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Andrea Rizzoli

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Andrea Rizzoli, presidente del Milan di allora, con la Coppa Latina vinta nel 1956.

Andrea Rizzoli (Milano, 16 settembre 1914Nizza, 31 maggio 1983) è stato un editore, imprenditore, dirigente sportivo e produttore cinematografico italiano.

Infanzia e formazione

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Andrea Rizzoli nacque a Milano nel 1914, figlio dell'editore Angelo Rizzoli e di Anna Marzorati. Crebbe in una famiglia che, grazie all'intuizione e all'impegno del padre, stava passando rapidamente dalla modestia delle origini alla guida di una delle maggiori imprese editoriali italiane del Novecento. Frequentò il liceo classico "Cesare Beccaria" di Milano. Fu riformato alla visita militare a causa della forte miopia. Avrebbe voluto iscriversi a giurisprudenza, ma il padre lo volle subito in azienda.

L'ingresso nella Rizzoli

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Nel 1933, a 19 anni, iniziò a collaborare nella Rizzoli Editore, allora in forte espansione. Non possedeva un ufficio personale e si divideva tra lo studio del padre e quello di Cesare Zavattini, cui era stato affidato il compito di insegnargli i fondamenti del giornalismo e dell'organizzazione di una redazione.[1] Nel 1936 fu tra i fondatori del giornale umoristico Bertoldo, diretto da Giovanni Mosca e Vittorio Metz e concepito per competere con Marc'Aurelio; tra i redattori figurò anche Giovannino Guareschi.[2]

Primo matrimonio

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Nel 1942 sposò Lucia Solmi, dalla quale ebbe tre figli: Angelo (detto "Angelone"), Alberto e Anna Grazia (detta Annina). In seguito la moglie lasciò la casa coniugale portando con sé la figlia minore, interrompendo i rapporti con la famiglia Rizzoli.[3]

Attività nel dopoguerra

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Con la fine della seconda guerra mondiale, la casa editrice rilanciò e ampliò le pubblicazioni, con titoli come Oggi (luglio 1945) e Candido (dicembre 1945). Andrea Rizzoli si occupò del risanamento economico dell'Istituto grafico Bertieri, fondato nel 1931 da Raffaello Bertieri e rilevato nel 1941 dalla Rizzoli insieme al personale. In breve riportò i conti in utile, producendo cataloghi e dépliant per grandi realtà industriali (tra cui Montecatini, Pirelli, Edison e il Touring Club Italiano). Nel 1951 lo stabilimento fu incorporato nella società come «Rizzoli Grafica».[4]

Presidenza del Milan

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Andrea Rizzoli al centro, con il figlio Angelo Rizzoli Jr. e il padre Angelo Rizzoli.

Nell'estate del 1954 diventò presidente dell'A.C. Milan (vicepresidente il cognato Mimmo Carraro), dopo l'acquisto del club da parte del padre. La gestione segnò una stagione di grande successo: già al primo anno arrivò lo scudetto, anche grazie agli innesti di Juan Alberto Schiaffino, Eduardo Ricagni e Cesare Maldini. Con Lorenzo Buffon in porta e il trio svedese Gre-No-Li, il Milan si affermò anche a livello internazionale. Durante la sua presidenza, protrattasi fino al 1963, il club vinse quattro campionati italiani, una Coppa Latina e la Coppa dei Campioni 1963, prima squadra italiana ad aggiudicarsi il trofeo. In quegli anni promosse la costruzione del centro sportivo di Milanello.[5]

L'espansione editoriale e manageriale

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Nel 1957 convinse il padre, inizialmente contrario, a introdurre figure dirigenziali nella gestione: la prima fu Franca Matricardi, responsabile amministrativa dei periodici.[6] La svolta più significativa giunse nel 1974, quando acquistò da Giulia Maria Crespi, Angelo Moratti e Gianni Agnelli l'intero pacchetto dell'«Editoriale Corriere della Sera», per un valore superiore ai 50 miliardi di lire, creando un polo mediatico di primaria importanza nel panorama italiano.

Secondo matrimonio

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Andrea Rizzoli con la seconda moglie Ljuba Rosa.

Dal legame con Ljuba Rosa nacque la figlia Isabella (27 giugno 1964 – 19 luglio 1987). Andrea e Ljuba iniziarono a convivere e nel 1973 si sposarono civilmente. Isabella morì suicida nella casa di Monte Carlo.[7][8]

Produzione cinematografica

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Parallelamente all'editoria, attraverso la controllata Cineriz, sostenne la produzione di numerosi film di successo, tra cui Amici miei di Mario Monicelli, rafforzando i legami tra il gruppo Rizzoli e l'industria cinematografica nazionale.

Ritiro e morte

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Nel 1978 lasciò la gestione del gruppo al figlio Angelo "Angelone" Rizzoli e si ritirò a vita privata in Costa Azzurra. Morì di infarto il 31 maggio 1983, pochi mesi dopo l'arresto dei figli Angelo e Alberto per bancarotta.[9]

Dal primo matrimonio con Lucia Solmi ebbe tre figli:

  • Angelo (Milano, 1943 – Roma, 2013), detto "Angelone", editore e imprenditore;
  • Alberto Rizzoli (Milano, 1945 – Pavia, 22 febbraio 2019), editore, morto suicida;
  • Anna Grazia Rizzoli, detta Annina (Milano, 1956), rimasta fuori dalle vicende societarie della famiglia.

Dal secondo matrimonio con Ljuba Rosa ebbe una figlia:

  • Isabella Rizzoli (27 giugno 1964 – 19 luglio 1987), morta suicida a Monte Carlo.
  1. ^ Alberto Mazzuca, La erre verde: ascesa e declino dell'impero Rizzoli, Milano, Longanesi, 1991, pp. 55-56.
  2. ^ Ivi.
  3. ^ Mazzuca, La erre verde, passim.
  4. ^ Ivi, pp. 138-139.
  5. ^ Ivi, pp. 174-175.
  6. ^ Ivi, p. 191.
  7. ^ Si è uccisa Isabella Rizzoli, su la Repubblica, 21 luglio 1987. URL consultato il 2 agosto 2018.
  8. ^ La tristezza dei Rizzoli, su la Repubblica, 24 luglio 1987. URL consultato il 2 agosto 2018.
  9. ^ Mazzuca, La erre verde, p. 245.
  10. ^ archivio.quirinale.it, https://archivio.quirinale.it/archivio//GIOVANNI_COLLI/SCATOLA_8/186_DIPLOMI_ONORIFICENZE_E_DECORAZIONI_DI_COLLI_1934_1980.pdf.
  • Alberto Mazzuca, La erre verde. Ascesa e declino dell'impero Rizzoli, Milano, Longanesi & C., 1991, ISBN 88-304-0999-5.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Predecessore Presidente Rizzoli Editore Successore
Angelo Rizzoli 1970 - 1978 Angelone Rizzoli