Joe Frazier

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Joe Frazier
Campione del mondo dei pesi massimi
Joe Frazier 2010.jpg
Joe Frazier nel 2010
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 182 cm
Peso 103 kg
Pugilato Boxing pictogram.svg
Categoria Pesi massimi
Ritirato 1981
Carriera
Incontri disputati
Totali 37
Vinti (KO) 32 (27)
Persi (KO) 4 (2)
Pareggiati 1
Palmarès
1970-1973Titolo mondiale WBA massimi
1970-1973Titolo mondiale WBC massimi
1971-1973Titolo mondiale The Ring massimi
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Tokyo 1964 massimi
 

Joseph William Frazier, noto semplicemente come Joe Frazier (Beaufort, 12 gennaio 1944Filadelfia, 7 novembre 2011), è stato un pugile statunitense.

Vincitore di una medaglia d'oro alle Olimpiadi del 1964, è stato campione del mondo indiscusso dei pesi massimi. Soprannominato "Smokin' Joe", era noto per il suo stile di combattimento aggressivo e spettacolare, nonché per il suo famoso gancio sinistro. È ricordato soprattutto per la sua acerrima rivalità con Muhammad Ali, con il quale si confrontò in tre memorabili incontri, considerati tra i più duri ed emozionanti della storia del pugilato. Nella sua carriera professionale, che durò dal 1965 al 1976 con un breve ritorno nel 1981, fu eletto Fighter of the year (pugile dell'anno) dalla rivista statunitense Ring Magazine nel 1967, 1970 e 1971.

Nativo della Carolina del Sud, si contraddistinse nella seconda parte degli anni sessanta dopo aver sconfitto campioni del calibro di Jerry Quarry, Oscar Bonavena, Buster Mathis, George Chuvalo e Jimmy Ellis, prima di divenire campione indiscusso dei massimi nel 1970. L'anno seguente l'8 marzo 1971 sconfisse Muhammad Ali in quello che fu definito "l'incontro del secolo". Nel 1973 perse i titoli contro George Foreman e successivamente fu sconfitto nella rivincita contro Ali. Il suo ultimo incontro titolato fu nel 1975, quando perse il terzo match con Ali nel noto Thrilla in Manila. Nel 1976, a seguito di un ulteriore insuccesso nella rivincita con Foreman, si ritirò per la prima volta. Dopo aver tentato un ritorno, terminato in pareggio, diversi anni più tardi, si ritirò definitivamente.

Dopo il suo ritiro fece diversi cameo in pellicole di Hollywood. Allenò inoltre i figli Marvis e Jackie, che a loro volta entrarono nel mondo della boxe, oltre che pugili locali in una palestra di sua proprietà in Filadelfia. Nel settembre 2011 gli fu diagnosticato un tumore al fegato,[1] che lo portò alla morte nel novembre del medesimo anno.[2]

La International Boxing Research Organization (IBRO) lo annovera fra i dieci migliori pesi massimi di tutti i tempi.[3] Occupa invece l'ottava posizione nella classifica dei più grandi pesi massimi di sempre stilata dalla rivista The Ring nel 1999.[4] È inoltre incluso nella International Boxing Hall of Fame e nella World Boxing Hall of Fame.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Joe Frazier nacque il 12 gennaio 1944 a Beaufort, Carolina del Sud, da Rubin e Dolly Frazier. Crebbe in una fattoria di famiglia di dieci acri con i suoi dodici fratelli e sorelle. Un tredicesimo figlio, David, morì di difterite da piccolo, rendendo così Joe il membro più giovane della vasta famiglia Frazier. I suoi genitori piantavano verdure e allevavano maiali, ma il loro reddito principale veniva soprattutto dal lavoro per le aziende agricole di grandi proprietari terrieri bianchi. Sua madre lavorava nei campi, mentre suo padre era un sorvegliante. Soprannominato "Billy Boy", Frazier è stato per sua stessa ammissione il figlio preferito di suo padre, che era spesso al suo fianco.

Nella sua autobiografia disse: "... Mio papà era il mio eroe, il mio battito cardiaco. Eravamo sempre insieme."[5] Dolly era invece una devota battista e disciplinava per bene i suoi figli. Infatti, ogni sua parola era legge e i bambini non dovevano far altro che ascoltare e obbedire. L'infanzia di Frazier fu una vita rurale del sud: trascorse gran parte del suo tempo ad aiutare il padre a gestire un immobile e aiutandolo nel fare le sue faccende quotidiane. E così come fecero i suoi genitori e fratelli, anche lui stesso lavorò nei campi di una delle grandi aziende agricole.

L'incontro con la boxe[modifica | modifica wikitesto]

Frazier negli anni settanta

Quando la televisione iniziò a diffondersi negli anni cinquanta, la famiglia Frazier fu la prima ad averne una al Laurel Bay di Beaufort. In quei primi giorni di tv, la boxe occupava una gran parte della programmazione offerta. I Frazier assistettero così a combattimenti di boxe, guardando le imprese sul ring di leggende come Sugar Ray Robinson, Rocky Marciano, Willie Pep e Rocky Graziano. All'età di otto anni Joe non era particolarmente interessato al pugilato, ma sapeva chi fosse Joe Louis. Quando uno zio fece un commento riguardo alla corporatura del giovane (descrivendolo come il prossimo Joe Louis), questo fece una certa impressione sul ragazzo. Da quel momento in poi Frazier lavorò sodo per realizzare quella profezia.

Egli costruì un sacco pesante costituito di iuta e stracci, pannocchie, mattoni, e muschio spagnolo. Appese il sacchetto al ramo di una quercia nel cortile e cominciò a colpirlo quasi ogni giorno per gli anni successivi. Venne deriso da molti, anche dalla sua famiglia, quando disse che sarebbe diventato campione del mondo come il Brown Bomber Joe Louis. Nella sua autobiografia disse che rispose loro: "Voi tutti potete ridere, ma un giorno diventerò campione del mondo."[6] La Beaufort segregata non aveva palestre e i campi da gioco non potevano essere utilizzati da persone di colore. Disse inoltre: "Tutto quello su cui doveva basarsi il mio sogno era quel sacco pesante fatto in casa".[7]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Carriera da dilettante[modifica | modifica wikitesto]

Da giovane si trasferì a Filadelfia nel 1961 dove fece il suo incontro con la boxe grazie alla scoperta da parte di Yancey "Yank" Durham, un ex-pugile statunitense. Durham, insieme a Willie Rossastro, iniziò a preparare Frazier come dilettante. In pochi anni vinse molti incontri da dilettante e poco dopo il suo ventesimo compleanno, alle Olimpiadi di Tokyo del 1964 conquistò l'oro tra i pesi massimi. Durham fu manager e allenatore di Frazier fino alla sua morte, avvenuta nel 1973.

Carriera da professionista[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Rivalità Ali-Frazier.
Joe Frazier nel 1971
Joe Frazier
Joe Frazier

Dopo aver vinto la medaglia d'oro, decise di diventare professionista e vinse il suo primo incontro per KO nel 1965, contro Woody Goss. Lo stesso anno vinse altre 3 volte, trionfando sempre per KO e prima della 3ª ripresa. Nel 1966 Duhrham contattò l'allenatore californiano Eddie Futch. I due non si erano mai incontrati, ma Durham aveva già sentito parlare di Futch per via della sua grande reputazione e poiché era considerato uno dei migliori istruttori in circolazione. Joe venne mandato a Los Angeles per allenarsi, fino a quando lo stesso Futch non decise di unirsi a Yancey come assistente-istruttore. Con l'assistenza di Futch, Frazier riuscì a vincere tre incontri a Los Angeles contro Al Jones, il veterano Eddie Machen e George "Scrapiron" Johnson. Joe riuscì a vincere i primi due match per KO ma andò sulla distanza per la seconda volta contro Johnson, sconfiggendolo ai punti dopo 10 round.

Il soprannome di Frazier, "Smokin' Joe", venne da Yank Durham, che prima di un match aveva sempre l'abitudine di dirgli: «Va' là fuori ... e fai uscire fumo da quei guanti. Tu puoi fare fumo, ragazzo. Basta che non molli». Frazier continuò a lottare e a sviluppare il suo stile di combattimento, tentando di rimanere imbattuto per puntare ad una cintura. Nel settembre 1966 arrivò la sfida con il campione argentino Oscar Bonavena. "Smokin' Joe" stava quasi per essere sconfitto per la prima volta, dopo che cadde al tappeto per due volte nel 2º round. Secondo il regolamento di New York, un incontro finiva se uno dei due lottatori andava giù per tre volte nel giro di uno stesso round. Ciononostante Joe riuscì a rimettersi in piedi e a vincere la gara per Split Decision con i punteggi di 6-4, 5-5 e 5-4.

Iniziarono così a spargersi voci secondo le quali Frazier avrebbe dovuto sfidare Muhammad Ali, ai tempi detentore del titolo dei pesi massimi. Tuttavia secondo Yank Durham non era ancora il momento: voleva che Frazier potesse svilupparsi correttamente, in modo che quando lo avrebbe finalmente affrontato sul ring (o anche un altro campione), "Smokin' Joe" avrebbe vinto. Frazier iniziò a studiare Ali. Quando andò a vederlo combattere nel marzo del 1967 i due cominciarono quella che sarebbe diventata una lunga e competitiva rivalità. Quando Ali cambiò il suo nome da Cassius Clay a Muhammad Ali nel 1964, in seguito alla conversione alla fede musulmana, Frazier insistette nel chiamarlo Cassius Clay. Ali era noto fin dall'inizio della sua carriera come un self-promoter. Ciononostante il pubblico e gli scrittori sportivi sembravano amarlo invece che disprezzarlo.

Frazier VS Ali I: Fight of the Century[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Fight of the Century.
Ali vs. Frazier in uno scatto pubblicitario

Frazier vinse tutti gli scontri che disputò quell'anno, inclusa una vittoria per KO alla 6ª ripresa su Doug Jones ed una per KOT alla 4ª ripresa su George Chuvalo. Nel 1968 vinse un incontro per il titolo vacante NYSAC con Buster Mathis per KO all'undicesimo round. Nel 1970 divenne campione del mondo mettendo al tappeto Jimmy Ellis alla 5ª ripresa. Nel 1971 trovò sulla sua strada Muhammad Ali (Cassius Clay), che aveva appena avuto il permesso di tornare alla boxe, l'incontro detto da lui stesso fu il più bello mai fatto. Frazier condusse molto la gara in un match in cui mise costantemente alle corde l'avversario per quindici riprese; l'ultimo round fu il più emozionante: Frazier sempre in aggressività nei confronti di Muhammad Ali fino a quando: gancio portentoso di Frazier ed Alì va al tappeto, si rialzò stordito ma riuscì comunque a finire la gara. Al verdetto finale fu "Smoking Joe" a vincere, per verdetto unanime (9-6, 11-4 e 8-6-1).

Frazier VS Ali II: Super Fight II[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Muhammad Ali vs. Joe Frazier II.

Il secondo match di Frazier con Ali si svolse il 28 gennaio 1974, a New York City. Diversamente dal loro precedente confronto, questa volta si trattò di un match senza titoli in palio, che Ali si aggiudicò ai punti al 12º round per decisione unanime.

Cinque mesi dopo, Frazier affrontò nuovamente Jerry Quarry al Madison Square Garden, e vinse il match al quinto round mandando a tappeto l'avversario con un potente gancio sinistro alle costole.

Nel marzo 1975, Frazier ebbe un rematch con Jimmy Ellis a Melbourne, in Australia, che mandò KO al nono round. La vittoria fece diventare Frazier il primo contendente al titolo dei pesi massimi, che Ali aveva vinto da George Foreman nel celebre incontro "Rumble in the Jungle" cinque mesi prima.

Frazier VS Ali III: Thrilla in Manila[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Thrilla in Manila.

Nel 1973 arrivò la prima sconfitta con un grande George Foreman, KO in due riprese e di seguito nel 1974 perse ai punti la rivincita con Ali. Il 1º ottobre del 1975 Alì affrontò Frazier per la terza ed ultima volta, mettendo in palio il suo titolo mondiale, per stabilire chi dei due fosse definitivamente il più forte. L'incontro si tenne a Manila nelle Filippine e fu denominato "Thrilla in Manila". Fu un match drammatico che vide i pugili combattere con enorme ardore, senza risparmiarsi un istante.

Prima dell'inizio della quindicesima ed ultima ripresa l'allenatore di Frazier, Eddie Futch, ritirò il suo atleta, vedendolo letteralmente distrutto dai jab di Alì. Lo stesso Ali dichiarò che non avrebbe mai saputo se sarebbe stato in grado di continuare l'incontro qualora Frazier non si fosse ritirato. Comunque al momento del ritiro del rivale, il Campione era in vantaggio ai punti. Ancora oggi, per la rara bellezza tecnica e per l'enorme coraggio dimostrato da questi due immensi campioni, questo è ritenuto da molti il più grande incontro di tutti i tempi. Muhammad Alì e Joe Frazier in seguito diranno di avere avuto fortuna, ma soprattutto saggezza nel non proseguire l'incontro, poiché per via del calo di forze, della stanchezza e del gran caldo, in quell'incontro entrambi rischiarono la vita.

Francobollo in onore di Joe Frazier

In un'intervista concessa alla HBO, disse che nel suo terzo match con Ali (il "The Thrilla in Manilla") aveva un occhio parzialmente accecato, a causa di un incidente durante gli allenamenti.

L'ultima parte della carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1976 provò a prendere la rivincita su Foreman, ma subì un ko alla quinta ripresa (si dice che Frazier salì sul palco portando segretamente una lente a contatto all'occhio che perse durante i primi round del match). Si ritirò temporaneamente per rientrare il 3 dicembre 1981 a Chicago contro Floyd Cummings. Il match terminò con un pareggio e dopo l'incontro Frazier decise di concludere definitivamente la propria carriera. Si ritirò con un record di 32 vittorie (27 prima del limite), 4 sconfitte e 1 pareggio, proprio quello ottenuto nell'ultima sfida. Vinse il 73% dei suoi incontri per KO, contro il 60% di Ali e l'84% di Foreman.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi di novembre 2011 circolavano voci secondo cui Frazier era in fin di vita, a causa di un tumore al fegato che gli era stato diagnosticato un mese prima. L'ex-pugile si spense nelle prime ore di lunedì 7 novembre[8]. Al suo funerale, svoltosi nella chiesa battista di Enon Tabernacle, erano presenti Larry Holmes e Michael Spinks; Muhammad Alì ha ricordato così l'amico e rivale: «Il mondo ha perso un grande campione, ricorderò sempre Joe con rispetto ed ammirazione: il mio pensiero va alla sua famiglia e a coloro che l'hanno amato». Il reverendo Jesse Jackson, che ha celebrato la funzione, ha aggiunto

«Rocky non era un campione, Joe Frazier lo era: Rocky era finzione, Joe realtà. Rocky non ha mai affrontato Alì, Holmes o Foreman: non ha mai assaggiato il sapore del sangue. Qui in città c'è una statua di Rocky, attendo che in centro ne erigano una a Frazier[9]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Fu eletto Fighter of the year (pugile dell'anno) dalla rivista statunitense Ring Magazine nel 1967, 1970, 1971.

Match dichiarati Ring Magazine fight of the year:

La International Boxing Hall of Fame lo ha riconosciuto fra i più grandi pugili di ogni tempo.

Risultati nel pugilato[modifica | modifica wikitesto]

N. Risultato Record Avversario Tipo Round, tempo Data Località Note
37 Pareggio 32–4–1 Stati Uniti Floyd Cummings MD 10 3 dicembre 1981 Stati Uniti International Amphitheatre, Chicago, Illinois, U.S.
36 Sconfitta 32–4 Stati Uniti George Foreman TKO 5 (12), 2:26 15 gennaio 1976 Stati Uniti Nassau Veterans Memorial Coliseum, Hempstead, New York, U.S. Per il titolo NABF dei pesi massimi
35 Sconfitta 32–3 Stati Uniti Muhammad Ali TKO 14 (15), 3:00 1º ottobre 1975 Filippine Smart Araneta Coliseum, Quezon City, Filippine Per i titoli WBA, WBC, The Ring, e Lineare dei pesi massimi
34 Vittoria 32–2 Stati Uniti Jimmy Ellis TKO 9 (12), 0:59 2 marzo 1975 Australia Junction Oval, Melbourne, Australia
33 Vittoria 31–2 Stati Uniti Jerry Quarry TKO 5 (10), 1:37 17 giugno 1974 Stati Uniti Madison Square Garden, New York City, New York, U.S.
32 Sconfitta 30–2 Stati Uniti Muhammad Ali UD 12 28 gennaio 1974 Stati Uniti Madison Square Garden, New York City, New York, U.S. Per il titolo NABF dei pesi massimi
31 Vittoria 30–1 Regno Unito Joe Bugner PTS 12 2 luglio 1973 Regno Unito Earls Court Exhibition Centre, Londra, Inghilterra
30 Sconfitta 29–1 Stati Uniti George Foreman TKO 2 (15), 2:26 22 gennaio 1973 Giamaica National Stadium, Kingston, Giamaica Perde i titoli WBA, WBC, The Ring, e Lineare
29 Vittoria 29–0 Stati Uniti Ron Stander RTD 4 (15), 3:00 25 maggio 1972 Stati Uniti Civic Auditorium, Omaha, Nebraska, U.S. Difende i titoli WBA, WBC, The Ring, e Lineare
28 Vittoria 28–0 Stati Uniti Terry Daniels TKO 4 (15), 1:47 15 gennaio 1972 Stati Uniti Rivergate Auditorium, New Orleans, Louisiana, U.S. Difende titoli WBA, WBC, The Ring, e Lineare
27 Vittoria 27–0 Stati Uniti Muhammad Ali UD 15 8 marzo 1971 Stati Uniti Madison Square Garden, New York City, New York, U.S. Difende titoli WBA, WBC, e Lineare dei pesi massimi;
Vince il vacante titolo The Ring dei pesi massimi
26 Vittoria 26–0 Stati Uniti Bob Foster KO 2 (15), 0:49 18 novembre 1970 Stati Uniti Cobo Arena, Detroit, Michigan, U.S. Difende titoli WBA, WBC, e Lineare
25 Vittoria 25–0 Stati Uniti Jimmy Ellis RTD 4 (15) 16 febbraio 1970 Stati Uniti Madison Square Garden, New York City, New York, U.S. Difende titolo NYSAC;
Vince titolo WBA, titolo vacante WBC e titolo Lineare dei pesi massimi
24 Vittoria 24–0 Stati Uniti Jerry Quarry RTD 7 (15), 3:00 Jun 23, 1969 Stati Uniti Madison Square Garden, New York City, New York, U.S. Difende titolo NYSAC dei pesi massimi
23 Vittoria 23–0 Stati Uniti Dave Zyglewicz KO 1 (15), 1:36 22 aprile 1969 Stati Uniti Sam Houston Coliseum, Houston, Texas, U.S. Difende titolo NYSAC dei pesi massimi
22 Vittoria 22–0 Argentina Oscar Bonavena UD 15 Dec 10, 1968 Stati Uniti Spectrum, Filadelfia, Pennsylvania, U.S. Difende titolo NYSAC dei pesi massimi
21 Vittoria 21–0 Messico Manuel Ramos TKO 2 (15), 3:00 24 giugno 1968 Stati Uniti Madison Square Garden, New York City, New York, U.S. Difende titolo NYSAC dei pesi massimi
20 Vittoria 20–0 Stati Uniti Buster Mathis TKO 11 (15), 2:33 4 marzo 1968 Stati Uniti Madison Square Garden, New York City, New York, U.S. Vince titolo vacante NYSAC dei pesi massimi
19 Vittoria 19–0 Stati Uniti Marion Connor TKO 3 (10), 1:40 18 dicembre 1967 Stati Uniti Boston Garden, Boston, Massachusetts, U.S.
18 Vittoria 18–0 Stati Uniti Tony Doyle TKO 2 (10), 1:04 17 ottobre 1967 Stati Uniti Spectrum, Filadelfia, Pennsylvania, U.S.
17 Vittoria 17–0 Canada George Chuvalo TKO 4 (10), 0:16 19 luglio 1967 Stati Uniti Madison Square Garden, New York City, New York, U.S.
16 Vittoria 16–0 Stati Uniti George Johnson UD 10 4 maggio 1967 Stati Uniti Grand Olympic Auditorium, Los Angeles, California, U.S.
15 Vittoria 15–0 Stati Uniti Jefferson Davis TKO 5 (10), 0:48 11 aprile 1967 Stati Uniti Auditorium, Miami Beach, Florida, U.S.
14 Vittoria 14–0 Stati Uniti Doug Jones KO 6 (10), 2:28 21 febbraio 1967 Stati Uniti Convention Hall, Filadelfia, Pennsylvania, U.S.
13 Vittoria 13–0 Stati Uniti Eddie Machen TKO 10 (10), 0:22 21 novembre 1966 Stati Uniti Grand Olympic Auditorium, Los Angeles, California, U.S.
12 Vittoria 12–0 Argentina Oscar Bonavena SD 10 21 settembre 1966 Stati Uniti Madison Square Garden, New York City, New York, U.S.
11 Vittoria 11–0 Stati Uniti Billy Daniels RTD 6 (10) 25 luglio 1966 Stati Uniti Convention Hall, Filadelfia, Pennsylvania, U.S.
10 Vittoria 10–0 Stati Uniti Al Jones KO 1 (10), 2:33 26 maggio 1966 Stati Uniti Grand Olympic Auditorium, Los Angeles, California, U.S.
9 Vittoria 9–0 Stati Uniti Chuck Leslie KO 3 (10), 2:47 19 maggio 1966 Stati Uniti Grand Olympic Auditorium, Los Angeles, California, U.S.
8 Vittoria 8–0 Stati Uniti Don Smith KO 3 (10), 1:09 28 aprile 1966 Stati Uniti Civic Arena, Pittsburgh, Pennsylvania, U.S.
7 Vittoria 7–0 Stati Uniti Charley Polite TKO 2 (10), 0:55 4 aprile 1966 Stati Uniti Hotel Philadelphia Auditorium, Filadelfia, Pennsylvania, U.S.
6 Vittoria 6–0 Stati Uniti Dick Wipperman TKO 5 (8), 2:58 4 marzo 1966 Stati Uniti Madison Square Garden, New York, New York, U.S.
5 Vittoria 5–0 Stati Uniti Mel Turnbow KO 1 (8), 1:41 17 gennaio 1966 Stati Uniti Convention Hall, Filadelfia, Pennsylvania, U.S.
4 Vittoria 4–0 Stati Uniti Abe Davis KO 1 (8), 2:38 11 novembre 1965 Stati Uniti Philadelphia Auditorium, Filadelfia, Pennsylvania, U.S.
3 Vittoria 3–0 Stati Uniti Ray Staples TKO 2 (6), 2:06 28 settembre 1965 Stati Uniti Convention Hall, Filadelfia, Pennsylvania, U.S.
2 Vittoria 2–0 Stati Uniti Mike Bruce TKO 3 (6), 1:39 20 settembre 1965 Stati Uniti Convention Hall, Filadelfia, Pennsylvania, U.S.
1 Vittoria 1–0 Stati Uniti Woody Goss TKO 1 (6), 1:42 16 agosto 1965 Stati Uniti Convention Hall, Filadelfia, Pennsylvania, U.S.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dan, AP Sports Writer Gelston, Ex-heavyweight champ Joe Frazier has liver cancer, in San Francisco Chronicle. URL consultato il 6 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2011).
  2. ^ Sean Gregory, Joe Frazier, Former Heavyweight Boxing Champ, Dies at 67, in TIME, 8 novembre 2011. URL consultato l'8 novembre 2011.
  3. ^ Dan Cuoco, Heavyweight, ibroresearch.com, 9 settembre 2006. URL consultato il 29 maggio 2013.
  4. ^ Ring Magazine, 1999 Holiday Edition.
  5. ^ "My daddy was my hero, my heartbeat. We were always together". (Bio)
  6. ^ "You all can laugh but I'm gonna be world champion some day". (Bio)
  7. ^ "All I had to build my dream on was that homemade heavy bag." (Bio)
  8. ^ Addio a «Smokin'» Joe Frazier, il «gorilla» che fece tremare Ali, in Corriere della Sera, 7 novembre 2011. URL consultato il 3 ottobre 2013.
  9. ^ Ciao Joe, ai funerali di Frazier tutti i grandi della boxe, in Sky Italia, 15 novembre 2011. URL consultato il 3 ottobre 2013.
  10. ^ Donald McRae, Still smokin' over Ali but there's no time for hatred now, The Guardian, 11 novembre 2008. URL consultato il 24 marzo 2019.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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