una casa e trovò lavoro a Silvio e alle due sorelle.

Quando, all'inizio del 1919, Luigi Sturzo fondò il Partito Popolare Italiano, Gava si iscrisse alla sezione di Castellammare, divenendone poco dopo segretario. Nel novembre dell'anno successivo, accettò la proposta dello stesso Sturzo di assumere la carica di segretario dell'Unione provinciale del lavoro della provincia di Salerno.

Si trattava di un impegno non indifferente. Il territorio era infatti diviso in due aree molto diverse: l'una, comprendente il capoluogo, gravitava verso Napoli e poteva contare su un'economia dinamica, basata su una ricca agricoltura e sostenuta da attività industriali e artigianali; l'altra, rivolta alla Calabria, si fondava su un'economia essenzialmente agricola, ancora caratterizzata dalle grandi proprietà terriere. Inizialmente, Gava si occupò della prima zona, in particolare nella difesa dei lavoratori del tessile; successivamente passò alla questione sociale della seconda.

I problemi erano molteplici e assai spinosi: emersero, in particolare, il recupero delle terre incolte nella piana del Sele e la revisione dei contratti agrari della zona di Eboli. Nell'ottobre del 1921 i contadini arrivarono a scontrarsi con i grandi latifondisti e ne occuparono le terre; al contempo, iniziarono le proteste riguardo alla ripartizione delle terre incolte nella piana del Sele. Gava, dal canto suo, tenne un comizio a Bellizzi il 24 ottobre e uno alla tenuta "Fabbrica Nuova" dei fratelli Rago il 26 ottobre. La situazione si fece però sempre più difficile: il prefetto di Salerno, dopo aver ricevuto l'onorevole Mattia Farina (uno dei grandi proprietari, nonché deputato popolare), si schierò dalla parte dei latifondisti, mentre ulteriori scontri si ebbero con Luigi Rago e alcuni suoi dipendenti armati; nuove difficoltà emersero quando Farina si candidò nel "listone" del Partito Nazionale Fascista.

Nonostante questo impegno, nel 1923 Gava si laureò in giurisprudenza e nel 1925 sposò Irma Limarzi (figlia di Adolfo), da cui ebbe otto figli. Durante l'epoca fascista si ritirò dalla politica, limitandosi ad esercitare la professione di avvocato.

È stato Ministro dell'Industria, del Tesoro e di Grazia e Giustizia, nonché senatore dal 1948 al 1972[1].

Fu il padre di Antonio Gava.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Morto Silvio Gava, 'cavallo di razza' Dc[collegamento interrotto], Quotidiano.net. URL consultato il 27 ottobre 2009..

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Controllo di autoritàVIAF (EN18090459 · ISNI (EN0000 0000 3762 0351 · SBN IT\ICCU\SBLV\185253 · LCCN (ENn2001040912 · GND (DE121865088