Nino Benvenuti

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Nino Benvenuti
Benvenuti1.png
Nino Benvenuti nel 2009
Nazionalità Italia Italia
Altezza 180 cm
Pugilato Boxing pictogram.svg
Categoria Pesi medi, Pesi welter e Pesi superwelter
Carriera
Incontri disputati
Totali 90
Vinti (KO) 82 (35)
Persi (KO) 7 (2)
Pareggiati 1
Palmarès
1965-1966Titolo mondiale WBA Titolo mondiale WBC superwelter
1967-1970Titolo mondiale WBA Titolo mondiale WBC medi
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Roma 1960 welter
Wikiproject Europe (small).svg Europei
Oro Praga 1957 superwelter
Oro Lucerna 1959 superwelter
 

Nino Benvenuti, per l'anagrafe Giovanni Benvenuti (Isola d'Istria, 26 aprile 1938), è un ex pugile, attore, commentatore sportivo, giornalista e scrittore italiano.

Campione olimpico dei pesi welter nel 1960, campione europeo dei pesi medi tra il 1965 e il 1967, campione mondiale dei Pesi superwelter tra il 1965 e il 1966, campione mondiale dei Pesi medi tra il 1967 e il 1970. Ha vinto il prestigioso premio di Fighter of the year nel 1968.

Il suo primo match della trilogia contro Emile Griffith è stato nominato Fight of the year nel 1967, premio attribuito tre anni dopo anche al match perso contro l'argentino Carlos Monzón.

È stato l'unico pugile italiano ad aver detenuto il titolo mondiale unanimemente riconosciuto di due classi di peso (medi e superwelter). Nei pesi superwelter, possono fregiarsi di tale impresa solamente altri nove atleti, fra i quali Sandro Mazzinghi. È uno dei pochi pugili non statunitensi ad aver conquistato e difeso più volte il titolo mondiale dei pesi medi nella storia del pugilato mondiale. Inoltre, le sue quattro vittoriose difese consecutive del mondiale indiscusso dei medi lo pongono alle spalle solamente di Marvin Hagler e Carlos Monzón come numero di difese consecutive a segno.

La International Boxing Hall of Fame (1999) e la World Boxing Hall of Fame lo hanno riconosciuto fra i più grandi pugili di tutti i tempi, unico pugile italiano ad aver ottenuto entrambi riconoscimenti[1]. Il solenne ingresso anche nella National Italian-American Sport Hall of Fame lo ha definitivamente consacrato (così come leggende quali Rocky Marciano e Joe Di Maggio) alle pagine più gloriose dello sport italo-americano mondiale.

La carriera pugilistica[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Isola d'Istria, una località marina all'epoca territorio italiano poi passato nel dopoguerra alla Jugoslavia; nel suo libro autobiografico racconta che i suoi antenati sembra fossero provenuti da Caorle, paese nei pressi di Venezia basato allora sull'economia ittica.

La carriera pugilistica di Nino Benvenuti comincia a tredici anni in una piccola palestra allestita nella propria abitazione di Isola d'Istria spinto dalla passione che il suo stesso padre in gioventù aveva riversato in questo sport. Passa poi ad allenarsi all'Accademia pugilistica di Trieste, percorrendo ogni volta in bicicletta la relativa distanza.

Negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, la famiglia Benvenuti subisce la repressione anti italiana. Il figlio maggiore, Eliano, è arrestato e imprigionato senza motivo per una settimana. I Benvenuti preferiscono allora trasferirsi a Trieste, dove già il capofamiglia aveva il suo esercizio ittico[2].

Dilettantismo[modifica | modifica wikitesto]

Nino Benvenuti mostra la medaglia d'oro appena vinta alle Olimpiadi di Roma 1960

La sua ascesa comincia vincendo a livello locale tornei regionali e interregionali fino ad arrivare al titolo italiano nella categoria dei novizi nel 1954. Approda alla Nazionale dilettanti nel 1955.

Il 1956 si rivela un anno infausto per Benvenuti che, dopo aver perso la madre, in una delle tante tournée della Nazionale Italiana per l'Europa, perde la sua imbattibilità in Turchia in un match in cui molti sostengono avesse meritato la vittoria. In effetti, la federazione pugilistica italiana protestò e fece pressioni per annullare il match ma questa sconfitta, l'unica da dilettante, è rimasta nel palmarès. Vince comunque il suo primo titolo italiano dilettanti, a Parma, nei pesi welter (67 kg.)[3].

Lo stesso anno è però scartato da Steve Klaus come partecipante alle Olimpiadi di Melbourne. L'allenatore della Nazionale infatti, convinto che l'istriano avrebbe avuto una luminosa carriera, preferisce non rischiarlo, ancora diciottenne, in una dura competizione come le Olimpiadi.

Nel 1957, Benvenuti passa nella categoria dei superwelter che, nei dilettanti, è al limite dei 71 kg. Conquista il secondo titolo italiano a Bologna e la medaglia d'oro agli europei di Praga. Due anni dopo a Lucerna, bissa il successo continentale[3]. Nel frattempo conquista altri tre titoli italiani dilettanti: nel 1958 a Terni[3], nel 1959[4] e nel 1960 a Milano[5], per un totale di cinque cinture italiane in cinque anni. Il suo obiettivo rimane però l'Olimpiade, sogno cullato sin da bambino.

Alle Olimpiadi di Roma, nella categoria di Benvenuti avrebbe combattuto lo statunitense Wilbert McClure, oro ai III Giochi panamericani di Chicago 1959. Onde evitare spiacevoli sorprese, il nuovo responsabile della Nazionale, Natale Rea, convince il triestino a calare di quattro chili per combattere nei pesi welter[6].

Benvenuti, pur debilitato dalla dieta, domina i primi turni, vincendo sempre con il verdetto unanime di 5:0. Batte il futuro campione d'Europa della categoria Jean Josselin, il futuro campione del mondo dei superwelter Ki-soo Kim, il bulgaro Shishman Mitsev e il britannico James Lloyd. Affronta in finale il sovietico Jurij Radonjak.

Il primo round è equilibrato. Durante l'intervallo l'allenatore Rea suggerisce al triestino di osare con il sinistro, subito dopo un attacco di destro del sovietico, approfittando della conseguente apertura difensiva dell'avversario. Benvenuti esegue alla perfezione il suggerimento. Il sovietico va al tappeto e il nostro fuoriclasse sale sul più alto gradino del podio, con il verdetto ai punti di 4:1. La medaglia gli verrà consegnata in una custodia con all'interno una dedica a penna firmata da Jesse Owens[7].

Benvenuti conquista, oltre all'oro, anche la prestigiosa coppa Val Barker, destinata al pugile tecnicamente migliore del torneo[8], precedendo il mediomassimo Cassius Clay. Nella storia dei Giochi olimpici Benvenuti, insieme a Patrizio Oliva, è l'unico italiano che può fregiarsi di questo riconoscimento.

Si ritira dal mondo del dilettantismo con lo score di 108 vittorie e una sola sconfitta[3]. E' un record straordinario. Tra i grandissimi della boxe, solo Sugar Ray Robinson è rimasto imbattuto da dilettante, ma combattendo solo 85 match [9]. Sugar Ray Leonard ha ottenuto più vittorie (165) ma con ben 5 sconfitte[10]. Muhammad Ali ha nel suo record amatoriale 100 vittorie e 5 sconfitte. Joe Frazier un misero 38-2[11]. George Foreman: 22-4[12]. Anche il record amatoriale di Carlos Monzòn (73-6-8) impallidisce di fronte a quello di Benvenuti.

Esordio nel professionismo[modifica | modifica wikitesto]

Nino Benvenuti agli esordi nel professionismo

Dopo le Olimpiadi, Benvenuti passa al professionismo nei pesi medi. Al trentesimo incontro, dopo esser sceso sempre vittorioso dal ring, spesso prima del limite, è designato a combattere per il titolo italiano, allora vacante.

Nei suoi due primi incontri per il titolo italiano, Benvenuti dimostra di aver saputo assimilare perfettamente gli insegnamenti del suo allenatore della Nazionale dilettanti, Natale Rea. Il 1º giugno 1963, infatti, mette KO alla undicesima ripresa con un micidiale montante sinistro l'amico-rivale Tommaso Truppi aggiudicandosi la cintura italiana. Stessa sorte ha, il 31 agosto successivo, a Priverno, il suo primo sfidante Francesco Fiori che, pur rialzandosi dopo il sinistro ricevuto alla terza ripresa, viene giudicato non più in grado di proseguire.

Il 15 novembre 1963, al quarantesimo match, incontra il nicaraguense Luis Guitierrez, un pugile semisconosciuto ma esperto. Alla prima ripresa, Benvenuti subisce il primo atterramento della sua carriera. La stampa non sempre favorevole al triestino parla di un “lungo conteggio” che avrebbe evitato al campione d'Italia il KO[13]. In realtà Benvenuti si rialza al conteggio di tre e l'arbitro prosegue a contare, come da regolamento, sino all'otto. Poi si sofferma ad ammonire il nicaraguense per comportamento scorretto, circostanza che avrebbe dato il tempo a Benvenuti di riprendersi. La scorrettezza della boxe di Guitierrez risulta però oggettiva, tanto che, nel prosieguo del match è richiamato ufficialmente due volte. Al secondo round, Benvenuti sembra già essersi ripreso. Fa prima piegare in due il nicaraguense con un pugno al costato e poi gli infligge un durissimo colpo alla mascella. Guitierrez evita il knock-down aggrappandosi all'italiano e facendolo ruzzolare anch'egli al tappeto. Alla settima ripresa, la mascella del centramericano è pericolosamente gonfia e il medico ne dichiara l'impossibilità a proseguire. Benvenuti è proclamato vincitore per Kot[14]. Le radiografie del giorno dopo certificheranno che la mandibola destra di Guitierrez aveva effettivamente subito una frattura[15].

Campione mondiale dei pesi medi junior[modifica | modifica wikitesto]

Nel frattempo, il 7 settembre 1963, Sandro Mazzinghi aveva conquistato il titolo mondiale dei pesi medi junior battendo lo statunitense Ralph Dupas, confermandosi nella rivincita, il 2 dicembre successivo. Tra i dilettanti, il coetaneo Mazzinghi era stato un semplice comprimario di Benvenuti, tanto da non riuscire a qualificarsi per le Olimpiadi di Roma, sconfitto da Carmelo Bossi, proveniente dalla categoria dei welter. Nulla a che vedere con l'eccezionale carriera dilettantistica del triestino. Benvenuti non è affatto d'accordo a farsi mettere in ombra dal toscano di Pontedera, nel panorama del pugilato italiano. Nasce allora la rivalità tra Benvenuti e Mazzinghi, alimentata a dismisura dalla stampa[16].

Il montante destro con il quale Nino Benvenuti (a destra) mette KO Sandro Mazzinghi e gli strappa la corona mondiale dei pesi medi jr.

Pur di sottrarre la cintura mondiale al rivale, Benvenuti è disposto a scendere al di sotto dei kg. 69,850, limite della categoria dei medi junior, tra i professionisti. Purtroppo, inizialmente è Mazzinghi ad avere più gravi problemi extrasportivi per affrontare il triestino. Nel gennaio 1964, dopo soli dodici giorni di matrimonio, la sua auto slitta sul fondo stradale reso viscido dalla forte pioggia e la vettura si schianta contro un albero. La moglie Vera muore sul colpo; Mazzinghi è sbalzato fuori dall'abitacolo e si salva, ma riporta una frattura della scatola cranica e l'ostruzione del labirinto auricolare [17].

Il toscano risale sul ring il 24 aprile successivo ma è ancora sotto shock, tanto che il poco più che discreto Charlie Austin lo costringe al conteggio. Solo una provvidenziale ancorché giusta squalifica riesce a evitare una clamorosa sconfitta del Campione del Mondo[18].

Il 30 luglio 1964, Benvenuti difende il titolo italiano dei pesi medi dall'assalto di Fabio Bettini, vincendo ai punti in dodici riprese. Mazzinghi evita ancora il confronto e i risultati non eccezionali sembrano non dargli torto. Batte un Tony Montano in forte difficoltà a rientrare nel limite di peso[19] e rischia il KO, nel finale, anche da Fortunato Manca[20].

Nel frattempo, Benvenuti affronta avversari di grande valore, per farsi designare sfidante ufficiale alla cintura mondiale dei medi junior. Il 18 settembre 1964 batte ai punti l'ex Campione del Mondo Denny Moyer. Tre settimane dopo si sbarazza per squalifica al settimo round di Abrão De Souza sfidante n. 1 al titolo di Mazzinghi[21]. Il 19 dicembre 1964, alla Fiera di Milano, sempre al limite dei pesi superwelter, batte l'argentino Juan Carlos Duran in un match intenso definito "esteticamente bello come un quadro d'autore della boxe"[22]. Il 12 febbraio 1965 risale nei pesi medi per respingere il nuovo assalto di Tommaso Truppi al titolo italiano e lo sconfigge per abbandono alla quinta ripresa[23].

Benvenuti conquista il suo primo titolo mondiale dopo aver messo al tappeto Mazzinghi (Milano, 1965)

A questo punto Mazzinghi non può più sottrarsi al confronto. Sotto il profilo economico, la borsa per Mazzinghi è di 22 milioni; 15 quella dello sfidante[24]. Benvenuti si prepara scrupolosamente per il match mondiale. Vuole abbattere l'avversario prima del limite e studia il “colpo perfetto”. Per sorprendere l'avversario, anziché il montante sinistro si allena a colpire con il montante destro[25]. Il match è fissato per il 18 giugno 1965 allo stadio di San Siro a Milano[26].

Per tutte le prime cinque riprese, Benvenuti attende che il suo avversario si scopra per piazzare il colpo decisivo. Infatti un paio di riprese sono a favore del Campione del Mondo e il match appare deludente. Poi, alla sesta ripresa, con un magistrale montante destro, Benvenuti mette al tappeto Mazzinghi che rimane a terra per il conto totale, conquistando così l'incontro e il titolo mondiale dei medi junior[27]. Il detronizzato campione, in seguito sosterrà che il conteggio sia stato troppo veloce. In realtà le cronache dell'epoca parlano di un Mazzinghi letteralmente ingoiato dal tappeto e dei suoi vani sforzi per rialzarsi da terra[27].

Dopo questa prima sfida con Mazzinghi, Benvenuti abbandona il titolo italiano dei pesi medi ma fa suo il titolo europeo della categoria al limite dei 72,575 kg., lasciato vacante dall'ungherese Laszlo Papp. Il suo avversario, lo spagnolo Luis Folledo fa la stessa fine di Mazzinghi, finendo KO alla sesta ripresa grazie a un gancio destro alla mascella, doppiato da un altro gancio sinistro. L'incontro – se ce ne fosse stato ancora bisogno – dimostra l'estrema versatilità del triestino di concludere prima del limite con uno o al massimo due colpi micidiali[28].

La rivincita con il toscano, obbligatoria per contratto, si svolge al Palazzo dello Sport di Roma, il 17 dicembre 1965[29].

Sandro Mazzinghi alza il braccio di Nino Benvenuti, dopo il verdetto del secondo incontro tra i due, Roma 1965

Il triestino domina le prime cinque riprese. Alla fine della seconda ripresa un sinistro di Benvenuti alla mascella costringe Mazzinghi al tappeto. Con il ginocchio in terra, il toscano è contato sino all'otto dall'arbitro Aniello. Poi si rialza e resiste quei pochi secondi che lo separano dal provvidenziale suono della campanella. Nelle riprese centrali, il Campione del Mondo si rinchiude nel guscio, affidandosi al mestiere. All'8º round denuncia una ferita al setto nasale. La nona ripresa è a vantaggio di Mazzinghi. Al 10º round l'arbitro richiama ufficialmente Benvenuti per i suoi poco ortodossi metodi di sottrarsi agli attacchi dell'avversario. Prima che finisca il round anche Mazzinghi è richiamato ufficialmente per testa bassa. Mazzinghi ottiene una leggera supremazia anche all'undicesima ripresa e soprattutto alla tredicesima, dove c'è un secondo richiamo ufficiale a carico di Benvenuti. A questo punto si rifà vivo il Campione del Mondo che pure, in tutta la sua carriera, non ha mai combattuto per quindici riprese. Nel penultimo round Benvenuti porta a segno simultaneamente un gancio e un montante destro. II toscano è in difficoltà. Nell'ultima ripresa Benvenuti appare sicuro. Mazzinghi è provato; tenta disperatamente di attaccare ma invano. L'incontro termina con Benvenuti che piazza duri e precisi colpi[30].

Il verdetto tarda ad essere emesso. Mazzinghi è una maschera di sangue ma anche Benvenuti è costretto a utilizzare una bomboletta ad ossigeno[31]. Alla fine il punteggio in favore del Campione del Mondo è unanime: l'arbitro Aniello vede vincitore Benvenuti per due punti; il giudice Brambilla soltanto per uno mentre il giudice Ferrara per quattro. Sul momento, il toscano si congratula con il vincitore. I tifosi mazzinghiani però protestano con un lancio di verdura sul ring[32].

Nino Benvenuti

Secondo il giornalista specializzato Mario Gherarducci, Benvenuti avrebbe rischiato la sua imbattibilità per la leggerezza con cui si è preparato. Sicuro di poter concludere nuovamente per KO, si sarebbe allenato per combattere non più di sette-otto riprese [32].

Dopo aver inizialmente accettato il verdetto, Mazzinghi ha dato corso a una polemica che si è trascinata per lungo tempo, sui libri autobiografici e sulla carta stampata[33][34]. Solo nel 2018 i due campioni, ormai ultraottantenni, sembrano essersi riconciliati[35].

Sei settimane dopo la rivincita con Mazzinghi, Benvenuti torna al Palasport per affrontare lo statunitense Don Fullmer, fratello minore dell'ex Campione del mondo dei medi, Gene Fullmer e già avversario di Mazzinghi. Il match è considerato una virtuale semifinale per il titolo mondiale dei medi, in possesso del nigeriano Dick Tiger. Fullmer si rivela un avversario molto più ostico di quello incontrato dal toscano tre anni prima. Benvenuti accetta la bagarre per le prime sei riprese, poi impone il peso della sua classe superiore. Il verdetto ai punti in dodici riprese vede il triestino vincitore con un vantaggio calcolabile tra i sei e gli otto punti, ma è costretto a sottoporsi ad alcuni punti di sutura per ferite al naso e al sopracciglio destro[36].

Il 14 maggio 1966, Benvenuti affronta la sua prima trasferta all'estero, a Charlottenburg, per mettere in palio il titolo europeo dei medi contro il tedesco Jupp Elze. Vince per Kot al 14º round. Subito dopo, il suo manager Amaduzzi accetta che il pugile metta in palio il titolo mondiale dei medi junior al Changchung Gymnasium di Seul, contro il campione locale Ki-Soo Kim per la sostanziosa borsa di 55.000 dollari (35 mln. lire), la più alta mai ottenuta da un pugile italiano sino ad allora. Amaduzzi non si preoccupa di concordare il nome dell'arbitro né il peso dei guantoni che, in Oriente, sono di otto once e attutiscono in modo notevole la potenza di un pugno normalmente da knock-out[37].

Nino Benvenuti contro Kim-Ki Soo nel match "mondiale" del 1966

Il 25 giugno successivo, Benvenuti sale sul ring sicuro dei suoi mezzi e, probabilmente, sottovalutando ancora una volta l'avversario. Aveva infatti già facilmente battuto Kim da dilettante, nei quarti di finale della vittoriosa Olimpiade di Roma[37]. È difficile dimostrare l'andamento dell'incontro a causa del fatto che non esistono registrazioni del match. Fatto sta che, durante la quattordicesima ripresa, quando Benvenuti - a suo dire - stava "finendo il coreano", le corde del ring si sono improvvisamente abbattute a terra e l'incontro interrotto per una quindicina di minuti. Benvenuti, dopo tre minuti di interruzione avrebbe potuto chiedere il no contest ma, sicuro di essere in largo vantaggio ha atteso il riposizionamento delle corde[37]. Esiste un filmato RAI della quindicesima ripresa che mostra Kim in balia del Campione del mondo e impegnato soltanto a "tenere" l'avversario per giungere alla fine del combattimento[38]. Il verdetto, invece, recita diversamente. Il giudice italiano vede Benvenuti vincitore per quattro punti; quello coreano, vede tre punti in favore del connazionale. L'arbitro statunitense ma attivo in Oriente Nick Pope, giudica Kim vincitore addirittura di sei punti. È lui il principale responsabile della sorprendente conclusione del match che priva Nino Benvenuti della cintura mondiale dei medi junior in favore di Ki-Soo Kim [39]. La rivista statunitense Ring Magazine nomina l'incontro upset of the year del 1967, ritenendolo quello conclusosi nel modo più contrario alle aspettative generali, sconvolgendo ogni previsione.

In effetti, nel prosieguo, a Seul si avranno anche altri verdetti scandalosamente in favore dei pugili di casa. Lo stesso Kim ne beneficiò il 3 ottobre 1967 contro Freddie Little, con il solito verdetto non unanime, pur essendo andato al tappeto due volte all'undicesima ripresa[40]. Per non parlare dei verdetti alle Olimpiadi di Seul del 1988 che privarono della vittoria prima l'italiano Vincenzo Nardiello, poi lo statunitense Roy Jones Jr. contro il coreano Park Si-hun[41].

In ogni caso, dopo questa prima sconfitta da professionista, la "striscia" di vittorie iniziali conseguite da Nino Benvenuti è di 65 match. Sommate alle ultime 77 vittorie ottenute da dilettante si hanno ben 142 incontri consecutivi, tutti vinti, nell'arco di quasi dieci anni. Un'imbattibilità compresa in due discutibilissime sconfitte - quella con il turco Akbas, tra i dilettanti e quella con Ki-Soo Kim, tra i professionisti - che trova comunque pochissimi riscontri nella storia del pugilato.

La trilogia con Emile Griffith[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Rivalità Griffith-Benvenuti ed Emile Griffith vs. Nino Benvenuti.

Dopo la trasferta sudcoreana, Benvenuti ritiene conclusa la sua esperienza nei pesi superwelter. Rinuncia a chiedere la rivincita a Kim, pur prevista per contratto[37] e decide di concentrarsi solamente sul titolo mondiale dei pesi medi, di cui, nel frattempo era venuto in possesso l'ex Campione del mondo dei welter, Emile Griffith.

Il 21 ottobre 1966 difende la cintura europea dall'assalto dell'imbattuto francese Pascal Di Benedetto, che costringe all'abbandono all'11º round[42].

Nel gennaio 1967 Benvenuti e il manager Amaduzzi volano negli Stati Uniti, tana del campione mondiale dei pesi medi. La prima visione del campione, impegnato in una difesa mondiale contro Joey Archer non impressiona particolarmente Benvenuti che ammette tranquillamente di poter battere il suo avversario. Il comitato del Madison Square Garden appoggia l'incontro, ma non, come capirà successivamente Benvenuti stesso, per il talento del pugile italiano, quanto più per il fatto che si sperava di scalzare il campione di colore con una figura nuova, dalla pelle bianca, i capelli biondi e gli occhi azzurri.

I giornali dell'epoca si interessano notevolmente alla vicenda, ma Griffith viene presentato come un campione imbattibile per il pugile europeo, chiamato per la corona non tanto per il talento, ma per il colore della pelle. Benvenuti replica in maniera mordace che non è un avversario da prendere sottogamba e che si considera il numero uno a tutti gli effetti; i giornali americani non cambiano opinione sulle sue qualità, ma gli riconoscono una certa lingua lunga.

«Dissi loro che ero il numero uno della vecchia e gloriosa Europa [...] Il New York Post scrisse che non mi mancava la parola. Peccato che mi dovessi incontrare con Emile Griffith, il quale era imbattibile e mi avrebbe impartito una severa lezione»

(Nino Benvenuti)
Nino Benvenuti vs. Emile Griffith
Benvenuti VS Griffith I: il resoconto

L'incontro vede immediatamente i due pugili scambiarsi colpi al centro del ring il primo round. Benvenuti sfrutta l'allungo, Griffith preferisce la corta distanza. Il primo round è di studio. Nel secondo round, a sorpresa, Benvenuti atterra Griffith che si rialza prontamente. Benvenuti si aggiudica anche la terza ripresa. La quarta ripresa è invece equilibrata. Nella tornata successiva è Benvenuti ad andare al tappeto; si rialza già al "cinque" dell'arbitro. Le riprese centrali si alternano con grande equilibrio, e i pugili se le dividono equamente. Nella dodicesima, tredicesima e quattordicesima ripresa Griffith accusa della stanchezza e lo sfidante si aggiudica le riprese. Nell'ultimo round Griffith cerca di ribaltare le sorti del match, ma Benvenuti imbriglia la sua azione, conscio di essere vicino al successo. Al termine dell'incontro vengono letti i cartellini: trionfa Nino Benvenuti con 10 riprese vinte su 15 secondo due dei tre giudici, e 9 secondo il terzo.

A sfavore di Benvenuti gioca anche il fatto che solo Marcel Cerdan, prima di lui, è riuscito a conquistare la corona mondiale venendo a combattere dall'Europa e che tutti i suoi precedenti europei hanno fallito questo tentativo. Curiosamente, Benvenuti ha dichiarato anni dopo di aver incontrato maggiori difficoltà con Carlos Monzòn rispetto ai suoi match con Griffith, ammettendo però che le sfide con Emile sono state disputate nel suo momento migliore come pugile professionista[43]. Una volta siglato il contratto, Benvenuti sceglie di allenarsi esclusivamente in America. Il match, nonostante il pubblico americano continui a sostenere che non sia in discussione, vive una vigilia infuocata in Italia: numeroso è il seguito di italiani giunti in America per seguire Nino (ben sei voli charter per l'occasione).

Il 17 aprile 1967, notte dell'incontro, la Rai, per preservare il sonno degli italiani, non trasmette il match alla televisione, ma sceglie di farlo solamente via radio: è stato calcolato che fra i 16 e i 18 milioni di radioascoltatori seguirono in diretta il match: solamente Italia - Germania 4-3 ha avuto un successo simile[44][45]. L'incontro è appassionante (box a fianco) e vede Benvenuti trionfare, aggiudicandosi così le cinture WBC e WBA di campione del mondo dei pesi medi, primo italiano a conquistare questi allori. Sul ring, appena dopo il verdetto, Emile Griffith gli stringe la mano come segno di rispetto. Il rientro in Italia viene vissuto in maniera entusiastica: a Milano il pugile viene bloccato in Corso Sempione e a Trieste riceve l'omaggio della sua città di adozione che scende interamente in piazza per festeggiare il nuovo Campione mondiale.

Benvenuti però deve immediatamente riprendersi ad allenare: nel contratto del match da lui vinto è prevista una rivincita immediata nel caso in cui il Campione uscente (Griffith) fosse stato sconfitto. Il contratto viene siglato per il 29 settembre 1967. Benvenuti, come la volta precedente, si reca in America con un gran seguito di italiani, stavolta, però, è favorito dai bookmaker. Il copione dell'incontro però è diverso rispetto al precedente, al secondo round il campione subisce un colpo perfetto al tronco che provoca la rottura di una costola. Benvenuti capisce immediatamente che il match è segnato, l'handicap lo penalizza eccessivamente e Griffith riesce ad aggiudicarsi molte riprese. Quella notte Benvenuti combatte una battaglia stoica con sé stesso e riesce, con molte difficoltà, ad arrivare alla fine dell'incontro in piedi, evitando così l'onta di una sconfitta prima del limite. Per la cronaca, il verdetto non fu unanime perché mentre i due giudici avevano attribuito la vittoria a Griffith per 9-5 riprese, l'arbitro Tommy Walsh aveva visto il pari per 7-7[46]. In seguito, Benvenuti stesso dirà che il secondo incontro contro Emile Griffith è stata un'esperienza "drammatica [...] di quell'incontro ricordo la sofferenza, un'esperienza mai provata nella mia carriera". Il titolo torna così in America nelle mani dell'ex campione, mentre Benvenuti torna in Italia con numerosi punti sul viso, oltre che la sua costola infortunata.

La bella, però, è inevitabile. Dopo lo Shea Stadium del secondo incontro, la terza sfida si svolge in un Madison Square Garden rinnovato il 4 marzo 1968. Il favorito è nuovamente Griffith, mentre Benvenuti sostiene di aver ritrovato la forma migliore della sua carriera, la stessa del primo incontro contro il pugile americano. La terza sfida Benvenuti - Griffith è contraddistinta da un equilibrio pressoché totale e nessuno dei due pugili è in grado di evidenziarsi rispetto all'avversario, al contrario dei primi due match[47]. È l'undicesima ripresa a fare la differenza: Benvenuti atterra Griffith e si aggiudica così la ripresa in maniera netta. Al termine dell'incontro è l'Italiano a trionfare. L'arbitro Lo Bianco e il giudice Forbes preferiscono Benvenuti per otto riprese a sei e una pari; il giudice Forbes attribuisce sette riprese a testa ma assegna a Benvenuti un punto aggiuntivo per aver atterrato l'avversario[48]. Il titolo mondiale, così, ritorna in Italia.

Il suo regno da Campione Mondiale dei medi[modifica | modifica wikitesto]

Nino Benvenuti vs. Don Fullmer (secondo incontro)

Con il doppio titolo mondiale WBC e WBA nelle sue mani, si esibisce in alcuni combattimenti con avversari minori, sia in Italia che all'estero. Il 14 ottobre 1968, ad Akron, si incontra con il campione locale Doyle Baird, senza titolo in palio, per una borsa di oltre dodici milioni. Alto 1.82 ed ex fonditore Baird, pur essendo coetaneo del Campione del Mondo, aveva combattuto sino a quel momento solo 22 match, tutti con pugili di basso livello, riportando anche due sconfitte. Il campione sale sul ring ritenendo di affrontare poco più che un allenamento e invece il match si trasforma ben presto in una zuffa. I contendenti scivolano a terra una volta a testa, senza essere contati. Dopo dieci riprese il verdetto della giuria di provincia, tutta statunitense, è di parità[49]. Un giudice assegna addirittura un ininfluente punto di vantaggio a Baird[50]. In altri tempi anche a corto di preparazione (con Guitierrez o nel secondo match con Mazzinghi) Benvenuti, pur in difficoltà, aveva saputo reagire e far suo il match. A trent'anni, con quasi 190 combattimenti alle spalle, tra dilettanti e professionisti, non può più permettersi distrazioni.

Difende per la prima volta il titolo contro Don Fullmer, designato sfidante ufficiale, al Teatro Ariston di Sanremo, il 14 dicembre 1968. Fullmer è battuto ai punti con un margine compreso tra i tre e i cinque punti e riportando svariate ferite al volto. Riesce però a infliggere al Campione del Mondo il terzo knock-down della carriera, dopo quelli con Guitierrez (1963) e del secondo incontro con Griffith[51].

Grazie anche a una borsa allettante (50.000 dollari pari a 31 milioni), sceglie di combattere senza titolo in palio contro il quarantenne fuoriclasse nigeriano Dick Tiger, ex campione mondiale dei pesi medi e appena spodestato da Bob Foster dal trono dei mediomassimi. Il match è visto come una buona indicazione per Benvenuti in prospettiva di un eventuale passaggio ai mediomassimi. L'incontro, combattuto al Madison Square Garden è invece vinto da Tiger ai punti in dieci riprese, con ampio margine (7-2, 6-4, 6-3). La stampa osserva che il Campione del Mondo ha affrontato questo match con soli 28 giorni di allenamento alle spalle, reduce da un film girato in Spagna. Il triestino, infatti, era salito sul ring a 74,300 kg di peso, contro i 72,700 dell'avversario, alto solo 172 cm. [52]. Benvenuti, però, dichiara di aver combattuto dal primo round con una frattura al metacarpo dell'indice destro - come certificato dal medico della Commissione Atletica dello Stato di New York - ma di non essersi voluto ritirare per rispetto ai 14.305 paganti[53]. È la terza sconfitta da pro, dopo Kim e Griffith II.

La seconda difesa del titolo si combatte allo Stadio San Paolo di Napoli contro lo scorretto Fraser Scott. Già al primo round, lo sfidante è ammonito due volte verbalmente dall'arbitro Gilardi. Non conoscendo la lingua italiana, Scott prosegue imperterrito nella sua condotta di gara. L'incontro è comunque inequivocabilmente brutto[54]. Al 6º round, entrambi i contendenti, con le gambe legate in una sorta di presa di wrestling, ruzzolano alle corde. Alla settima ripresa, l'incontro è aggiudicato a Nino Benvenuti per squalifica dello sfidante a seguito di una testata irregolare[55].

Nino Benvenuti vs. Luis Manuel Rodríguez

L'incontro successivo si disputa al Palaeur di Roma, oramai "tana" del due volte Campione del Mondo, il 22 novembre 1969. Lo sfidante è il quotato Luis Manuel Rodríguez, che si presenta in Italia con un palmarès di tutto rispetto: 96 vittorie, 7 sconfitte, un titolo mondiale dei pesi welter detenuto 5 anni prima, conquistato e poi perso proprio contro l'amico-rivale di Benvenuti, Emile Griffith. E' più anziano di dieci mesi del Campione del mondo, otto centimetri più basso e sale sul ring con un peso di kg. 70.800[56].

Nel corso dell'incontro Rodriguez mantiene un ritmo che lo stesso Benvenuti definisce "proibitivo" e, dopo una fase equilibrata nella prima parte del match, vince le riprese centrali provocando all'italiano importanti ferite al naso e al sopracciglio sinistro. Apparentemente spacciato, Benvenuti è curato all'angolo e si riprende. All'undicesima ripresa, improvvisamente, sferra un micidiale gancio sinistro mettendo al tappeto lo sfidante. Rodríguez finisce KO per la prima volta nella sua carriera e non riesce a rialzarsi prima di una decina di minuti[57]. Al termine del match, Rodriguez si rivolge schiettamente a Benvenuti dicendogli "Me Tumbaste!". Nonostante l'entità delle ferite, che hanno comportato venti punti di sutura, il punteggio al momento dell'interruzione del match vedeva Benvenuti in vantaggio di tre punti sul cartellino di due giudici e di due punti in quello del terzo. Il manager Steve Klaus riteneva il Campione del Mondo in vantaggio di tre punti, mentre il cronista del Corriere della Sera si pronunciava per una sostanziale parità[56].

Dopo la vittoria contro Rodriguez, Benvenuti rimane alcuni mesi inattivo. Il 13 marzo 1970, vola a Melbourne per affrontare, senza titolo in palio, un suo ex sparring partner, lo statunitense Tom Bethea. Sorge subito un "giallo" perché il manager Amaduzzi pretende in anticipo il versamento della borsa di 19 milioni. Alla quarta ripresa il campione è in forte difficoltà. Al settimo round scivola a terra ma non viene contato dall'arbitro. Nella ripresa successiva, dopo pochi secondi, Benvenuti alza il braccio e abbandona. E' la sua prima sconfitta prima del limite. Il motivo dell'abbandono sarebbe un'incrinatura della nona costola, inizialmente esclusa dall'ospedale locale[58] ma poi confermata dalle lastre effettuate all'ospedale di Bologna. Secondo lo sconfitto, la causa sarebbe stata una presunta irregolare testata dello statunitense, forse alla quarta ripresa[59].

Colpito nell'orgoglio, il triestino vuole la rivincita, mettendo in palio la cintura di Campione del Mondo. Stavolta però l'esito è diverso. È Benvenuti a vincere per KO alla ottava ripresa, sul ring di Umago, a poca distanza dalla sua città natale, il 23 maggio 1970. Il colpo decisivo è un micidiale gancio destro dei giorni migliori del pugile istriano[60]. È la quarta difesa vittoriosa del titolo.

Successivamente, Benvenuti vuole consumare la propria vendetta anche con Doyle Baird che, due anni prima, lo aveva costretto al pari. Lo statunitense, nel frattempo, era riuscito a dimostrare il proprio valore sconfiggendo Don Fullmer, sia pure con decisione contrastata e cedendo a Emile Griffith soltanto ai punti. Il 12 settembre 1970, a Bari, senza titolo in palio, Benvenuti lo punisce per knock-out tecnico in dieci riprese. L'ex fonditore subisce un conteggio al 9º round e poi altri due alla decima ripresa. A 38 secondi dal termine, lo statunitense non è più in grado di proseguire e l'arbitro interrompe il match attribuendo la vittoria a Benvenuti[61].

Carlos Monzón e il successivo ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Nino Benvenuti vs. Carlos Monzón.

A trentadue anni suonati, Benvenuti si appresta a difendere per la sesta volta i suoi titoli mondiali, conteggiando anche il secondo incontro con Griffith. Come spesso è occorso nella storia della boxe, l'ente mondiale WBC e l'organizzazione mondiale WBA avevano in cima alle loro liste due pugili diversi: Benvenuti poteva quindi scegliere fra Carlos Monzón, primo per la World Boxing Council, o un secondo avversario, proposto dalla WBA, che presentava lo stesso Monzón sesto nella propria classifica.

Nino Benvenuti vs Carlos Monzón, 7 novembre 1970

A causa del disaccordo fra i due enti, altri erano i pretendenti alle corone: Cordoba, Severino, Aguilar, Fernandez. Si giunse però, in breve tempo, a una mediazione: il campione poteva scegliere un qualsiasi avversario fra quelli della lista propostagli senza perdere le due cinture, a patto che il nome dello sfidante avesse un certo richiamo. Benvenuti decise di sfidare Monzón. All'epoca la scelta fu piuttosto controversa; l'argentino era un pugile dal buon record (67 vittorie, 3 sconfitte, 9 pareggi) ma non aveva mai messo piede fuori dalla terra natia. Era - come lo definisce Benvenuti stesso - un "oggetto misterioso", e la scelta apparve piuttosto criticabile. Gli stessi compatrioti di Monzón non inviarono alcun giornalista al seguito del proprio portacolori e Monzón stesso fece fatica a trovare i soldi per arrivare a Roma, sede del match[62].

Nonostante una preparazione incoraggiante, Benvenuti, alla vigilia della sfida, evidenzia un notevole logorio fisico mentre Monzón al peso dichiara bellicosamente "Da questo ring scenderò o vincitore o morto"[63]. Al Palazzo dello Sport la dimostrazione di forza di Monzón è evidente sin dalle prime riprese; lo sfidante pressa il portacolori italiano con colpi lunghi, diritti, favoriti anche dalla sua maggiore statura (184 centimetri a fronte di 181 dell'italiano). Con il passare delle riprese, Monzón può mettere in mostra le proprie armi migliori: l'incredibile resistenza ai colpi (nella sua carriera, solo una volta è andato al tappeto, e per pochi secondi) e la pesantezza dei suoi colpi che affaticano Benvenuti fino all'epilogo, nella dodicesima ripresa. Benvenuti, chiuso in un angolo, non riesce a evitare un diretto destro del pugile argentino che colpisce la mascella del campione, mandandolo al tappeto senza che questi possa rialzarsi prima dello scadere del conteggio[64].

È un crollo inatteso che nessuno si aspettava, ma Benvenuti può usufruire della stessa clausola contrattuale con la quale Griffith si era tutelato tre anni prima: rivincita immediata. Benvenuti si ritira in Milanello per potersi preparare adeguatamente alla rivincita, programmata a Montecarlo l'8 maggio 1971 allo Stadio Louis II.

Nel mentre Benvenuti sostiene un match di rodaggio a Bologna contro il semisconosciuto José Chirino e scende dal ring sconfitto ai punti. Nonostante il verdetto fortemente contrastato (un giudice aveva assegnato il pari; gli altri due la vittoria all'argentino per un solo punto), l'incontro dimostra inequivocabilmente che Benvenuti non è più il fuoriclasse di una volta e nemmeno il pugile comunque reattivo dei match in cui è salito sul ring a corto di preparazione per sottovalutazione dell'avversario[65].

La preparazione atletica del triestino, infatti, sembra essere ottima: Benvenuti si presenta sul ring in condizioni ritenute ottimali. L'incontro dura appena tre riprese: Benvenuti viene dichiarato sconfitto per lancio della spugna da parte del suo manager storico, il bolognese Bruno Amaduzzi. Nella sua autobiografia, Benvenuti afferma che, "a posteriori", la scelta fu corretta, volta a tutelare la sua salute.

Nonostante la sua preparazione fisica perfetta, quella mentale non lo era altrettanto: spinto dalla sua stessa insolita foga, Benvenuti stava lasciandosi andare, e la punizione di Monzón sarebbe potuta essere molto più dura del primo incontro. Pochissimi giorni dopo il match, Benvenuti decide di lasciare definitivamente il mondo della boxe. Egli spiega che, dopo una così gloriosa carriera, ripartire a combattere ad un livello più basso, inferiore a quello da Campione Mondiale dei 4 anni precedenti, non è una scelta da perseguire. Si ritira così definitivamente nel giugno 1971 e non tornerà mai più sul ring.

Nel suo ruolino da professionista conta in totale novanta incontri, di cui ottantadue vittorie (35 per KO), un pareggio e sette sconfitte.

Carriera cinematografica e giornalistica[modifica | modifica wikitesto]

Benvenuti ha recitato in tre film. Il debutto è in uno spaghetti-western di Duccio Tessari, Vivi o preferibilmente morti, al fianco di Giuliano Gemma (1969), con il quale aveva condiviso il servizio di leva presso la caserma dei pompieri alle Capannelle di Roma[66].

Il secondo è un poliziesco di Stelvio Massi, Mark il poliziotto spara per primo (1975)[67].

Nino Benvenuti ha iniziato a svolgere l'attività di commentatore sportivo in RAI già negli anni settanta del ventesimo secolo e, dal 9 marzo 1979, è iscritto all'Albo dei Giornalisti, sezione pubblicisti dell'Ordine regionale del Lazio[68].

E' tornato al cinema nel doppio ruolo di consulente e interprete in Carnera - The Walking Mountain (2008), film di Renzo Martinelli sulla vita di Primo Carnera[69][70].

Nel maggio 2019 partecipa, anche, alla realizzazione di un documentario - a produzione argentina - sulla vita di Carlos Monzón, girato a Roma presso la storica palestra Audace che accolse, in passato, proprio la visita dello stesso Carlos.

Vita privata, amicizie e impegno politico[modifica | modifica wikitesto]

Nino Benvenuti insieme a Jake LaMotta a Milano

Nino Benvenuti si è sposato due volte. Nel 1961, dopo la vittoria olimpica e il passaggio al professionismo, è convolato a nozze con la prima moglie, Giuliana Fonzari. Da lei ha avuto quattro figli, più l'adozione di una bambina tunisina. Nel 1998, dopo il divorzio con la prima moglie, ha sposato Nadia Bertorello, dalla quale aveva già avuto una figlia. La cerimonia viene celebrata a Roma da Gianfranco Fini, amico di Benvenuti.

Il pugile si è infatti dichiarato più volte un "uomo di destra"[71] ed ha avuto un'esperienza politica nel 1964 per il Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale, esperienza conclusa a causa di alcune contestazioni subite durante uno dei suoi incontri di boxe. Dopo le suddette contestazioni Benvenuti lasciò la sua carica politica preferendo essere il campione di tutti.

Benvenuti ha incontrato e reso omaggio a Primo Carnera poco dopo la conquista del titolo mondiale nel 1967. Carnera è morto poco dopo il loro incontro e Benvenuti sorresse la sua bara al funerale.

«Non puoi non diventare amico di un pugile con cui hai diviso la bellezza di 45 round!»

(Nino Benvenuti)

Benvenuti dopo il ritiro dall'attività agonistica ha stretto amicizia con Emile Griffith e Carlos Monzón. Griffith è stato scelto come padrino di cresima per uno dei figli di Benvenuti e negli anni i due amici si sono frequentati molto. Quando Griffith ha fatto coming out sulla sua omosessualità Benvenuti gli è rimasto a fianco[72] nella sua scelta, piuttosto controversa essendo la prima volta che un pugile ammetteva di non essere eterosessuale.

Benvenuti ha inoltre stretto un legame di amicizia con un altro suo rivale, Carlos Monzón. Dopo che l'argentino è finito in carcere (condanna per l'omicidio della sua terza moglie), Benvenuti è andato a trovarlo per informarsi delle sue condizioni. Benvenuti ha anche partecipato a una commemorazione di Monzón a un anno dalla sua morte a Santa Fe.

Riferimenti nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • La relazione con la miss Emilia Nadia Bertorello, iniziata alla fine degli anni sessanta, quando Benvenuti era ancora sposato in prime nozze, riempì le pagine dei rotocalchi in un'Italia in cui ancora non esisteva il divorzio. Alcuni magazine riportarono fantasiosamente che Benvenuti non si fosse procurato in allenamento la frattura alla mano con la quale combatté l'intero match con Dick Tiger (1969), bensì in un inesistente incidente stradale in auto con la nuova compagna. La coppia si incontrò nuovamente solo dopo molti anni e si sposò con rito civile[73].
  • Nel 1966, Nino Benvenuti ha preso parte a uno spot pubblicitario della popolare trasmissione Carosello, recitando la parte di un fantomatico Agente 00SIS[74].
  • Nel 1970, negli Stati Uniti, Benvenuti ha preso parte a una puntata della trasmissione televisiva Dean Martin Shaw. Insieme al cantante italo-americano si è anche esibito nella famosa canzone That's Amore[75].
  • Benvenuti è il protagonista di un fumetto disegnato da Giuseppe Botte che illustra la sua vita e, soprattutto l'esperienza da lui subita al tempo dell'esodo istriano. I testi della pubblicazione, intitolata "Nino Benvenuti, il mio esodo dall’Istria" (2020) sono dello stesso Benvenuti, con la collaborazione di Mauro Grimaldi. Con Grimaldi, Benvenuti aveva già scritto “Nino. L' isola che non c'è. Il mio esodo dall'Istria”, Edizioni Eraclea.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Collare d'oro al merito sportivo - nastrino per uniforme ordinaria Collare d'oro al merito sportivo
«Campione olimpico del 1960 - Cat. di peso welter»
— Roma, 2015.[76]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Benvenuti nel 2010

Nino Benvenuti ha segnato pagine importanti dello sport italiano: per questo ha ricevuto numerosi omaggi e riconoscimenti sia in Italia che all'estero.

  • Coppa Val Barker nel 1960
  • Upsets of the year della rivista Ring Magazine nel 1966
  • Fight of the year della rivista Ring Magazine nel 1967 e 1970
  • Fighter of the year della rivista Ring Magazine nel 1968
  • Inserito nella International Boxing Hall of Fame nel 1996
  • Cittadinanza onoraria del Comune di Ripa Teatina, per la valorizzazione del pugile italo-americano Rocky Marciano
  • Cittadinanza onoraria del Comune di Sequals, per la valorizzazione del pugile italiano Primo Carnera
  • Cittadinanza onoraria del Comune di Trieste, a quarant'anni dall'incontro che gli diede il titolo mondiale nel 1967 nella città giuliana
  • "Sportivo del secolo" della Provincia di Trieste, proclamato nel 2001 da una giuria di giornalisti e un referendum fra gli sportivi
  • Nel 2006 è stato portatore della bandiera olimpica nel corso della Cerimonia di chiusura dei XX Giochi olimpici invernali Torino 2006 e nel 2016 è stato tedoforo alle Olimpiadi Over 50[77].
  • È stato più volte (2010 - 2011) testimonial FAO per la Giornata mondiale dell'alimentazione insieme a molte altre importanti figure di riferimento internazionale in vari ambiti, quali Rita L.Montalcini, Gina Lollobrigida, Susan Sarandon, Roberto Baggio, Jeremy Irons, Marcos Vinicius.
  • "The Man of the Year 2011" (Uomo dell'Anno) nominato dalla Associazione Italiani a New York, subito dopo aver organizzato in Italia, con Anita Madaluni, sua addetta stampa, il "Magic Round" con il quale ospita l'amico ed ex rivale Emile Griffith, aiutandolo economicamente e sostenendolo nella lotta all'Alzheimer. A corredo dell'iniziativa esce anche il libro "Diari Paralleli" di Mauro Grimaldi. In quello stesso periodo partecipa, a New York, insieme allo stesso Griffith, alla serata dedicata a Renato Carosone, organizzata da Gigi D'Alessio al Radio City Music Hall (poi trasmessa in due serate su Rai 1), insieme a ospiti del calibro di Sylvester Stallone, Paul Anka, Manhattan Transfer, Liza Minnelli.
  • Nel maggio 2015, una targa a lui dedicata fu inserita nella Walk of Fame dello sport italiano a Roma, riservata agli ex-atleti italiani che si sono distinti in campo internazionale.[78][79]
  • Il 26 aprile 2017, giorno del suo compleanno e in ricorrenza del cinquantenario della sua vittoria mondiale su Griffith (17/04/67) al Madison Square Garden, è stato festeggiato in una cerimonia ufficiale, organizzata da Anita Madaluni, patrocinata da CONI e ambasciata statunitense. Durante quell'evento la FPI lo ha insignito del titolo di "Ambasciatore del Pugilato Italiano nel Mondo".

Record professionistico[modifica | modifica wikitesto]

N. Risultato Record Avversario Tipo Round, tempo Data Località Note
90 Sconfitta 82–7–1 Argentina Carlos Monzón TKO 3 (15), 1:05 8 maggio 1971 Monaco Stade Louis II, Fontvieille, Monte Carlo, Monaco Per il titolo WBA, WBC, The Ring, e Lineare dei pesi medi
89 Sconfitta 82–6–1 Argentina José Chirino MD 10 17 marzo 1971 Italia Bologna, Emilia-Romagna, Italia
88 Sconfitta 82–5–1 Argentina Carlos Monzón TKO 12 (15), 1:57 7 novembre 1970 Italia Palazzo dello Sport[64], Roma, Lazio, Italia Perde titoli WBA, WBC, The Ring, e Lineare dei pesi medi
87 Vittoria 82–4–1 Stati Uniti Doyle Baird TKO 10 (10), 2:03 12 settembre 1970 Italia Stadio della Vittoria, Bari, Puglia, Italia
86 Vittoria 81–4–1 Stati Uniti Tom Bethea KO 8 (15), 2:43 23 maggio 1970 Jugoslavia Sports Stadium Arena, Umago, Jugoslavia Difende titoli campione mondiale WBA, WBC, The Ring, e Lineare dei pesi medi
85 Sconfitta 80–4–1 Stati Uniti Tom Bethea TKO 8 (10) 13 marzo 1970 Australia Olympic Velodrome, Melbourne, Victoria, Australia
84 Vittoria 80–3–1 Cuba Luis Manuel Rodríguez KO 11 (15), 1:08 22 novembre 1969 Italia Palazzo dello Sport[56], Roma, Lazio, Italia Difende titoli WBA, WBC, The Ring, e Lineare dei pesi medi
83 Vittoria 79–3–1 Stati Uniti Fraser Scott DQ 7 (15), 1:40 4 ottobre 1969 Italia Stadio San Paolo, Napoli, Campania, Italia Difende titoli WBA, WBC, The Ring, e Lineare dei pesi medi
82 Sconfitta 78–3–1 Nigeria Dick Tiger UD 10 26 maggio 1969 Stati Uniti Madison Square Garden, New York City, New York, U.S.
81 Vittoria 78–2–1 Stati Uniti Don Fullmer UD 15 14 dicembre 1968 Italia Teatro Ariston, Sanremo, Liguria, Italia Difende titoli WBA, WBC, The Ring, e Lineare dei pesi medi
80 Pareggio 77–2–1 Stati Uniti Doyle Baird PTS 10 14 ottobre 1968 Stati Uniti Rubber Bowl, Akron, Ohio, U.S.
79 Vittoria 77–2 Stati Uniti Art Hernandez UD 10 17 settembre 1968 Canada Maple Leaf Gardens, Toronto, Ontario, Canada
78 Vittoria 76–2 Stati Uniti Jimmy Ramos RTD 4 (10), 0:30 5 luglio 1968 Italia Torino, Piemonte, Italia
77 Vittoria 75–2 Giappone Yoshiaki Akasaka KO 2 (10) 7 giugno 1968 Italia Palazzo dello Sport[80], Roma, Lazio, Italia
76 Vittoria 74–2 Isole Vergini americane Emile Griffith UD 15 4 marzo 1968 Stati Uniti Madison Square Garden, New York City, New York, U.S. Vince titoli campione del mondo WBA, WBC, The Ring, e Lineare dei pesi medi
75 Vittoria 73–2 Stati Uniti Charley Austin PTS 10 19 gennaio 1968 Italia Palazzo dello Sport[81], Roma, Lazio, Italia
74 Sconfitta 72–2 Isole Vergini americane Emile Griffith MD 15 29 settembre 1967 Stati Uniti Shea Stadium, New York City, New York, U.S. Perde titoli campione del mondo WBA, WBC, The Ring, e Lineare dei pesi medi
73 Vittoria 72–1 Isole Vergini americane Emile Griffith UD 15 17 aprile 1967 Stati Uniti Madison Square Garden, New York, New York, U.S. Vince titoli campione del mondo WBA, WBC, The Ring, e Lineare dei pesi medi
72 Vittoria 71–1 Giamaica Milo Calhoun PTS 10 3 marzo 1967 Italia Palazzo dello Sport[82], Roma, Lazio, Italia
71 Vittoria 70–1 Germania Manfred Graus KO 2 (10), 2:40 19 gennaio 1967 Italia Bologna[83], Emilia-Romagna, Italia
70 Vittoria 69–1 Brasile Renato Moraes KO 9 (10) 23 dicembre 1966 Italia Palazzo dello Sport[84], Roma, Lazio, Italia Match disputato nella categoria dei pesi mediomassimi[84]
69 Vittoria 68–1 Stati Uniti Ferd Hernandez PTS 10 2 dicembre 1966 Italia Palazzo dello Sport[85], Roma, Lazio, Italia
68 Vittoria 67–1 Francia Pascal Di Benedetto RTD 11 (15) 21 ottobre 1966 Italia Palazzo dello Sport[42], Roma, Lazio, Italia Difende titolo europeo dei pesi medi
67 Vittoria 66–1 Inghilterra Harry Scott PTS 10 23 settembre 1966 Italia Palazzo dello Sport[86], Roma, Lazio, Italia
66 Sconfitta 65–1 Corea del Sud Kim Ki-soo SD 15 25 giugno 1966 Corea del Sud Changchung Gymnasium, Seul, Corea del Sud Perde titoli WBA, WBC, e Lineare dei pesi medi
65 Vittoria 65–0 Germania Jupp Elze TKO 14 (15), 1:27 14 maggio 1966 Germania Deutschlandhalle, Berlino, Germania Difende titolo europeo dei pesi medi
64 Vittoria 64–0 Stati Uniti Clarence James PTS 10 11 marzo 1966 Italia Torino, Piemonte, Italia
63 Vittoria 63–0 Stati Uniti Don Fullmer PTS 12 4 febbraio 1966 Italia Palazzo dello Sport[36], Roma, Lazio, Italia
62 Vittoria 62–0 Italia Sandro Mazzinghi UD 15 17 dicembre 1965 Italia Palazzo dello Sport, Roma, Lazio, Italia Difende titoli WBA, WBC, e Lineare dei pesi superwelter
61 Vittoria 61–0 Stati Uniti James Shelton PTS 10 15 novembre 1965 Italia Bologna, Emilia-Romagna, Italia
60 Vittoria 60–0 Stati Uniti Johnny Torres DQ 7 (10) 5 novembre 1965 Italia Torino, Piemonte, Italia
59 Vittoria 59–0 Spagna Luis Folledo KO 6 (15) 15 ottobre 1965 Italia Palazzo dello Sport[28], Roma, Lazio, Italia Vince titolo vacante campione europeo dei pesi medi
58 Vittoria 58–0 Francia Daniel Leullier TKO 7 (10) 16 agosto 1965 Italia Senigallia, Marche, Italia
57 Vittoria 57–0 Italia Sandro Mazzinghi KO 6 (15), 2:40 18 giugno 1965 Italia Stadio San Siro, Milano, Lombardia, Italia Vince titoli campione del mondo WBA & WBC, e Lineare dei pesi superwelter
56 Vittoria 56–0 Giamaica Milo Calhoun PTS 10 30 aprile 1965 Italia Genova, Liguria, Italia
55 Vittoria 55–0 Stati Uniti Rip Randall PTS 10 2 aprile 1965 Italia Palazzo dello Sport[87], Roma, Lazio, Italia
54 Vittoria 54–0 Stati Uniti Dick Knight KO 6 (10) 19 marzo 1965 Italia Bologna, Emilia-Romagna, Italia
53 Vittoria 53–0 Inghilterra Mick Leahy PTS 10 27 febbraio 1965 Italia Palazzo dello Sport, Milano, Lombardia, Italia
52 Vittoria 52–0 Italia Tommaso Truppi RTD 5 (12) 12 febbraio 1965 Italia Bologna, Emilia-Romagna, Italia Difende titolo campione italiano dei pesi medi
51 Vittoria 51–0 Stati Uniti Art Hernandez TKO 3 (10), 2:20 22 gennaio 1965 Italia Palazzo dello Sport[88], Roma, Lazio, Italia
50 Vittoria 50–0 Argentina Juan Carlos Durán PTS 10 19 dicembre 1964 Italia Palazzo dello Sport, Milano, Lombardia, Italia
49 Vittoria 49–0 Messico Aristeo Chavarin KO 4 (10) 27 novembre 1964 Italia Palazzo dello Sport[89], Roma, Lazio, Italia
48 Vittoria 48–0 Brasile Abrão De Souza DQ 7 (10) 9 ottobre 1964 Italia Palazzo dello Sport[21], Roma, Lazio, Italia
47 Vittoria 47–0 Stati Uniti Denny Moyer PTS 10 18 settembre 1964 Italia Palazzo dello Sport[90], Roma, Lazio, Italia
46 Vittoria 46–0 Francia Fabio Bettini PTS 12 30 luglio 1964 Italia Sanremo, Liguria, Italia Difende titolo campione italiano dei pesi medi
45 Vittoria 45–0 Stati Uniti Jimmy Beecham TKO 2 (10) 28 maggio 1964 Italia Bologna, Emilia-Romagna, Italia
44 Vittoria 44–0 Aruba Sugar Boy Nando PTS 10 10 aprile 1964 Italia Palazzo dello Sport[91], Roma, Lazio, Italia
43 Vittoria 43–0 Francia Michel Diouf PTS 10 18 marzo 1964 Italia Bologna, Emilia-Romagna, Italia
42 Vittoria 42–0 Messico Memo Ayon KO 5 (10), 0:28 28 febbraio 1964 Italia Palazzo dello Sport[92], Rome, Lazio, Italia
41 Vittoria 41–0 Stati Uniti Ted Wright PTS 10 13 dicembre 1963 Italia Palazzo dello Sport[93], Roma, Lazio, Italia
40 Vittoria 40–0 Nicaragua Luis Gutierrez TKO 7 (10) 15 novembre 1963 Italia Palazzo dello Sport[14], Roma, Lazio, Italia
39 Vittoria 39–0 Francia Jackie Cailleau PTS 10 7 novembre 1963 Italia Prato, Toscana, Italia
38 Vittoria 38–0 Messico Gaspar Ortega PTS 10 18 ottobre 1963 Italia Palazzo dello Sport[94], Roma, Lazio, Italia
37 Vittoria 37–0 Argentina Víctor Zalazar TKO 2 (10) 27 settembre 1963 Italia Palazzo dello Sport[95], Roma, Lazio, Italia
36 Vittoria 36–0 Germania Wilhelm Niederau TKO 6 (10) 16 settembre 1963 Italia Prato, Toscana, Italia
35 Vittoria 35–0 Italia Francesco Fiori TKO 3 (12) 31 agosto 1963 Italia Priverno, Lazio, Italia Difende titolo campione italiano dei pesi medi
34 Vittoria 34–0 Stati Uniti Tony Montano PTS 10 7 giugno 1963 Italia Palazzo dello Sport[96], Roma, Lazio, Italia
33 Vittoria 33–0 Stati Uniti Jimmy Beecham PTS 10 23 maggio 1963 Italia Stadio Flaminio, Roma, Lazio, Italia
32 Vittoria 32–0 Francia Jean Ruellet PTS 10 24 aprile 1963 Italia Palazzetto dello Sport, Alessandria, Piemonte, Italia
31 Vittoria 31–0 Francia Georges Estatoff KO 6 (10), 0:33 5 aprile 1963 Italia Palazzo dello Sport, Torino, Piemonte, Italia
30 Vittoria 30–0 Italia Tommaso Truppi KO 11 (12) 1º marzo 1963 Italia Palazzo dello Sport[97]Roma, Lazio, Italia Vince titolo vacante campione italiano dei pesi medi
29 Vittoria 29–0 Italia Giampaolo Melis KO 2 (10) 26 dicembre 1962 Italia Bologna, Emilia-Romagna, Italia
28 Vittoria 28–0 Cuba Isaac Logart PTS 10 30 novembre 1962 Italia Palazzo dello Sport[98], Roma, Lazio, Italia Match disputato nella categoria dei pesi medi junior
27 Vittoria 27–0 Francia Daniel Leullier PTS 10 18 ottobre 1962 Italia Padova, Veneto, Italia
26 Vittoria 26–0 Spagna Diego Infantes PTS 8 28 settembre 1962 Italia Palazzo dello Sport[99], Roma, Lazio, Italia
25 Vittoria 25–0 Italia Giuseppe Gentiletti KO 2 (10) 30 agosto 1962 Italia Senigallia, Marche, Italia
24 Vittoria 24–0 Tunisia Mahmout le Noir PTS 8 2 agosto 1962 Italia Lignano, Emilia-Romagna, Italia
23 Vittoria 23–0 Italia Gino Rossi PTS 10 12 luglio 1962 Italia Trieste, Friuli-Venezia Giulia, Italia
22 Vittoria 22–0 Germania Heinz Freytag PTS 8 22 giugno 1962 Italia Stadio Flaminio[100], Roma, Lazio, Italia
21 Vittoria 21–0 Francia Jean Ruellet PTS 8 2 giugno 1962 Italia Stadio Amsicora, Cagliari, Sardegna, Italia
20 Vittoria 20–0 Trinidad e Tobago Hector Constance PTS 10 1º maggio 1962 Italia Trieste, Friuli-Venezia Giulia, Italia
19 Vittoria 19–0 Stati Uniti Jim Hegerle KO 4 (11) 13 aprile 1962 Italia Palazzo dello Sport[101], Roma, Lazio, Italia
18 Vittoria 18–0 Italia Gianni Lommi KO 5 (10) 17 marzo 1962 Italia Milano, Lombardia, Italia
17 Vittoria 17–0 Germania Manfred Haas PTS 8 8 marzo 1962 Italia Torino, Piemonte, Italia
16 Vittoria 16–0 Spagna José Riquelme PTS 8 19 febbraio 1962 Italia Bologna, Emilia-Romagna, Italia
15 Vittoria 15–0 Inghilterra George Aldridge KO 6 (10) 19 gennaio 1962 Italia Palazzo dello Sport[102], Roma, Lazio, Italia
14 Vittoria 14–0 Italia Giuseppe Catalano PTS 8 20 dicembre 1961 Italia Palazzo dello Sport[103], Roma, Lazio, Italia
13 Vittoria 13–0 Stati Uniti Jesse Jones DQ 6 (8) 9 novembre 1961 Italia Palazzetto dello Sport, Roma, Lazio, Italia
12 Vittoria 12–0 Italia Angelo Brisci KO 1 (8) 1º novembre 1961 Italia Trieste, Friuli-Venezia Giulia, Italia
11 Vittoria 11–0 Francia Retmia Mahrez TKO 3 (8) 2 ottobre 1961 Italia Bologna, Emilia-Romagna, Italia
10 Vittoria 10–0 Francia Marc Desforneaux PTS 6 17 giugno 1961 Italia Trieste, Friuli-Venezia Giulia, Italia
9 Vittoria 9–0 Francia Henri Cabelduc PTS 6 7 giugno 1961 Italia Bologna, Emilia-Romagna, Italia
8 Vittoria 8–0 Francia Michel Francois KO 4 (8) 16 maggio 1961 Italia Torino, Piemonte, Italia
7 Vittoria 7–0 Francia Daniel Brunet DQ 3 (8) 3 maggio 1961 Italia Napoli, Campania, Italia
6 Vittoria 6–0 Francia Pierre Mondino PTS 6 21 aprile 1961 Italia Firenze, Toscana, Italia
5 Vittoria 5–0 Jugoslavia Nic Maric PTS 6 7 aprile 1961 Italia PalaLido, Milano, Lombardia, Italia
4 Vittoria 4–0 Tunisia Sahib Mosri KO 3 (6) 14 marzo 1961 Italia Bologna, Emilia-Romagna, Italia
3 Vittoria 3–0 Tunisia Ben Ali Allala KO 1 (6) 27 febbraio 1961 Italia Napoli, Campania, Italia
2 Vittoria 2–0 Italia Nicola Sammartino KO 3 (6) 10 febbraio 1961 Italia Palazzo dello Sport[104], Roma, Lazio, Italia
1 Vittoria 1–0 Tunisia Ben Ali Allala PTS 6 20 gennaio 1961 Italia Trieste, Friuli-Venezia Giulia, Italia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nella International Boxing Hall of Fame è annoverato anche Duilio Loi, mentre nella World Boxing Hall of Fame sono presenti Primo Carnera e Vito Antuofermo
  2. ^ Nino Benvenuti: la mia vita con l'Istria e Trieste nel cuore
  3. ^ a b c d Nino Benvenuti su Sport & Note
  4. ^ Campionati italiani dilettanti 1959
  5. ^ Campionati italiani dilettanti 1960
  6. ^ Orlando “Rocky” Giuliano, Storia del pugilato, Longanesi, Milano, p.153
  7. ^ Cade oggi il 40º anniversario dell'inaugurazione dei Giochi estivi del '60 Roma, l'estate dei sogni, su archiviostorico.gazzetta.it, 25 agosto 2000. URL consultato l'11 giugno 2011.
  8. ^ Val Barker Trophy, su abae.co.uk, 27 settembre 2007. URL consultato il 23 maggio 2009 (archiviato dall'url originale il 21 novembre 2008).
  9. ^ Larry Schwartz, A brooding genius
  10. ^ Record amatoriale di Ray Leonard
  11. ^ Joe Frazier, Smokin' Joe. The Autobiography, MacMillan, 1996, p. 31
  12. ^ George Foreman su BoxRec
  13. ^ Lamberto Artioli, Nino Benvenuti, in: Orlando “Rocky” Giuliano, Storia del pugilato, Longanesi, Milano, pp. 94-97
  14. ^ a b Nino Benvenuti vs. Luis Guitierrez
  15. ^ La Stampa, 17 novembre 1963, p. 10
  16. ^ Benvenuti-Mazzinghi, l'Italia faceva a pugni
  17. ^ Storico Corriere Della Sera
  18. ^ Dario Torromeo, Anche i pugili piangono: Sandro Mazzinghi. Un uomo senza paura nato per combattere, Absolutely Free, 2016
  19. ^ Giuseppe Signori, Troppo facile Montano per Sandro Mazzinghi, in: L'Unità, 5 ottobre, 1964
  20. ^ Mazzinghi vince un incredibile mondiale con Fortunato Manca
  21. ^ a b L'Unità, 9 ottobre 1964, p.9
  22. ^ Nino Benvenuti vs. Carlos Durán
  23. ^ Nino Benvenuti vs. Tommaso Truppi (secondo incontro)
  24. ^ Mazzinghi e Benvenuti a peso d'oro, in: Corriere d'informazione, 18-19 giugno 1965, p. 1
  25. ^ Gianni de Felice, Benvenuti: «Un colpo che avevo preparato», in: Corriere della Sera, 19 giugno 1965
  26. ^ Gli spettatori paganti sono 22.500; quelli presenti oltre trentamila, comprensivi dei beneficiari di biglietto omaggio. Tra il pubblico presente: Delia Scala, Marcello Mastroianni, Dario Salvatori e Renato Rascel. L'incasso di L. 77.452.000 non supera il record stabilito dal secondo incontro Loi-Ortìz del settembre 1960. Corriere della Sera, 20 giugno 1965, p. 19
  27. ^ a b Adriano Ravegnani, Benvenuti Mondiale mai visto un pugno così, in: Corriere d'informazione, 19-20 giugno 1965, p.2.
  28. ^ a b Nino Benvenuti vs. Luis Folledo
  29. ^ Anche in questo caso, il parterre è ripieno di vip: Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Aldo Fabrizi, Mina, Nicola Pietrangeli, Antonella Lualdi e Franco Interlenghi, Annie Girardot e Renato Salvatori, i ciclisti Vittorio Adorni e Felice Gimondi e l'intera squadra della Roma, il cui capitano Losi consegna a Benvenuti una “lupa capitolina”. Corriere della Sera, 18 dicembre 1965
  30. ^ L'Unità, 18 dicembre 1965.
  31. ^ Corriere della Sera, 19 dicembre 1965, p.21.
  32. ^ a b Mario Gherarducci, Benvenuti ha rischiato la sua imbattibilità per la leggerezza con cui si è preparato, in: Corriere della Sera, 19 dicembre 1965.
  33. ^ Pugilato Archiviato il 18 aprile 2009 in Internet Archive.
  34. ^ Claudio Colombo, Sul ring del rancore Mazzinghi scarica pugni su Benvenuti, in: Corriere della Sera, 16 settembre 1993
  35. ^ Mazzinghi telefona a Benvenuti. Pace fatta dopo oltre 50 anni
  36. ^ a b Corriere della Sera, 6 febbraio 1966, p. 21
  37. ^ a b c d Mario Gherarducci, Benvenuti al bivio, in: Corriere della Sera, 27 giugno 1966
  38. ^ Rai Due. Archeologia dello Sport
  39. ^ Nino Benvenuti vs. Ki-Soo Kim
  40. ^ Ki-Soo Kim vs. Freddie Little
  41. ^ In Losing, a Boxer Won - New York Times
  42. ^ a b Corriere della Sera, 22 ottobre 1966
  43. ^ A conversation with Nino Benvenuti, su thesweetscience.com.
  44. ^ ILIP: prefazione
  45. ^ Quel Griffith- Benvenuti di 40 anni fa alla radio
  46. ^ Nino Benvenuti vs. Emile Griffith (secondo incontro)
  47. ^ ILIP, pag 179
  48. ^ Emile Griffith vs. Nino Benvenuti (terzo incontro)
  49. ^ La Stampa, 15 ottobre 1968
  50. ^ Nino Benvenuti vs. Doyle Baird (primo incontro)
  51. ^ Nino Benvenuti vs. Don Fullmer (secondo incontro)
  52. ^ La Stampa, 28 maggio 1969
  53. ^ Dick Tiger vs. Nino Benvenuti
  54. ^ Fraser Scott, Weight in, New York, 1974
  55. ^ Nino Benvenuti vs. Fraser Scott
  56. ^ a b c Presenti al Palasport 9.617 spettatori paganti, per un incasso di 94,662 mln lire. Tra i vip a bordo ring: Virna Lisi, Ugo Tognazzi e Franca Bettoia, Duccio Tessari e Lorella De Luca, Paolo Villaggio, Giuliano Gemma, Marcello Mastroianni ed Helenio Herrera. In: Corriere della Sera, 24 novembre 1969
  57. ^ Nino Benvenuti vs. Luis Rodríguez
  58. ^ La Stampa, 14 marzo 1970
  59. ^ Ancora una frattura per Benvenuti, in: La Stampa, 20 marzo 1970
  60. ^ Nino Benvenuti vs. Tom Bethea (secondo incontro)
  61. ^ La Stampa, 13 settembre 1970
  62. ^ Alexis Philonenko, Storia della Boxe, Il Melangolo, 1997, p. 362
  63. ^ ILIP, pag 122
  64. ^ a b Benvenuti schiantato, in: Il Corriere della sera, 8 novembre 1970
  65. ^ Nino Benvenuti vs. José Chirino
  66. ^ Nino Benvenuti: "Che brutto colpo la morte di Giuliano...", dire.it. URL consultato il 2 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2013).
  67. ^ Mark il poliziotto spara per primo su Imdb
  68. ^ Albo dei giornalisti
  69. ^ Martinelli: il mio Carnera - MAM-E, in MAM-E, 5 maggio 2008. URL consultato il 25 marzo 2018.
  70. ^ Primo Carnera: un uomo, un mito - il Corriere delle Alpi, in Archivio - il Corriere delle Alpi. URL consultato il 25 marzo 2018.
  71. ^ Benvenuti e l'amico-rivale Griffith «Sei omosessuale? Ti difenderò sempre», su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 18 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2012).
  72. ^ Benvenuti e l'amico-rivale Griffith Sei omosessuale? Ti difenderò sempre, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 18 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2012).
  73. ^ Corriere della Sera, 16 aprile 2018
  74. ^ Carosello. Attori: Nino Benvenuti
  75. ^ The Dean Martin Shaw
  76. ^ Benemerenze sportive di Giovanni Benvenuti, su coni.it, Comitato olimpico nazionale italiano. URL consultato il 18 gennaio 2018.
  77. ^ Inaugurate le Olimpiadi per gli over 50, su ansa.it. URL consultato il 23 maggio 2018.
  78. ^ Inaugurata la Walk of Fame: 100 targhe per celebrare le leggende dello sport italiano, su coni.it. URL consultato il 20 dicembre 2017.
  79. ^ 100 leggende Coni (PDF), su coni.it. URL consultato il 20 dicembre 2017.
  80. ^ Corriere della Sera, 8 giugno 1968
  81. ^ Corriere d'Informazione, 20-21 gennaio 1968
  82. ^ Corriere d'Informazione, 3-4 marzo 1967
  83. ^ Corriere della Sera, 20 gennaio 1967
  84. ^ a b L'Unità, 24 dicembre 1966
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  101. ^ L'Unità, 14 aprile 1962
  102. ^ L'Unità, 20 gennaio 1962
  103. ^ L'Unità, 21 dicembre 1961
  104. ^ L'Unità, 11 febbraio 1961

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Dominici, Benvenuti, quella notte. La grande vittoria di Nino, Edizioni Mediterranee, 1967
  • Nino Benvenuti, Severo Boschi, Io, Benvenuti, Carroccio, 1967
  • Lamberto Artioli, Nino Benvenuti, in: Orlando “Rocky” Giuliano, Storia del pugilato, Longanesi, 1982
  • Alexis Philonenko, Storia della Boxe, Il Melangolo, 1997, ISBN 88-7018-319-X
  • Nino Benvenuti, Il mondo in pugno, Sperling & Kupfer, 2001, ISBN 978-88-2003-074-2
  • Gianni Virgadaula, I grandi pesi medi. Da Jack "Nonpareil" Dempsey a Marvin Hagler, Arianna, 2001, ISBN 978-88-99981-11-2
  • Dario Torromeo, L'oro dei gladiatori. Roma 1960, la magica Olimpiade della boxe italiana, Vallardi, 2010, ISBN 978-88-95684-38-3
  • Mauro Grimaldi, Diari paralleli. Nino Benvenuti, Emile Griffith, Il Levante, 2010, ISBN 978-88-95203-24-9
  • Nino Benvenuti, Mauro Grimaldi, L' isola che non c'è. il mio esodo dall'Istria, Eraclea, 2013, ISBN 978-88-88771-42-7
  • Mauro Grimaldi, N.Y. 1967 : Nino Benvenuti, Emile Griffith. La notte che ha fatto sognare l'Italia , Eraclea, 2017, ISBN 978-88-88771-63-2
  • Nino Benvenuti, Mauro Grimaldi e Ottavia Fusco Squitieri, L'orizzonte degli eventi. Appunti di vita, Cairo, 2018, ISBN 978-88-6052-879-7

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