Paulo Sousa

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Paulo Sousa
Football against poverty 2014 - Paulo Sousa (cropped) - 2.jpg
Sousa nel 2014
Nome Paulo Manuel Carvalho de Sousa
Nazionalità Portogallo Portogallo
Altezza 177 cm
Peso 76 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Squadra Fiorentina
Ritirato 2002 - giocatore
Carriera
Giovanili
1984-1986 non conosciuta Repesenses
1986-1989 Benfica
Squadre di club1
1989-1993 Benfica 47 (2)
1993-1994 Sporting Lisbona 31 (2)
1994-1996 Juventus 54 (1)
1996-1998 Borussia Dortmund 27 (1)
1998-2000 Inter 31 (0)
2000 Parma 8 (0)
2000-2001 Panathīnaïkos 10 (1)
2002 Espanyol 9 (0)
Nazionale
1989 Portogallo Portogallo U-20 2 (0)
1989-1991 Portogallo Portogallo U-21 9 (1)
1991-2002 Portogallo Portogallo 51 (0)
Carriera da allenatore
2005-2008 Portogallo Portogallo U-16
2008 Portogallo Portogallo Assistente
2008-2009 QPR
2009-2010 Swansea City
2010 Leicester City
2011-2013 Videoton
2013-2014 Maccabi Tel Aviv
2014-2015 Basilea
2015- Fiorentina
Palmarès
Transparent.png Mondiali Under-20
Oro Arabia Saudita 1989
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 21 giugno 2015

Paulo Manuel Carvalho de Sousa (Viseu, 30 agosto 1970) è un allenatore di calcio ed ex calciatore portoghese, di ruolo centrocampista, tecnico della Fiorentina.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Fu un centrocampista centrale dotato di «ottima tecnica, personalità, grande senso geometrico, bel lancio»; paragonato a Paulo Roberto Falcão,[1] pur se caratterizzato da apparente lentezza[2] si disimpegnò con egual successo sia in fase difensiva[1] – molto abile nel sottrarre il pallone agli avversari,[2] si rivelò in particolare «uno specialista del fallo tattico»[3] –, sia in quella propositiva.[1] La sua carriera agonistica, nonostante il lusinghiero palmarès, risentì tuttavia di irrisolti malanni alle ginocchia,[2] conseguenti a giovanili malanni scorrettamente curati e poi cronicizzatisi,[4] che a più riprese ne frenarono il rendimento.[2][4][5]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

In panchina si dimostra molto preparato tatticamente[6] e per questo nient'affatto restìo a sperimentare in tal senso,[7] schierando le sue squadre con differenti moduli a seconda dell'avversario[6] ma sempre con una filosofia di gioco ben riconoscibile.[7] Nonostante agli esordi si fosse guadagnato la fama di difensivista,[7] le sue formazioni mostrano in realtà un approccio abbastanza offensivo nonché improntato al bel gioco.[6]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Cominciò a giocare in patria nel vivaio del Repesenses, passando nel 1986 alle giovanili del Benfica; nel 1989 approdò in pianta stabile nella prima squadra di Sven-Göran Eriksson, dove rimase per quattro stagioni conquistando al debutto una Supercoppa di Portogallo (e raggiungendo la finale di Coppa dei Campioni persa contro il Milan), nel 1991 il campionato e, due anni dopo, la coppa nazionale,[8] militando a fianco di elementi quali un esperto Paulo Futre e un giovane Rui Costa. Nell'estate del 1993, complice i problemi economici del club biancorosso,[9] venne ceduto assieme ad António Pacheco ai concittadini dello Sporting Lisbona dove rimase per una stagione, giocando in un reparto che vedeva anche il bulgaro Balakov e il connazionale Luís Figo.

Paulo Sousa alla Juventus nel 1994-1995

Dal 1994 al 1996 militò nella Juventus,[10] che lo acquistò dai lusitani per 10 miliardi di lire.[11] Nella prima annata in Italia, schierato dall'allenatore Marcello Lippi a centrocampo in coppia con un altro neoacquisto, il francese Deschamps,[12] Sousa fu determinante[13] nel conseguimento del double nazionale composto dallo scudetto, mancante al club torinese da nove anni,[3] e dalla Coppa Italia (arrivando inoltre alla finale di Coppa UEFA persa contro il Parma),[5] venendo per questo insignito del Guerin d'oro quale miglior giocatore della Serie A;[14] inversamente nella seconda, sia a causa di vari infortuni sia perché gli avversari presero a marcarlo a uomo,[15] offrì un rendimento al di sotto delle aspettative,[16] conquistando comunque nel corso della stagione una Supercoppa Italiana e giocando poi da titolare la vittoriosa finale di Champions League, a Roma, contro l'Ajax.[8] Due furono le sue reti in maglia bianconera, entrambe in match di cartello:[13] la prima in campionato, l'8 gennaio 1995, nella sfida-scudetto del Tardini contro il Parma,[17] e la seconda il 17 aprile 1996 al Nantes, nella semifinale di ritorno della Champions League giocata al la Beaujoire.[18]

In seguito vestì dal 1996 al 1998 la maglia dei tedeschi del Borussia Dortmund, con cui si aggiudicò nel 1997 la sua seconda Champions League,[8] battendo nella finale di Monaco di Baviera proprio i suoi ex compagni juventini – divenendo uno dei soli quattro giocatori (con Marcel Desailly, Gerard Piqué e Samuel Eto'o) ad aver vinto la massima competizione europea per club, per due anni di fila, con due società diverse[19] –, e la Coppa Intercontinentale, quest'ultima superando a Tokyo il Cruzeiro. Nel gennaio del 1998 tornò in Italia trasferendosi per 13,2 miliardi di lire[20] all'Inter, club dove rimase fino al 2000, ma da qui in avanti il suo rendimento non raggiungerà mai più i picchi del passato; militò successivamente nelle file del Parma (2000),[21] degli ellenici del Panathīnaïkos (2000-2001) e degl'iberici dell'Espanyol (2002)[8] sino al ritiro dall'attività agonistica, arrivato poco prima di compiere trentadue anni, a causa di sempre più pressanti problemi fisici.[5]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Assieme a elementi quali Couto e João Pinto, nel 1989 fece parte del talentuoso Portogallo Under-20 che, allenato da Carlos Queiroz, vinse in Arabia Saudita il suo primo campionato mondiale di categoria; a cavallo degli anni 1980 e 1990 difese poi i colori dell'Under-21 lusitana.

Sousa (sullo sfondo) insegue Roberto Baggio durante la sfida del 17 novembre 1993 fra Italia e Portogallo

Nel 1991 avvenne l'approdo nella Nazionale maggiore portoghese, di cui indossò la maglia per 51 volte[8] dal debutto, avvenuto il 16 gennaio 1991 in un'amichevole con la Spagna (1-1),[22] all'ultima apparizione nel 2002, ancora in un'amichevole, con la Cina (2-0).[23] Giocò per il suo paese al campionato d'Europa 1996 in Inghilterra,[24] e al campionato d'Europa 2000 in Belgio e nei Paesi Bassi,[22] e fu membro della squadra portoghese al campionato del mondo 2002 in Corea e Giappone, dove tuttavia non disputò alcuna partita ritirandosi definitivamente al termine della competizione.[5]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

La carriera in panchina inizia con il Portogallo Under-16, guidato dal 2005 al 2008; anno, questo ultimo, in cui ricopre brevemente anche il ruolo di assistente del commissario tecnico del Portogallo, Carlos Queiroz, già suo tecnico nelle selezioni giovanili lusitane. Il 19 novembre dello stesso anno è ingaggiato dagli inglesi del QPR come allenatore della prima squadra;[8] il 9 aprile 2009 il patron Flavio Briatore lo allontana a campionato in corso, con le Hoops che dopo ventisei giornate stazionano al decimo posto, distanti nove punti dalla zona play-off.[25] Per l'annata 2009-2010 è sulla panchina dello Swansea City,[26] formazione con cui raggiunge il settimo posto finale in Championship, miglior piazzamento dei gallesi da ventisette anni a quella parte.[27] Il 7 luglio 2010 firma con il Leicester City,[28] ma dopo meno di tre mesi, il 1º ottobre, con all'attivo una sola vittoria in campionato su nove partite, è il quattordicesimo allenatore a essere esonerato dai Foxes dal 2004.[29]

Il 15 maggio 2011 si accorda con il Videoton, club campione d'Ungheria,[30] con il quale però viene subito eliminato al secondo turno preliminare di Champions League, per mano dello Sturm Graz.[31] Con la squadra magiara raggiunge il secondo posto in campionato,[32] vincendo due Supercoppe e una Coppa di Lega. Il 7 gennaio 2013 si dimette per motivi familiari[33] e, il 12 giugno seguente, firma con il Maccabi Tel Aviv, chiamato dal direttore sportivo Jordi Cruijff.[34] Con la formazione israeliana, dopo essere stato eliminato dagli svizzeri del Basilea al terzo turno preliminare di Champions League, inanella un buon cammino in Europa League raggiungendo i sedicesimi di finale, dove viene nuovamente eliminato dai RotBlau. A fine stagione, dopo aver fatto bissare la vittoria nel campionato alla squadra gialloblù, rescinde il contratto.

Il 28 maggio 2014 stipula un accordo proprio con il Basilea.[35] Al suo primo tentativo vince il campionato elvetico, il sesto consecutivo per i rossoblù; arriva inoltre in finale di Coppa Svizzera, dove perde contro il Sion, mentre in Champions League viene eliminato agli ottavi dal Porto. Terminata la stagione, il 17 giugno 2015 rescinde anticipatamente il contratto con il club elvetico[36] e, quattro giorni dopo, si accorda con gl'italiani della Fiorentina,[37] giungendo ad allenare in cinque campionati diversi nello spazio di sei anni. Comincia la Serie A con sei vittorie nelle prime sette giornate, un record mai raggiunto nella storia dei viola.[38]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1989-1990 Portogallo Benfica PD 2 0 CP  ?  ? CC 0 0 SP  ?  ? 2+ 0+
1990-1991 PD 36 0 CP  ?  ? CU 2 0 - - - 38+ 0+
1991-1992 PD 24 1 CP  ?  ? CC 3 0 SP  ?  ? 27+ 1+
1992-1993 PD 25 0 CP  ?  ? CU 4 0 - - - 29+ 0+
Totale Benfica 87 1  ?  ? 9 0  ?  ? 96+ 1+
1993-1994 Portogallo Sporting Lisbona PD 31 2 CP  ?  ? CU 2 0 - - - 33+ 2+
1994-1995 Italia Juventus A 26 1 CI  ?  ? CU 5 0 - - - 31+ 1+
1995-1996 A 28 0 CI  ?  ? UCL 8 1 SI 1 0 37+ 1+
Totale Juventus 54 1  ?  ? 15 1 1 0 68+ 2+
1996-1997 Germania Borussia Dortmund BL 11 1 CG  ?  ? UCL 4 0 SG 0 0 15+ 1+
1997-gen. 1998 BL 16 0 CG 2 1 UCL 4 0 SU+CInt 0+1 0+0 23+ 1+
Totale Borussia Dortmund 27 1 2+ 1+ 8 0 1 0 38+ 2+
gen.-giu. 1998 Italia Inter A 11 0 CI  ?  ? CU - - - - - 11+ 0+
1998-1999 A 10 0 CI  ?  ? UCL 3 0 - - - 13+ 0+
1999-gen. 2000 A 10 0 CI  ?  ? - - - - - - 10+ 0+
Totale Inter 31 0  ?  ? 3 0 - - 34+ 0+
gen.-giu. 2000 Italia Parma A 8 0 CI  ?  ? UCL+CU 0+2 0+0 SI - - 10+ 0+
2000-2001 Grecia Panathīnaïkos AE 6 0 CG  ?  ? UCL 4 1 - - - 10+ 1+
2001-gen. 2002 AE 4 0 CG  ?  ? UCL 7 0 - - - 11+ 0+
Totale Panathinaïkos 10 0  ?  ? 11 1 - - 21+ 1+
gen.-giu. 2002 Spagna Espanyol PD 9 0 CR  ?  ? - - - - - - 9+ 0+
Totale carriera 257 5 2+ 1+ 50 2+ 2+ 0+ 309+ 8+

Statistiche da allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 15 maggio 2016. In grassetto le competizioni vinte.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale Vittorie % Piazz.
Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P %
2008-2009 Inghilterra QPR FLC 25 4 9 12 FAC+FLC 2+0 0+0 1+0 1+0 - - - - - - - - - 27 4 10 13 14,81 Subentrato, dimissionario
2009-2010 Inghilterra Swansea City FLC 46 17 18 11 FAC+FLC 1+2 0+1 0+0 1+1 - - - - - - - - - 49 18 18 13 36,73
2010-2011 Inghilterra Leicester City FLC 9 1 2 6 FAC+FLC 0+3 0+3 0+0 0+0 - - - - - - - - - 12 4 2 6 33,33 Esonerato
2011-2012 Ungheria Videoton NBI 30 21 3 6 MK+MKL 7+11 5+8 1+2 1+1 UCL 2 1 0 1 SU 1 1 0 0 51 36 6 9 70,58
2012-2013 NBI 17 7 5 5 MK+MKL 1+6 1+4 0+1 0+1 UEL 12 4 4 4 SU 1 0 1 0 37 16 11 10 43,24 Dimissionario
Totale Videoton 47 28 8 11 25 18 4 3 14 5 4 5 2 1 1 0 88 52 17 19 59,09
2013-2014 Israele Maccabi Tel Aviv Lh 26+10 21+5 3+3 2+2 CI 1 0 0 1 UCL+UEL 4+8 2+3 1+3 1+2 - - - - 49 31 10 8 63,26
2014-2015 Svizzera Basilea SL 36 24 6 6 CS 6 5 0 1 UCL 8 2 2 4 - - - - - 50 31 8 11 62,00
2015-2016 Italia Fiorentina A 38 18 10 10 CI 1 0 0 1 UEL 8 3 2 3 - - - - - 47 21 12 14 44,44
2016-2017 A CI UEL
Totale Fiorentina 38 18 10 10 1 0 0 1 8 3 2 3 - - - - 47 21 12 14 44,44
Totale carriera 224 115 53 56 41 27 5 9 42 15 12 15 2 1 0 1 307 158 70 79 51,47

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Benfica: 1989
Benfica: 1990-1991
Benfica: 1992-1993
Juventus: 1994-1995
Juventus: 1994-1995
Juventus: 1995
Borussia Dortmund: 1996
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Juventus: 1995-1996
Borussia Dortmund: 1996-1997
Borussia Dortmund: 1997

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

1989

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1994-1995

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Videoton: 2011, 2012
Videoton: 2011-2012
Maccabi Tel Aviv: 2013-2014
Basilea: 2014-2015

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Marco Ansaldo, Sousa il cervello per la Juve, in La Stampa, 10 aprile 1994, p. 33.
  2. ^ a b c d Rizzo
  3. ^ a b Sousa, geometra del gol: "Corro a regola d'arte", in la Repubblica, 22 maggio 1995.
  4. ^ a b Stefano Agresti, Sousa si ribella: "Juve ingrata", in Corriere della Sera, 30 gennaio 1996, p. 35. (archiviato dall'url originale il 16 dicembre 2015).
  5. ^ a b c d (EN) Injuries force Paulo Sousa to retire, su uefa.com, 2 luglio 2002.
  6. ^ a b c Emiliano Battazzi, Gli equilibri di Paulo Sousa, su rivistaundici.com, 28 settembre 2015.
  7. ^ a b c Federico Aquè, Aria nuova, su ultimouomo.com, 16 ottobre 2015.
  8. ^ a b c d e f (EN) PAULO SOUSA: IN PROFILE, su qpr.co.uk, 19 novembre 2008. (archiviato dall'url originale il 1º novembre 2014).
  9. ^ Due volte campione mondiale, in La Stampa, 8 aprile 1994, p. 33.
  10. ^ Angelo Caroli, Juve, scudetto è la parola d'ordine, in La Stampa, 17 maggio 1994, p. 31.
  11. ^ Panini, 1994-1995, p. 10
  12. ^ Francesco Bramardo, Baggio-Del Piero-Vialli, riecco la Juve al top, su gazzetta.it, 7 luglio 2007.
  13. ^ a b Anna Prattichizzo, Amarcord: Paulo Sousa, il portoghese che rivoluzionò il centrocampo juventino, su calciomercato.com.
  14. ^ (EN) José Luis Pierrend e Roberto Di Maggio, Italy - Footballer of the Year, su rsssf.com, Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation.
  15. ^ Stefano Agresti, Lippi: "Non ci sono più intoccabili", in Corriere della Sera, 2 gennaio 1996, p. 31. (archiviato dall'url originale il 16 dicembre 2015).
  16. ^ «Mi aspetto la panchina», in La Stampa, 16 aprile 1996, p. 26.
  17. ^ Roberto Beccantini, Juve leone si mangia il Parma, in La Stampa, 9 gennaio 1995, p. 28.
  18. ^ Roberto Beccantini, Vialli scaccia subito la paura, in La Stampa, 18 aprile 1996, p. 28.
  19. ^ «Marcel Desailly, Paulo Sousa e Samuel Eto'o, gli unici giocatori che hanno vinto il torneo in due stagioni consecutive con due squadre diverse. [...] A loro si aggiunge Gerard Piqué, che però non ha giocato la finale del 2008 a Mosca con il Manchester United prima di vincere quella del 2009 a Roma con il Barcellona», cfr. Paul Saffer, Morata a caccia del bis, su uefa.com, 4 giugno 2015.
  20. ^ Panini, 1997-1998, p. 10
  21. ^ Antonello Capone e Carlo Laudisa, Inter-Parma, scambio Sousa-Serena, in La Gazzetta dello Sport, 1º febbraio 2000.
  22. ^ a b (EN) Paulo Sousa, su bbc.co.uk.
  23. ^ (EN) Thomas Lyford-Pike, Sousa in doubt for first game, su bbc.co.uk, 28 maggio 2002.
  24. ^ (EN) Gwidon S. Naskrent, EURO 1996, su rsssf.com, Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation, 7 dicembre 2001.
  25. ^ (EN) QPR axe Sousa after just 26 games, su bbc.co.uk, 9 aprile 2009.
  26. ^ (EN) Sousa confirmed as new Swans boss, su bbc.co.uk, 29 giugno 2009.
  27. ^ (EN) Paulo Sousa backed to succeed as new manager of Leicester City, su leicestermercury.co.uk, 6 luglio 2010.
  28. ^ (EN) Paulo Sousa confirmed as Leicester City manager, su bbc.co.uk, 7 luglio 2010.
  29. ^ (EN) Leicester City sack manager Paulo Sousa, su bbc.co.uk, 1º ottobre 2010.
  30. ^ (EN) Paulo Sousa appointed Videoton coach, su uefa.com, 15 maggio 2011.
  31. ^ (EN) Matthew Watson-Broughton, Sturm go through after stern test in Hungary, su uefa.com, 20 luglio 2011.
  32. ^ (HU) "A továbbjutás volt a legszebb születésnapi ajándék", su vidi.hu, 30 agosto 2012.
  33. ^ (EN) Paulo Sousa is leaving Videoton FC as manager, su vidi.hu, 7 gennaio 2013.
  34. ^ (EN) Paulo Sousa Appointed as Head Coach, su maccabi-tlv.co.il, 12 giugno 2013.
  35. ^ (DE) Paulo Sousa wird neuer Cheftrainer beim FC Basel 1893, su fcb.ch, 30 maggio 2014.
  36. ^ (DE) FCB und Paulo Sousa beschliessen sofortige einvernehmliche Trennung, su fcb.ch, 17 giugno 2015.
  37. ^ Paulo Sousa nuovo allenatore della Fiorentina, su violachannel.tv, 21 giugno 2015.
  38. ^ Sousa, emozioni da record, su violanews.com, 6 ottobre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sergio Rizzo, PAULO SOUSA (Paulo Manuel Carvalho Sousa), in Enciclopedia dello sport, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002.
  • AA.VV., Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 11 (1994-1995), Modena, Panini, 2012.
  • AA.VV., Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 14 (1997-1998), Modena, Panini, 2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]