Mike Tyson

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Mike Tyson
Campione del mondo dei pesi massimi
Mike Tyson Portrait.jpg
Mike Tyson nel 2011
Nome Michael Gerard Tyson
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 178[1] cm
Peso 96-109 kg
Pugilato Boxing pictogram.svg
Categoria Pesi massimi
Ritirato 11 giugno 2005
Carriera
Incontri disputati
Totali 58 (2 NC)
Vinti (KO) 50 (44)
Persi (KO) 6 (5)
Pareggiati 0
Palmarès
19861990 Titolo mondiale WBC massimi
19871990 Titolo mondiale WBA massimi
19861990 Titolo mondiale IBF massimi
19882002 Titolo The Ring massimi
1996 Titolo mondiale WBC massimi
1996 Titolo mondiale WBA massimi
Statistiche aggiornate all'11 giugno 2005

Michael Gerard "Mike" Tyson (Brooklyn, 30 giugno 1966) è un ex pugile e showman statunitense.

Soprannominato Iron Mike,[2][3] The Baddest Man on the Planet,[4] Kid Dinamite[5] e King Kong, è considerato uno dei migliori pesi massimi nella storia del pugilato.[6] Tra gli atleti più riconoscibili e pagati degli anni ottanta e novanta, nonostante l'altezza non elevata per la categoria (178 cm), grazie alla notevole prestanza fisica è stato uno dei picchiatori più efficaci e temibili nella storia della divisione. Occupa la 16ª posizione della classifica dei "100 più grandi picchiatori di sempre",[7] stilata da The Ring, e la 1ª in quella dei "più grandi picchiatori dei pesi massimi", di ESPN.[8] Sky Sports lo ha nominato "il più temibile pugile di sempre" e descritto come "probabilmente il più feroce lottatore ad aver mai messo piede su un ring".[9] Noto anche per i suoi comportamenti sia dentro che fuori dal ring, è stato giudicato da ESPN il peggior sportivo degli ultimi 25 anni (giudizio di esperti ed amatori).[10] È stato nominato fighter of the year da Ring Magazine nel 1986 e 1988, ed è incluso nella International Boxing Hall of Fame e World Boxing Hall of Fame.

Tyson vinse i suoi primi 19 incontri per KO, 12 dei quali alla prima ripresa. Nel 1986, a 20 anni, divenne il più giovane campione del mondo dei pesi massimi quando conquistò la corona WBC contro Trevor Berbick.[11] Un anno dopo vinse anche i titoli WBA ed IBF, divenendo campione indiscusso ed il primo peso massimo ad unificare i campionati del mondo. Nel 1988 divenne campione lineare quando mise KO Michael Spinks in 91 secondi. Difese le sue cinture in nove occasioni, prima di venire sconfitto per KO da Buster Douglas in ciò che fu definita come una delle più grandi sorprese nella storia dello sport.[12] Nel 1992 fu accusato di stupro nei confronti di Desiree Washington e condannato a 6 anni di carcere.[13] Durante la sua detenzione si convertì all'Islam ed assunse il nome islamico di Malik Abdul Aziz.[4][14] Rilasciato nel 1995, fece il suo ritorno sul ring e nel 1996 vinse i titoli WBA e WBC sconfiggendo rispettivamente Frank Bruno e Bruce Seldon per KO. Ciò lo rese tra i pesi massimi capaci di riconquistare una cintura della divisione dopo averla persa. Dopo essere stato privato del mondiale WBC, perse la corona WBA in un match contro Evander Holyfield nel novembre dello stesso anno e nella loro rivincita fu squalificato per aver morso l'orecchio dell'avversario staccandogli un pezzo di cartilagine.

Nel 2002, a 35 anni, affrontò Lennox Lewis per il titolo mondiale, venendo sconfitto per KO. Nel 2006, dopo ulteriori insuccessi contro Danny Williams e Kevin McBride, annunciò il proprio ritiro. Malgrado avesse guadagnato più di 300 milioni di dollari durante la sua carriera, oppresso da pesanti debiti,[15] dichiarò bancarotta nel 2003.[11]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Lorna Smith, sua madre, è una ex insegnante che è stata sposata in passato con Percel Tyson prima di conoscere Jimmy Kirkpatrick. Lorna e Jimmy non sono sposati ma dalla loro unione nascono tre figli: Rodney, Denise e Michael, che eredita il cognome del primo marito della madre Tyson. Jimmy lavora come manovale ma, due anni dopo la nascita di Michael, soffrendo di gravi disturbi al cuore decide di lasciare il lavoro. Con esso abbandona anche la compagna e i figli per rifarsi una vita lontano da Brooklyn. Lorna, incapace di sostenere da sola l'intera famiglia, si trasferisce con i suoi tre figli da Bedford-Stuyvesant a (New York) Brownsville uno dei quartieri più pericolosi d'America. Michael adesso, senza un padre e con la madre che nel frattempo trova nell'alcol la soluzione ai mali della propria esistenza, cresce senza una guida sulle strade del ghetto dove trascorre un'infanzia molto difficile.

Nell'ottobre 2014 in un'intervista radiofonica ha sostenuto di essere stato molestato sessualmente nel 1973 da un estraneo.[16]

Tyson da bambino è introverso, solitario e coltiva la passione per i piccioni (che alleva con entusiasmo sul tetto di un edificio abbandonato). Egli parla poco e non si unisce volentieri ai giochi degli altri ragazzi. I piccioni sono la sua unica compagnia assieme ad un cane trovatello che battezza con il nome Killer. Michael, a soli dieci anni, non è alto ma il suo fisico è molto più sviluppato di quello di molti suoi coetanei. Essi tuttavia, notato il carattere remissivo e incuranti della sua mole, lo deridono costantemente. Infatti gli affibbiano nomignoli come: big head Mike (tr. lett. Mike il testone) per la sua testa grande e il grosso collo; dirty Mike (tr. lett. Mike lo sporco) perché veste sempre gli stessi vestiti sudici e consumati; little fairy boy (tr. piccola fata) perché la madre voleva che a scuola difendesse la sorella dai ragazzi più grandi, per la voce sottile e un lieve difetto di pronuncia che gli fa sospirare le esse quando parla rendendolo ancora più ridicolo agli occhi dei compagni più cattivi. Michael si stanca infine dei continui abusi di cui è vittima e si convince che, per essere rispettati sulle strade di Brownsville, paga di più l'uso della violenza che quello delle buone maniere. Un giorno Michael picchia furiosamente un ragazzo più grande che per divertimento, aveva staccato la testa ad uno dei suoi piccioni. Così Mike si butta nel business dei combattimenti clandestini, visto il suo immenso coraggio (combatteva con tutti adulti e ragazzi senza distinzione) e la sua grande stazza, egli si fece un nome nel quartiere. La leggenda sui pugni di un ragazzino undicenne chiamato Mike Tyson comincia infatti a circolare a Brownsville e in breve tempo non esiste più nessun dirty Mike o little fairy boy in zona.

Michael smette di andare a scuola e comincia a farsi largo nella sua mente l'idea di diventare pugile. Egli incoraggia tale proposito prima appendendo un poster del campione dei pesi massimi Joe Frazier in camera sua e poi conoscendo mentre fuma un pugile di successo originario, proprio come lui, di Brownsville: il peso medio-massimo Eddie Gregory, il cui nome musulmano è Eddie Mustafa Muhammad, campione del mondo dei pesi medio-massimi nel periodo 1980-1981.

Tyson comunque deve rinunciare, per il momento, ad avvicinarsi alla nobile arte perché, nonostante la tenera età, si trova sempre più coinvolto dalla violenza che caratterizza il contesto in cui cresce. Egli, ad appena dodici anni, diventa il membro più giovane della gang di strada conosciuta a Brownsville con il nome di The Jolly Stomper (tr.I picchiatori sorridenti) cacciandosi in ogni sorta di guaio. Da tredicenne, ha già conosciuto il carcere minorile in 39 occasioni.[17] Michael infatti diventa un esperto in furti, aggressioni, risse e, inevitabilmente, mena le mani anche nei soggiorni in riformatorio, in particolare nel centro di detenzione Spofford, situato nel Bronx, dove avrà occasione di incontrare il campione dei pesi massimi Muhammad Alì, venuto a visitare i ragazzi dell'istituto. Tuttavia, in realtà Mike aveva già avuto modo di vedere da vicino il mito al cinema, alla fine di un film biografico proprio su Alì, come Tyson ebbe a dire in un'intervista: quando il film finì lui entrò in sala... mi sembrava impossibile eppure era lì davanti a noi.

Incontro con la boxe[modifica | modifica wikitesto]

In seguito all'ennesimo scippo, per allontanarlo da Brooklyn e da un sicuro avvenire fatto di crimini più gravi, Tyson viene destinato al riformatorio per irrecuperabili di Tryon, ed è proprio lì che il destino cambierà il corso della sua esistenza. Tyson a 12 anni aveva già collezionato una trentina di arresti e detenuto in vari riformatori, ma la boxe era ormai la sua passione. Si allenava con grande impegno, tanto che sovente dovevano costringerlo ad andare a dormire. Era infatti sempre l'ultimo, poiché gli allenamenti non di rado si protraevano fino alle 2 o alle 3 della notte. La svolta proprio in questo centro, quando il secondino ed ex-pugile medio-massimo professionista Bobby Stewart, lo notò. Colpito dalla prestanza e dalla straordinaria attitudine alla boxe del piccolo Tyson, Stewart decide di presentare Mike al leggendario Cus D'Amato, allenatore che in passato era diventato celebre per aver tirato su Floyd Patterson (il più giovane campione dei massimi, dal 1956 al 1962, prima dell'era di Mike) nonché Josè Torres detto Chegui, campione dei medio-massimi nel periodo 1965-1966. L'entourage di Cus, annoverava pugili che divennero poi gli allenatori di questo promettente ragazzino. Primo tra tutti Teddy Atlas, che lo allenò dall'80 all'82, ma che lo abbandonò in seguito a dissidi con Cus dovuti all'atteggiamento di Mike stesso (nel 1982 Atlas avrebbe addirittura puntato una calibro 38 alla testa dell'allora sedicenne Tyson, accusandolo di essersi comportato in maniera inappropriata con una giovane undicenne, familiarmente legata ad Atlas stesso). Ciò perché le regole che fino ad allora vigevano nella palestra di Catskill, vennero più volte infrante da Mike, ma riparate da Cus. Si metteva nei guai a scuola, arrivava a sfidare gli insegnanti sul piano fisico. Una volta fu sospeso perché recatosi in mensa alle 10:00 del mattino, voleva a tutti i costi la colazione. Infuriatosi, iniziò a scagliare contro il muro i contenitori del latte. Atlas continua, raccontando che se qualcuno dei pugili non si comportava bene a scuola, veniva allontanato dalla palestra per una settimana, ma che per Mike vennero fatte eccezioni. La ragione di tutto ciò, era da ricercare nel fatto che Cus dopo la bruciante sconfitta di Patterson per mano di Sonny Liston, iniziò una lunga ricerca che si concluse non appena vide Mike. Capì immediatamente che le sue ricerche si erano concluse, aveva trovato un predatore, un ex-detenuto con tanta rabbia e determinazione dentro. Teddy racconta: La prima volta che lo vidi mi trovai di fronte un ragazzino di 12 anni che pesava già attorno agli 80-85 kg, ma senza un filo di grasso. Era tutto muscoli, tanto che fummo costretti a chiedergli il certificato di nascita. Decisi di fargli un provino con Stewart che dovette impegnarsi un po' per tenerlo a bada. Dopo un paio di riprese sanguinava dal naso, era grezzo, si muoveva male; ma aveva dalla sua parte una forza spaventosa. Avevo già deciso di prenderlo, ma lui voleva continuare. In realtà credo volesse solo dimostrarci di essere fortemente motivato, e non lo dico per vantarmi, ma con la sola forza non sarebbe mai diventato un campione del mondo. Occorreva la tecnica. Fin dall'inizio imparò prima di tutto a schivare i colpi degli avversari, visto il grosso handicap dell'altezza. (Mike era alto 178 cm, il più basso peso massimo assieme a Rocky Marciano, ad essere divenuto campione del mondo). Poi imparò a canalizzare la sua devastante potenza.

Il rapporto con Cus D'Amato e la carriera da dilettante[modifica | modifica wikitesto]

« Chiunque pensi che Mike non sapesse boxare o non avesse tecnica probabilmente non è mai entrato in una palestra. Voglio dire, Cus gli insegnò ogni trucchetto possibile, poteva schivare con il busto, mandarti a vuoto, era il paradigma dello swarmer, un maestro nell'arte della combinazione 'gancio al corpo-montante', implacabile nelle serie al corpo, una versione raffinata degli ultimi Dempsey e Frazier.[18] »

(Emanuel Steward - Mike Tyson The Fallen Champ)

Teddy Atlas: Dietro a quel quadretto di famiglia non erano tutte rose e fiori. Mike veniva da una realtà difficile e non di rado mancava di rispetto a me e a Cus. Ma per Cus non era importante, perché la cosa a cui veramente teneva, era di essere ricordato per essere riuscito a tirare su un nuovo campione; un campione speciale. Rivedo ancora oggi, davanti ai miei occhi, quell'immagine del vecchio e del ragazzo che camminano assieme. Mi stai chiedendo se Cus fece delle eccezioni per Tyson che non avrebbe fatto per un pugile privo del suo talento?; sì lo fece, ma non per questo deve essere considerato male. Promise di farlo studiare ma Mike venne espulso dalla scuola. Il fatto è che Cus alla vista del giovane Mike, quando per la prima volta lo osservò incrociare i guantoni con Bobby Stewart, arrivò a predire che quel ragazzo tredicenne, se guidato e allenato a dovere, sarebbe divenuto con tutta probabilità il prossimo campione dei pesi massimi.[senza fonte] L'allenatore decide nel settembre del 1980, poco dopo il quattordicesimo compleanno di Tyson, di accoglierlo nella sua casa di Catskill nello stato di New York, salvandolo così dal riformatorio. Due anni dopo, nel 1982, D'Amato adotta Tyson legalmente, dopo che la madre di Mike muore di cancro, facendogli da padre e guida negli anni futuri. Mike Tyson, allenato da D'Amato e da un altro discepolo di Cus Teddy Atlas, vince nel 1982 l'oro nella categoria Pesi Massimi alle Olimpiadi Junior. Come dilettante disputa una eccellente carriera sostenendo in tutto 54 incontri di cui 48 vinti. Le frequenti soluzioni prima del limite, vinse il 1º incontro in 8 secondi, lasciarono intravedere per lui un brillante futuro tra i professionisti. Tyson ebbe una grossa delusione ai trials per la 23ª Olimpiade di Los Angeles. Venne infatti sconfitto due volte da Henry Tillman, e fu soltanto riserva. Ma si riscattò ampiamente poi.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

1985-1991: l'esordio, l'ascesa e Don King[modifica | modifica wikitesto]

Il 1985 fu l'anno del debutto professionistico, con 15 vittorie (tutte per knock-out) in altrettanti incontri.[19] Sono 27 quando, nel 1986, ha l'opportunità di sfidare Trevor Berbick per il titolo mondiale.[20] Il giamaicano era noto per aver chiuso, nel 1981, la carriera di Muhammad Ali battendolo ai punti.[20] Tyson vinse alla seconda ripresa, conquistando la cintura ad appena 20 anni, 4 mesi e 23 giorni[19]: un'età che lo rende il più giovane campione dei massimi.[21][22] Il triennio successivo lo vide assoluto protagonista, con ben 9 vittoriose difese del titolo[19] a cominciare da quella contro James Smith, il 7 marzo 1987.[23][24] Il 30 maggio batté Pinklon Thomas[25][26]: due mesi più tardi, il 1º agosto, fu Tony Tucker a soccombere di fronte ad Iron Mike.[27] Con questa vittoria, riunificò le corone della categoria.[28][29] Il 16 ottobre vinse con Tyrell Biggs[30]; circa tre mesi più tardi, il 22 gennaio 1988, sconfisse invece Larry Holmes.[31] Il 21 marzo toccò a Tony Tubbs arrendersi[32] e, quasi cento giorni dopo, a Michael Spinks.[33]

Nel corso di quell'anno, Don King divenne il suo manager.[34][35] In molti fecero risalire a quel momento l'inizio del suo declino, in particolare legato alle strategie dell'uomo.[35] Il 1989 fece registrare soltanto 2 match[36], entrambi vinti ai danni di Frank Bruno e Carl Williams.[19][37][38][39][40][41] Il suo dominio conobbe conclusione l'11 febbraio 1990, quando a Tokyo venne messo k.o. da James Buster Douglas.[42] L'incontro ebbe strascichi polemici, con le critiche dirette soprattutto all'arbitro, Octavio Meyran: fu "incriminato" il suo conteggio, partito in ritardo di circa 2" rispetto all'atterramento di Douglas.[19][42] La sconfitta fu la prima di Tyson in carriera.[19][42] Soltanto 10 giorni più tardi, il pugile patì anche la perdita della sorella Denise (uccisa da un infarto).[43] Tentò subito di riprendersi il titolo, vincendo 4 incontri in 12 mesi[44][45]: 2 di questi contro Donovan Ruddock, battuto nel marzo e nel giugno 1991.[46][47]

1992-1997: il declino, il ritorno e la rivalità con Holyfield[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992, fu protagonista della cronaca nera: venne infatti accusato di violenza sessuale ai danni di Desiree Washington, reginetta di bellezza.[48] Il processo lo condannò a 10 anni di reclusione, 4 dei quali con pena sospesa.[49] Durante gli anni in prigione, si convertì all'Islam.[50]

Tornato in libertà nel 1995, riprese subito l'attività pugilistica.[51][52] Nel 1996 affrontò Evander Holyfield, per un incontro già atteso nel 1991.[53] Tyson, già dato in fase discendente dalla stampa e dai tifosi, venne tatticamente surclassato perdendo per k.o. tecnico dopo 11 riprese.[54] La rivincita si tenne il 28 giugno 1997, vinta nuovamente da Holyfield: "Iron Mike" venne infatti squalificato alla terza ripresa, per aver morso a sangue l'orecchio del suo avversario.[19][55][56]

1998-2005: gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

A seguito dell'episodio, subì la revoca della licenza di pugile professionista.[57][58] Durante il periodo di inattività, ruppe il sodalizio con Don King: il suo nuovo manager fu Shelly Finkel.[59] Nel 1998 tornò in carcere, dopo una rissa con due persone a seguito di un incidente stradale[60]: l'episodio gli costò anche un'analisi psichiatrica.[61] Dal 1999 al 2001 riprese finalmente a combattere, sconfiggendo avversari di secondo piano come Francois Botha e Julius Francis.[62][63] Inoltre, gli incontri con Orlin Norris e Golota non giunsero al termine.[64][65][66][67] Si ricorda invece una vittoria contro Nielsen, sul finire del 2001.[68]

Una statua in oro di Tyson.

Nel 2002 cercò di riprendere il titolo mondiale, sfidando il campione in carica Lennox Lewis.[69] Il match era previsto per il 6 aprile, ma venne rinviato di 2 mesi dopo i fatti avvenuti alla conferenza di presentazione: Tyson aggredì l'avversario e il suo staff, facendo finire in ospedale una persona.[70][71] L'incontro si tenne così l'8 giugno: fu il canadese a vincere, con un k.o. all'ottava ripresa.[72][73] Successivamente, Tyson affermò di trovarsi in condizioni economiche precarie tanto da dover dichiarare bancarotta.[74] La dichiarazione risale al 2003, anno della vittoria contro Clifford Etienne.[75][76] Oppresso dai debiti, combatté altre 2 sfide (il 30 luglio 2004 con Danny Williams[77] e il 12 giugno 2005 con Kevin McBride): sconfitto in entrambe[78][79], si ritirò.[80].

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Il Mike Tyson's world tour[modifica | modifica wikitesto]

Mike Tyson su un ring a Las Vegas nel 2006.

Nell'autunno 2006, ebbe luogo il "Mike Tyson's World Tour" che - annunciato alcuni mesi prima - aveva lo scopo di riassestare la situazione finanziaria dell'ormai 40enne Tyson.[81][82] Il programma prevedeva una serie di esibizioni in varie parti del mondo, con tanto di incontri o sparring partner. Uno di questi vide, in ottobre, la sfida con Corey Sanders: nel corso del match, durato 4 riprese, l'ex campione riuscì ad atterrare l'avversario nel primo round.[83]

In quello stesso anno, si cimentò anche nelle vesti di arbitro: diresse infatti una lotta di "cage fighting" ("lotta in gabbia") in Inghilterra.[84]

Altri guai giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Per Mike Tyson il 2006 si conclude con un altro guaio giudiziario perché il 29 dicembre egli viene arrestato all'uscita di un night club di Scottsdale, un sobborgo elegante della città di Phoenix, nell'Arizona. Mike, a bordo della sua BMW nera, aveva quasi tamponato l'auto dello sceriffo destando pertanto i sospetti delle forze dell'ordine. Tyson veniva fermato e, in seguito all'immediato controllo, appariva in evidente stato confusionale e nella sua auto venivano rinvenuti diversi grammi di cocaina. L'ex pugile veniva quindi incriminato per possesso di sostanze stupefacenti e guida in stato di ebbrezza.

Il processo contro Mike Tyson si è concluso quasi un anno dopo quando, il 19 novembre del 2007, Tyson è stato riconosciuto colpevole dal giudice Helene Abrams del tribunale di Mesa in Arizona di tutti i capi d'accusa. Mike Tyson, che rischiava fino a tre anni e mezzo di prigione, fu invece condannato a scontare un solo giorno di detenzione nel carcere Maricopa County Jail, a pagare una multa di circa 3500 dollari e a prestare 360 ore di servizi sociali. Egli inoltre dovette sottoporsi a controlli periodici nei successivi tre anni.

A molto valsero, per il raggiungimento di questa sentenza minima per Tyson, le lettere di clemenza scritte al giudice dalla dottoressa Monica Turner, ex moglie di Mike, e soprattutto il fatto che Tyson, dopo aver riconosciuto la sua dipendenza da cocaina e marijuana, avesse intrapreso un programma di riabilitazione per dipendenza da diverse sostanze e che fino alla data del processo avesse superato con successo ben 29 test antidroga. Il 20 ottobre 2007 alle 9 del mattino Mike Tyson fu rinchiuso nel carcere Maricopa County Jail, isolato dagli altri 1500 detenuti, per scontare la pena di 24 ore di incarcerazione. Rilasciato nella mattinata del 21 ottobre, dopo aver scontato la pena inflittagli, si recò dai suoi familiari per trascorrere alcuni giorni di vacanza assieme a loro.

La perdita della figlia e il nuovo matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 maggio 2009, la figlia di 4 anni, Exodus, ha perso la vita per soffocamento in seguito a un incidente domestico avvenuto il giorno precedente, il 25 maggio. Due settimane più tardi si è sposato con Lakiha Spicer dalla quale ha avuto la figlia Milan e, il 26 gennaio 2011, il secondo figlio Morocco Elijah, che porta a sei il totale dei figli dell'ex campione, tutti avuti da donne diverse.[85]

Nel marzo 2011, Tyson appare al The Ellen DeGeneres Show dichiarando di condurre da due anni una vita sobria e di seguire una dieta vegana.[86] Grazie a questo stile di vita Tyson è riuscito a perdere circa 80 kg, dopo che, per gli abusi di droga e vita sregolata, era arrivato a pesare oltre 160 kg. Questo aneddoto fu ammesso durante il film Mike Tyson - Tutta la verità, diretto dall'amico Spike Lee.

Le voci sul ritorno e la pace con Holyfield[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 si diffusero alcune voci secondo le quali Mike sarebbe potuto tornare a combattere ad ottobre, contro Evander Holyfield per la terza ed ultima volta, ad Abu Dhabi. Tuttavia non se n'è fatto più niente.

Pare anche che abbia ricevuto una sfida dal pugile serbo Nenad Stankovic per combattere il 20 dicembre 2009, ma Iron Mike non ha dato una risposta.[87]

Nell'ottobre 2009, al talk show di Monica Winfrey, Tyson e Holyfield si sono riconciliati 12 anni dopo il morso di Las Vegas. Entrambi gli atleti sono stati poi protagonisti, nel 2013, di uno spot pubblicitario della Foot Locker dove Mike si presenta alla porta di casa del suo ex-rivale restituendogli il pezzo di orecchio.

Ne Il grande match Tyson ha fatto un cameo a fine film, proprio assieme a Holyfield, entrambi interpretando loro stessi.

L'ammissione di aver fatto uso di cocaina[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre del 2013 esce la sua autobiografia True.La mia storia nella quale racconta: "Ero sotto l'effetto della cocaina durante gli ultimi incontri più importanti. Agli esami del doping avevo sotto i pantaloncini un pene finto con la pipì fatta da un mio amico. Usavo quella per riempire le boccette degli esami ed è sempre andata bene. Sono 90 giorni che non sto toccando nulla. Ho iniziato a frequentare gli alcolisti anonimi che mi stanno aiutando. Sto soffrendo ma ho ritrovato mia moglie Kiki al mio fianco. Voglio continuare a vivere la boxe come promoter, a occuparmi di spettacolo e cinema. Non ho mai abusato di Desiree Washington, le conseguenze della sua azione sono una cosa con la quale dovrà convivere per il resto della sua vita".[88]

Stile di combattimento[modifica | modifica wikitesto]

Tyson è stato senz'altro un pugile fuori dal comune. Mike possedeva forza e velocità di braccia innate. Cus gli insegnò prima di tutto a schivare i colpi degli sparring, poiché avrebbe sicuramente dovuto affrontare nella carriera pugili quasi sempre più alti di lui. Poi si concentrò nel canalizzare la devastante potenza a sua disposizione con la tecnica, affinandola sempre più. Velocità di busto, gambe, braccia, precisione ed una prontezza dei riflessi fuori dal comune sono stati gli ingredienti per un cocktail di successo. Agile e potente nell'esecuzione inoltre, era dotato di una grande capacità nella scelta dei tempi. Notevoli le sue combinazioni in cui schivava il colpo dell'avversario, spesso giocando di busto, per poi affondare il suo (quasi sempre decisivo).

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

È stato sposato 3 volte, rispettivamente con Robin Givens (1988-1989), Monica Turner (1997-2003) e l'attuale moglie Lakiha Spicer (2009).

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Fu eletto Fighter of the year (pugile dell'anno) dalla rivista statunitense Ring Magazine nel 1986 e nel 1988.

Match dichiarato Ring Magazine fight of the year:

Ring Magazine lo inserisce inoltre al 16º posto in una propria classifica dei 100 migliori pugili di ogni epoca.

La International Boxing Hall of Fame e la World Boxing Hall of Fame lo hanno riconosciuto fra i più grandi pugili di ogni tempo.

Match dichiarato Ring Magazine upsets of the year:

  • 1990 - Buster Douglas KO 10 Mike Tyson (alcuni esperti sostengono che questo sia stato il risultato più sconvolgente della storia dello sport: Douglas era dato perdente per 42 a 1)

Introdotto nella WWE Hall of Fame per via di sue costanti e rilevanti apparizioni nella Word Wrestling Federation a fine anni novanta, durante la premiazione è stato introdotto dalla D-Generation X (Triple H e Shawn Michaels), team di cui ha fatto parte:

  • 2012

Lista degli incontri[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito, la lista degli incontri disputati da professionista:

Data Avversario Esito Causa Ripresa Note
6 marzo 1985 Hector Mercedes V K.O.T. 1
10 aprile 1985 Trent Singleton V K.O.T. 1
23 maggio 1985 Don Halpin V K.O. 4
20 giugno 1985 Ricardo Spain V K.O.T. 1
11 luglio 1985 John Alderson V K.O.T. 2
19 luglio 1985 Larry Sims V K.O. 3
15 agosto 1985 Lorenzo Canady V K.O. 1
5 settembre 1985 Michael Johnson V K.O. 1
9 ottobre 1985 Donnie Long V K.O.T. 1
25 ottobre 1985 Robert Colay V K.O. 1
1 novembre 1985 Sterling Benjamin V K.O.T. 1
13 novembre 1985 Eddie Richardson V K.O. 1
22 novembre 1985 Conroy Nelson V K.O.T. 2
6 dicembre 1985 Sammy Scaff V K.O.T. 1
27 dicembre 1985 Mark Young V K.O.T. 1
11 gennaio 1986 David Jaco V K.O.T. 1
24 gennaio 1986 Mike Jameson V K.O.T. 5
16 febbraio 1986 Jesse Ferguson V K.O.T. 6
10 marzo 1986 Steve Zouski V K.O. 3
9 maggio 1986 James Tillis V D.U. 10
20 maggio 1986 Mitch Green V D.U. 10
13 giugno 1986 Reggie Gross V K.O.T. 1
28 giugno 1986 William Hosea V K.O. 1
11 luglio 1986 Lorenzo Boyd V K.O. 2
26 luglio 1986 Marvis Frazier V K.O. 1
17 agosto 1986 José Ribalta V K.O.T. 10
6 settembre 1986 Alfonso Ratliff V K.O.T. 2
22 novembre 1986 Trevor Berbick V K.O.T. 2 [20]
7 marzo 1987 James Smith V D.U. 12
30 maggio 1987 Pinklon Thomas V K.O.T. 6 [25]
1 agosto 1987 Tony Tucker V U.D. 12 [27]
16 ottobre 1987 Tyrell Biggs V K.O.T. 7 [30]
22 gennaio 1988 Larry Holmes V K.O.T. 4 [31]
21 marzo 1988 Tony Tubbs V K.O.T. 2
27 giugno 1988 Michael Spinks V K.O. 1 [33]
25 febbraio 1989 Frank Bruno V K.O.T. 5
21 luglio 1989 Carl Williams V K.O.T. 1 [39]
11 febbraio 1990 James Douglas S K.O. 10 [42]
16 giugno 1990 Henry Tillman V K.O. 1 [44]
8 dicembre 1990 Alex Stewart V K.O.T. 1 [45]
18 marzo 1991 Donovan Ruddock V K.O.T. 7 [46]
28 giugno 1991 Donovan Ruddock V D.U. 12 [47]
19 agosto 1995 Peter McNeeley V SQ 1 McNeeley fu squalificato per l'ingresso del suo secondo sul ring
16 dicembre 1995 Buster Mathis V K.O. 3
16 marzo 1996 Frank Bruno V K.O.T. 3
7 settembre 1996 Bruce Seldon V K.O.T. 1 [89]
9 novembre 1996 Evander Holyfield S K.O.T. 11 [54]
28 giugno 1997 Evander Holyfield S SQ 3 [55] Squalificato dopo aver morso l'avversario
16 gennaio 1999 Francois Botha V K.O. 5
23 ottobre 1999 Orlin Norris N.C. N.C. 1 [64] Incontro fermato dopo un'azione irregolare di Tyson, che impedì a Norris di continuare
29 gennaio 2000 Julius Francis V K.O.T. 2 [90]
24 giugno 2000 Lou Savarese V K.O.T. 1 [65]
20 ottobre 2000 Andrzej Gołota N.C. N.C. 3 [66] Inizialmente vittorioso per ritiro dell'avversario, a Tyson fu comminato il "no contest" dopo l'esito negativo di un test per il doping
13 ottobre 2001 Brian Nielsen V R 7 [68]
8 giugno 2002 Lennox Lewis S K.O. 8 [73]
22 febbraio 2003 Clifford Etienne V K.O. 1 [75]
30 luglio 2004 Danny Williams S K.O. 4
11 giugno 2005 Kevin McBride S K.O.T. 6

Legenda
V: vittoria
S: sconfitta
N.C.: no contest
K.O: knockout
D.U: decisione unanime
SQ: squalifica
K.O.T: knockout tecnico.

Mike Tyson nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • A Tyson è ispirato il film TV Tyson del 1995 diretto da Uli Edel. Nel marzo 2015 Jamie Foxx ha rivelato che Martin Scorsese lo dirigerà in un biopic dedicato a Tyson e prodotto dalla Paramount. La sceneggiatura del progetto è stata scritta da Terence Winter.[91]
  • Nel 2015 Tyson fa una breve apparizione nella canzone Iconic di Madonna in cui canta le strofe iniziali.
  • Mike Tyson compare nei videogiochi Fight Night Round 4 e Fight Night Champion, titoli per Xbox 360 e Playstation 3 come personaggio giocabile. Inoltre è un personaggio giocabile nel videogioco di wrestling WWE '13 preordinando il gioco e presente anche nella Attitude Era Mode nel match tra Stone Cold Steve Austin e Shawn Michaels a WrestleMania XIV come arbitro speciale. La sua presenza è giustificata dal fatto che in quel periodo era stato ingaggiato dalla World Wrestling Federation durante la faida tra Vince McMahon e Stone Cold come parte di una storylane in cui Tyson divenne un membro della D-Generation X. Nel 2016 Mike Tyson compare come personaggio giocabile nel videogioco UFC 2 per Ps4 e Xbox One, in quattro versioni: a 23 anni come peso medio-massimo e massimo e a 37 anni, sempre come peso medio-massimo e massimo.[92] È anche il boss finale del videogioco sportivo Nintendo del 1987 dedicato a lui, Mike Tyson's Punch-Out!!. Fino al 1990, anno di scadenza della licenza con la Nintendo, Mike è l'avversario finale del videogioco e il suo personaggio è fedelmente riprodotto. Dal 1991 in poi verrà sostituito dal personaggio immaginario Mr. Dream (il combattimento in cui bisogna affrontarlo è chiamato infatti The Dream Fight), il template del personaggio sarà pressoché simile con l'unica differenza del colore della pelle (Tyson afro americano, Mr. Dream caucasico). Sconfiggere Tyson/Mr. Dream attraverso il mini-pugile protagonista (Little Mac) è estremamente difficile, dato che il boss può stendere lo sfidante con un singolo Dynamite Punch, ispirato al potentissimo uppercut che sferrava il vero Mike.
  • È citato nella canzone del rapper italiano Jamil Baida intitolata proprio "Mike Tyson", nella canzone vi è inoltre una rima che riprende lo storico incontro tra tyson e l ex peso massimo Evander Holyfield nel quale vi fu il celebre morso di iron mike all'orecchio dell'avversario.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  3. ^ Jay McIntyre, "Iron" Mike Tyson – At His Sharpest, su Boxingnews24.com, 1º settembre 2014. URL consultato il 26 settembre 2014.
  4. ^ a b "Mike Tyson Goes Bollywood" - CBC News, 13 April 2007
  5. ^ Phil Berger, A Body for Better Men to Beat On - New York Times, The New York Times, 19 ottobre 1989. URL consultato il 6 ottobre 2008.
  6. ^ Andrew Eisele, 50 Greatest Boxers of All-Time, About.com, 2007. URL consultato il 17 giugno 2010.
  7. ^ Andrew Eisele, Ring Magazine's 100 Greatest Punchers, About.com, 2003. URL consultato il 10 marzo 2010.
  8. ^ Graham Houston, The hardest hitters in heavyweight history, ESPN Internet Ventures, 2007. URL consultato il 10 marzo 2010.
  9. ^ Mike Tyson? Sonny Liston? Who is the scariest boxer ever?, Sky Sports. URL consultato il 31 ottobre 2015.
  10. ^ (EN) ESPN25: I 25 sportivi più indegni degli ultimi 25 anni, ESPN25.com, Ultimo accesso il 1º aprile 2007.
  11. ^ a b Tyson, da re del ring a re della bancarotta: persi 500 milioni, Gazzetta dello Sport, 8 dicembre 2015. URL consultato il 1º febbraio 2016.
  12. ^ (EN) Rob Lancaster, Ranking the 10 Biggest Upsets in the History of Heavyweight Boxing, Bleacher Report, 23 settembre 2015. URL consultato il 1º febbraio 2016.
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  14. ^ "Mike Tyson finds he's the man in Chechyna" - David Holley, Los Angeles Times, 16 September 2005
  15. ^ Richard Sandomir, Tyson's Bankruptcy Is a Lesson In Ways to Squander a Fortune, su nytimes.com, 5 agosto 2003. URL consultato il 7 dicembre 2015.
  16. ^ Mike Tyson reveals he was sexually abused as a child when he was 'snatched off the street' by a stranger in Brooklyn, Daily Mail Online, 30 ottobre 2014. URL consultato il 1º novembre 2014.
  17. ^ Claudio Ferretti e Augusto Frasca, Enciclopedia dello Sport, Garzanti Libri, 2008, p. 1670, ISBN 9788811505228.
  18. ^ "Whoever thinks Mike couldn't box or wasn't skilled has probably never stepped into a gym, I mean...Cus taught him any trick in the book, he could bob and weave, he could make you miss, he was the ultimate swarmer, a master at the art of throwing the left hook-left uppercut combination, a relentless body puncher, a refined version of the late Dempsey or Frazier." - da "Mike Tyson, The Fallen Champ" di Emanuel Steward
  19. ^ a b c d e f g I numeri della carriera di 'Iron-Mike', su repubblica.it, 16 gennaio 1999.
  20. ^ a b c Luca Argentieri, Stanotte a Vegas l'America cerca il suo Rocky 5, in la Repubblica, 22 novembre 1986, p. 25.
  21. ^ A Tyson bastano 5'35" per entrare nella storia, in La Stampa, 24 novembre 1986, p. 13.
  22. ^ Fra tanto ciclismo mi manca Binda, in la Repubblica, 31 dicembre 1986, p. 44.
  23. ^ Sarà ancora Tyson Power?, in la Repubblica, 7 marzo 1987, p. 22.
  24. ^ Tyson re con due corone, ma senza l'applauso della gente, in La Stampa, 9 marzo 1987, p. 23.
  25. ^ a b Mike Tyson difende la corona dei massimi, in la Repubblica (Las Vegas), 30 maggio 1987, p. 35.
  26. ^ Tyson e Tucker vincono per ko, in La Stampa, 1 giugno 1987, p. 28.
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  29. ^ Gianni Minà, Viva il Re ma durerà?, in la Repubblica, 4 agosto 1987, p. 36.
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  33. ^ a b Emanuela Audisio, 91 secondi di furia Re Tyson è blindato, in la Repubblica, 29 giugno 1988, p. 25.
  34. ^ Tyson è a pezzi, in la Repubblica (New York), 8 settembre 1988, p. 49.
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  36. ^ Emanuela Audisio, I pugni di Tyson sul solito intruso, in la Repubblica, 25 febbraio 1989, p. 41.
  37. ^ Emanuela Audisio, L' invincibile noia, in la Repubblica, 28 febbraio 1989, p. 41.
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  40. ^ Le braccia della violenza, in la Repubblica, 23 luglio 1989, p. 23.
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  43. ^ È morta la sorella di Tyson, in la Repubblica (New York), 22 febbraio 1990, p. 28.
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  47. ^ a b 449 pugni da Tyson, in la Repubblica (Las Vegas), 30 giugno 1991, p. 43.
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  50. ^ Arturo Zampaglione, Tyson, mistero di fede, in la Repubblica, 2 aprile 1993, p. 30.
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  58. ^ Arturo Zampaglione, Tyson, in la Repubblica, 10 luglio 1997, p. 40.
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  61. ^ Emanuela Audisio, Uno psichiatra per Tyson, in la Repubblica (New York), 20 settembre 1998, p. 42.
  62. ^ Emanuela Audisio, Lo show di Mike il Cattivo "Farò un bagno di sangue", su repubblica.it, 13 gennaio 1999.
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  73. ^ a b Tyson finisce al tappeto Lewis resta campione, su repubblica.it, 8 giugno 2002.
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  77. ^ Mike Tyson torna sul ring in forma e pieno di debiti, repubblica.it, 30 luglio 2004.
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  79. ^ Emanuela Audisio, Povero Tyson, disperato e solo "Morire non è peggio di vivere", su repubblica.it, 23 dicembre 2004.
  80. ^ Tyson umiliato dice basta: "Sono finito, ho chiuso con la boxe", su repubblica.it, 12 giugno 2005.
  81. ^ Tyson: "Sono davvero cambiato", gazzetta.it, 21 marzo 2006.
  82. ^ Emanuela Audisio, Da Johnson agli ex sovietici addio pugni neri made in Usa, repubblica.it, 15 agosto 2006.
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  84. ^ Ultima sfida di Tyson. In gabbia, gazzetta.it, 13 marzo 2006.
  85. ^ Fiocco azzurro in casa Tyson, il campione dei pesi massimi otto volte padre, adnkronos.com, 26 gennaio 2011.
  86. ^ Mike Tyson Talks Sobriety and Vegan Life with Ellen DeGeneres! | UrbLife.com - The Voice of Gen-X Lifestyle
  87. ^ Mike Tyson torna sul ring?, Gazzetta.it, 7 luglio 2009.
  88. ^ Giampaolo Pioli, "Combattevo imbottito di coca", in La Gazzetta dello Sport, 14 novembre 2013, p. 11.
  89. ^ Tyson, basta la parola, in la Repubblica, Las Vegas, 9 settembre 1996, p. 45.
  90. ^ Tyson, un allenamento da 31 miliardi, repubblica.it, 30 gennaio 2000.
  91. ^ Martin Scorsese e Jamie Foxx faranno un biopic su Mike Tyson
  92. ^ Mike Tyson arriva in EA Sports UFC 2, in Multiplayer.it. URL consultato il 1° settembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mike Tyson, True. La mia storia, Piemme collana numeri primi, 2013.

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