Franco Modugno

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Franco Modugno
Franco Modugno.jpg

Giudice della Corte costituzionale della Repubblica italiana
In carica
Inizio mandato 21 dicembre 2015
Tipo nomina Elezione da parte del Parlamento in seduta comune

Dati generali
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Università Università di Roma "La Sapienza"
Professione Professore emerito

Franco Modugno (Roma, 3 maggio 1938) è un costituzionalista italiano, professore emerito di diritto costituzionale presso l'Università di Roma "La Sapienza" e dal 21 dicembre 2015 giudice della Corte costituzionale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Allievo principalmente di Vezio Crisafulli, oltre che di Carlo Esposito, Massimo Severo Giannini, Emilio Betti, Ugo Spirito e Angelo Ermanno Cammarata, è uno dei più importanti giuristi italiani viventi[1], maestro di costituzionalisti oggi affermati come Paolo Carnevale, Alfonso Celotto, Carlo Colapietro, Amedeo Franco, Margherita Raveraira, Marco Ruotolo, Giovanni Serges, Massimo Siclari[2] Enrico Cuccodoro[3] e molti altri.

Si è laureato in Giurisprudenza nel 1961 presso l'Università di Roma "La Sapienza" discutendo una tesi su "La teoria kelseniana della indistinzione dei poteri", relatore Massimo Severo Giannini[4] e correlatore Emilio Betti[5].

Libero docente di diritto costituzionale nel 1967, nello stesso anno è stato chiamato ad insegnare Diritto costituzionale nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Teramo

Dal 1972 al 1975 è stato Professore straordinario di Diritto costituzionale, dapprima nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Macerata (1972-1973), poi nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Salerno (1973-1975) dove, nel 1974, è stato Preside.

Nel 1975 è stato chiamato, in qualità di Professore ordinario, presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università la Sapienza, dove ha insegnato Istituzioni di diritto pubblico fino al 1984. In seguito è passato alla Facoltà di Giurisprudenza dello stesso ateneo, dove è stato Direttore dell'Istituto di Teoria dell'interpretazione[5] ed ha tenuto gli insegnamenti di Diritto costituzionale, giustizia costituzionale (fino al 1992), teoria dell'interpretazione (dal 1992) e filosofia del diritto (dal 2008).

A partire dall'Anno Accademico 1979/1980 ha altresì insegnato presso la LUISS dove, nel tempo, ha tenuto i corsi Diritto costituzionale, Diritto costituzionale comparato, Teoria generale del diritto, Metodologia della scienza giuridica, Giustizia costituzionale e Teoria e tecnica della normazione e interpretazione .

Nel 2011 viene nominato Professore emerito di Diritto costituzionale e, abbandonato l'insegnamento all'Università "La Sapienza" e alla LUISS, viene chiamato come docente di Giustizia costituzionale presso l'Università degli Studi "Roma Tre"[5], incarico che ricoprirà sino all'elezione a Giudice costituzionale.

È stato Direttore delle riviste Giurisprudenza Italiana (UTET) e Diritto e Società (Edizioni Scientifiche Italiane) ed ha fatto parte del Comitato di direzione della rivista Giurisprudenza Costituzionale (Giuffrè) diretta da Alessandro Pace[6].

È stato tra i soci fondatori dell'Associazione italiana dei costituzionalisti, alla quale è tuttora iscritto[7].

Il 16 dicembre 2015 viene eletto giudice costituzionale dal Parlamento in seduta comune, con 609 voti su un quorum di 571, su indicazione del Movimento 5 Stelle, al trentaduesimo scrutinio complessivo, insieme ad Augusto Antonio Barbera e Giulio Prosperetti, sostenuti rispettivamente dal Partito Democratico e da Area Popolare, a seguito di un accordo politico fra i tre partiti[8].

Giura nelle mani del Presidente della Repubblica il 21 dicembre 2015[9].

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Giudice di Corte. Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 31 maggio 2017[10]
Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 2 giugno 2013[10]
Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 27 dicembre 1993[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alessandro Criscuolo, Discorso di Benvenuto del Presidente della Corte Costituzionale ai Giudici Franco Modugno, Augusto Antonio Barbera e Giulio Prosperetti (PDF), Corte Costituzionale della Repubblica Italiana, 12 gennaio 2016.
  2. ^ Lo studioso minimalista con la passione per il calcio che non vuole fare crociate, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 25 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  3. ^ A proposito di alcune riflessioni sulle transizioni costituzionali contemporanee (Omaggio a Franco Modugno in occasione della Sua elezione a Giudice costituzionale), su www.osservatorioaic.it. URL consultato il 13 giugno 2016.
  4. ^ Chi è il nuovo giudice Franco Modugno - QuotidianoNet, su QuotidianoNet - Notizie in tempo reale, https://plus.google.com/110482234113594025211. URL consultato il 17 dicembre 2015.
  5. ^ a b c Franco Modugno | Dipartimento di Giurisprudenza, su www.giur.uniroma3.it. URL consultato il 23 dicembre 2015.
  6. ^ Alessandro Criscuolo, Discorso di benvenuto del Presidente della Corte Costituzionale ai giudici Franco Modugno, Augusto Antonio Barbera, Giulio Prosperetti (PDF), Corte Costituzionale della Repubblica Italiana, 12 gennaio 2016.
  7. ^ Associazione Italiana dei Costituzionalisti, Trent’anni. Riflessioni e documentazione, Napoli, Jovene Editore, 2015, p. Appendice, ISBN 978-88-243-2380-2.
  8. ^ Il Parlamento ha eletto i giudici della Corte costituzionale
  9. ^ https://www.youtube.com/watch?v=WiW2PbcJcZU. URL consultato il 24 dicembre 2015.
  10. ^ a b c Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN24674566 · ISNI (EN0000 0000 8103 2696 · SBN IT\ICCU\CFIV\080020 · LCCN (ENn85384498