Evander Holyfield vs. Mike Tyson (1997)

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"The Sound and the Fury"
Evander Holyfield vs. Mike Tyson (1997).JPG
Data Sabato 28 giugno 1997
Luogo MGM Grand Garden Arena, Paradise, Nevada
Titolo/i in palio Titolo WBA dei pesi massimi
Mike Tyson vs. Evander Holyfield
"Iron""The Real Deal"
Dati dei pugili
Catskill, New York Da Atlanta, Georgia
45-2 (40 KO) Record 33-3 (24 KO)
31 anni Età 34 anni
180 cm Altezza 188 cm
99 kg
(218 libbre)
Peso 99 kg
(218 libbre)
Destrorso Guardia Destrorso
1º ranking WBA Titolo Campione WBA dei pesi massimi

Risultato Tyson squalificato al 3º round per avere morso l'orecchio di Holyfield

Evander Holyfield vs. Mike Tyson è stato un incontro di pugilato tra Evander Holyfield e Mike Tyson, disputato il 28 giugno 1997 presso la MGM Grand Arena di Las Vegas, valevole per l'assegnazione del titolo dei pesi massimi WBA.

La vittoria è andata al campione in carica Holyfield, che si è aggiudicato l'incontro per via della squalifica di Mike Tyson al 3º round, in seguito ai ripetuti tentativi dello stesso Tyson di mordere l'orecchie dell'avversario addentando è staccando un pezzo di cartilagine di quello destro[1][2].

Il match è noto anche come Holyfield-Tyson II: The Sound and the Fury[3], per ragioni di tipo promozionale. L'incontro fu la rivincita dell'incontro precedente disputato il 9 novembre 1996.

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

La sfida precedente, disputata sei mesi prima, aveva sancito il successo di Holyfield per KOT all'undicesima ripresa. Tyson era già stato mandato al tappeto alla sesta ripresa con un montante sinistro[4], Mike era stato sconfitto per la seconda volta in carriera, la prima fu contro Buster Douglas. Quando l'incontro fu firmato, Mitch Halpern è stato nuovamente assegnato come arbitro. La direzione di Tyson però si oppose, con il motivo ufficiale che volevano un arbitro diverso per la rivincita. Si credeva, anche se mai confermato, che il vero motivo per cui Tyson e il suo team si oppose all'incarico di Halpern fosse che Holyfield si era scontrato con la testa diverse volte con Tyson nel corso del primo combattimento e Halpern li aveva giudicati tutti contatti accidentali. La Nevada State Athletic Commission si è pronunciata contro il team di Tyson, ma Halpern si è ritirato volontariamente dal combattimento giorni prima perché sentiva che la sua presenza sarebbe stata una distrazione. L'incarico è stato invece affidato al veterano Mills Lane, che aveva arbitrato in sei precedenti incontri con Tyson e sette con Holyfield.

L'Incontro[modifica | modifica wikitesto]

La rivincita iniziò in modo analogo, con Holyfield a comandare: allo scadere della prima ripresa riuscì anche mettere a segno un pesante gancio ai danni di Tyson, e si aggiudicò ai punti la ripresa, unanimemente per i tre giudici.

La svolta dell'incontro accadde nel secondo round: durante un contatto ravvicinato, i due pugili si scontrarono reciprocamente con la testa; il colpo provocò un taglio sopra la palpebra dell'occhio destro di Tyson. Il pugile si rivolse allora all'arbitro Mills Lane, accusando Holyfield di averlo colpito volontariamente. Lane giudicò invece il contatto come involontario, e lasciò proseguire l'incontro fino alla fine del round, senza ammonire Holyfield[2].

La frustrazione cominciava a dilagare in Tyson e nel suo team che credevano in una copia esatta del primo match. Tyson iniziò il terzo round senza paradenti, l'arbitro fece subito indossare il dispositivo di protezione all'avversario. Tyson disputò un buon round, riuscendo a colpire in più occasioni Holyfield con ottime combinazioni di colpi, in quel momento stava ribaltando il match, aveva preso il controllo dell'incontro e del pubblico, che aveva cominciato ad acclamarlo. A circa quaranta secondi dal termine del terzo round l'incontro cambiò: mentre i due pugili erano a stretto contatto corpo a corpo, Tyson abbracciò l'avversario e all'improvviso gli morse l'orecchio destro riuscendo a lacerarne un pezzo che immediatamente sputò sul ring[5]. Holyfield iniziò allora a perdere sangue e a saltare per il dolore facendo intervenire Mills Lane che chiamò time out, nonostante non fosse riuscito a vedere chiaramente l'azione irregolare di Tyson[2]. Pochi secondi dopo Tyson spinse Holyfield alle spalle, facendolo finire contro le corde. La situazione era ancora confusa, il match venne sospeso per alcuni minuti, e nonostante l'intenzione dell'arbitro fosse di squalificare Tyson, l'intervento del medico di bordo ring sancì la possibilità per Holyfield di continuare l'incontro. L'arbitro scelse quindi di penalizzare di due punti Tyson, (Mills Lane andò all'angolo di Tyson avvisando che il pugile sarebbe stato ammonito con due punti, si sentì Mike giustificarsi dicendo che era stato un pugno a far sanguinare Holyfield all'orecchio, ma Lane rispose carismaticamente "bullshit" "stronzata". Il match fu ripreso. Al ritorno sul ring, la situazione era bollente, Holyfield molto arrabbiato cerca di mandare KO Tyson rapidamente, mancando però diversi colpi, poco dopo la scena si ripeté quasi identica: durante un altro corpo a corpo, Tyson morse l'orecchio (stavolta il sinistro) di Holyfield, il match continuò fino alla fine del round. A quel punto, mentre veniva mostrato il replay del secondo morso l'arbitro Lane sospese il combattimento e squalificò Tyson[1][2]. Questi perse ulteriormente il controllo: cercò infatti di aggredire sia il rivale, sia un membro del team di Holyfield, sul ring si scatenò il pandemonio, dilagò un enorme rissa, Tyson cominciò ad allontanare chiunque si trovasse vicino a lui, a colpi di guantoni, perfino ai poliziotti. Solo l'intervento di massa della polizia riuscì a impedire ulteriori reazioni. Prima fu Holyfield a rientrare negli spogliatoi, poi Tyson, che fu oggetto di lanci di monetine, carte e bottiglie da parte del pubblico[2].

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Il verdetto del match sancì ufficialmente la vittoria di Holyfield, che si riconfermò campione del mondo dei massimi WBA.

Come conseguenza della squalifica, nel luglio 1997 la Nevada Athletic Commission revocò a Mike Tyson la licenza per combattere negli Stati Uniti, e lo sanzionò con una multa di 3 milioni di dollari[6]. Il 18 ottobre 1998 la revoca della licenza venne però annullata, su decisione della stessa Nevada Athletic Commission[7]. Questo fu anche la fine della carriera competitiva di Mike Tyson, che tentò un ultimo assalto al titolo mondiale contro Lennox Lewis nel 2002 ma fu sconfitto per KO.

Holyfield continuò a combattere ancora ad alto livello per qualche anno, perdendo poi i suoi titoli contro Lennox Lewis.

Nel 2009 Tyson e Holyfield fecero ufficialmente "pace", oggi sono stretti amici.

Il match generò un totale di 180 milioni di dollari (304 milioni di oggi), da ingresso live, pay-per-view, televisione e profitti da casinò.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Fausto Narducci, Rino Tommasi, Daniele Redaelli, Tyson, un vampiro impazzito, in La Gazzetta dello Sport, 30 giugno 1997. URL consultato il 14 novembre 2011.
  2. ^ a b c d e Claudio Colombo, Riccardo Romani, Tyson si autodistrugge con due morsi, in Corriere della Sera, 30 giugno 1997, p. 7. URL consultato il 13 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2016).
  3. ^ (EN) Rick Weinberg, Tyson bites Holyfield's ear in rematch, in espn.com. URL consultato il 14 novembre 2011.
  4. ^ Holyfield distrugge Tyson e sbanca Las Vegas, in Corriere della Sera, 11 novembre 1996. URL consultato il 18 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2016).
  5. ^ Emanuela Audisio, Tyson il cannibale morde l'avversario, in la Repubblica, 30 giugno 1997. URL consultato il 18 dicembre 2012.
  6. ^ Riccardo Romani, La boxe condanna Tyson all'ergastolo, in Corriere della Sera, 10 luglio 1997, p. 44. URL consultato il 13 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2016).
  7. ^ (EN) Mike Tyson timeline, su static.espn.go.com, ESPN. URL consultato il 13 aprile 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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