Giacomo Losi

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Giacomo Losi
Giacomo Losi.JPG
Losi alla Roma nel 1966
Nazionalità Italia Italia
Altezza 168 cm
Peso 72 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Ritirato 1970 - giocatore
1983 - allenatore
Carriera
Giovanili
1949-1952 non conosciuta Soncinese
Squadre di club1
1952-1954 Cremonese 59 (2)[1][2]
1954-1969 Roma 386 (2)
1969-1970 Tevere Roma ? (?)
Nazionale
1956 Italia Italia U-21 2 (0)
1956 Italia Italia B 2 (0)
1960-1962 Italia Italia 11 (0)
Carriera da allenatore
1970 Tevere Roma
1971-1972 Avellino
1972-1973 Turris
1973-1974 Lecce
1974-1975 Salernitana
1975 Alessandria
1976-1978 Bari
1978-1980 Banco di Roma
1980-1981 Piacenza
1981-1982 Virtus Casarano
1982-1983 Nocerina
1983-1984 Latina [3]
1985-1986 Juventus Stabia
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Giacomo Losi (Soncino, 10 settembre 1935) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore.

Militante nella Roma per quasi tutta la sua carriera professionistica (quindici stagioni), è il giocatore con più presenze nel club dopo Francesco Totti e Daniele De Rossi. Per la sua lunga militanza e la generosità in campo è stato soprannominato Core de Roma[4][5].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cresciuto in una famiglia di lavoratori anti-fascisti, da bambino assiste alla seconda guerra mondiale, e partecipa indirettamente alla resistenza portando le munizioni che i partigiani usavano contro i nazisti.[6]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Difensore destrorso, giocò come terzino, e sul finire di carriera come libero[5]. Marcatore agile, abile nelle respinte[5] e in acrobazia[7], si faceva valere anche nel gioco aereo nonostante la statura non elevata[4] grazie al suo senso dell'anticipo[8].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Formatosi come mezz'ala nella Soncinese (in cui esordisce quattordicenne)[4][8], fu acquistato nel 1951 dalla Cremonese per 500.000 lire[8], dopo aver effettuato un provino per l'Inter[9]. A Cremona rimase due stagioni, nelle quali l'allenatore Ercole Bodini lo riconvertì al ruolo di terzino[10]; dopo la promozione in Serie C nel 1954 fu ceduto alla Roma per otto milioni di lire[8][11].

Losi (a sinistra) solleva la Coppa delle Fiere vinta dai giallorossi nella stagione 1960-1961.

Ha esordito in Serie A a Roma contro l'Inter il 20 marzo 1955, non essendo disponibile il titolare Alberto Eliani; la partita si concluse 3-0 per la Roma[12]. A partire dalla stagione 1955-1956 divenne titolare della squadra e lo restò sino a fine carriera, tranne una parentesi nel 1957-1958 e nel 1958-1959 quando gli venne preferito Giulio Corsini come terzino sinistro[13]. Rientrato in formazione titolare nella primavera 1959 con il ruolo di difensore centrale, si guadagnò la fascia di capitano nella stagione 1960-1961. Giocò nella Roma fino al 1969, collezionando 386 presenze totali, di cui 299 da capitano, senza mai subire nessun provvedimento disciplinare (fu ammonito solamente nell'ultima partita disputata[8]). Nella stagione 1968-1969, con l'arrivo di Helenio Herrera sulla panchina romanista, venne messo in disparte dopo le prime 8 giornate, e in seguito a dissidi con l'allenatore argentino[8][14] lasciò la Roma a fine stagione per disputare la sua ultima annata da calciatore nella Tevere Roma, formazione di Serie D[14].

Con la Roma ha vinto due Coppe Italia, nel 1963-1964, e nel 1968-1969, e una Coppa delle Fiere nel 1960-1961; in campionato il miglior piazzamento è stato il secondo posto nel 1954-1955). Ha segnato due reti in Serie A, entrambe decisive: la prima all'Olimpico, l'8 gennaio 1961 contro la Sampdoria, quando, per uno stiramento, fu costretto a giocare all'ala (3-2 il risultato finale)[4][15]; la seconda a Foggia, il 18 dicembre 1966, e siglò il risultato finale di 2-2.
Il 20 settembre 2012 è stato tra i primi 11 giocatori ad essere inserito nella hall of fame ufficiale dell'AS Roma[16]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Ha esordito nella Nazionale maggiore il 13 marzo del 1960 nell'amichevole persa 3-1 contro la Spagna a Barcellona. Fu quindi schierato in tutte le partite della squadra azzurra sino ai Mondiali del Cile del 1962[17], indossando anche la fascia di capitano allo Stadio Heysel di Bruxelles, nella partita Belgio-Italia del 13 maggio 1962, nella quale esordì il diciottenne Gianni Rivera (3-1 per l'Italia il risultato finale).

Giacomo Losi (a sinistra) e Omar Sívori con la maglia azzurra nel 1962

Ha partecipato alla spedizione italiana dei Mondiali cileni del 1962, disputando la prima partita contro la Germania Occidentale (31 maggio 1962 a Santiago, 0-0) e la terza vittoriosa contro la Svizzera (7 giugno 1962, 3-0). Non fu schierato nella partita con il Cile (Battaglia di Santiago), per la quale gli fu preferito l'ex compagno di squadra Mario David. In seguito il nuovo Commissario Tecnico, Edmondo Fabbri, ritenne di non convocarlo più, chiudendo la carriera in Nazionale a ventisette anni[18].

Il suo bilancio complessivo è stato di 11 partite nella Nazionale maggiore (7 vittorie, un pareggio e 3 sconfitte), 2 partite in Nazionale giovanile ed altrettante in Nazionale B[19].

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Nel campionato di Serie D 1970-1971 rimase alla Tevere Roma in qualità di allenatore, venendo però esonerato a novembre[20]. Nella stagione 1971-1972 subentrò all'esonerato Aroldo Collesi all'Avellino. Nella stagione 1972-1973 fu l'allenatore della Turris[21] e l'anno seguente approdò al Lecce, con cui sfiorò la promozione in Serie B[22]. Dopo una stagione sulla panchina della Salernitana, subentrando a Ettore Recagni[23], nel 1975-1976 fu ingaggiato dall'Alessandria, venendo esonerato prima dell'inizio del campionato; passò poi al Bari, con cui ottenne una promozione in Serie B nel 1976-1977[24], e al Banco di Roma[25]. Nella stagione 1980-1981 fu allenatore del Piacenza fino al termine del girone d'andata, quando venne sollevato dall'incarico[26]; dopo un anno alla Virtus Casarano, allenò la Nocerina in parte del campionato 1982-1983[27]. Allenò la Juve Stabia nella stagione 1985-1986, venendo sostituito a campionato in corso da Lido Vieri[28].

A Roma si occupa di una Scuola Calcio affiliata alla Roma, il NuovaValleAurelia[4][8]. È spesso ospite di trasmissioni sportive in televisioni locali. Allena la ItalianAttori.[senza fonte]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Club Campionato
Comp Pres Reti
1952-1953 Cremonese C 29 1
1953-1954 C 39 1
1954-1955 Roma A 8 0
1955-1956 A 30 0
1956-1957 A 30 0
1957-1958 A 9 0
1958-1959 A 18 0
1959-1960 A 34 0
1960-1961 A 32 1
1961-1962 A 34 0
1962-1963 A 33 0
1963-1964 A 29 0
1964-1965 A 34 0
1965-1966 A 30 0
1966-1967 A 30 1
1967-1968 A 27 0
1968-1969 A 8 0
1969-1970 Tevere Roma D ? ?
Totale carriera 454+ 4+

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
13-3-1960 Barcellona Spagna Spagna 3 – 1 Italia Italia Amichevole -
10-12-1960 Napoli Italia Italia 1 – 2 Austria Austria Amichevole -
25-4-1961 Bologna Italia Italia 3 – 2 Irlanda del Nord Irlanda del Nord Amichevole -
24-5-1961 Roma Italia Italia 2 – 3 Inghilterra Inghilterra Amichevole -
15-6-1961 Firenze Italia Italia 4 – 1 Argentina Argentina Amichevole -
15-10-1961 Tel Aviv Israele Israele 2 – 4 Italia Italia Qual. Mondiali 1962 -
4-11-1961 Torino Italia Italia 6 – 0 Israele Israele Qual. Mondiali 1962 -
5-5-1962 Firenze Italia Italia 2 – 1 Francia Francia Amichevole -
13-5-1962 Bruxelles Belgio Belgio 1 – 3 Italia Italia Amichevole -
31-5-1962 Santiago del Cile Italia Italia 0 – 0 Germania Germania Mondiali 1962 - Ottavi -
07-6-1962 Santiago del Cile Italia Italia 3 – 0 Svizzera Svizzera Mondiali 1962 - Ottavi -
Totale Presenze 11 Reti 0

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Roma: 1963-1964, 1968-1969
Cremonese: 1953-1954 (girone C)

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Roma: 1960-1961

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Bari: 1976-1977 (girone C)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 68 (2) se si comprendono le partite del girone finale della IV Serie 1953-1954 e la finale scudetto contro il Bari.
  2. ^ Everet, Fontanelli, pp. 189-193
  3. ^ Almanacco illustrato del Calcio, Panini edizioni, 1985, p. 306.
  4. ^ a b c d e Quando i pali erano quadrati il memorabile calcio di Losi La Repubblica, 8 gennaio 2007, pag.50
  5. ^ a b c M.Sappino, Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano, pag.312
  6. ^ Matteo Cruccu, Losi, l'ultimo calciatore partigiano: «Portavo le munizioni contro i nazisti», Corriere della Sera, 2 marzo 2016.
  7. ^ Everet, Fontanelli, p. 196
  8. ^ a b c d e f g Giacomo Losi, difensore partigiano: "Il calcio oggi è Far West", La Repubblica, 17 febbraio 2014
  9. ^ Lanza, p. 40
  10. ^ Everet, Fontanelli, p. 190
  11. ^ Lanza, p. 48
  12. ^ Lanza, pp. 49-50
  13. ^ Sandro Bocchio, Giovanni Tosco, Dizionario della Grande Roma dalle origini ai giorni nostri, Grandi Manuali Newton, Roma, 2000, pag. 224
  14. ^ a b Losi, Core de Roma Golcalcio.it
  15. ^ Lanza, p. 22
  16. ^ Hall of Fame: gli undici eletti della Classe 2012, asroma.it. URL consultato il 20 settembre 2012.
  17. ^ (EN) Italy - International Matches 1960-1969 Rsssf.com
  18. ^ Lanza, p. 98
  19. ^ Almanacco Illustrato del calcio 2007, ed. Panini, pag.602
  20. ^ Trillò alla Tevere Roma, Il Corriere dello Sport, 20 gennaio 1971, pag.9
  21. ^ LA STORIA DELLA TURRIS Torreomnia.it
  22. ^ Stagione 1973-1974 Wlecce.it
  23. ^ Stagione 1974-1975 Salernitanastory.it
  24. ^ Statistiche su Solobari.it
  25. ^ Orio Bartoli, Tuttocalcio 1978-79, 1979.
  26. ^ Rosa 1980-1981 Storiapiacenza1919.it
  27. ^ Giacomo Losi Supporters1927.altervista.org
  28. ^ Beltrami, 1986, p. 316

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cesare Lanza, Capitan Losi. Una vita per la Roma , Editrice Italiana, Roma, 1967.
  • Arrigo Beltrami (a cura di). Almanacco illustrato del calcio 1987. Modena, Panini, 1986.
  • Francesco Campanella. Derby. Il romanzo delle sfide tra Roma e Lazio. Riccardo Viola editore, 1996
  • Sandro Bocchio, Giovanni Tosco, Dizionario della Grande Roma dalle origini ai giorni nostri, Grandi Manuali Newton, Roma, 2000
  • Alexandro Everet, Carlo Fontanelli, Unione Sportiva Cremonese - oltre un secolo di storia, Geo Edizioni, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]