Winston Bogarde

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Winston Bogarde
Winston Bogarde.jpg
Nome Winston Lloyd Bogarde
Nazionalità Paesi Bassi Paesi Bassi
Altezza 190 cm
Peso 84 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Difensore
Ritirato 2004
Carriera
Giovanili
????-1988 SVV
Squadre di club1
1988-1990 SVV 11 (1)
1990-1991 Excelsior 10 (1)
1991-1994 Sparta Rotterdam 65 (14)
1994-1997 Ajax 62 (6)
1997-1998 Milan 3 (0)
1998-2000 Barcellona 41 (4)
2000-2004 Chelsea 9 (0)
Nazionale
1995-1998 Paesi Bassi Paesi Bassi 20 (0)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Winston Bogarde (Rotterdam, 22 ottobre 1970) è un ex calciatore olandese, originario di Aruba,[1] di ruolo difensore.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Appassionatosi di calcio da bambino, decise di intraprendere la carriera professionistica assieme al fratello dopo aver visto giocare il Brasile contro l'Unione Sovietica durante il Mondiale 1982 in Spagna[2]; nonostante questo fosse il sogno della sua vita, il padre si dichiarò sempre fortemente contrario al suo progetto di diventare calciatore professionista[2].

Militò con SVV, Excelsior Rotterdam, Sparta Rotterdam, Ajax, Milan, Barcellona e Chelsea ma dopo aver lasciato l'Ajax, non riuscì a giocare con continuità, se si esclude la stagione 1998-1999 con il Barcellona, con cui disputò 19 gare nella Primera División spagnola.

Con la Nazionale olandese, in cui esordì nel 1995, vanta 20 presenze, una delle quali ai Mondiali 1998.

Dopo una carriera nel complesso mediocre, fondò una casa discografica di musica urban e pubblicò un'autobiografia dal titolo Deze neger buigt voor niemand ("Questo negro non si piega davanti a nessuno"), nella quale accusò il mondo del calcio di essere ipocrita e razzista. Successivamente prese parte a un progetto per promuovere il calcio giovanile in Suriname e nel 2007, dopo un'esperienza in Olanda con il settore giovanile del VVV Venlo, cercò di ottenere il patentino di allenatore ma non riuscì a superare il corso[3].

Dopo il ritiro ammise: «da giovane ero un delinquente, se non ci fosse stato il calcio avrei fatto una brutta fine. I miei modi di fare erano quelli di un troglodita»[2][4].

Nel 2011 la sua casa fu pignorata per debiti[5].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Mancino[6], nato calcisticamente come ala[7], poi divenuto terzino sinistro,[8][9][10] poteva giocare anche da difensore centrale[10][11]. Calciatore dall'atteggiamento controverso e indisciplinato, al suo arrivo al Milan Arrigo Sacchi lo descrisse come «un grande giocatore»[12] e Adriano Galliani fece eco descrivendolo come «eclettico»[13] ma dopo poche prestazioni, la stampa italiana lo defìnì "inquietante"[14]: Bogarde dimostrò uno stile di gioco troppo duro, il fisico era possente ma era macchinosamente lento[3][2][4][11][15][10]. Era uno stopper[16] con una visione tattica scadente: in una memorabile partita contro l'Udinese[2][16], a pochi minuti dal termine e sul punteggio di parità, il portiere Massimo Taibi passò la sfera a Bogarde che, nonostante non fosse pressato dagli avversari[16], azzardò un retropassaggio verso lo stesso Taibi; l'attaccante Oliver Bierhoff approfittò della situazione, si impossessò della sfera indisturbato e segnò la rete che consentì ai friulani di vincere l'incontro. Quando i giornalisti chiesero a Bogarde un'opinione sull'azione che decise la sfida, egli rispose con dei gestacci[17], reazione che fu definita "squallida" dalla stampa[18].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Bogarde iniziò la sua carriera nel SVV, nella stagione 1988-1989. Vi giocò per due stagioni, disputando 11 partite e segnando un gol. Passò all'Excelsior Rotterdam nel 1990 e segnò una sola rete in 10 partite. Nella stagione 1991-1992 si trasferì ad un'altra squadra di Rotterdam, lo Sparta.

Conquistato il posto da titolare nello Sparta con 65 partite e 14 gol all'attivo, attirò l'interesse dell'Ajax, che lo ingaggiò all'inizio della stagione 1994-1995. Bogarde era finalmente arrivato in una squadra importante (il Feyenoord della sua città natale non lo prese mai in considerazione)[2], ma il suo ambientamento a l'Aia fu estremamente difficile poiché, come egli stesso ammise, non comprendeva niente degli schemi di gioco di Louis van Gaal[2]. Con i biancorossi di Amsterdam conquistò la Champions League 1995 insieme a compagni di squadra del calibro di Edwin van der Sar, Marc Overmars, Frank e Ronald De Boer, Edgar Davids, Clarence Seedorf, Frank Rijkaard, Nwankwo Kanu e Patrick Kluivert.

Il 14 febbraio 1997 Bogarde fu acquistato dal Milan a parametro zero[10][11], in un'operazione che coinvolse anche il connazionale Patrick Kluivert[19]. Bogarde firmò un quadriennale da 1,8 miliardi di lire a stagione[10].Essendo un terzino sinistro, a causa della concorrenza con Paolo Maldini e Christian Ziege, Fabio Capello lo schierò inizialmente come terzino destro ottenendo risultati disastrosi[6]. Il tecnico decise di impiegarlo come difensore centrale, ma giocò sole 3 partite nella stagione 1997-1998. Dopo il suo ritiro rivelò di non essersi mai ambientato a Milano poiché era «una città fredda e nebbiosa»[2][15].

Nel gennaio 1998, voluto dall'allenatore Louis van Gaal che lo aveva già allenato ai tempi dell'Ajax, il Milan lo cedette a titolo definitivo al Barcellona in cambio di 7 miliardi di lire[15][20]. Nonostante una prima stagione promettente (19 partite giocate), negli anni seguenti fu utilizzato sempre meno, al punto che collezionò solo 9 presenze in tre stagioni, finendo spesso in tribuna[15].

Nella stagione 2000-2001 lo acquistò il Chelsea di Gianluca Vialli su suggerimento del connazionale Mario Melchiot.[21] Firmò un quadriennale da circa € 3 milioni odierni a stagione[15] e solo alcune settimane dopo la firma del nuovo contratto, il neo-allenatore dei Blues Claudio Ranieri dichiarò di volerlo cedere[22]. Le pressioni di Bogarde furono nella direzione di un rispetto reciproco del contratto[23], ma di fatto non fu quasi mai utilizzato: 11 partite giocate in quattro anni, percependo uno stipendio pari a £ 70.000 a settimana. Per convincerlo ad essere ceduto, il Chelsea lo retrocesse prima nella squadra riserve poi in quelle giovanili ma Bogarde onorò comunque il suo contratto: «Posso essere uno dei peggiori acquisti nella storia della Premiership, non mi interessa»[24].

Quando il magnate russo Roman Abramovič rilevò la quota di Ken Bates e diventò patron del Chelsea, si decise di non assegnare a Bogarde nemmeno il numero di maglia.[2][4]

Non essendo riuscito a trovare un altro contratto professionistico alla scadenza di quello con i Blues, Bogarde accettò di allenarsi con l'Ajax, ma dopo circa un anno senza squadra[4], l'8 novembre 2005 annunciò il ritiro dall'attività agonistica. Provò a iniziare la carriera da tecnico ma fu bocciato all'esame[25].

È considerato come uno dei più grandi flop (o bidoni) sia del calcio italiano[2][4][6][11][16][15][25] sia di quello inglese[2][26]. Nel 2005 l'Independent lo definì «il peggior affare del Chelsea nella storia moderna»[2][4].

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Le ottime prestazioni con l'Ajax gli valsero la chiamata in Nazionale olandese, con cui esordì il 13 dicembre 1995 contro l'Irlanda (battuta 2-0). Partecipò al campionato d'Europa 1996.

Malgrado lo scarso utilizzo del calciatore nel Milan, Bogarde fu convocato ugualmente dal CT Guus Hiddink per il campionato del mondo 1998. Nella manifestazione giocò soltanto una partita, quella pareggiata per 2-2 contro il Messico, subentrando ad Arthur Numan durante i novanta minuti. Con la squalifica di Numan, titolare della fascia sinistra della difesa olandese, sembrò che Bogarde potesse essere schierato da titolare nella semifinale contro il Brasile, ma il calciatore si infortunò seriamente in allenamento e fu ricoverato in ospedale[2]. Il suo posto fu preso da Philip Cocu.

Conta 20 presenze in Nazionale.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Ajax: 1994-1995, 1995-1996
Ajax: 1994, 1995
Barcellona: 1997-1998, 1998-1999
Barcellona: 1997-1998

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Ajax: 1994-1995
Ajax: 1995
Barcellona: 1997
Ajax: 1995

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alberto Costa, Olanda razzista? No, guerre tra clan, in Il Corriere della Sera, 16 giugno 1996. URL consultato il 22 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il ).
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m Giuseppe Di Napoli, Winston Bogarde, "il fannullone" alla De Andrè, in TMW.com, 14 gennaio 2007. URL consultato il 22 dicembre 2014.
  3. ^ a b L'ex difensore di Milan e Ajax tenta di prendere il patentino, in La Repubblica. URL consultato il 22 dicembre 2014.
  4. ^ a b c d e f Winstone Bogarde
  5. ^ All'ex Wooter pignorano casa per debiti, in Extra Time, 8 novembre 2011, p. 10.
  6. ^ a b c Gaetano Mocciaro, Bogarde, come vincere nei grandi team senza talento. Eccetto che nel Milan, in TMW.com, 26 ottobre 2012. URL consultato il 22 dicembre 2014.
  7. ^ (EN) Euro 2000 profile
  8. ^ Calcio news, in La Repubblica, 17 settembre 1996. URL consultato il 22 dicembre 2014.
  9. ^ Giancarla Ghisi, Kolyvanov, un russo sbarca nell'ItalPiacenza, in Il Corriere della Sera, 10 luglio 1996. URL consultato il 22 dicembre 2014.
  10. ^ a b c d e Il Milan ci riprova con gli olandesi: arrivano Kluivert e Bogarde, in Il Corriere della Sera, 14 febbraio 1997. URL consultato il 22 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il ).
  11. ^ a b c d Fabio Monti, Da Luis Silvio a de la Peña trent' anni di bidoni e misteri, in Il Corriere della Sera, 10 luglio 2011. URL consultato il 22 dicembre 2014.
  12. ^ Alberto Costa, " È un grande Milan, torneremo a vincere ", in Il Corriere della Sera, 16 giugno 1997. URL consultato il 22 dicembre 2014.
  13. ^ Giancarla Ghisi, Kluivert, libero di far gol, in Il Corriere della Sera, 5 luglio 1997. URL consultato il 22 dicembre 2014.
  14. ^ Alberto Costa, Solo al Milan non passa lo straniero, in Il Corriere della Sera, 24 settembre 1997. URL consultato il 22 dicembre 2014.
  15. ^ a b c d e f Giancarla Ghisi, Kolyvanov, un russo sbarca nell'ItalPiacenza, in Il Corriere della Sera, 10 luglio 1996. URL consultato il 22 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il ).
  16. ^ a b c d Alessandro Ruta, Da Wilkes a Esajas Gli orange "speciali", in Il Corriere della Sera, 6 agosto 2009. URL consultato il 22 dicembre 2014.
  17. ^ Alberto Costa e Giancarla Ghisi, Il Milan di Babele è malato: indigestione da stranieri, in Il Corriere della Sera, 23 settembre 1997. URL consultato il 22 dicembre 2014.
  18. ^ Alberto Costa, Milan: via gli olandesi, arriva Donadoni, in Il Corriere della Sera, 8 ottobre 1997. URL consultato il 22 dicembre 2014.
  19. ^ Kluivert e Bogard quattro anni al Milan, in La Repubblica, 14 febbraio 1997. URL consultato il 22 dicembre 2014.
  20. ^ E Davids diventa bianconero per 10 miliardi, in Il Corriere della Sera, 1° dicembre 1997. URL consultato il 22 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il ).
  21. ^ (EN) William Johnson, Vialli signs Bogarde, The Daily Telegraph, 1º settembre 2000. URL consultato il 12 dicembre 2010.
  22. ^ Premier League’s biggest transfer flops, Soccerlens, 15 ottobre 2007. URL consultato il 21 luglio 2009.
  23. ^ (EN) No way out for Bogarde, UEFA.com, 8 gennaio 2004. URL consultato il 21 luglio 2009 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2005).
  24. ^ (EN) Money for nothing, the history of Winston Bogarde, Red and White Kop, 21 maggio 2006. URL consultato il 21 luglio 2009.
  25. ^ a b Davide Martini, I 25 peggiori giocatori stranieri del calcio italiano, in Today.it, 13 febbraio 2014. URL consultato il 21 novembre 2014.
  26. ^ Gli inglesi bocciano Matrix, in La Gazzetta dello Sport, 7 luglio 2007. URL consultato il 22 dicembre 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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