Rocky

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Rocky
Rocky1.png
Una scena del film
Titolo originale Rocky
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1976
Durata 119 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,33:1
Genere sportivo, drammatico, sentimentale
Regia John G. Avildsen
Soggetto Sylvester Stallone
Sceneggiatura Sylvester Stallone
Produttore Irwin Winkler, Robert Chartoff
Produttore esecutivo Gene Kirkwood
Casa di produzione United Artists
Fotografia James Crabe
Montaggio Scott Conrad, Richard Halsey
Effetti speciali Garrett Brown
Musiche Bill Conti
Scenografia Bill Cassidy
Costumi Robert Cambel
Trucco Mike Westmore
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Rocky è un film del 1976 diretto da John G. Avildsen.

Sylvester Stallone, allora attore poco conosciuto, ha scritto ed interpretato questo film, grazie al quale è divenuto uno dei volti più amati di Hollywood.[1] Il film vinse tre premi Oscar, tra cui quello per il miglior film e miglior regia. Grazie a Rocky, Stallone diviene il terzo uomo nella storia del cinema, dopo Charlie Chaplin e Orson Welles, a ricevere la nomination all'Oscar sia come sceneggiatore che come attore per lo stesso film.

Realizzato in appena 28 giorni con un budget di 1,1 milioni di dollari[2][3] ne incassò al botteghino 225[4], diventando un successo di pubblico e di critica e dando vita a cinque seguiti: Rocky II, Rocky III, Rocky IV, Rocky V, Rocky Balboa ed uno spin-off, Creed - Nato per combattere, nel 2015.

Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al settantottesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi,[5] mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è salito al cinquantasettesimo posto.[6] Nel 2006 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[7][8]

Nell'agosto del 2015, Rolling Stone lo mette al secondo posto della classifica dei migliori film sportivi della storia del cinema[9].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Filadelfia 1975, Rocky Balboa è un pugile italo-americano trentenne che non riesce a sfondare sul ring. Per questo motivo il suo vecchio allenatore Mickey Goldmill gli sequestra l'armadietto negli spogliatoi della palestra nella quale si allena e gli dice che non sarà mai un campione.

Rocky vive la vita giorno per giorno nella periferia della città e abita in un piccolo appartamento in una zona residenziale; per guadagnare soldi fa l'esattore per conto di Tony Gasco, un gangster italo-americano.

Il migliore amico di Rocky è Paulie Pennino, italo-americano come lui e con il quale si incontra al bar. Paulie lavora in un mattatoio di Filadelfia e ha una sorella minore, Adriana Pennino, molto timida, che lavora in un negozio di animali. Rocky un giorno entra nel negozio di animali e vedendola la trova molto bella, ma Adriana, vergognandosi, lo saluta solamente e poi volta la testa verso un'altra parte.

Il giorno del ringraziamento, Rocky decide di uscire con Adriana e così i due vanno a pattinare insieme. Poi la porta a casa dove riesce a strapparle un bacio; così Adriana vince parte della sua timidezza e qualche giorno dopo, decide di fidanzarsi con Rocky.

Nel frattempo, l'imbattuto campione del mondo dei pesi massimi Apollo Creed, proveniente da Los Angeles, giunge a Philadelphia disposto ad un incontro per festeggiare la ricorrenza del Bicentenario degli Stati Uniti d'America, nel quale metterà in palio il suo titolo mondiale, e siccome il pugile ufficiale è infortunato, lui decide comunque di eseguire quest'incontro con un pugile a caso che si trova nella stessa città; tra tutti quelli che cerca, trova proprio il nome di Rocky Balboa, soprannominato "Lo stallone italiano" e decide di fare l'incontro con lui.

Avuta la notizia, Rocky va a trovare Mickey e dopo essersi riappacificato con lui, gli chiede di allenarlo per questo match; l'allenatore accetta e porta Rocky nella vecchia palestra ad allenarsi con i colpi e con gli spostamenti utili per un incontro fondamentale. Così Rocky è pronto per il grande incontro e Mickey, soddisfatto delle sue nuove prestazioni, si offre di fargli da manager per quando salirà sul ring.

La notte prima dell'incontro e mentre Adriana dorme, Rocky, che per la prima volta è colmo di dubbi, si dirige allo Spectrum, posto dove si terrà il grande match e qui pensa che dopotutto sarà un'impresa del tutto complessa, in quanto sa di non poter riuscire a prevalere su Apollo. Ritornato a casa, Rocky rinfaccia ad Adriana, momentaneamente sveglia, che il suo obiettivo sarà esclusivamente rimanere in piedi fino al 15º e ultimo round, cosa che nessun avversario di Apollo era mai riuscito a fare.

Arriva il giorno del match e Rocky sembra in perfetta forma, benché sia preso di mira dai giornalisti e dai tifosi di Apollo che lo danno già per sconfitto in partenza, e si prepara al più grande match della sua carriera. Apollo arriva sul ring accompagnato da uno spettacolino ricco di molte attrazioni e musica nel quale egli omaggia l'America nei panni prima di George Washington e poi dello Zio Sam.

Inizia l'incontro e Rocky inizia nel migliore dei modi mostrando un'incredibile prova di forza nei confronti di Apollo, sorpreso dalla sua resistenza. Quella che doveva essere soltanto una farsa si trasforma in una vera e propria guerra tra pugili: dopo essersi ripreso dal knock-down del primo round, Apollo tempesta di colpi Rocky, che dimostra una grande capacità di incassare i suoi colpi. L'incontro continua con Apollo sempre più stupito dalle prestazioni di Rocky, che resiste e colpisce come non mai. Nel 14º round Rocky cade esausto al tappeto, ma incredibilmente riesce a rialzarsi.

Rocky riesce a stare in piedi sino all'ultimo round, con il pubblico stupefatto dalla sua resistenza. Finito l'incontro, in un clima di forte tensione e forti emozioni viene dato il verdetto finale: Creed vince ai punti e conserva il titolo di campione del mondo, ma la folla acclama a gran voce il nome di Rocky, per la capacità di aver incassato tutti quei colpi ed essere riuscito a stare in piedi per tutti e 15 i round.

Rocky, dopo aver allontanato i giornalisti radunatiglisi attorno a fine match, chiama a gran voce Adriana, che lo raggiunge sul ring: i due si abbracciano.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Sylvester Stallone, attore, sceneggiatore e creatore di Rocky, in una foto ai premi Oscar 1978.

Il 24 marzo 1975, Stallone assiste all'incontro di boxe tra il campione del mondo in carica, Muhammad Ali, e un pugile semisconosciuto, Chuck Wepner, organizzato dal manager Don King. L'incontro, sebbene alla fine vinto dal campione, è rimasto famoso nella storia pugilistica per aver visto Ali più volte in seria difficoltà, addirittura al tappeto durante la nona ripresa.[10] Wepner riuscì a resistere fino al K.O. subito durante la quindicesima ed ultima ripresa.[11] Stallone, colpito dalla resistenza di Wepner, ha un'ispirazione e in tre giorni scrive una prima stesura della sceneggiatura di circa 90 pagine che rappresentava, a detta sempre dello stesso Stallone, circa il 10% della sceneggiatura definitiva.[12] Stallone rende il protagonista, ovvero Rocky, un personaggio cupo, un antieroe che era a quel tempo quello preferito del momento.[12] Dopo essersi consultato con la sua prima moglie, Stallone preferì modificare il personaggio rendendolo meno sgradevole, grezzo e impenitente.[12] Durante un provino con i produttori Irwin Winkler e Robert Chartoff, Stallone rivela di essere, oltre che attore, anche uno sceneggiatore e riesce a convincere i produttori a dare uno sguardo alle sue sceneggiature. I produttori rimangono subito colpiti da Rocky e propongono a Stallone un'offerta notevole e una crescente somma di denaro (360.000 dollari[12]).

Il pugile Muhammad Ali ha ispirato Stallone per la creazione, nella sua trasposizione cinematografica, del pugile di colore Apollo Creed, interpretato da Carl Weathers. Inoltre, Ali è apparso alla premiazione degli Oscar accanto a Stallone, improvvisando un breve incontro sul palco con quest'ultimo.[13]

Durante le riprese, alcune scene o parti integrali della sceneggiatura originale sono state alterate, altre sono state persino improvvisate a causa del modesto budget di cui disponeva la produzione. Nella prima sceneggiatura, molto più cupa, Mickey era un razzista e Rocky decideva di abbandonare l'incontro per non diventare parte del mondo del pugilato.[14] La scena in cui Rocky vede il suo disegno sul poster con i pantaloncini sbagliati è in realtà un errore della produzione che non poteva correggere l'errore per via del budget. Per questo Stallone fu costretto ad improvvisare la scena.[15] La scena del pattinaggio prevedeva circa 300 comparse e Rocky avrebbe dovuto pattinare anziché correre.[12] Le scene di corsa sono tutte improvvisate, così come il lancio dell'arancia a Rocky durante il film mentre corre nelle vie del mercato italiano.[12]

Stallone aveva scritto un finale alternativo, nel quale Rocky e Adriana si abbracciavano e si incamminavano verso lo spogliatoio. Il finale non venne considerato abbastanza soddisfacente da Stallone che decise di scartarlo. Tuttavia la scena fu comunque girata e utilizzata come manifesto del film.[12]

Casting[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver presentato lo script ai produttori, Stallone capisce che se fosse dovuto entrare nella produzione avrebbe anche dovuto interpretare il ruolo del protagonista. I produttori furono subito in disaccordo con lui, in quanto pensavano per la parte a degli attori già consolidati come Robert Redford, Ryan O'Neal, Burt Reynolds e James Caan.[12] Alla fine Stallone fu accontentato, dopo aver rifiutato di cedere lo script.[12]

Per la parte di Adriana, i produttori scelsero Talia Shire poco prima dell'inizio delle riprese, in quanto era molto difficile trovare un'attrice adatta per il personaggio. Il provino piacque subito a Stallone, che scelse immediatamente la Shire, giudicandola perfetta per la parte.[12] Per questo ruolo fu provinata anche l'attrice Susan Sarandon, scartata perché troppo bella per interpretare Adriana[16].

Per la parte di Apollo Creed, inizialmente era stato ingaggiato Ken Norton, ma questi abbandonò il film pochi giorni prima delle riprese per partecipare al concorso delle "superstar della ABC".[12] Per la parte, allora, fu ingaggiato Carl Weathers (contemporaneamente con Talia Shire) che, a detta di Stallone, possedeva tutte le caratteristiche, sia fisiche che mentali, del personaggio di Apollo. Durante il provino di Weathers, lui e Stallone improvvisarono un breve combattimento.[12]

Per la parte di Mickey Goldmill, la scelta cadde immediatamente su Burgess Meredith. Di Meredith Stallone spiegò che cercava un attore in grado di portare sul grande schermo "l'essere umano non realizzato". Meredith trasse ispirazione sui veri organizzatori e i manager del passato. Lavorò sulla ricerca di una voce iconica, e su una postura e camminata in accordo alla natura irrealizzata del personaggio, leggermente ingobbita, e anche su altri aspetti come distorcere il naso o cambiare voce.[12]

Parecchi membri della famiglia Stallone sono stati coinvolti nella produzione: suo padre Frank è il cronometrista dell'incontro e suo fratello Frank Jr. ha una piccola parte (è il ragazzo che Rocky saluta per strada quando torna a casa sua per la prima volta con Adriana). Butkush (Birillo nel doppiaggio italiano), il vero cane di Stallone, ha partecipato al film ed è il cane che Adriana regala a Rocky.[12]

Poco prima dell'inizio del match sul ring appare Joe Frazier, uno dei rivali di Apollo nel film, mentre nella realtà è stato uno dei rivali di Muhammad Ali, a cui appunto Apollo si ispira. I metodi di Rocky (correre su per le scale e picchiare la carne) sono ispirati ai metodi di allenamento di Frazier e per questo il pugile non è stato accreditato nel film.[17]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese del film si svolsero interamente a Filadelfia e si conclusero in soli ventotto giorni. Le location frequenti nel film sono:

  • la casa di Rocky al 1818 East Tusculum Street;
  • la casa di Paulie e di Adriana fra il 2822 ed il 2824 di Rosehill St;
  • il bar frequentato da Rocky e Paulie e la palestra di Mickey all'incrocio di N. Front Street ed E. Susquehanna Avenue;
  • lo Spectrum sito al 3601 S Broad St.;
  • il negozio di animali dove lavora Adriana al 2146 N. Front Street;
  • il Philadelphia Museum of Art, al 2600 Benjamin Franklin Pkwy, location più importante e più famosa (e frequente) in Rocky e nei suoi sequel, dove Rocky raggiunge subito dopo la fine della corsa di allenamento.

Rocky fu il primo film in cui venne utilizzata la steadicam (seppure in una versione non ancora definitiva): ciò portò ad un maggior dinamismo nelle riprese (durante l'allenamento o all'interno della macelleria di Paulie) difficilmente realizzabili in un film low budget.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Il compositore Bill Conti

La colonna sonora fu composta da Bill Conti. La canzone del tema principale, Gonna Fly Now fu composta in una settimana dal 2 luglio all'8 luglio 1976 e ricevette una nomination all'Oscar per la migliore canzone. Si classificò al primo posto in un sondaggio della rivista Billboard e al 58º su American Film Institute nella classifica delle "100 migliori canzoni".[18][19]

La colonna sonora completa fu pubblicata nel 1977 da EMI su disco e cassetta.[20] In seguito Bill Conti sarà anche il compositore della saga di Rocky, a eccezione del quarto film.[21]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Gonna Fly Now – 2:48 – voci di DeEtta Little e Nelson Pigford
  2. Philadelphia Morning – 2:22
  3. Going the Distance – 2:39
  4. Reflections – 3:19
  5. Marines' Hymn/Yankee Doodle – 1:44
  6. Take You Back – 1:49 – voce di Valentine
  7. First Date – 1:53
  8. You Take My Heart Away – 4:46 – voci di DeEtta Little e Nelson Pigford
  9. Fanfare for Rocky – 2:35
  10. Butkush – 2:12
  11. Alone in the Ring – 1:10
  12. The Final Bell – 1:56
  13. Rocky's Reward – 2:02

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato distribuito il 21 novembre 1976 a New York City (New York); il 1º dicembre a Los Angeles (California); il 3 dicembre nel resto degli Stati Uniti; il 7 gennaio 1977 in Brasile; il 13 gennaio in Argentina; il 4 febbraio nel Regno Unito; il 17 marzo in Australia; il 25 marzo in Danimarca, Francia, e Italia; il 1º aprile a Germania Ovest; il 16 aprile in Giappone; il 25 aprile in Svezia; il 29 aprile in Irlanda; il 4 maggio in Colombia; il 5 maggio in Messico; il 10 maggio in Norvegia; il 18 maggio nei Paesi Bassi; a Hong Kong il 19 maggio; in Spagna il 23 maggio; in Sud Corea l'11 giugno; in Finlandia il 12 agosto; in Portogallo il 10 novembre; a Davao il 17 gennaio 1978; in Ungheria il 28 dicembre; in Turchia nel settembre 1982.

Divieto[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato vietato ai minori di 12 anni in Brasile, Islanda, Paesi Bassi, Portogallo, Corea del Sud, e Germania Ovest; minori di 13 anni in Argentina; 14 in Cile e Peru; 15 in Norvegia e Svezia; 16 in Finlandia e Norvegia. Nel Québec è stato valutato G (General Audience), ovvero adatto per tutti, come in Italia (T), in Giappone (G), e in Messico (A). In Australia, Manitoba, Alberta, Singapore, Regno Unito, e Stati Uniti, la pellicola è stata classificata PG, ovvero che la visione del film da parte dei bambini è consigliata con la presenza di un adulto.[22]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Alla sua uscita nella sale americane, il film ottenne un grande successo, incassando 225 milioni di dollari nel mondo (di cui oltre 117 milioni negli Usa)[4] contro un budget di 1,1 milioni.[2][3] Nel giro di pochissimi mesi si rivela un successo di pubblico e critica, con tre Oscar vinti (miglior film, miglior regia e miglior montaggio) e ben sei nomination (durante la premiazione per il miglior film Jack Nicholson annuncia i vincitori e i produttori Irwin Winkler e Robert Chartoff si avviano verso i due Oscar, accompagnati dall'attore Sylvester Stallone, sotto la colonna sonora di Bill Conti[23]), tra cui quelle per Stallone come miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura, diventando la terza persona al mondo, dopo Chaplin e Orson Welles, ad avere queste due candidature nello stesso anno; inoltre vince il David di Donatello come miglior attore straniero.

Nel 1977 il film ottiene ben 3 statuette, competendo con Taxi Driver, Quinto potere, Tutti gli uomini del presidente e Questa terra è la mia terra . Oltre al premio per il miglior film, Rocky si aggiudica l'Oscar per la miglior regia e per il miglior montaggio.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Al momento della sua uscita nel 1976, Roger Ebert di Chicago Sun-Times dà a Rocky quattro stelle e descrive Stallone come un "giovane Marlon Brando".[24] Anche Box-Office Magazine tesse le lodi di Stallone come una nuova stella del cinema.[25][26] Vincent Canby, del New York Times, ha criticato invece l'interpretazione di Stallone, descrivendolo poco incisivo.[27] Frank Rich ha lodato il film, ma ha criticato fortemente la trama e lo script, definendolo pesanti, attribuendo inoltre la debolezza del film al regista Avildsen.[28] Andrew Sarris ha criticato il film, definendolo troppo vicino ai gangster, e ha parlato di uno Stallone simile a Terry Malloy.[29]

Trent'anni dopo il film gode di una migliore reputazione e di nuove recensioni positive. Il sito Rotten Tomatoes ha riportato che il 93% delle recensioni professionali ha dato un giudizio positivo sul film,[30] Almar Haflidason e la BBC hanno dato al film 5 stelle su 5[31], mentre Empire ha inserito il film nella lista dei "500 migliori film di tutti i tempi".[32]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo le liste AFI's 100 Years... 100 Movies che rendono omaggio ai migliori film statunitensi di tutti i tempi, Rocky è situtato al:

Nella classifica dei 500 migliori film della storia, redatta dalla rivista britannica Empire, il film si posiziona al 370º posto.

Nel 2006 la National Film Preservation Board inserisce Rocky nella National Film Registry tra le pellicole da conservare nella biblioteca del Congresso.

Doppiaggio italiano[modifica | modifica wikitesto]

Il doppiaggio del film è stato diretto da Gigi Proietti, che ha anche prestato la voce a Sylvester Stallone. In seguito sarà invece Ferruccio Amendola a diventare il suo doppiatore abituale. I dialoghi sono stati adattati da Alberto Piferi. Inoltre, alcuni nomi sono stati cambiati: il nome originale di Adriana è "Adrian", il nome di Gazzo è stato cambiato in "Gasco", le tartarughe "Cuff" e "Link" cambiate in "Tarta" e "Ruga" e infine il cane "Birillo" che si chiamava nella versione originale, e nella realtà, Butkus.

Romanzo[modifica | modifica wikitesto]

Nel momento del rilascio del film, una trasposizione letteraria della pellicola fu scritta da Rosalyn Drexler sotto lo pseudonimo di Julia Sorel. Pubblicato in originale da Ballantine Books, in Italia fu edito da Mondadori nel 1977, tradotto da Bruno Oddera.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Inside the Actors Studio with Sylvester Stallone, bravotv.com. URL consultato il 28 settembre 2006.
  2. ^ a b 'Rocky', su nytimes.com, The New York Times, 1º novembre 1976. URL consultato il 31 gennaio 2011.
  3. ^ a b (EN) Chris Nashawaty, The Right Hook, in EW.com, Entertainment Weekly, 19 febbraio 2002. URL consultato il 31 gennaio 2011.
  4. ^ a b Movie Rocky – Box Office Data, News, Cast Information, the-numbers.com. URL consultato il 1º settembre 2010.
  5. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  6. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies - 10th Anniversary Edition, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  7. ^ (EN) Librarian Adds 25 Titles to Film Preservation List: National Film Registry 2006, Library of Congress.gov. URL consultato l'11 giugno 2010.
  8. ^ (EN) Rocky, Fargo join National Film Registry, reuters.com, 28 dicembre 2006. URL consultato l'11 giugno 2010.
  9. ^ (EN) BILGE EBIRI, DAVID FEAR, TIM GRIERSON, JAMES MONTGOMERY, NOEL MURRAY, KEITH PHIPPS, 30 Best Sports Movies of All Time, Rolling Stone, 10 agosto 2015. URL consultato il 16 agosto 2015.
  10. ^ Muhammad Ali vs Chuck Wepner Rounds 8,9 and 10 - YouTube
  11. ^ Muhammad Ali vs Chuck Wepner Round 15 (final round) 1975 - YouTube
  12. ^ a b c d e f g h i j k l m n Rocky Best Edition - Commento audio con Sylvester Stallone
  13. ^ Ali and Stallone joking around at the Oscars - YouTube
  14. ^ (EN) EW: The Right Hook: How Rocky Nabbed Best Picture, ew.com.
  15. ^ Rocky Best Edition - Dietro le quinte con il regista John Avildsen.
  16. ^ (EN) Cuchi Costa, Warning to all Rocky fans these 12 facts might shock you..., moviepilot.com. URL consultato il 5 ottobre 2014.
  17. ^ (EN) Donald McRae, Still smokin' over Ali but there's no time for hatred now, in The Guardian, 11 novembre 2008. URL consultato il 3 ottobre 2010.
  18. ^ (EN) Popculturemadness.com list of 1977 number ones, based on Billboards lists, popculturemadness.com, 8 luglio 1977. URL consultato il 14 ottobre 2006.
  19. ^ (EN) AFI 100 songs, afi.com, 22 giugno 2004. URL consultato il 14 ottobre 2006.
  20. ^ (EN) Billboard.com — Rocky Soundtrack, billboard.com. URL consultato il 14 ottobre 2006 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2007).
  21. ^ (EN) Bill Conti @ IMDb, imdb.com. URL consultato il 14 ottobre 2006.
  22. ^ http://www.imdb.com/title/tt0075148/parentalguide?ref_=tt_stry_pg#certification
  23. ^ "Rocky" winning the Best Picture Oscar - YouTube
  24. ^ (EN) Roger Ebert Rocky Review, in Chicago Sun-Times, 1º gennaio 1977. URL consultato il 23 settembre 2006.
  25. ^ Box Office Magazine Rocky Review, boxoffice.com, 22 novembre 1976. URL consultato il 23 settembre 2006. [collegamento interrotto]
  26. ^ (EN) Arizona Daily Star Review, channel4.com. URL consultato il 14 novembre 2006.
  27. ^ (EN) Manohla Dargis, Vincent Canby Rocky Review for New York Times, in The New York Times, 22 novembre 1976. URL consultato il 23 settembre 2006.
  28. ^ Frank Rich, The New York Post, 22 novembre 1976, p. 18.
  29. ^ The Village Voice, 22 novembre 1976, p.61.
  30. ^ (EN) Rocky @ Rotten Tomatoes, rottentomatoes.com. URL consultato il 6 gennaio 2007.
  31. ^ (EN) Rocky @ BBC Films, bbc.co.uk. URL consultato il 14 novembre 2006.
  32. ^ (EN) Empire's The 500 Greatest Movies of All Time, Empire Magazine. URL consultato l'11 giugno 2010.
  33. ^ (EN) Nomination al cofanetto della saga, Imdb Official Site. URL consultato il 17 settembre 2012.
  34. ^ (EN) AFI 100 Cheers, afi.com, 14 giugno 2006. URL consultato il 24 agosto 2006 (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2006).
  35. ^ (EN) AFI 100 Heroes and Villains, afi.com. URL consultato l'11 ottobre 2006 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2006).
  36. ^ (EN) AFI 100 years (10th anniversary edition), connect.afi.com, 2007. URL consultato il 20 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 12 giugno 2007).
  37. ^ (EN) AFI 100 Quotes, afi.com, 2005. URL consultato il 29 settembre 2006 (archiviato dall'url originale il 6 settembre 2006).

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Predecessore Oscar al miglior film Successore
Qualcuno volò sul nido del cuculo 1977 Io e Annie
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