Evander Holyfield

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Evander Holyfield
Campione del mondo dei pesi massimi
Evander Holyfield.jpg
Evander Holyfield nel 2007
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 189 cm
Pugilato Boxing pictogram.svg
Categoria Pesi massimi
Carriera
Incontri disputati
Totali 54
Vinti (KO) 42 (27)
Persi (KO) 10 (2)
Pareggiati 2
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Bronzo Los Angeles 1984 Mediomassimi
Flag of PASO.svg Giochi Panamericani
Argento Caracas 1983 Mediomassimi
Statistiche aggiornate al 1º gennaio 2013

Evander Holyfield (Atmore, 19 ottobre 1962) è un ex pugile statunitense.

Vincitore della medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici 1984, è stato campione mondiale dei massimi per cinque volte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È l'ultimo di nove figli. Nel 1964 la madre Annie Laura, lasciata dal marito, trasferì l'intera famiglia ad Atlanta dove Evander iniziò a praticare il football americano. In età adolescenziale si avvicinò al pugilato.

Nel 1998, durante un evento di beneficenza, ha battuto Carl Lewis in una gara degli 800 metri piani. È soprannominato «The Real Deal» («il vero affare» in inglese) per l'abilità negli affari.[1]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il bronzo olimpico, esordisce da professionista nei massimi leggeri: rimanendo imbattuto per 18 incontri riunifica la corona nelle versioni WBA, IBF e WBC. Salito di categoria, il 25 ottobre 1990 sconfigge James "Buster" Douglas: il 13 novembre 1992 viene spodestato da Riddick Bowe, riportando la prima sconfitta della sua carriera. Trionfa poi nella rivincita, tenutasi quasi un anno dopo.[2] Nel 1994 è costretto ad un temporaneo ritiro, per via di problemi cardiaci.[3] Il 9 novembre 1996 sostiene un incontro con Mike Tyson, imponendosi per knock-out tecnico all'undicesima ripresa e tornando campione. La rivincita di Las Vegas entra nella storia pugilistica, per la squalifica di Tyson che morde l'orecchio di Holyfield.[4].

Nel 1999 incrocia per due volte i guantoni con Lennox Lewis, chiudendo in parità la prima sfida e perdendo la seconda (per decisione non unanime): il verdetto rimane tuttora controverso, con Holyfield che si dichiara il vero vincitore.[5][6] L'anno seguente ottiene la quarta affermazione, battendo John Ruiz cui cede però nella rivincita. Il terzo incontro finisce in pareggio e i successivi tentativi di tornare campione del mondo risultano vani, per le sconfitte con Chris Byrd, James Toney[7] L'anno seguente ottiene la quarta affermazione, battendo John Ruiz cui cede però nella rivincita. Il terzo incontro finisce in pareggio e i successivi tentativi di tornare campione del mondo risultano vani, per le sconfitte con Chris Byrd, James Toney[8] e Larry Donald. Tra il 2007 e il 2008 perde ai punti contro i più giovani Sultan Ibragimov e Nikolaj Valuev.

Sale nuovamente sul ring a 47 anni,[9] riprendendo il titolo nel 2010 e difendendolo per un anno, sino al ritiro definitivo.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ C. Ferretti, A. Frasca (a cura di), Enciclopedia dello sport, Milano, Garzanti Libri, 2008, p. 1670.
  2. ^ Bowe contro Holyfield riprova a fare il Tyson, Corriere della Sera, 6 novembre 1993, p. 46.
  3. ^ Boxe: Holyfield si ritira: soffre di cuore, Corriere della Sera, 27 aprile 1994, p. 38.
  4. ^ Bowe contro Holyfield riprova a fare il Tyson, Corriere della Sera, 6 novembre 1993, p. 46. (archiviato dall'url originale il ).
  5. ^ Emanuela Audisio, Holyfield o Lewis un conto da chiudere, la Repubblica, 13 novembre 1999.
  6. ^ Claudio Colombo, La boxe vuole dimenticare Tyson, Corriere della Sera, 13 novembre 1999, p. 44.
  7. ^ Claudio Colombo, La boxe vuole dimenticare Tyson, Corriere della Sera, 13 novembre 1999, p. 44. (archiviato dall'url originale il ).
  8. ^ Toney fa più triste il declino di Holyfield, La Gazzetta dello Sport, 6 ottobre 2003.
  9. ^ Dario Torromeo, Holyfield torna sul ring a 47 anni: non sono d'accordo!, Corriere dello Sport, 1º ottobre 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN75582728 · LCCN: (ENn96065957 · GND: (DE134217942