Gerardo Martino

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Gerardo Martino
Gerardo Martino (marzo de 2014).jpg
Nome Gerardo Daniel Martino
Nazionalità Argentina Argentina
Altezza 175 cm
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Squadra Atlanta United
Ritirato 1996 - giocatore
Carriera
Giovanili
1972-1980 Newell's Old Boys
Squadre di club1
1980-1990 Newell's Old Boys 392 (35)
1991 Tenerife 15 (1)
1991-1994 Newell's Old Boys 107 (7)
1994-1995 Lanús 30 (3)
1995 Newell's Old Boys 15 (0)
1996 O'Higgins 11 (1)
1996 Barcelona SC 5 (0)
Nazionale
1981 Argentina Argentina U-20 2 (0)
1991 Argentina Argentina 1 (0)
Carriera da allenatore
1999 Platense
2000-2001 Instituto
2002-2003 Libertad
2004 Cerro Porteño
2005 Colón
2005-2006 Libertad
2007-2011 Paraguay Paraguay
2011-2013 Newell's Old Boys
2013-2014 Barcellona
2014-2016 Argentina Argentina
2017- Atlanta United
Palmarès
Coppa America calcio.svg Copa América
Argento Argentina 2011
Argento Cile 2015
Argento USA 2016
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 23 novembre 2016

Gerardo Daniel Martino (Rosario, 20 novembre 1962) è un allenatore di calcio ed ex calciatore argentino, di origini italiane, tecnico dell'Atlanta United a partire dal 2017.

È soprannominato El Tata.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gerardo Martino ha origini italiane: i suoi nonni provenivano dal paese lucano di Ripacandida, in provincia di Potenza.[2]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Da allenatore del Barcellona ha applicato un turnover definito "scientifico" per la precisione nella rotazione di tutti i calciatori della rosa.[3]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Newell's Old Boys[modifica | modifica wikitesto]

Martino iniziò a giocare a calcio all'età di 10 anni nel Newell's Old Boys di Rosario, la sua città natale. Fece il suo esordio nel calcio professionistico a 17 anni, il 15 giugno 1980, in una partita di Primera División tra Newell's Old Boys e Platense. Nel corso dei 15 anni trascorsi da giocatore del Newell's, divenne il detentore del maggior numero di presenze in Primera División con 468 partite giocate,[4] del maggior numero di presenze complessive scendendo in campo 505 volte segnando 35 reti[5] e del maggior numero di titoli conquistati con il club (1987-1988, 1990-1991 e 1992, assieme a Norberto Scoponi e Juan Manuel Llop). Attualmente è considerato il miglior giocatore ed uno dei massimi idoli della storia leprosa.[4] Nel 2003 si classificò al 1º posto per numero di voti in un sondaggio apparso sul sito ufficiale del club rossonero come Miglior giocatore della storia del Newell's Old Boys. Il 22 dicembre 2009, a seguito di tali meriti, la città di Rosario intitolò una tribuna dello stadio Marcelo Bielsa al centrocampista argentino.[6] Ottenne il suo primo riconoscimento nella Primera División 1987-1988, quando i Newell's Old Boys conquistarono il loro secondo titolo nazionale. Questa stagione è ricordata non solo per la vittoria del campionato, ma anche per essere stato conquistato esclusivamente da calciatori della cantera, raro avvenimento nel mondo del calcio.[4]

La stagione seguente partecipò alla Coppa Libertadores raggiungendo e uscendo sconfitto dalla finale in partita doppia del massimo torneo continentale contro il Nacional di Montevideo.

A distanza di tre anni vinse da protagonista, sotto la guida di Marcelo Bielsa, il suo secondo titolo nello spareggio della Primera División 1990-1991.[4]

Tenerife[modifica | modifica wikitesto]

A metà del 1991 tentò il salto nel calcio europeo trasferendosi al Tenerife con il quale disputò solamente 15 partite prima di far ritorno in patria.

Ritorno al Newell's[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992 tornò al Newell's Old Boys e conquistò il suo terzo titolo, il Clausura 1992. La stagione seguente giocò al fianco di Maradona, durante la breve parentesi di quest'ultimo nel club di Rosario. A causa di problemi con la dirigenza, nel 1994 si trasferì al Lanús nel quale militò per sei mesi disputando il Clausura 1994.

Per il suo attaccamento al Newell's, fece il secondo ritorno al club che lo lanciò nel calcio professionista per la seconda metà del 1994, ma il rinnovarsi dei problemi con la dirigenza lo costrinsero a lasciare la squadra definitivamente nel 1995.

Ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Pose fine alla sua carriera di calciatore dopo aver militato nell'O'Higgins in Cile e nel Barcelona SC in Ecuador.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981 ricevette la sua prima convocazione per una rappresentativa nazionale, l'Under-20. Con la maglia albiceleste partecipò Mondiali Under-20 del 1981 scendendo in campo in due occasioni.[7]

Il 19 febbraio 1991 scese in campo per la prima e ultima volta con la maglia della nazionale maggiore guidata da Alfio Basile. Venne schierato nel secondo tempo durante un'amichevole contro l'Ungheria vinta per 2 a 0 dall'Argentina nello stadio Cordoviola di Rosario.[8][9]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Esordi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1998, a due anni dal ritiro come calciatore, intraprese la carriera di allenatore nel Brown di Arrecife,[10] il quale si trovava all'epoca in Nacional B, chiamando ad assisterlo due suoi ex compagni di squadra del Newell's campione di argentina nel 1988, Jorge Pautasso e Jorge Theiler.

In seguito allenò il Platense nel corso del 1999[10] e l'Instituto Córdoba tra il 2000 e il 2001.[10]

Consacrazione in Paraguay[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002 ricevette le prime offerte dall'estero e si sedette alla guida del Libertad in Paraguay dove ottenne i primi risultati da allenatore conquistando i tornei di Apertura e Clausura del 2002 e di Apertura del 2003.[10]

Alla fine del 2003 venne ingaggiato da un'altra squadra paraguaiana, il Cerro Porteño, che puntava alla conquista del titolo nazionale e alla lotta per la Coppa Libertadores. Sotto la sua guida il club di Asunción conquistò i tornei di Apertura e Clausura 2004.[10][11]

Una volta ottenuta la consacrazione in Paraguay vincendo quattro tornei (gli ultimi tre dei quali consecutivamente), Martino decise di prendersi qualche mese di ferie e si dimise da tecnico del Cerro Porteño alla fine del 2004. Come dichiarato dal presidente del club, El Tata aveva espresso il suo desiderio di trascorrere del tempo con la sua famiglia.[11]

A metà del 2005 decise di tornare al lavoro in Argentina sedendosi sulla panchina del Colón per il campionato di Apertura 2005[11] ma il suo mandato fu breve (solamente sei partite) poiché gli scarsi risultati lo portarono a fare ritorno in Paraguay.

In quell'anno fece ritorno al club con il quale aveva conseguito il maggior numero di successi, il Libertad. Come durante il suo primo anno, vinse i tornei di Apertura e Clausura 2006 raggiungendo inoltre le semifinali di Coppa Libertadores.[12]

Nazionale paraguaiana[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del 2006, in seguito ai risultati ottenuti con Libertad e Cerro Porteño, la Federazione calcistica del Paraguay lo scelse come commissario tecnico della Nazionale paraguaiana[13] in luogo di Aníbal Ruiz.

Il suo lavoro di commissario tecnico della Nazionale paraguaiana iniziò nel marzo 2007 e lo portò a conquistare, nel settembre 2009, l'accesso ai Mondiali di calcio 2010. Sotto la sua guida, il Paraguay giunse sino ai quarti di finale, miglior risultato di sempre in un mondiale, dove perse 1-0 contro i futuri campioni della Spagna in virtù di un gol segnato nei minuti finali.

Il 2 maggio 2011 gli viene prolungato il contratto fino al 2013.[14] Il 29 luglio 2011 si dimette dalla carica di ct della nazionale paraguaiana dopo aver perso la finale della Coppa America 2011 contro l'Uruguay.

Il ritorno in patria al Newell's[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 dicembre 2011 viene annunciato il suo ingaggio da parte del Newell's Old Boys, sua ex squadra da giocatore, in sostituzione di Diego Cagna. Sotto la sua guida la squadra di Rosario si laurea campione nel Torneo Final 2013.

Barcellona[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 luglio 2013 è diventato il nuovo allenatore del Barcellona, firmando un contratto valido per due stagioni.[15] Il 28 agosto 2013 vince il suo primo trofeo con la squadra catalana, battendo l'Atlético Madrid in Supercoppa di Spagna grazie al maggior numero di reti segnate in trasferta (1-1 a Madrid, 0-0 a Barcellona). Viene eliminato ai quarti di finale di UEFA Champions League proprio dall'Atlético Madrid e conclude la Liga al 2º posto. A fine campionato annuncia la sua separazione dal club dopo una sola stagione.

Nazionale argentina[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 agosto 2014 viene nominato nuovo commissario tecnico della Nazionale argentina. Il 4 luglio 2015 perde la finale della Copa América contro il Cile, padrone di casa, ai rigori. Con lo stesso esito, peraltro contro il medesimo avversario, si conclude l'avventura nella Copa América del Centenario disputata l'anno successivo negli Stati Uniti d'America.

Il 5 luglio 2016, a nove giorni dalla nuova sconfitta nell'atto conclusivo della Copa América, rassegna le dimissioni dall'incarico, anche a seguito delle difficoltà riscontrate nel comporre la selezione olimpica che egli stesso stesso avrebbe dovuto guidare ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro[16].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Newell's Old Boys: 1987-1988, 1990-1991, Clausura 1992

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Libertad: 2002, 2003, 2006
Cerro Porteño: 2004
Newell's Old Boys: Final 2013
Barcellona: 2013

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

2007

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Barcellona, scelto l'argentino "Tata" Martino per il dopo-Vilanova gazzetta.it
  2. ^ C’è un po’ di Basilicata ai mondiali di Sudafrica con Gerardo Martino, lagazzettadelmezzogiorno.it. URL consultato il 30 giugno 2010.
  3. ^ Milan-Barcellona, i dubbi di Martino. Due maglie per Iniesta, Xavi e Fabregas Gazzetta.it
  4. ^ a b c d (ES) RECORD DECADA POR DECADA, leprosoclubxclub.com.ar. URL consultato il 18 maggio 2010.
  5. ^ (EN) Newell's Old Boys, fifa.com. URL consultato il 18 maggio 2010.
  6. ^ (ES) La noche de Tata: "En algún momento podemos volver", ultimahora.com, 23 dicembre 2009.
  7. ^ (EN) Gerardo MARTINO, fifa.com. URL consultato il 21 giugno 2010.
  8. ^ (ES) ARGENTINA AL DIA, golesargentinos.com.ar. URL consultato il 21 giugno 2010.
  9. ^ (EN) 1991 MATCHES, rsssf.com. URL consultato il 21 giugno 2010.
  10. ^ a b c d e (EN) Gerardo Martino, soccernet.espn.go.com. URL consultato il 21 giugno 2010.
  11. ^ a b c (ES) Gerardo Martino asumió como DT de Colón de Santa Fe, lanacion.com.ar, 8 marzo 2005.
  12. ^ (ES) El Tata Martino es el nuevo DT de Paraguay, clarin.com, 8 febbraio 2007.
  13. ^ (ES) Gerardo Martino asumirá como técnico de la selección paraguaya, emol.com, 30 giugno 2006.
  14. ^ sms, Ct Paraguay, in Extra Time, 03 maggio 2011, p. 11.
  15. ^ fcbarcelona.com, Gerardo Martino, new coach of FC Barcelona, fcbarcelona.com. URL consultato il 23 luglio 2013.
  16. ^ Argentina, niente calciatori ai Giochi: Martino si dimette, La Repubblica, 05 luglio 2016.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN308693222