Paolo Scaroni

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Paolo Scaroni nel 2012

Paolo Scaroni (Vicenza, 28 novembre 1946) è un dirigente sportivo e banchiere italiano, attuale presidente del Milan. Tra il 2002 e il 2014 è stato amministratore delegato di Enel ed Eni[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il diploma al Liceo Classico Antonio Pigafetta di Vicenza e laurea in Economia e Commercio all'Università Bocconi, del cui International Advisory Council è tuttora membro,[2] Scaroni consegue un master in Business Administration presso la Columbia University di New York, dove ha studiato anche il figlio Alvise.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Inizia la sua attività professionale nella società di consulenza aziendale McKinsey. Nel 1973 lavora per il gruppo Saint-Gobain dove, nel 1978, assume l'incarico di presidente della divisione vetro a Parigi.

Dal 1985 al 1996 è vicepresidente e amministratore delegato della Techint. Nel luglio 1992, negli anni di Tangentopoli, è arrestato con l'accusa di aver pagato tangenti al Partito Socialista Italiano per la centrale elettrica di Brindisi, per conto della stessa Techint. Nel 1996 si celebra il processo in cui Scaroni chiede di patteggiare la pena: un anno e quattro mesi, al di sotto della soglia di carcerazione.[3]

Paolo Scaroni a colloquio con il Primo ministro russo Vladimir Putin nel 2012.

Dal 1997 al 1999 è stato inoltre presidente del Vicenza. Nel 1996, Paolo Scaroni si trasferisce in Gran Bretagna per ricoprire il ruolo di amministratore delegato di Pilkington.[4] Lascia la carica nel 2002 per andare a ricoprire il ruolo di amministratore delegato dell'Enel, dopo essere stato nominato dal secondo governo Berlusconi. Nell'Enel opera una vera e propria svolta rinunciando al modello di società multiutility, sostenuto dal suo predecessore Franco Tatò, in favore di una maggiore focalizzazione sul core business energetico. Sotto il suo mandato è da sottolineare anche la cessione di Wind.

Dopo i risultati ottenuti in Enel, nel 2005 è nominato amministratore delegato dell'Eni, che nel 2006 raggiunge fatturato e profitti da record, anche in virtù dell'elevato prezzo del petrolio e dell'inverno rigido. Scaroni attua in Eni una strategia speculare a quella già vista in Enel: concentrazione sul "core business" energetico (prevedendo anche la possibilità di cedere le attività "storiche" nel settore petrolchimico), maggiore integrazione tra le divisioni aziendali e l'ingresso prepotente nel mercato della produzione e distribuzione di energia elettrica attraverso aggressive politiche di marketing rivolte al mercato "consumer"[senza fonte].

Paolo Scaroni è consigliere di amministrazione di Assicurazioni Generali, vicepresidente non esecutivo del London Stock Exchange Group e consigliere di amministrazione di Veolia Environnement. È inoltre nel board of overseers della Columbia Business School di New York e in quello della Fondazione Teatro alla Scala.[5] Dal 2014 è vicepresidente di Rothschild.[6]

Il 14 aprile 2017 entra a far parte del consiglio di amministrazione del Milan dopo la cessione del club da Fininvest all'imprenditore cinese Li Yonghong. Il 21 luglio 2018, a seguito del passaggio del Milan dall'inadempiente Li Yonghong al fondo d'investimento americano Elliott Management Corporation, viene nominato presidente e amministratore delegato ad interim.[7]

Posizioni politiche ed economiche[modifica | modifica wikitesto]

Scaroni non ha mai preso posizioni politiche esplicite a sostegno di un partito o di una coalizione. Più volte ha sottolineato come l'Italia, a differenza di altri Paesi Europei, sia "terra di petrolio e di gas", risorse che non vengono valorizzate adeguatamente, a suo dire, a causa della miopia dei politici e di un ambientalismo populista.

Nel novembre 2008, parlando del Protocollo di Kyoto e del "Pacchetto Clima 20-20-20", ha detto: "Noi pensiamo che a breve, con le tecnologie esistenti e con quello che sappiamo fare, le rinnovabili, sostanzialmente eolico e solare, rappresenteranno forzatamente una cosa piccola. Proprio per questo noi, come Eni, investiamo in ricerca, in particolare sul solare, e siamo convinti che solo una scoperta tecnologica rivoluzionaria può far sì che le rinnovabili diano un contributo importante al nostro fabbisogno energetico".[senza fonte]

Vicende giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

Paolo Scaroni è stato arrestato nel 1992 in merito all'inchiesta giudiziaria di Mani Pulite; nel 1996 ha patteggiato un anno e 4 mesi per tangenti di svariate centinaia di milioni di lire italiane, versate al Partito Socialista Italiano per appalti Enel.[8]

Nel 2006 viene processato dal tribunale di Adria,[9] in qualità di amministratore delegato dell'Enel all'epoca dei fatti, per aver inquinato il territorio del delta del Po con la Centrale di Porto Tolle. Viene successivamente condannato ad un mese di reclusione, a titolo colposo, pena che viene convertita in un'ammenda di 1 140 euro. Nel marzo del 2009, la Corte d'Appello di Venezia ha assolto Scaroni dai reati attribuiti, annullando la precedente sentenza di primo grado.[10] Nel 2011 la Cassazione ha ribaltato la sentenza della Corte d'Appello di Venezia, riconoscendo la responsabilità penale (ma i reati tuttavia nel frattempo si sono prescritti) sia dei direttori di centrale sia degli amministratori delegati di Enel.[11]

Il 7 febbraio 2013 viene iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Milano per corruzione internazionale: il caso riguarda una presunta tangente da 198 milioni di euro pagata ad esponenti del governo algerino per favorire la controllata Saipem e la stessa Eni in appalti da 11 miliardi di dollari.[12] Il 2 novembre 2015 viene assolto per mancanza di prove.[13] Il 24 febbraio 2016 la Corte di Cassazione annulla l'assoluzione di Paolo Scaroni e ENI.[14] Il processo per la presunta maxi-tangente è attualmente in corso davanti al Tribunale di Milano nei confronti di Scaroni, ENI, Saipem e altri sette imputati.[15]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere del Lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del Lavoro
— 31 maggio 2004[16]
Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
— novembre 2007[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Eni: il Consiglio di Amministrazione attribuisce le deleghe e nomina Amministratore Delegato Paolo Scaroni, Ufficio Stampa Eni, 1º giugno 2005. URL consultato il 7 febbraio 2013.
  2. ^ http://www.unibocconi.it[collegamento interrotto]
  3. ^ Cable Search BETA Archiviato il 13 agosto 2011 in Wikiwix.
  4. ^ Sergio Bocconi, Scaroni lascia Techint per Pilkington, Corriere ella Sera, 17 ottobre 1996
  5. ^ a b Biografia di Paolo Scaroni sul portale Eni (archiviato dall'url originale il 7 aprile 2010).
  6. ^ Scaroni, dopo l'Eni si reinventa banchiere: sarà vicepresidente a Rothschild, su repubblica.it, 20 giugno 2014. URL consultato il 5 giugno 2018 (archiviato il 5 luglio 2017).
  7. ^ Milan-Cda, sollevati Yonghong Li e Fassone. Scaroni eletto nuovo presidente, in La Gazzetta dello Sport, 21 luglio 2018.
  8. ^ Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Marco Travaglio, Mani Pulite - la vera storia, Editori Riuniti, 2002
  9. ^ Porto Tolle: chiesta condanna Enel e chiusura centrale, 10 marzo 2006 (archiviato dall'url originale il 21 luglio 2006).
  10. ^ "Non ci fu danno ambientale". Assolti ex amministratori dell'Enel[collegamento interrotto], Il Resto del Carlino, 12 marzo 2009.
  11. ^ Enel e Porto Tolle: condannati Tatò e Scaroni, su terranuova.it, 13 gennaio 2011.
  12. ^ Eni-Saipem, tangente all'Algeria. Paolo Scaroni indagato a Milano, Corriere della Sera, 7 febbraio 2013. URL consultato il 7 febbraio 2013.
  13. ^ Saipem, il giudice umilia il pm: "Scaroni non è un corruttore", 3 novembre 2015.
  14. ^ Saipem-Algeria: la Cassazione annulla l’assoluzione di Scaroni e di Eni, in Il Sole 24 ORE. URL consultato il 29 agosto 2017.
  15. ^ Saipem-Algeria, Descalzi in Tribunale - Lombardia, in ANSA.it, 3 aprile 2017. URL consultato il 29 agosto 2017.
  16. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

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