Giorgio Ghezzi

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Giorgio Ghezzi
Giorgio Ghezzi.jpg
Nazionalità Italia Italia
Altezza 182 cm
Peso 79 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex portiere)
Ritirato 1965 - calciatore
1966 - allenatore
Carriera
Giovanili
Cesenatico
Squadre di club1
1946-1947 Cesenatico ? (-?)
1947-1949 Rimini 44 (-?)
1949-1951 Modena 62 (-?)
1951-1958 Inter 186 (-?)
1958-1959 Genoa 32 (-?)
1959-1965 Milan 123 (-?)
Nazionale
1954-1961 Italia Italia 6 (-8)
Carriera da allenatore
1966-1967 Genoa
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Giorgio Ghezzi (Cesenatico, 10 luglio 1930Forlì, 12 dicembre 1990) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo portiere.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sin dal 1956 Ghezzi aveva intrapreso la strada di imprenditore turistico, costruendo a Cesenatico un hotel a cui, in omaggio alla squadra del suo cuore, diede il nome di Internazionale;[1] a partire dal 1967, tornato stabilmente in Romagna, curò esclusivamente questa attività. Nel 1968 nel seminterrato dell'hotel Ghezzi realizzò un'altra importante struttura: un locale nel quale si esibivano i più importanti artisti e cabarettisti dell'epoca. Successivamente, nel 1974, inaugurò anche un bagno attrezzato sul lungomare antistante l'hotel. Negli anni Ghezzi ricevette la visita di molti suoi ex compagni di squadra (fra i quali Angelillo, Rivera, Lorenzi, Altafini, Brighenti) contribuendo a fare di Cesenatico una meta mondana esclusiva.

Ghezzi ha anche svolto una breve attività di amministratore pubblico, venendo eletto nelle liste del PCI in consiglio comunale a Cesenatico nel 1988.[1] È deceduto nel 1990 a sessant'anni di età, a seguito di un arresto cardiaco.[1]

È passata alla storia la sua rivalità sportiva con Lorenzo Buffon, che, come Ghezzi, giocò in Inter, Genoa e Milan, ma invertendo la sequenza. Tra i due vi furono incroci anche nella vita privata: Buffon sposò la soubrette Edy Campagnoli, che era stata la fidanzata di Ghezzi.[2]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Le sue uscite tempestive e spericolate gli valsero il soprannome di kamikaze.[1][2][3] Nonostante il coraggio e la spettacolarità negli interventi, talvolta tradiva una certa emotività.[1]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Inizi[modifica | modifica wikitesto]

Inizia nella squadra del suo paese, Cesenatico, esordendo a 16 anni nel 1946 tra i dilettanti. L'anno successivo passa al Rimini in Serie C e giovanissimo, non ancora diciottenne, esordisce in Serie C difendendo la porta dei biancorossi a Senigallia il 26 ottobre 1947 con una vittoria dei riminesi per 3 a 1. L'anno successivo ad allenare il Rimini arriva Guido Masetti ed è proprio l'ex portiere romanista e della Nazionale a rendersi conto delle grandi potenzialità di Ghezzi e, dopo un altro campionato di C ne favorisce, nel 1949, il passaggio al Modena in Serie B, con cui militò due stagioni per un totale di 62 gare. Messosi in luce come uno dei migliori portieri della serie cadetta, attira l'interesse della Juventus, che sin dal 1950 lo fa seguire dal proprio osservatore Virginio Rosetta, ma a Torino tentennano e, concluso il secondo campionato a Modena, nel 1951 Ghezzi passa all'Inter.

Inter[modifica | modifica wikitesto]

A Milano la partenza non è semplice, trova come allenatore un altro grandissimo portiere del passato, Aldo Olivieri, che spesso lo alterna all'altro portiere, Livio Puccioni. Ghezzi comunque esordisce in Serie A con l'Inter, nel campionato 1951-52, il 21 ottobre contro il Legnano. La svolta per il romagnolo avviene l'anno successivo con l'arrivo di Alfredo Foni, che lo promuove definitivamente titolare. Ghezzi vince i due storici scudetti del 1952-53 e 1953-54.

Ghezzi (in piedi, terzo da destra) con la Nazionale italiana nel 1956

L'11 aprile 1954 esordisce con la maglia azzurra a Parigi contro la Francia e disputa la Coppa del Mondo del 1954, dopo la quale è sostituito dallo juventino Giovanni Viola.

Gioca ancora due gare in azzurro nel 1956 e resta a Milano per ben 7 campionati sino al campionato 1957-58, stagione in cui, con John Carver allenatore, la sua stella pare in declino: la società, che lo reputa un piantagrane per la sua poco spiccata propensione al compromesso ed il suo spirito fortemente polemico, lo congeda in modo poco elegante comunicandogli, mentre era in ferie a Cesenatico, il suo passaggio al Genoa e affidando ad Enzo Matteucci il ruolo di titolare dei nerazzurri.

Genoa e Milan[modifica | modifica wikitesto]

Franco Baresi con il trofeo dedicato alla memoria di Giorgio Ghezzi, conquistato dal Milan nel 1993.

Ghezzi giocherà quindi con il Grifone nel 1958-59, dove verrà ricostruito dall'allenatore Annibale Frossi.

Nel 1959 passerà al Milan in cambio di Lorenzo Buffon[2] e, dopo alcune difficoltà iniziali con Giuseppe Viani e Luigi Bonizzoni che spesso gli preferiscono Luciano Alfieri, con l'avvento di Nereo Rocco Ghezzi diverrà un punto fermo dei milanisti con cui raccoglierà altri importantissimi successi: oltre alla sua sesta e ultima gara in azzurro, il 25 aprile 1961 a Bologna, vincerà il suo terzo scudetto nel campionato 1961-62 e la successiva vittoria nella finale di Coppa dei Campioni, la prima conquistata da una squadra italiana, contro il Benfica di Eusébio. Il Milan perderà invece la Coppa Intercontinentale 1963, vinta dal Santos nella terza sfida, dopo che le gare di andata e ritorno si erano concluse entrambe sul risultato di 4-2 (prima per il Milan, poi per il Santos).

L'ultima gara giocata da Ghezzi con il Milan ed in Serie A è quella del 4 aprile 1965 a Firenze contro la Fiorentina. Ghezzi si ritirò pertanto dal calcio giocato a 35 anni, dopo 341 presenze nella massima serie.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Dall'aprile 1966 Ghezzi guidò, in coppia con Luigi Bonizzoni, il Genoa militante in cadetteria.[4] Nella prima stagione chiuse l'annata la quinto posto finale, a due punti dal Mantova, promosso in massima serie, mentre nella seguente, visti gli alterni risultati dei rossoblu ed a seguito di contrasti con la società, Ghezzi diede le dimissioni nel gennaio 1967 venendo sostituito da Paolo Tabanelli.[5]

L'ex calciatore del Genoa Carlo Petrini, membro dell'Associazione vittime del doping, ha negli anni più volte accusato Ghezzi di aver sottoposto i calciatori rossoblu a iniezioni di sostanze dopanti.[6]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
11/04/1954 Parigi Francia Francia 1 – 3 Italia Italia Amichevole -
17/06/1954 Losanna Svizzera Svizzera 2 – 1 Italia Italia Mondiali 1954 - 1º Turno -
20/06/1954 Lugano Belgio Belgio 1 – 4 Italia Italia Mondiali 1954 - 1º Turno -
11/11/1956 Berna Svizzera Svizzera 1 – 1 Italia Italia Coppa Internazionale -
09/12/1956 Genova Italia Italia 2 – 1 Austria Austria Coppa Internazionale -
25/04/1957 Roma Italia Italia 1 – 0 Irlanda del Nord Irlanda del Nord Qual. Mondiali 1958 -
Totale Presenze 6 Reti 0

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Inter: 1952-1953, 1953-1954
Milan: 1961-1962

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Milan: 1962-1963

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Gianni Brera, Ciao Ghezzi, Kamikaze, la Repubblica, 13 dicembre 1990. URL consultato il 29 maggio 2016.
  2. ^ a b c Angelo Carotenuto, Il kamikaze Ghezzi e le notti di Cesenatico, carotenuto.blogautore.repubblica.it, 14 febbraio 2014. URL consultato il 29 maggio 2016.
  3. ^ Alberto Costa, GHEZZI, Giorgio, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 3 febbraio 2016.
  4. ^ Maiorca, p. 306.
  5. ^ Maiorca, p. 309.
  6. ^ Malcom Pagani e Andrea Scanzi, Carlo Petrini non rinuncia ad attaccare, in Il Fatto Quotidiano, 28 dicembre 2011. URL consultato il 29 maggio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberta Ravello, Giorgio Ghezzi. Il kamikaze, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2008, ISBN 978-8883127915.
  • Gianluca Maiorca, Marco Montaruli, Paolo Pisano, Almanacco storico del Genoa, Trebaseleghe, Fratelli Frilli Editori, 2011, ISBN 978-88-7563-693-7.
  • Davide Rota, Dizionario illustrato dei giocatori genoani, Genova, De Ferrari, 2008, ISBN 978-88-6405-011-9.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN305409135 · SBN: IT\ICCU\UBOV\339891