James Toney

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James Toney
James Toney2011.jpg
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 175 cm
Pugilato Boxing pictogram.svg
Categoria Pesi massimi
Carriera
Incontri disputati
Totali 92
Vinti (KO) 77 (47)
Persi (KO) 10
Pareggiati 3
Palmarès
1991-1993Titolo mondiale IBF  medi
1993-1994Titolo mondiale IBF  supermedi
2003-Titolo mondiale IBF  cruiser
2008-2009Titolo mondiale NABO  massimi
 

James Nathaniel Toney (Grand Rapids, 24 agosto 1968) è un ex pugile statunitense. Soprannominato "Lights Out", dal suo debutto da professionista, nel 1988, è stato campione di sigla dei medi e supermedi e dei cruiser IBF. È stato professionista dal 1988 al 2017, ritirandosi con un record di 77-10-3 (1 no contest) con 47 KO.

Conosciuto per astuzia, con uno stile difensivo, Toney aveva un'eccezionale velocità di braccia e potenza soprattutto all'inizio della sua carriera nei pesi medi e supermedi. È anche noto per la sua resistenza ai colpi, non essendo mai stato stoppato prima del limite.

Nel 1991 e nel 2003 è stato votato Fighter of the Year da The Ring magazine e dal Boxing Writers Association of America.

Nel 2001, Toney ha recitato la parte di Joe Frazier, nel film Alì, accanto a Will Smith.

Infanzia e adolescenza[modifica | modifica wikitesto]

Toney è nato ad Ann Arbor, Michigan. A circa 11 anni mette piede per la prima volta in una palestra di boxe, ma non prende seriamente lo sport fino al diploma. È cresciuto vicino alle famiglie di Floyd Mayweather Jr e Buster Mathis Jr e lo stesso padre di Toney (assente nell'educazione del figlio) era un pugile. Da adolescente è stato spesso coinvolto in risse in strada e scambi di droga. Prima della carriera nella boxe, era anche un astro nascente nel football e dopo le superiori ha ricevuto una borsa di studio dalla Western Michigan per giocare come quarterback e dal Michigan. Toney riguardo le borse di studio offertegli disse "Non ero fatto per il gioco di squadra e non ero bravo a ricevere gli ordini".

Carriera da dilettante[modifica | modifica wikitesto]

Toney ha avuto una breve ma relativamente di successo carriera dilettantistica conclusasi con un record di 33 vittorie (32 KO) e 2 sconfitte. Da dilettante vince nel 1983-1984 il titolo della West Michigan Division Junior, nel 1987 il Novice Golden Gloves e il Michigan Silver Gloves, mentre nel 1988 risulta vincitore alla Ohio State Fair. Da adolescente era seguito ed allenato da Gregory Owens, che è stato anche suo allenatore durante la metà degli anni '90. Il suo soprannome "Lights out" gli è stato attribuito dal Gregory Owens o dal figlio[1]. Toney è stato anche allenato da Bill Miller, un ex pugile che lavorava alla Kronk Gym di Detroit e assistito dal leggendario Emanuel Steward, anche quest'ultimo ex pugile e allenatore di svariati campioni del mondo. Ad Emanuel Steward si accredita lo stile sviluppato da Toney deifinito "old school".

Carriera professionista[modifica | modifica wikitesto]

Ha esordito da professionista il 26 ottobre 1988 contro Stephen Lee vincendo per ko tecnico alla seconda ripresa; macchia per la prima volta il suo record pareggiando con Sanderline Williams, battuto poi ai punti tre mesi più tardi. In questo avvio di carriera uno slancio decisivo avviene grazie alla vittoria nel 1991 su Merqui Sosa. Questo gli dà la possibilità di un incontro per il titolo: il 10 maggio 1991 diventa campione dei Medi International Boxing Federation (IBF) atterrando Michael Nunn all'undicesima ripresa. Difende poi la cintura nei mesi successivi battendo Reggie Johnson e Francesco Dell'Aquila e pareggiando con Mike McCallum. La sua vittoria nell'incontro successivo con David Tiberi fu molto controversa, tanto che il senatore William Roth presentò delle proteste ufficiali. Seguirono altre due difese, compresa una su McCallum.

Toney decide quindi di salire fra i supermedi, dove ottiene subito una chance mondiale dall'IBF, che sfrutta battendo Iran Barkley il 13 febbraio 1993. Dopo tre difese dove va inscena la supersfida contro l'allora re delle classifiche pound-for-pound Roy Jones Jr. (ossia il miglior pugile a prescindere dalla categoria di peso di appartenenza). Toney, come dimostrato successivamente dal rapporto della Nevada State Athletic Commission e rilasciato dall'allora presidente Marc Retner, è costretto a perdere 25 libbre (circa 10 kg) nei tre giorni precedenti alle operazioni di peso e si presenta sul ring vistosamente debilitato. Jones lo sconfigge molto nettamente per decisione unanime.

Segue un periodo di appannamento, in cui Toney prende diversi chili e viene battuto anche da Montel Griffin nel 1995. Dopo diversi incontri vittoriosi nei mediomassimi, massimi leggeri e anche massimi, nel dicembre 1996 affronta ancora Griffin, perdendo di misura. A inizio 1997 sconfigge Mike McCallum, ma perde poi dal semisconosciuto Drake Thadzi. Combatte per un certo periodo in diverse categorie e con avversari di medio livello, e nel frattempo viene scritturato da Michael Mann nel film del 2001 Alì, film biografico sul pugile campione del mondo dei pesi massimi Muhammad Ali, nel ruolo del pugile Joe Frazier.

Nell'agosto 2002 Toney batte Jason Robinson nella semifinale IBF dei massimi leggeri; si qualifica così per un incontro con la cintura in palio, dove sconfigge il campione in Vassiliy Jirov con verdetto unanime il 26 aprile 2003. Successivamente passa alla categoria dei massimi. L'ingresso nella serie dei pugili più pesanti avviene trionfalmente il 4 ottobre 2003, quando Toney sconfigge l'ex-campione del mondo Evander Holyfield per ko al 9º round.[2] Il 30 aprile 2005 diventa campione del mondo dei massimi WBA sconfiggendo John Ruiz con verdetto unanime ai punti, ma il 18 maggio il titolo gli viene revocato: Toney nel test antidoping dopo l'incontro viene infatti trovato positivo al nandrolone[3]. Al suo ritorno sul ring prima sconfigge Dominic Guinn, poi pareggia con Hasim Rahman. A cavallo fra 2006 e 2007 ha poi incontrato due volte Samuel Peter nelle eliminatorie per contendere il mondiale WBC ad Oleg Maskaev, ma ha raccolto due sconfitte ai punti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) James Toney and Bobby Gunn don't like each other | BoxingInsider.com, su www.boxinginsider.com. URL consultato il 22 novembre 2018.
  2. ^ Toney fa più triste il declino di Holyfield, La Gazzetta dello Sport, 6 ottobre 2003. URL consultato il 19 agosto 2009.
  3. ^ (EN) Toney doping ban halved on appeal, BBC, 8 agosto 2007. URL consultato il 2 agosto 2012.

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