Rocky Balboa

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Rocky Balboa
Rocky in una scena di Rocky V
Rocky in una scena di Rocky V
Universo Rocky
Lingua orig. Inglese
Soprannome Lo Stallone italiano (The Italian Stallion)
Autore Sylvester Stallone
1ª app. in Rocky
Ultima app. in Creed - Nato per combattere
Interpretato da Sylvester Stallone
Voci italiane
Sesso Maschio
Luogo di nascita Filadelfia (Pennsylvania)
Data di nascita 1947
Professione Pugile
Ristoratore
Parenti
« Nessuno può colpire duro come fa la vita. Perciò andando avanti non è importante come colpisci, l'importante è come sai resistere ai colpi, come incassi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti! Così sei un vincente! »
(Rocky dà una lezione di vita al figlio Robert in Rocky Balboa)

Robert Balboa, Sr., conosciuto come Rocky Balboa, è il protagonista della serie cinematografica di Rocky, ideato ed interpretato dall'attore italoamericano Sylvester Stallone.

Nascita e ispirazione del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sylvester Stallone.

Il personaggio di Rocky è stato creato da Stallone in un periodo in cui l'attore era praticamente sconosciuto e cercava di risollevarsi da una situazione economica non rosea [1].

Il 24 marzo 1975, dopo aver assistito all'incontro di boxe tra il campione del mondo in carica Muhammad Ali e un pugile semisconosciuto, Chuck Wepner, Stallone trova l'ispirazione e in tre giorni scrive una prima stesura del film e crea il personaggio di Rocky, la cui storia si ispira a Wepner.

Come Rocky nel suo primo incontro con Apollo, Wepner riesce a mettere in difficoltà il campione del mondo più volte (addirittura riesce a metterlo al tappeto durante la nona ripresa[2]) per poi resistere fino all'ultima[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini e la sfida di Apollo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Rocky.

Rocky Balboa è un anonimo pugile italo-americano trentenne di Philadelphia che pare non riesca a sfondare a causa della sua scarsa applicazione. Un giorno però viene scelto per sfidare il campione del mondo Apollo Creed: questi, infatti, insoddisfatto degli avversari che gli vengono proposti, decide di dare ad uno sconosciuto la possibilità di lottare per il titolo in occasione del bicentenario della nascita degli Stati Uniti.

In un incontro che tutti pensano sia solo un'esibizione, Rocky invece vede l'occasione di riscattare la propria insoddisfacente vita[4] e di non essere più "soltanto un bullo di periferia", iniziando così ad allenarsi duramente sotto la guida del burbero Mickey, l'affetto e l'amore di Adriana e il sostegno di Paulie[4].

Rocky riesce a resistere con il campione per tutti i dodici round, impresa mai riuscita prima a nessuno, perdendo ai punti, ma guadagnandosi l'affetto degli spettatori e l'amore di Adriana, che gli dichiara per la prima volta i suoi sentimenti[4].

La rivincita[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Rocky II.

Dopo lo storico incontro con Apollo, Rocky, che ha subìto un colpo violento all'occhio, decide di ritirarsi dalla boxe. Si sposa con Adriana, che presto lo renderà padre del piccolo Rocky Jr., e tenta la strada di una vita da normale lavoratore[5].

"Lo stallone italiano" ha tuttavia la boxe nel sangue ed è soprattutto l'orgoglio ferito di Creed, che ha indetto una violenta campagna denigratoria nei confronti proprio di Rocky per spingerlo a combattere di nuovo con lui, che lo spinge a salire di nuovo sul ring per la rivincita. I pesanti allenamenti "sudore e sangue" e l'impeto di riscattare le delusioni della vita gli daranno il coraggio di resistere di fronte al campione per una battaglia ancora più cruenta.[5]

Così, dopo essersi allenato nuovamente al fianco di Mickey, Rocky affronta Apollo per tutti i quindici round, riuscendo a mettere il campione nuovamente in difficoltà. Alla fine sia Rocky che Creed vanno al tappeto, ma il primo riesce a rialzarsi prima dello scadere del tempo e soprattutto prima di Creed, diventando il nuovo campione del mondo e dedicando la vittoria alla moglie a casa[5].

I successi[modifica | modifica wikitesto]

La perdita e la riconquista del titolo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Rocky III.
« Mia madre me le dava più forte! »
(Rocky Balboa a Clubber Lang in Rocky III)

Il campione del mondo dei pesi massimi Rocky Balboa ha ormai raggiunto il livello più alto della sua carriera e, saziato dalle tante vittorie, dal successo, dai soldi e da una colorita vita da star imborghesita, decide di ritirarsi nuovamente dalla boxe.

Clubber Lang, un giovane e rabbioso pugile di colore, è invece affamato come lo era Rocky prima di emergere: per questo lo sfida pubblicamente e, anche complice il momento di appagamento di Rocky, riuscirà a spodestarlo dal vertice mondiale, considerando anche che prima dell'incontro Mickey avvertirà un malore (che gli costerà la vita alla fine del match) e che per questo Rocky non era pienamente concentrato[6].

Rocky, dopo un primo momento di sconforto, decide di ritornare nella mischia allenato dal suo ex rivale Apollo Creed: dopo un lungo allenamento a Los Angeles, città natale di quest'ultimo, Rocky acquisirà la tecnica di combattimento dell'ex avversario e ritroverà i famosi "occhi della tigre" che lo riporteranno alla vittoria[6].

La sfida in Russia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Rocky IV.

Rocky, dopo essersi ripreso il titolo mondiale, ha abbandonato i combattimenti da tre anni lasciando il mondo del pugilato per dedicarsi esclusivamente alla famiglia[7].

La pace viene tuttavia interrotta dall'arrivo dall'Unione Sovietica del "pugile perfetto", il gigante Ivan Drago, che lancia una sfida all'America. Apollo, anch'egli ritirato da ormai cinque anni, per dimostrare a sé stesso di sentirsi ancora vivo decide di sfidare il russo: Rocky tenta di dissuaderlo, ma per l'ex-campione non c'è altra scelta. Rocky capisce quello che Apollo sta provando e accetta di fargli da secondo nel match[7].

Nonostante in apparenza si tratti di una semplice esibizione, Apollo si rende conto che in palio c'è la supremazia sportiva, una sorta di piccola guerra fredda, ma con pochi e devastanti colpi il temibile Drago lo uccide alla seconda ripresa, dopo che questi aveva ordinato a Rocky di non gettare la spugna[7].

Rocky, affranto dal dolore e dalla rabbia, decide di affrontare Drago, ma per farlo dovrà andare ad allenarsi in Russia e senza essere pagato. Con sudore, freddo, fatica, forza di volontà e i suoi temibili occhi della tigre, "lo stallone italiano" finisce il suo duro allenamento e la notte di Natale, alla fine dell'ultimo round, riesce a battere Drago, per poi pronunciare un discorso che invita alla distensione tra le due superpotenze mondiali[7].

Il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Rocky V.

Dopo aver vinto in Russia contro Ivan Drago, Rocky rientra in patria osannato dai suoi fan ma in breve sarà costretto a dire definitivamente addio alla boxe professionistica perché durante l'ultimo scontro ha subìto dei danni cerebrali irreversibili[8].

Come se non bastasse, i suoi beni sono stati dilapidati a causa di investimenti azzardati da parte di un disonesto commercialista e così Rocky e famiglia sono costretti a tornare nel quartiere in cui viveva quando era sconosciuto[8].

Un giovane promettente pugile, Tommy Gunn, gli chiede di fargli da manager e Rocky ne è entusiasta, vedendo in lui sé stesso da giovane, ma dopo un po' di tempo sarà costretto a fare i conti con l'ingratitudine e con la sete di successo del suo allievo, che infatti è entrato a far parte della "scuderia" del disonesto ma potentissimo manager George Washington Duke.

Dopo aver vinto il titolo, Tommy, adirato per essere visto sempre all'ombra di Rocky, lo sfida per strada; lo stallone italiano, nonostante un primo momento di difficoltà, si ricorda delle parole di Mickey e riesce a vincere contro il suo ex allievo e dimostrare al mondo chi è il vero campione[8].

L'ultimo incontro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Rocky Balboa (film).
Sylvester Stallone nei panni di Rocky Balboa mentre firma degli autografi.

Rocky ha ormai cinquantanove anni e gestisce un ristorante: è diventato vedovo per la morte di Adriana, ha un rapporto conflittuale con il figlio e vive nell'ombra di quello che è stato.

Tutto questo lo porta a rimettersi di nuovo in gioco dopo che da una simulazione al computer emerge che potrebbe vincere contro l'attuale campione del mondo Mason Dixon[9].

Dopo essersi allenato sotto la guida di Duke, Rocky affronta Dixon riuscendo a dimostrare nuovamente il suo valore (perde di pochissimo ai punti e resistendo fino all'ultima ripresa[9]).

Rocky dà quindi un'ulteriore prova tangibile di essere ancora l'inossidabile e coraggioso campione che tutti ricordano e, dopo aver ricevuto una meritata e commovente ovazione da parte del pubblico in delirio, si reca alla tomba di Adriana per ringraziarla di tutto[9].

Il passaggio di consegne[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Creed - Nato per combattere.

Rocky, ormai ultrasessantenne, dopo la morte di Paulie e il trasferimento del figlio è rimasto da solo nella sua Philadelfia, dove conduce un'esistenza serena come ristoratore. Una nuova scossa nella sua vita la porterà il giovane Adonis Johnson, figlio illegittimo del suo grande rivale e amico Apollo Creed, che gli chiederà di allenarlo per seguire anch'egli una carriera nel pugilato. Rocky, inizialmente titubante, accetterà l'ennesima sfida e instaurerà col giovane un profondo rapporto.

Carriera e caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

  • Categoria: Pesi massimi
  • Peso forma: 191-217 libbre (86-98 kg)
  • Periodo di attività professionistica: 1976-1986
  • Palmarès: Titolo mondiale WBC (25 novembre 1976 - 15 agosto 1981[5]; 1982-1986[6])
  • Record:
    • Incontri disputati - vittorie (k.o.) - sconfitte (k.o.) - pareggi
    • Dilettantistico: 64 - 44 (38) - 20 (?) - 0
    • Professionistico: 16 - 13 (13) - 3 (1) - 0
    • Totale: 80 - 57 (51) - 23 (?) - 0

Il record da dilettante viene annunciato dai cronisti il 1º gennaio 1976, durante la presentazione del pugile prima dell'esordio da professionista: 64 incontri, 44 vinti (38 dei quali prima del limite) e 20 persi[4].

La seguente tabella indica solo gli incontri presenti nella serie.

Esito Avversario Causa Ripresa Luogo Data Note
Sconfitta Mason Dixon Decisione non unanime 10 (10) Las Vegas Stati Uniti Stati Uniti ND-2006 Incontro di esibizione
Vittoria Ivan Drago KO 15 (15) Mosca URSS URSS 25-12-1985 Incontro di esibizione
Vittoria Clubber Lang KO 3 (15) New York Stati Uniti Stati Uniti ND-1982 Riconquista del titolo mondiale WBC
Sconfitta Clubber Lang KO 2 (15) New York Stati Uniti Stati Uniti 15-8-1981 Perdita del titolo mondiale WBC
Vittoria Philp Hammerman KO 3 (15) Roma Italia Italia 29-4-1981 Difesa del titolo
Vittoria Matt Delarue KO 5 (15) Las Vegas Stati Uniti Stati Uniti 7-11-1980 Difesa del titolo
Vittoria Joe Green KO 2 (15) Tokyo Giappone Giappone 17-6-1980 Difesa del titolo
Vittoria Flip Folsom KO 2 (15) Milwaukee Stati Uniti Stati Uniti 24-10-1979 Difesa del titolo
Vittoria Dave Fossam KO 2 (15) Long Island Stati Uniti Stati Uniti 9-2-1979 Difesa del titolo
Vittoria Bobby Jalali KO 3 (15) Londra Inghilterra Inghilterra 3-10-1978 Difesa del titolo
Vittoria Vito Soto KO 10 (15) Monte Carlo Monaco Monaco 16-2-1978 Difesa del titolo
Vittoria Big Yank Ball KO 6 (15) Las Vegas Stati Uniti Stati Uniti 13-11-1977 Difesa del titolo
Vittoria Joe Czak KO 2 (15) New York Stati Uniti Stati Uniti 1-8-1977 Difesa del titolo
Vittoria Trevor Faus KO 1 (15) Filadelfia Stati Uniti Stati Uniti 6-4-1977 Difesa del titolo
Vittoria Apollo Creed KO 15 (15) Filadelfia Stati Uniti Stati Uniti 25-11-1976 Conquista del titolo mondiale WBC
Sconfitta Apollo Creed Decisione unanime 15 Filadelfia Stati Uniti Stati Uniti 1-1-1976 Campionato mondiale WBC
Vittoria Spider Rico KO 2 (8) Filadelfia Stati Uniti Stati Uniti 25-11-1975 Ultimo incontro da dilettante

Allenamenti e stile di combattimento[modifica | modifica wikitesto]

Lo stile di combattimento di Rocky è molto simile a quello del pugile Rocky Marciano, che lo stesso Balboa prende come modello di riferimento: predilige infatti attacchi potenti al viso o al corpo e tiene la testa bassa per diminuire l'allungo dell'avversario[4]. Nonostante la scarsa tecnica, Rocky si renderà protagonista di cambiamenti tecnici non indifferenti soprattutto nel secondo e terzo film della saga.

Nel primo film, ambientato fra il novembre del 1975 e il gennaio del 1976, Rocky si presenta come un pugile di circa 30 anni (in realtà non si sa se sia certa questa età, infatti poi si scoprirà che a quell'epoca aveva due anni in meno) che ha cominciato con la boxe molto piccolo incitato dal padre. Al tempo sono già sei gli anni in cui si allena nella palestra di Mickey Goldmill, un anziano ex pugile con il quale non va molto d'accordo perché non si applica a dovere e che lo considera un pugile di scarse promesse arrivando perfino a togliergli l'armadietto della palestra per lasciarlo ad un pugile più promettente. Rocky è un pugile dilettante che rientra nella categoria dei pesi massimi (pesa infatti circa 200 libbre, cioè quasi 91 chilogrammi): ha un fisico possente e un'ottima resistenza e si ispira come detto sia per il soprannome che per lo stile al famoso Rocky Marciano. Combatte a livello amatoriale al "Cambria Fight Club" di Filadelfia, luogo dove sono ammesse le scommesse sui combattimenti; per ogni vittoria incassa circa 40 dollari che per lui valgono, più che come hobby, come la paga di un mestiere.

Già nel suo primo combattimento nel film, quello contro il pugile ispanico Spider Rico, lo si vede mostrare le sue fondamentali caratteristiche combattive, che sono la resistenza e la forza fisica: vince infatti al secondo round dopo aver resistito ai colpi dell'avversario e dopo averlo tempestato di violenti colpi solo dopo che questi lo abbia colpito, irregolarmente, con una testata. Balboa, in tutti i combattimenti, mostra di possedere abilità come la notevole resistenza e grandi doti da incassatore, che gli permettono di rialzarsi anche dopo aver subìto per un intero match l'avversario; alla fine, quando l'avversario si ritrova stremato per gli attacchi portati, scarica contro di lui tutte le energie tenute in riserva, cosa che gli permette di coglierlo di sorpresa e di sopraffarlo[4].

Rocky possiede un'altra caratteristica distintiva notevole: è mancino. Questa caratteristica è considerata molto proficua dal pugile italoamericano: infatti, quando esce per la prima volta con Adriana, le confessa che in questo modo ha il vantaggio di riuscire a spiazzare l'avversario e di sbilanciarlo[4].

Prima del secondo combattimento con Creed, in Rocky II, Mickey insegna al suo allievo a colpire anche col destro, legandogli con una corda il braccio sinistro al busto e dicendogli di abituarsi a colpire il sacco solo con il destro. Questa trovata gli permette, almeno inizialmente, di spiazzare Creed nel loro secondo incontro: infatti, in questa occasione, Rocky si difende come un "guardia destra"[5]. Gli allenamenti di Mickey sono abbastanza artigianali ma efficaci: vista la scarsa attitudine alla velocità del suo allievo, Mickey allena Rocky a muoversi più velocemente sul ring per schivare i colpi dell'avversario, tenerlo a lunga distanza e per lanciarglisi addosso quando possibile. Per far questo lo abitua ad acchiappare una gallina in un recinto, esercizio che gli permette di muoversi da un punto all'altro dell'intero quadrato spostandosi con le ginocchia molto rapidamente. Gli altri allenamenti avvengono nella sua palestra, dove Mickey sottopone Rocky ad esercizi di potenziamento muscolare: alzate con il bilanciere, aperture con pesanti manubri, addominali, flessioni, saltelli con la corda. Gli insegna inoltre a colpire il sacco legandogli un'asticella alle caviglie, in modo tale da fargli acquistare l'equilibrio necessario in modo tale da restare ben fermo con le gambe e col busto e rendere più pericolosi i colpi. Rocky si sveglia alle 4 del mattino, deve mandare giù una colazione a base proteica con cinque tuorli d'uovo e poi correre per le strade fino alla cima del museo di Philadelphia: se all'inizio lo si ritrova lento, affannato e col fiatone, alla fine degli allenamenti quotidiani riuscirà agilmente nell'impresa. La corsa è certamente uno degli allenamenti prediletti di Balboa poiché gli permette, oltre a migliorarsi progressivamente nella resistenza, anche di acquistare un'indispensabile potenza e velocità nelle gambe. Questo tipo di allenamento è presente in tutte le serie dei film: corsa di resistenza da casa fino alla cima del museo in Rocky, Rocky II, Rocky V e Rocky Balboa, corsa di velocità sui cento metri piani in spiaggia in Rocky III e corsa di potenza in superficie piana e in salita sulla neve in Rocky IV. In Rocky II sono inoltre presenti altri metodi di allenamento, come quello di portare in spalla una trave per poi alzarla e quello di dare dei potenti colpi di martello al ferro. Non può mancare naturalmente la scarica di colpi ai quarti di bue che Rocky utilizza come sacco nel primo film, immaginando che la carne rappresenti l'avversario: questo tipo di allenamento nel frigorifero della macelleria sarà poi ripreso in Rocky Balboa. Potenza, resistenza, determinazione, furore agonistico e una buona dose di coraggio: sono queste le caratteristiche fisiche e psicologiche che hanno permesso a Balboa di battere Creed alla fine di Rocky II e di vincere il titolo mondiale dei pesi massimi.

In Rocky III, dopo la morte di Mickey e la sconfitta contro l'emergente Clubber Lang, Rocky verrà allenato dall'ex rivale Apollo Creed, che gli impartirà un metodo di allenamento del tutto nuovo basato sulla rapidità dei movimenti e sul ritmo. Apollo fa allenare Rocky in piscina, per fargli sviluppare tutti i muscoli di spinta, e in spiaggia, dove corre i cento metri in velocità per renderlo più agile, sciolto ed esplosivo nei movimenti. In palestra gli insegna i suoi trucchi vincenti: lo fa allenare con punch-ball abituandolo a colpire con il diretto (mentre Rocky era abituato ad attaccare soltanto con il gancio e i montanti) e con una serie di jab in sequenza, impartendogli inoltre un ritmo di danza afro-americano che gli permette di muoversi saltellando sulle punte dei piedi, di colpire e spostarsi rapidamente e di tenere a lunga distanza l'avversario. Questo allenamento lo snellirà tantissimo e gli farà perdere almeno 4 chilogrammi (infatti passa da un peso forma di 199,5 libbre a 191 nel giro di pochi mesi), e la tecnica acquisita e il ritrovato furore agonistico gli permetteranno di avere la meglio su Clubber e di riprendersi il titolo mondiale dei pesi massimi.

Trascorrono tre anni e Rocky, per vendicare la morte di Creed e battere Drago, si ritirerà in un cascinale e si allenerà in modo del tutto nuovo rispetto ai precedenti metodi di allenamento: stavolta l'obbiettivo è l'acquisizione massimale della potenza e della resistenza. Per potenziare i muscoli così da sviluppare una spinta maggiore e scagliare colpi sempre più violenti, il pugile americano si allena sollevando enormi pesi rudimentali, spaccando e segando la legna, abbattendo gli alberi, sollevando un carretto carico del peso di tre persone e sviluppando gli addominali superiori del busto. Infine, la corsa sulla neve fino alla cima di una montagna ha reso i muscoli delle gambe molto resistenti.

In Rocky V Balboa si ritira dalla boxe e si dedica ad insegnare tutte le sue conoscenze in campo pugilistico al giovane Tommy Gunn. Per questo smette di allenarsi per molti anni e complice anche l'età (alla fine del film ha già 42-44 anni) e i danni al cervello seguiti all'incontro con Drago, rischia di subire un'assurda sconfitta dal suo ingrato ed irruente allievo, ma la maggiore esperienza e la proverbiale determinazione gli permetteranno di essere ancora una volta il migliore.

In Rocky Balboa troviamo il nostro eroe che decide di ricominciare a combattere all'età di 59 anni. Il vecchio trainer Duke decide di impostare l'allenamento solo sulla forza e la resistenza, poiché, come ammette lui stesso, "ormai la velocità non ce l'hai più". L'allenamento si basa su esercizi in palestra: alzare i pesi, il bilanciere, flessioni ed esercizi con la palla medica per riacquistare scioltezza e naturalmente non poteva mancare la conclusiva corsa fino alla scalinata del Museum of Art.

Incongruenze[modifica | modifica wikitesto]

In Rocky II viene detto da Mickey che Rocky rischierebbe di restare cieco se combattesse ancora, visto che dopo il primo incontro con Apollo viene operato all'occhio[5]; tuttavia pare che Rocky sia guarito e abbia così potuto continuare a combattere senza rischiare di subire una lesione all'occhio[6].

In Rocky IV, al momento della partenza di Rocky per la Russia, il figlio è un bambino di 9 anni. Al suo ritorno, meno di un mese dopo la partenza, all'inizio del quinto film della saga, è già un adolescente.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Rocky è classificato al 7º posto tra i cinquanta eroi di tutti i tempi.[10] Inoltre si è classificato al 34º tra i "100 Grandi personaggi del cinema" sulla rivista Empire,[11] mentre al 64° sulla rivista Premiere tra i "100 personaggi del cinema di tutti i tempi".[12]

Le statua dell'Amazzone e di Rocky, fuori dal Philadelphia Museum of Art.

Durante la fase di pre-produzione di Rocky III, Stallone ha fatto creare apposta dallo scultore Thomas Schomberg una statua di bronzo raffigurante il campione con le braccia alzate al cielo. L'opera, alta 2,60 metri, era stata collocata in cima ai famosi scalini del Museum of Art di Filadelfia, uno dei musei più grandi e famosi degli Stati Uniti e scenografia storica dei precedenti Rocky. Una volta terminate le riprese, Stallone decise di donare l'opera alla città, che in fondo aveva adottato il suo personaggio. Il sindaco della città decise di lasciarla davanti all'ingresso, ma poi, dopo le proteste dei critici d'arte, che ritengono la statua non un'opera ma un semplice elemento scenografico, si è optato per trasferirla davanti allo Spectrum, arena del basket di Filadelfia.

Stallone è entrato a far parte della International Boxing Hall of Fame senza essere un vero pugile, ma solo fittizio, tramite il personaggio di Rocky Balboa; è la prima volta nella storia. La cerimonia si è tenuta il 12 giugno 2011[13].

Il personaggio di Rocky è stato inoltre inserito nella World Boxing Hall of Fame.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Production Notes | Rocky (1976) The Original Movie | Total Rocky
  2. ^ Muhammad Ali vs Chuck Wepner Rounds 8,9 and 10 - YouTube
  3. ^ Muhammad Ali vs Chuck Wepner Round 15 (final round) 1975 - YouTube
  4. ^ a b c d e f g Rocky (1976), di John G. Avildsen.
  5. ^ a b c d e f Rocky II (1979), di Sylvester Stallone.
  6. ^ a b c d Rocky III (1982), di Sylvester Stallone.
  7. ^ a b c d Rocky IV (1985), di Sylvester Stallone.
  8. ^ a b c Rocky V (1990), di John G. Avildsen.
  9. ^ a b c Rocky Balboa (2006), di Sylvester Stallone.
  10. ^ AFI's 100 Years... 100 Heroes and Villains, afi.com. URL consultato il 21 maggio 2010.
  11. ^ Empire's The 100 Greatest Movie Characters, Empire Magazine. URL consultato il 21 maggio 2010.
  12. ^ Premiere's The 100 Greatest Movie Characters, Filmsite.org. URL consultato il 21 maggio 2010.
  13. ^ Stallone nell'Hall of Fame della boxe, corrieredellosport.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]