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Io e Annie

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Io e Annie
Annie Hall (Diane Keaton) e Alvy Singer (Woody Allen) in una scena del film
Titolo originaleAnnie Hall
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1977
Durata93 min
Generecommedia, sentimentale
RegiaWoody Allen
SceneggiaturaWoody Allen, Marshall Brickman
ProduttoreCharles H. Joffe
Produttore esecutivoRobert Greenhut
Casa di produzioneUnited Artists, Rollins-Joffe Productions
FotografiaGordon Willis
MontaggioWendy Greene Bricmont, Ralph Rosenblum
ScenografiaMel Bourne, Robert Drumheller, Justin Scoppa Jr.
CostumiRuth Morley
TruccoFern Buchner
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Logo ufficiale del film

Io e Annie (Annie Hall) è un film del 1977 diretto e interpretato da Woody Allen.[1]

Scritto dallo stesso Allen insieme a Marshall Brickman, il film è una commedia romantica con protagonisti Woody Allen e Diane Keaton, affiancati da un cast che comprende Tony Roberts, Carol Kane, Paul Simon, Shelley Duvall e Christopher Walken.[2] La trama, a struttura non lineare, segue le vicende sentimentali di Alvy Singer, un comico neurotico di New York, e il suo turbolento rapporto d'amore con l'aspirante cantante Annie Hall.[1][3]

Riconosciuto come uno dei capolavori della storia del cinema e pietra miliare della filmografia di Allen, il film ha ottenuto un enorme successo di critica e pubblico.[4][5] Ai Premi Oscar 1978 si è aggiudicato quattro statuette, su cinque nomination, tra cui quelle per il miglior film, la miglior regia e la miglior attrice protagonista a Diane Keaton. Inserito dall'American Film Institute al quarto posto nella lista delle migliori commedie statunitensi di tutti i tempi, nel 1992 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[6]

Il racconto prende avvio con Alvy, comico newyorkese di origini ebraiche, che si rivolge direttamente al pubblico per analizzare le ragioni del fallimento della sua relazione con Annie. Attraverso continui flashback, il protagonista ripercorre la propria infanzia a Brooklyn negli anni Quaranta, vissuta in una casa situata sotto le montagne russe di Coney Island, e segnata precocemente da ansie esistenziali e dalla convinzione che l'universo si stia espandendo. Vengono poi riassunti brevemente i suoi due precedenti matrimoni falliti: il primo con Allison, una giovane attivista politica, e il secondo con Robin, una colta e pretenziosa intellettuale newyorkese.

L'elemento centrale della vicenda è l'incontro tra Alvy e Annie Hall, un'aspirante cantante originaria del Midwest, spontanea, insicura e dall'abbigliamento androgino ed eccentrico. I due si conoscono dopo una partita a tennis organizzata dal comune amico Rob. Nonostante le evidenti differenze caratteriali e culturali — la nevrosi e l'intellettualismo ossessivo di Alvy contro la genuina ingenuità di Annie — tra i due nasce un'intensa storia d'amore.

Con il passare del tempo, Alvy incoraggia Annie a intraprendere un percorso d'analisi e a coltivare il suo talento canoro. Tuttavia, la convivenza comincia a incrinarsi a causa dell'incompatibilità caratteriale, delle incomprensioni nella sfera sessuale e dell'inclinazione di Alvy al controllo e alla gelosia.

La relazione subisce una svolta decisiva quando Annie cattura l'attenzione di Tony Lacey, un facoltoso produttore discografico di Los Angeles. Dopo una prima separazione e un breve tentativo di riconciliazione, i due si recano in California, ambiente che Alvy detesta profondamente per la sua superficialità. Annie decide infine di trasferirsi a Los Angeles per proseguire la sua carriera musicale e legarsi a Lacey, ponendo definitivamente fine alla storia con Alvy.

In seguito, Alvy tenta un ultimo e disperato viaggio per convincere Annie a sposarlo, ma la donna rifiuta. Tornato a New York, il protagonista elabora il dolore della separazione scrivendo la sua prima opera teatrale, nella quale modifica il finale reale facendo in modo che i due protagonisti rimangano insieme.

Nel finale, Alvy e Annie si incontrano casualmente a Upper West Side, a distanza di tempo dalla rottura. I due pranzano insieme come vecchi amici, rievocando i momenti trascorsi. Il film si chiude con una voce fuori campo di Alvy che riflette sulla natura irrazionale e dolorosa delle relazioni umane, concludendo che, nonostante tutte le sofferenze e le assurdità, l'amore rimane un'esperienza indispensabile.

Originariamente il film avrebbe dovuto chiamarsi Anedonia[7] – termine usato in psicologia e psichiatria per indicare l'incapacità di un paziente a provare piacere, anche in circostanze e attività normalmente piacevoli come dormire, nutrirsi, copulare e avere contatti sociali –, ma tale titolo fu giudicato inappropriato[8] e venne cambiato solo qualche settimana prima dell'uscita del film nelle sale.

Il primo montaggio del film durava quattro ore ed era incentrato sulla figura di Alvy, ma Allen lo modificò profondamente concentrandolo sulle parti che riguardavano la storia d'amore tra Alvy e Annie, facendolo divenire una "commedia romantica nevrotica".[7]

Nel film Allen utilizza diverse tecniche cinematografiche, dallo split screen, ai sottotitoli che svelano agli spettatori i pensieri dei personaggi (ben diversi da ciò che stanno dicendo ad alta voce). Inoltre, qui per la prima volta Allen fa parlare i personaggi fuori campo, espediente che utilizzerà spesso nei suoi successivi film.

Nella pellicola si segnala, in un piccolo ruolo, l'esordio sul grande schermo di un'ancora sconosciuta Sigourney Weaver, nei panni di una delle ragazze di Alvy Singer;[9] fanno piccole apparizioni anche dei giovani Jeff Goldblum[9] e John Glover, rispettivamente nei ruoli di un ragazzo al telefono, inquadrato per pochi secondi, e di uno dei precedenti spasimanti di Annie. Un emergente Christopher Walken interpreta infine il fratello di Annie.

È inoltre presente nel film un cameo del sociologo Marshall McLuhan, nei panni di sé stesso,[10] e dello scrittore e drammaturgo Truman Capote, che interpreta «un uomo che sembra Truman Capote» – quest'ultima frase non presente nel doppiaggio italiano.

Gianni Rondolino, all'uscita del film nelle sale italiane, scriveva della satira di Allen che caratterizza il film «pur nei limiti della sua visione individualistica della realtà. [...] Io ed Annie, che è uno dei suoi film più riusciti e graffianti, nonostante una certa discontinuità strutturale e taluni compiacimenti formali, è la rappresentazione di un disagio esistenziale che, a differenza dei precedenti film di Allen (più evasivi), affonda le radici in una particolare situazione sociale».[11]

Riconoscimenti

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Allen ha ammesso d'essere stato avvicinato più volte dalle case cinematografiche per realizzare un sequel di Io e Annie, ma dato il suo disinteresse verso il profitto tipico dello show-business di Hollywood, non volle svendere la sua opera e per questo continuò a rifiutare le proposte.[12]

Nel 1995 ha parlato per la prima volta delle sue idee riguardanti un seguito, approfondendo i motivi dell'abbandono:[13]

(inglese)
«I did think once – I'm not going to do it – but I did think once that it would be interesting to see Annie Hall and the guy I played years later. Diane Keaton and I could meet now that we're about twenty years older, and it could be interesting, because we parted, to meet one day and see what our lives have become. But it smacks to me of exploitation....Sequelism has become an annoying thing. I don't think Francis Coppola should have done Godfather III because Godfather II was quite great. When they make a sequel, it's just a thirst for more money, so I don't like that idea so much.»
(italiano)
«Una volta ci ho pensato [riferito al seguito] – non ho intenzione di farlo – ma una volta ho pensato a quanto sarebbe stato interessante vedere Annie Hall e il personaggio da me interpretato alcuni anni più tardi. Diane Keaton e io ci incontriamo ora che siamo più vecchi di circa vent'anni, e potrebbe essere interessante, dal momento che ci siamo lasciati, incontrarci un giorno e vedere come sono diventate le nostre vite. Però a me sapeva di sfruttamento... Il sequelismo è diventato una cosa fastidiosa. Non credo che Francis Coppola dovesse fare Il padrino - Parte III dal momento che Il padrino - Parte II era molto buono. Quando si fa un seguito è solo per sete di altri soldi, e così l'idea non mi è più piaciuta tanto.»
  1. 1 2 Mo-Net s r l Milano-Firenze, Io e Annie (1977), su mymovies.it. URL consultato il 2 settembre 2026.
  2. ↑ FilmUP - Scheda: Io & Annie, su filmup.com. URL consultato il 2 settembre 2026.
  3. ↑ Io e Annie (Annie Hall), su cinemaastra. URL consultato il 2 settembre 2026.
  4. ↑ Il film con cui Woody Allen è diventato quello che conosciamo, su Il Post, 30 novembre 2025. URL consultato il 2 settembre 2026.
  5. ↑ Alessandro Aniballi, Io e Annie (1977, USA) di Woody Allen - Recensione | Quinlan.it, su Quinlan, 18 febbraio 2017. URL consultato il 2 settembre 2026.
  6. ↑ Mattia Pasquini, Diane Keaton, l’omaggio all'attrice scomparsa nella programmazione TV, su Ciak Magazine, 12 ottobre 2025. URL consultato il 2 settembre 2026.
  7. 1 2 Weekend RDS - I film da Oscar![collegamento interrotto], su rds.it, RDS.it. URL consultato il 20 novembre 2010.
  8. ↑ (EN) Ralph Rosenblum e Robert Karen, When The Shooting Stops... The Cutting Begins: A Film Editor's Story, Da Capo Press, 1986, p. 289. ISBN 0-306-80272-4
  9. 1 2 Io e Annie - Trivia, su imdb.com, IMDb.com. URL consultato il 27 dicembre 2014.
  10. ↑ (EN) Jennifer B. McDonald, Misunderstanding McLuhan: Flashback to ‘Annie Hall’, in The New York Times.com, 7 gennaio 2011. URL consultato il 16 luglio 2011.
  11. ↑ Gianni Rondolino, Cinema. La produzione statunitense, in Edizione 1978, Di anno in anno, Milano, Fratelli Fabbri Editori, febbraio 1978, pp. 129-133.
  12. ↑ (EN) Peter Biskind, Reconstructing Woody, Vanity Fair, dicembre 2005. URL consultato il 6 novembre 2009.
  13. ↑ Woody Allen; Stig Bjorkman, Woody Allen on Woody Allen, London, Faber and Faber, 2004, pp. 75-93.
  • Fernaldo Di Giammatteo, Dizionario del cinema americano. Da Griffith a Tarantino, tutti i film che hanno fatto la storia di Hollywood, Roma, Editori riuniti, 1996, ISBN 88-359-4109-1.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Predecessore Oscar al miglior film Successore
Rocky 1978 Il cacciatore
Controllo di autoritàVIAF (EN) 204607549 · LCCN (EN) n96119061 · GND (DE) 4340735-3 · BNE (ES) XX3741841 (data) · BNF (FR) cb16728763c (data) · J9U (EN, HE) 987007372071605171
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