Francesco De Piccoli
| Francesco De Piccoli | ||||||||||||||||
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| Nazionalità | ||||||||||||||||
| Altezza | 188 cm | |||||||||||||||
| Peso | 93 kg | |||||||||||||||
| Pugilato | ||||||||||||||||
| Categoria | Pesi massimi | |||||||||||||||
| Termine carriera | 26 dicembre 1965 | |||||||||||||||
| Carriera | ||||||||||||||||
| Incontri disputati | ||||||||||||||||
| Totali | 41 | |||||||||||||||
| Vinti (KO) | 37 (29) | |||||||||||||||
| Persi (KO) | 4 (4) | |||||||||||||||
| Palmarès | ||||||||||||||||
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Francesco De Piccoli, detto Franco (Venezia, 29 novembre 1937 – Campalto, 22 maggio 2026[1]), è stato un pugile italiano, il primo italiano a vincere un oro olimpico nei pesi massimi, ai Giochi di Roma 1960.
Carriera
[modifica | modifica wikitesto]Dilettante
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Guardia destra, da dilettante fu due volte campione italiano, campione del mondo militari 1960 e medaglia d'oro ai Giochi olimpici di Roma 1960.
A Roma batté al primo turno il belga Willy Venneman per abbandono al primo round. Nei quarti di finale superò ai punti, con verdetto unanime, il sovietico Andrej Abramov, bicampione europeo in carica. Sconfisse ai punti in semifinale il forte cecoslovacco Josef Němec (4-1) e, in finale, mise knockout al secondo round il sudafricano Daan Bekker[2].
Conclude la carriera dilettantistica con un bilancio di 59 incontri, con 52 vittorie, 6 sconfitte e un pari[2].
Professionista
[modifica | modifica wikitesto]De Piccoli passò professionista nel 1960, subito dopo le Olimpiadi. Ebbe striscia iniziale positiva di 25 incontri, tutti vinti prima del limite, tranne tre. Mise knockout nelle prime tre riprese ben sedici avversari, e altri due alla quarta[2].
Nonostante lo sfolgorante curriculum, De Piccoli non fu un grande incassatore. Subì infatti due knock-down da pugili relativamente modesti: il 30 marzo 1962 contro Garvin Sawyer, poi battuto per knockout tecnico al quinto round, e il 16 aprile successivo da Calvin Butler, poi messo knockout all'8º round[3].
L'olimpionico, però, diventò ben presto uno degli idoli della piazza romana. Il 9 novembre 1962, al botteghino del Palazzo dello Sport, per il match contro il modesto John Riggins, poi battuto per knockout tecnico al 2º round, furono venduti 14.402 biglietti per un incasso di circa 30 milioni[4].
Il 22 marzo 1963, De Piccoli incontrò l'esperto statunitense Wayne Bethea, che poteva vantarsi di avere affrontato Sonny Liston e di aver battuto il futuro campione del mondo Ernie Terrell. Il mestrino mostrò di avere una mascella particolarmente debole e, soprattutto, di essere incapace di coprirsi: incorse quindi nella prima sconfitta, messo knockout al quarto round dall'avversario[5].
Andò nuovamente knockout al quinto round nell'incontro successivo, contro il giamaicano Joe Bygraves, una volta campione del Commonwealth britannico ma che non vinceva da un anno e mezzo, avendo perso gli ultimi cinque match consecutivi[6].
De Piccoli fu costretto a ricominciare da capo e, per quasi due anni, lo fece ottimamente, vincendo altri dodici incontri, tutti prima del limite tranne uno, e mettendo ben otto avversari knockout nelle prime due riprese[2].
Il 15 ottobre 1965, a Torino, incappò in un knockout tecnico al sesto round contro il mediocre statunitense Everett Copeland il quale, prima di allora, vantava un record di sole 3 vittorie, con 3 pari e ben 7 sconfitte. Il 26 dicembre successivo incorse in un nuovo knockout tecnico per mano del tedesco Peter Weyland[2], futuro campione di Germania e sfidante al titolo europeo ma, all'epoca, ancora semisconosciuto.
Dopo questo incontro, annunciò il ritiro a soli 28 anni. Lasciò con sole 4 sconfitte e una percentuale di incontri vinti prima del limite pari al 70,7% dei combattimenti sostenuti.
Dopo il ritiro
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Finita la carriera di pugile, De Piccoli ha fatto l'istruttore di guida nella propria autoscuola "Fracaro" a Venezia, poi passata in gestione al figlio.
Recitò come protagonista nell'episodio Quasi due metri della miniserie televisiva Quattro delitti, trasmesso dalla Rai nel 1979.
Nel 2003 gli venne concesso un vitalizio per meriti sportivi ai sensi della legge Giulio Onesti[7]. L'anno dopo il giornalista e scrittore Valter Esposito ne scrisse la biografia.
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Addio a Francesco De Piccoli, morto il gigante buono della boxe italiana: aveva 88 anni, su nuovavenezia.it, 22 maggio 2026.
- 1 2 3 4 5 Franco De Piccoli su Sport & Note, su sportenote.com.
- ↑ Franco De Piccoli vs. Calvin Butler, su boxering.fpi.it.
- ↑ Corriere della Sera, 10 novembre 1962
- ↑ Enrico Venturi, De Piccoli KO contro Bethea, in: L'Unità, 23 marzo 1963
- ↑ Franco De Piccoli battuto da Joe Bygraves, su boxering.fpi.it.
- ↑ Ministero per i beni e le attività culturali, Decreto 19 dicembre 2003, su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 15 dicembre 2022.
- ↑ Collari d'oro 2015, su coni.it. URL consultato il 27 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2021).
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Valter Esposito, Francesco De Piccoli storia di una medaglia d'oro, Saonara, Il Prato, 2004, ISBN 88-87243-95-6
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Francesco De Piccoli
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Francesco De Piccoli, su BoxRec.com.
- (EN, FR) Francesco De Piccoli, su olympics.com, Comitato Olimpico Internazionale.
- (EN) Francesco De Piccoli, su Olympedia.
- (EN) Francesco De Piccoli, su sports-reference.com, Sports Reference LLC (archiviato dall'url originale il 1º novembre 2017).
- (IT, EN) Francesco De Piccoli, su coni.it, Comitato Olimpico Nazionale Italiano.
- Sito ufficiale, su depiccoli.it.
- Filmato olimpiadi, su youtube.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 5790176725901424980001 · GND (DE) 1384896260 |
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