Rocky Balboa

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Robert "Rocky" Balboa
Rocky Balboa in una scena di Rocky V
Rocky Balboa in una scena di Rocky V
Universo Rocky
Lingua orig. Inglese
Soprannome

Lo stallone italiano

Autore Sylvester Stallone
1ª app. in Rocky
Ultima app. in Rocky Balboa
Interpretato da Sylvester Stallone
Voci italiane
Sesso Maschio
Luogo di nascita Filadelfia (Pennsylvania)
Data di nascita 1947
Professione pugile; ristoratore
Parenti
« Nessuno può colpire duro come fa la vita. Perciò andando avanti non è importante come colpisci, l'importante è come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti! così sei un vincente! »
(Rocky dà una lezione di vita al figlio Robert in Rocky Balboa)

Robert "Rocky" Balboa, Sr. (Filadelfia, Pennsylvania, 1947)[1] è il personaggio principale della serie di Rocky, ed è interpretato dall'attore italo-americano Sylvester Stallone; è conosciuto anche con il soprannome di lo stallone italiano.

Nascita e ispirazione del personaggio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sylvester Stallone.

Il personaggio di Rocky è stato creato da Stallone in un periodo in cui l'attore era praticamente sconosciuto e cercava di risollevarsi da una situazione economica non florida.[2]

Il 24 marzo del 1975, dopo aver assistito all'incontro di boxe tra il campione del mondo in carica, Muhammad Ali, e un pugile semisconosciuto, Chuck Wepner, Stallone trova l'ispirazione e in tre giorni scrive una prima stesura e crea il personaggio di Rocky, la cui storia si ispira praticamente a Wepner. Infatti, come Rocky nel suo primo incontro con Apollo, Wepner riesce a mettere in difficoltà il campione del mondo più volte (addirittura riesce a metterlo al tappeto durante la nona ripresa[3]) e alla fine resiste fino all'ultima ripresa.[4]

Storia[modifica | modifica sorgente]

I primi incontri e la sfida di Apollo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rocky (film).

Rocky Balboa è un anonimo pugile italo-americano trentenne che pare non riesca a sfondare a causa della sua scarsa applicazione. Un giorno però viene scelto per sfidare il campione del mondo Apollo Creed, per sostituire l'infortunato sfidante del campione. In un incontro che tutti pensano sia solo un'esibizione, Rocky invece prenderà questa occasione come opportunità di riscatto dalla sua insoddisfacente vita.[5]

Così, Rocky inizia ad allenarsi duramente sotto la guida di Mickey, l'affetto e l'amore di Adriana e il sostegno di Paulie.[5]

Il giorno dell'incontro, Rocky riesce a resistere con il campione per tutti i quindici round, ma perde ai punti contro Apollo. Tuttavia si guadagna l'affetto degli spettatori e l'amore di Adriana che gli dichiara per la prima volta i suoi sentimenti.[5]

La rivincita con Apollo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rocky II.

Dopo lo storico incontro con Apollo, Rocky, che ha subito un colpo violento all'occhio, decide di ritirarsi dalla boxe. Si sposa con Adriana, che presto lo renderà padre del piccolo Robert, e tenta la strada di una vita da normale lavoratore.[6]

Ma "lo stallone italiano" ha la boxe nel sangue, ed è soprattutto l'orgoglio ferito di Creed, che ha indetto una violenta campagna denigratoria nei confronti proprio di Rocky per spingerlo a combattere di nuovo con lui, che lo spinge a salire di nuovo sul ring per la rivincita. I pesanti allenamenti sudore e sangue e l'impeto di riscattare le delusioni della vita gli daranno il coraggio di resistere di fronte al campione per una battaglia ancora più cruenta.[6]

Così, dopo essersi allenato nuovamente al fianco di Mickey, Rocky affronta Apollo per tutti i quindici round, riuscendo a mettere il campione nuovamente in difficoltà. Alla fine, sia Rocky che Creed vanno al tappeto, ma Rocky riesce ad alzarsi prima dello scadere del tempo e soprattutto prima di Creed, diventando il nuovo campione del mondo e dedicando la vittoria alla moglie a casa.[6]

I successi[modifica | modifica sorgente]

La perdita e la riconquista del titolo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rocky III.
« Mia madre me le dava più forte! »
(Rocky Balboa a Clubber Lang in Rocky III)

Il campione del mondo dei pesi massimi Rocky Balboa ha ormai raggiunto il livello più alto della sua carriera fino a quel punto e, saziato dalle tante vittorie, dal successo, dai soldi e da una colorita vita da star imborghesita, decide di ritirarsi nuovamente dalla boxe. Ma Clubber Lang, un giovane e rabbioso pugile di colore, è invece affamato come lo era Rocky prima di emergere. Questo sfida Rocky pubblicamente e, anche complice il momento di appagamento di Rocky, riuscirà a spodestarlo dal vertice mondiale, considerando anche che prima dell'incontro Mickey avvertirà un malore (che gli costerà la vita alla fine del match) e che per questo Rocky non era pienamente concentrato.[7]

Ma Rocky, dopo un primo momento di sconforto, decide di ritornare nella mischia allenato dal suo ex rivale: Apollo Creed. Dopo un lungo allenamento a Los Angeles, città natale di Apollo, Rocky acquisirà la tecnica di combattimento dell'ex avversario e ritroverà i famosi occhi della tigre che lo porteranno alla vittoria per KO al 3 round.[7]

La sfida in Russia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rocky IV.

Rocky, dopo essersi ripreso il titolo mondiale, ha abbandonato i combattimenti da tre anni lasciando il mondo della boxe per dedicarsi esclusivamente alla famiglia.[8]

Ma la pace sarà interrotta dall'arrivo dall'Unione sovietica del "pugile perfetto", il gigante Ivan Drago che lancia una sfida all'America. Apollo, anch'egli ritirato da ormai cinque anni, per dimostrare a sé stesso di sentirsi ancora vivo decide di sfidare il russo. Rocky tenta di dissuadere il suo caro amico, ma per l'ex-campione non c'è altra scelta oltre quel combattimento. Rocky capisce quello che Apollo sta provando e accetta di fargli da secondo nel match.[8]

Arriva così il giorno del match: dopo la scoppiettante coreografia di Apollo, con pochi colpi il temibile Drago lo uccide.[8]

Rocky, affranto dal dolore e dalla rabbia, decide di affrontare Drago, ma per farlo dovrà andare ad allenarsi in Russia e senza essere pagato. Con sudore, freddo, fatica, forza di volontà e i suoi temibili occhi della tigre finisce il suo duro allenamento. La notte di Natale Rocky e Drago si sfidano a Mosca e "lo stallone italiano", alla fine del 15º round, riesce a batterlo.[8]

Il ritiro[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rocky V.

Dopo aver vinto in Russia contro Ivan Drago, Rocky rientra in patria osannato dai suoi fans, ma in breve sarà costretto a dire definitivamente addio alla boxe professionistica perché durante l'ultimo scontro ha subito dei danni cerebrali irreversibili.[9]

Come se non bastasse, i suoi beni sono stati dilapidati a causa di investimenti azzardati da parte di un disonesto commercialista, e così Rocky e famiglia sono costretti a tornare nel quartiere in cui viveva quando era sconosciuto.[9]

Un giovane promettente pugile, Tommy Gunn, gli chiede di fargli da manager e Rocky ne è entusiasta, vedendo in lui sé stesso da giovane, ma dopo un po' di tempo sarà costretto a fare i conti con l'ingratitudine e con la sete di successo del suo allievo, che infatti è entrato a far parte della "scuderia" del disonesto ma potentissimo manager George Washington Duke. Dopo aver vinto il titolo, Tommy Gunn, non soddisfatto di essere visto sempre all'ombra di Rocky, lo sfida per strada, ma Rocky nonostante un primo momento di difficoltà si ricorda delle parole di Mickey e riesce a vincere contro il suo ex allievo e dimostrare al mondo chi è il vero campione.[9]

L'ultimo incontro[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rocky Balboa (film).
Sylvester Stallone nei panni di Rocky Balboa mentre firma degli autografi.

Rocky ha ormai cinquantonove anni e gestisce un ristorante. È diventato vedovo per la morte di Adriana, ha un rapporto conflittuale con il figlio, e vive nell'ombra di quello che è stato. Tutto questo lo porta a rimettersi di nuovo in gioco. Da una simulazione al computer con l'attuale campione del mondo, nascerà l'idea di salire per l'ultima volta sul ring contro l'attuale campione del mondo dei pesi massimi.[10]

Dopo essersi allenato sotto la guida di Duke (che già aveva allenato Rocky in precedenti occasioni), Rocky affronta Mason Dixon, l'attuale campione del mondo. Nonostante all'inizio sia in difficoltà, Rocky riesce a dimostrare nuovamente il suo valore e finisce per arrivare con Dixon fino all'ultimo round, che però vince ai punti di strettissima misura.[10]

Nonostante ciò, Rocky da un'ulteriore prova tangibile di essere ancora l'inossidabile e coraggioso campione che tutti ricordano e, dopo preso una meritata e commovente ovazione da parte del pubblico in delirio, si reca alla tomba di Adriana per ringraziarla di tutto.[10]

Carriera e caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Categoria pugilistica: pesi massimi

Peso forma: 191-217 lbs

Periodo di attività professionistica: 1976-1985

Titoli conquistati: 2 volte campione del mondo dei pesi massimi della WBC fra il novembre 1976[6] e l'agosto del 1981 e fra il gennaio del 1982 e il gennaio del 1986[7]

Totale incontri disputati: 81

Totale incontri vinti: 57 (di cui 54 per K.O.)

Totale incontri persi: 23

Totale incontri pareggiati: 1

Totale incontri fra i professionisti: 17 (di cui 14 validi per il titolo mondiale dei pesi massimi e 3 incontri di esibizione)

Totale vittorie fra i professionisti: 13 (tutte per KO)

Totale sconfitte: 3 (di cui 1 per K.O. e 2 per decisione dei giudici)

Totale pareggi: 1

Prima del combattimento con Spider Rico, nel primo film della serie (Rocky) il pugile Rocky Balboa ha ottenuto 43 vittorie (37 per KO) e 20 sconfitte.[5]

Questo particolare viene fatto presente anche dagli speaker prima del primo incontro con Apollo che descrivono il boxing record di Balboa con un attivo di 64 incontri, 44 vittorie (38 per KO) e 20 sconfitte. Infatti dopo la vittoria contro Spider gli incontri sono diventati 64 e le vittorie 44.

La seguente lista contiene solo i combattimenti presenti nella saga di Rocky.

Risultato Avversario Tipo Round Luogo Data Note
Sconfitta Mason Dixon Decisione non unanime dei giudici 10 (10) Las Vegas, Nevada 26/02/2005 Match di beneficenza per il ritorno di Rocky dopo 20 anni
Vittoria Ivan Drago KO 15 (15) Mosca, Russia 25/12/1985 Match d'esibizione USA (Rocky) vs URSS (Drago)
Vittoria Clubber Lang KO 3 (15) New York City, New York 12/01/1982 Riconquista il titolo
Sconfitta Clubber Lang KO 2 (15) New York City, New York 15/08/1981 Perde il titolo
Pareggio Labbra tonanti Pareggio - Filadelfia, Pennsylvania 10/05/1981 Match di beneficenza
Vittoria Philp Hammerman KO 3 (15) Roma, Italia 29/04/1981 Difesa del titolo
Vittoria Matt Delarue KO 5 (15) Las Vegas, Nevada 07/11/1980 Difesa del titolo
Vittoria Joe Green KO 2 (15) Tokyo, Giappone 17/06/1980 Difesa del titolo
Vittoria Flip Folsom KO 2 (15) Milwaukee, Wisconsin 24/10/1979 Difesa del titolo
Vittoria Dave Fossam KO 2 (15) Long Island, New York 09/02/1979 Difesa del titolo
Vittoria Bobby Jalali KO 3 (15) Londra, Inghilterra 03/10/1978 Difesa del titolo
Vittoria Vito Soto KO 10 (15) Monte Carlo, Monaco 16/02/1978 Difesa del titolo
Vittoria Big Yank Ball KO 6 (15) Las Vegas, Nevada 13/11/1977 Difesa del titolo
Vittoria Joe Czak KO 2 (15) New York City, New York 01/08/1977 Difesa del titolo
Vittoria Trevor Faus KO 1 (15) Filadelfia, Pennsylvania 06/04/1977 Difesa del titolo
Vittoria Apollo Creed KO 15 (15) Filadelfia, Pennsylvania 25/11/1976 Vince il titolo mondiale dei pesi massimi
Sconfitta Apollo Creed Decisione unanime dei giudici 15 Filadelfia, Pennsylvania 01/01/1976 Per il titolo mondiale dei pesi massimi
Vittoria Spider Rico KO 2 (8) Filadelfia, Pennsylvania 25/11/1975
Vittoria Tully Bernard Decisione unanime dei giudici 8 Filadelfia, Pennsylvania 29/10/1975
Sconfitta Barry Crash Decisione unanime dei giudici 8 Scranton, Pennsylvania 05/10/1975
Vittoria Jack Reid KO 4 (8) Filadelfia, Pennsylvania 04/06/1975

Allenamento e stile di combattimento[modifica | modifica sorgente]

Lo stile di combattimento di Rocky Balboa è molto simile a quello del pugile Rocky Marciano, che lo stesso Balboa prende come modello di riferimento: predilige infatti attacchi potenti al viso o al corpo e tiene la testa bassa per diminuire l'allungo dell'avversario.[5]

All'inizio della saga, nel primo film ambientato fra il novembre del 1975 e il gennaio del 1976, lo stesso Rocky si presenta come un pugile di circa 30 anni (in realtà non si sa se sia certa questa età, infatti poi si scoprirà che a quell'epoca aveva due anni in meno) che ha cominciato con la boxe molto piccolo incitato dal padre.

Nel primo film sono già sei gli anni in cui si allena nella palestra di Mickey Goldmill, un anziano pugile nato nel 1905, con il quale però inizialmente non va molto d'accordo perché Rocky non si applica a dovere e il suo allenatore lo considera un pugile di scarse promesse, arrivando perfino a togliergli l'armadietto della palestra per lasciarlo ad un pugile più promettente.

Robert “Rocky” Balboa è un pugile dilettante che rientra nella categoria dei pesi massimi (pesa infatti circa 200 libbre, cioè quasi 91 chilogrammi): ha un fisico possente e un'ottima resistenza e si ispira come detto sia per il soprannome che per lo stile al famoso Rocky Marciano.

Combatte a livello amatoriale al “Cambria Fight Club” di Filadelfia, luogo dove sono ammesse le scommesse sui combattimenti. Per ogni vittoria incassa circa 40 dollari, che per lui valgono, più che come hobby, come la paga di un mestiere.

Già nel suo primo combattimento nel film, quello contro il pugile ispanico Spider Rico, lo si vede mostrare le sue fondamentali caratteristiche combattive, che sono la resistenza e la forza fisica: vince infatti al secondo round dopo aver resistito ai colpi dell'avversario e dopo averlo tempestato di violenti colpi solo dopo che questi lo abbia colpito, irregolarmente, con una testata.

Balboa, in tutti i combattimenti, mostra di possedere abilità come la notevole resistenza e grandi doti da incassatore che gli permettono di rialzarsi anche dopo aver subito per un intero match l'avversario; alla fine, quando l'avversario si ritrova stremato per gli attacchi portati, scarica contro di lui tutte le energie tenute in riserva, cosa che gli permette di coglierlo di sorpresa e di sopraffarlo.[5]

Rocky possiede un'altra caratteristica distintiva notevole: è mancino. Questa caratteristica è considerata molto proficua dal pugile italoamericano: infatti, quando esce per la prima volta con Adriana, le confessa che in questo modo ha il vantaggio di riuscire a spiazzare l'avversario e di sbilanciarlo.[5]

Prima del secondo combattimento con Creed, sempre in Rocky II, Mickey insegna al suo allievo a colpire anche col destro, legandogli con una corda il braccio sinistro al busto e dicendo a Rocky di abituarsi a colpire il sacco solo con il destro. Questa trovata gli permette, almeno inizialmente, di spiazzare Creed nel loro secondo incontro: infatti, in questa occasione, Rocky si difende come un “guardia destra”.[6]

Gli allenamenti di Mickey sono abbastanza artigianali ma efficaci: vista la scarsa attitudine alla velocità del suo allievo, Mickey allena Rocky a muoversi più velocemente sul ring per schivare i colpi dell'avversario, tenerlo a lunga distanza e per lanciarsi addosso quando possibile. Per far questo, lo abitua ad acchiappare una gallina in un recinto, esercizio che gli permette di muoversi da un punto all'altro dell'intero quadrato spostandosi con le ginocchia molto rapidamente. Gli altri allenamenti avvengono nella sua palestra, dove Mickey sottopone Rocky ad esercizi di potenziamento muscolare: alzate con il bilanciere, aperture con pesanti manubri, addominali, flessioni, saltelli con la corda.

Inoltre gli insegna i fondamentali al sacco: gli fa infatti colpire il sacco legandogli un'asticella alle caviglie, in modo tale da fargli acquistare l'equilibrio necessario in modo tale da restare ben fermo con le gambe e col busto e rendere più pericolosi i colpi.

Rocky si sveglia alle 4.00 del mattino, deve mandare giù una colazione a base proteica con cinque tuorli d'uovo e poi correre per le strade fino alla cima del museo. Se all'inizio lo si ritrova lento, affannato e col fiatone, alla fine degli allenamenti quotidiani riuscirà nell'impresa.

La corsa è certamente uno degli allenamenti prediletti di Balboa, che gli permettono, oltre a migliorarsi progressivamente nella resistenza, anche di acquistare un'indispensabile potenza e velocità nelle gambe. Questo tipo allenamento è presente in tutte le serie dei film: corsa di resistenza da casa fino alla cima del Museo in Rocky, Rocky II, Rocky V e Rocky Balboa, corsa di velocità sui cento metri piani in spiaggia in Rocky III e corsa di potenza in superficie piana e in salita sulla neve in Rocky IV.

Sempre in Rocky II ci sono anche altri metodi di allenamento, come quello di portare in spalla una trave per poi alzarla e quello di dare dei potenti colpi di martello al ferro. Non può mancare naturalmente la scarica di colpi ai quarti di bue che Rocky utilizza come sacco nel primo film, immaginando che la carne rappresenti l'avversario. Questo tipo di allenamento nel frigorifero della macelleria sarà poi ripreso nell'ultimo film della serie: Rocky Balboa.

Potenza, resistenza, determinazione, furore agonistico e una buona dose di coraggio: sono queste le caratteristiche fisiche e psicologiche che hanno permesso a Balboa di battere Creed alla fine di Rocky II e di vincere il titolo mondiale dei pesi massimi.

In Rocky III, dopo la morte di Mickey, Rocky verrà allenato dall'ex rivale Apollo Creed, che gli impartirà un metodo di allenamento del tutto nuovo rispetto a quello di Mickey, basato infatti sulla rapidità dei movimenti e sul ritmo.

Fa allenare Rocky in piscina, per fargli sviluppare tutti i muscoli di spinta, e in spiaggia, dove corre i cento metri in velocità: questi allenamenti serviranno a renderlo più agile, sciolto ed esplosivo nei movimenti.

In palestra gli insegna i suoi trucchi vincenti: lo fa allenare con punch-ball abituandolo a colpire con il diretto (mentre Rocky era abituato ad attaccare soltanto con il gancio e i montanti) e con una serie di jab in sequenza, e tutto ciò impartendogli un ritmo di danza afro-americano che gli permette di muoversi saltellando sulle punte dei piedi, di colpire e spostarsi rapidamente e di tenere a lunga distanza l'avversario.

Questo allenamento lo snellirà tantissimo e gli farà perdere almeno 4 chilogrammi (infatti passa da un peso forma di 199,5 libbre a 191 nel giro di pochi mesi), e la tecnica acquisita e il ritrovato furore agonistico gli permetteranno di avere la meglio su Clubber e di riprendersi il titolo mondiale dei pesi massimi.

Trascorrono tre anni e Rocky, per vendicare la morte di Creed e battere Drago, si ritirerà in un cascinale e si allenerà in modo del tutto nuovo rispetto ai precedenti metodi di allenamento: stavolta l'obbiettivo è l'acquisizione massimale della potenza e della resistenza.

Per potenziare i muscoli così da sviluppare una spinta maggiore e scagliare colpi sempre più violenti, il pugile americano si allena sollevando enormi pesi rudimentali, spaccando e segando la legna, abbattendo gli alberi, sollevando un carretto carico del peso di tre persone e sviluppando gli addominali superiori del busto. Infine, la corsa sulla neve fino alla cima di una montagna ha reso i muscoli delle gambe molto resistenti.

In Rocky V, Balboa si ritira dalla boxe e si dedica ad insegnare tutte le sue conoscenze in campo pugilistico al giovane Tommy Gunn. Per questo smette di allenarsi per molti anni e complice anche l'età (alla fine di Rocky V ha già 42-44 anni) e i danni al cervello seguiti all'incontro con Drago, rischia di subire un'assurda sconfitta dal suo ingrato ed irruente allievo, ma la maggiore esperienza e la proverbiale determinazione gli permetteranno di essere ancora una volta il migliore.

Nell'ultimo capitolo della saga (Rocky Balboa), troviamo il nostro eroe che decide di ricominciare a combattere all'età di 57 anni. Il vecchio trainer Duke decide di impostare l'allenamento solo sulla forza e la resistenza, poiché, come ammette lui stesso, “ormai la velocità non ce l'hai più”. L'allenamento si basa su esercizi in palestra: alzare i pesi, il bilanciere, flessioni ed esercizi con la palla medica per riacquistare scioltezza e naturalmente non poteva mancare la conclusiva corsa fino alla scalinata del Museum of Art.

Incongruenze[modifica | modifica sorgente]

In Rocky II viene detto da Mickey che Rocky rischierebbe di restare cieco se combattesse ancora, visto che dopo il primo incontro con Apollo viene operato all'occhio.[6] Tuttavia pare che Rocky sia guarito, e abbia così potuto continuare a combattere senza rischiare di subire una lesione all'occhio.[7]

In Rocky IV, al momento della partenza di Rocky per la Russia, il figlio è un bambino di 9 anni. Al suo ritorno, meno di un mese dopo la partenza, all'inizio del quinto film della saga, è già un adolescente.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Il personaggio di Rocky è classificato al 7º posto tra i cinquanta eroi di tutti i tempi.[11] Inoltre si è classificato al 34º tra i "100 Grandi personaggi del cinema" sulla rivista Empire,[12] mentre al 64° sulla rivista Premiere tra i "100 personaggi del cinema di tutti i tempi".[13]

Le statua dell'Amazzone e di Rocky, fuori dal Philadelphia Museum of Art.

Durante la fase di pre-produzione di Rocky III, Stallone ha fatto creare apposta dallo scultore Thomas Schomberg una statua di bronzo raffigurante il campione con le braccia alzate al cielo. L'opera, alta 2,60 metri, era stata collocata in cima ai famosi scalini del Museum of Art di Filadelfia, uno dei musei più grandi e famosi degli Stati Uniti e scenografia storica dei precedenti Rocky. Una volta terminate le riprese, Stallone decise di donare l'opera alla città, che in fondo aveva adottato il suo personaggio. Il sindaco della città decise di lasciarla davanti all'ingresso, ma poi, dopo le proteste dei critici d'arte, che ritengono la statua non un'opera ma un semplice elemento scenografico, si è optato per trasferirla davanti allo Spectrum, arena del basket di Filadelfia.

Stallone è entrato a far parte della International Boxing Hall of Fame senza essere un vero pugile, ma solo fittizio, tramite il personaggio di Rocky Balboa; è la prima volta nella storia. La cerimonia si è tenuta il 12 giugno 2011[14].

Il personaggio di Rocky è stato inoltre inserito nella World Boxing Hall of Fame.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La data di nascita di Rocky non è certa: nel primo film, ambientato fra il 1975 e il 1976, si dice che lui ha 30 anni. In Rocky III, ambientato nel 1981 (come appare nella lapide di Mickey), un giornalista dice che lui ha 34 anni. Da ciò si desume che sia nato nel 1947.
  2. ^ Production Notes | Rocky (1976) The Original Movie | Total Rocky
  3. ^ Muhammad Ali vs Chuck Wepner Rounds 8,9 and 10 - YouTube
  4. ^ Muhammad Ali vs Chuck Wepner Round 15 (final round) 1975 - YouTube
  5. ^ a b c d e f g Rocky (1976), di John G. Avildsen.
  6. ^ a b c d e f Rocky II (1979), di Sylvester Stallone.
  7. ^ a b c d Rocky III (1982), di Sylvester Stallone.
  8. ^ a b c d Rocky IV (1985), di Sylvester Stallone.
  9. ^ a b c Rocky V (1990), di John G. Avildsen.
  10. ^ a b c Rocky Balboa (2006), di Sylvester Stallone.
  11. ^ AFI's 100 Years... 100 Heroes and Villains, afi.com. URL consultato il 21 maggio 2010.
  12. ^ Empire's The 100 Greatest Movie Characters, Empire Magazine. URL consultato il 21 maggio 2010.
  13. ^ Premiere's The 100 Greatest Movie Characters, Filmsite.org. URL consultato il 21 maggio 2010.
  14. ^ Stallone nell'Hall of Fame della boxe.

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