Preside

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Il preside è il funzionario incaricato a presiedere un determinato ufficio, generalmente afferente all'ambito scolastico o universitario. Il termine deriva dal latino praesidere, che letteralmente significa sedere davanti. A partire dalla fine degli anni '90 è stato sostituito dal dirigente scolastico, che ha funzioni parzialmente diverse e, a differenza dei vecchi preside e direttore didattico, è titolare di qualifica dirigenziale.[1]

A volte, in particolare per i presidi di facoltà universitarie straniere, viene usato come sinonimo di decano, mentre in quelle italiane per decano si intende il professore più anziano d'insegnamento tra quelli della facoltà o dell'intero ateneo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anticamente, nella Roma imperiale, questo appellativo (praeses) veniva usato per riferirsi ai governatori delle province dell'impero[2] e, con questa accezione, fu utilizzato anche durante il periodo fascista per indicare il funzionario di nomina inizialmente regia (legge 27 dicembre 1928 n°2962, sulla riforma dell'amministrazione provinciale) e successivamente ministeriale (regio decreto 3 marzo 1934 n°383, nuovo Testo Unico degli enti locali) che assommava in sé i poteri precedentemente conferiti al presidente della provincia e alla deputazione provinciale, l'organo esecutivo corrispondente circa all'odierna giunta provinciale.[3][4][5]

Nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Dirigente scolastico.

Il preside in Italia, fino al 2000, era il funzionario direttivo (ex docente) preposto alla direzione degli istituti scolastici di istruzione media inferiore e superiore, inquadrato nello specifico "ruolo direttivo". Esistevano anche i presidi incaricati, ossia docenti che prima di accedere al ruolo direttivo ricevevano incarichi di presidenza, a scadenza annuale, nelle scuole prive di preside titolare.

Con la legge 59/1997, attuata dal decreto legislativo 59/1998 (cosiddetta autonomia scolastica), sia i presidi sia i direttori didattici conseguono la qualifica dirigenziale, divenendo così dirigenti scolastici. Anche se nel linguaggio corrente vengono ancora definiti presidi.
La legge ha assegnato ai dirigenti scolastici àmbiti di responsabilità molto vasti.

Il preside di facoltà nell'ambito universitario indica l'autorità preposta alla direzione di una facoltà. I capi delle scuole e dei dipartimenti vengono invece chiamati rispettivamente presidenti e direttori. Nelle università pontificie, solitamente il responsabile di una facoltà è chiamato decano.
Il preside, eletto dal consiglio di facoltà tra i soli professori di prima fascia secondo le modalità previste dai regolamenti dei singoli atenei, rappresenta la medesima ed è responsabile della gestione ordinaria. È nominato con decreto rettorale (su designazione del consiglio di facoltà) per un triennio o un quadriennio. Nell'esercizio delle sue funzioni è coadiuvato da uno o più presidi vicari, pure nominati con decreto rettorale.

Nelle università italiane il decano è il pofessore di prima fascia più anziano di nomina e, a parità di anzianità di nomina, quello con maggiore anzianità anagrafica. Tra le sue funzioni quella di indire l'elezione del rettore. [6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]