Andrea Agnelli

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Andrea Agnelli (a destra) ventenne nel 1996, accanto allo zio Gianni, a Roma in occasione della finale di Champions League.

Andrea Agnelli (Torino, 6 dicembre 1975) è un imprenditore e dirigente sportivo italiano, presidente della Juventus Football Club e dell'European Club Association, e amministratore di Exor.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Umberto Agnelli e della sua seconda moglie Allegra Caracciolo, è fratellastro del defunto Giovannino e fratello di Anna. Nel 2005 ha sposato l'inglese Emma Winter; durante il loro legame la coppia ha avuto due figli, nati rispettivamente nel 2005 e nel 2011. Dopo la fine di questo matrimonio, dal 2015 è legato alla modella turca Deniz Akalin;[1] nel 2017 la coppia ha avuto una figlia.[2]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Si è formato accademicamente al St. Clare's International College di Oxford, e all'Università Bocconi di Milano.[3] Nel corso della carriera ha avuto esperienze lavorative sia in Italia sia all'estero: tra queste, mansioni di vendita e marketing in aziende come Piaggio, Auchan e Ferrari.[4] Dal 2001 al 2004 ha lavorato alla Philip Morris International. Nel 2007 ha costituito una holding finanziaria, la Lamse. Ha anche coltivato la passione per il golf, diventando ne 2008 amministratore delegato del "Royal Park Golf & Country Club I Roveri"; il 29 settembre dello stesso anno è stato nominato consigliere federale della Federazione Italiana Golf.[5] Insieme a Michele Dalai e Davide Dileo ha fondato nel 2010 la casa editrice ADD Editore.[6]

Agnelli ha inoltre mantenuto legami con il mondo Fiat. Dal 2005 al 2006 ha avuto mansioni di sviluppo strategico all'interno dell'IFIL. Nel 2004 diviene consigliere d'amministrazione di Fiat Società per Azioni, mantenendo dal 2014 il posto anche nella successiva Fiat Chrysler Automobiles. Dal 2006 è inoltre sempre consigliere dell'Istituto Finanziario Industriale, divenuto poi Exor, la società controllante il gruppo Fiat.[4]

Dal genitore Umberto ha anche ereditato una passione per la squadra di calcio della Juventus, nella quale ha lavorato inizialmente come assistente nel settore commerciale. Il 19 maggio 2010 viene eletto presidente della società:[7] dopo quarantotto anni di assenza, è il quarto Agnelli, dopo il nonno Edoardo, lo zio Gianni e il padre, a rivestire questa carica.[3]

Sotto il mandato di Agnelli, negli anni 2010 la formazione bianconera si aggiudica il campionato italiano per sei stagioni consecutive — battendo dopo ottantadue anni la Juve del Quinquennio del nonno Edoardo, e stabilendo un nuovo primato nazionale —: tra questi spiccano gli scudetti del 2011-2012, vinto da imbattuti (seconda squadra a riuscirci dall'istituzione del girone unico), e del 2013-2014, concluso alla quota-record di 102 punti; nello stesso periodo il club torinese stabilisce un ulteriore record di tre double nazionali consecutivi, in virtù delle altrettante affermazioni in Coppa Italia. Sul versante dirigenziale porta la società juventina a conseguire risultati mai toccati prima in ambito finanziario da una società calcistica italiana,[8] mentre per quanto concerne la politica sportiva assume una posizione più dura rispetto a quella della precedente dirigenza bianconera Cobolli Gigli-Blanc[9][10] in merito agli strascichi dello scandalo del calcio italiano 2006 che vide coinvolta la Juventus, chiedendo la revisione del processo sportivo: una scelta che accentuò la polarizzazione già creata dell'opinione pubblica sportiva in Italia attorno tale vicenda.[11]

Sempre come dirigente, nel 2012 diviene membro italiano della European Club Association,[12] incarico poi rinnovato nel 2015 quando entra, in rappresentanza della stessa, anche nel Comitato Esecutivo dell'UEFA.[13] Nel 2017 viene eletto presidente dell'ECA, succedendo a Karl-Heinz Rummenigge.[14]

Vicende giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 alcuni elementi della dirigenza della Juventus, tra cui Andrea Agnelli, sono stati oggetto di un'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Torino sulla gestione dei biglietti allo Juventus Stadium,[15] circa l'ipotesi di presunta infiltrazione della 'ndrangheta nella gestione commerciale dei biglietti della società nell'ambito della più estesa indagine denominata "Alto Piemonte" che indagò la presunta infiltrazione di quell'organizzazione nell'omonima regione sabauda;[16] i pubblici ministeri torinesi non hanno poi formalizzato accuse penali al club bianconero né a nessun dei suoi tesserati,[15] chiudendo l'inchiesta tre anni più tardi con una richiesta di archiviazione, non essendo emersi collegamenti tra la dirigenza juventina e gruppi e/o singole persone legate alla malavita organizzata.[17] Il 18 marzo 2017, derivata di quell'inchiesta, al contrario, sul piano sportivo viene inizialmente deferito dalla Procura della FIGC insieme ad altri tre dirigenti del club.[18] Il successivo 15 settembre il citato organo federale riformulò le accusse escludendo una presunta associazione mafiosa da parte dei tesserati del club incriminati dopo l'intervento del procuratore Giuseppe Pecoraro alla Commissione parlamentare antimafia lo scorso aprile,[19] chiedendo sanzioni per incontri dal presidente bianconero con gruppi ultrà e la cessione dei biglietti, da parte del resto degl'incriminati, per incontri calcistici oltre il limite consentito per persona, favorendo il bagarinaggio.[20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Andrea Agnelli e Deniz Akalin: la vera storia, tuttosport.com, 11 novembre 2015.
  2. ^ Benvenuta Livia Selin!, juventus.com, 22 aprile 2017.
  3. ^ a b Juve, John Elkann disegna il futuro: "Andrea Agnelli sarà il presidente", lastampa.it, 28 aprile 2010. (archiviato dall'url originale il 3 agosto 2012).
  4. ^ a b Andrea Agnelli (PDF), Fiat Chrysler Automobiles.
  5. ^ Luca Curino, Juve, ritorno all'antico. Andrea Agnelli presidente, gazzetta.it, 28 aprile 2010.
  6. ^ Paola Piacenza, Tre amici ad alto volume, iodonna.it, 7 agosto 2010.
  7. ^ Andrea Agnelli nominato presidente della Juventus (PDF), Juventus Football Club, 19 maggio 2010.
  8. ^ Filmato audio Anna Billò e Leo Di Bello, 90 minuti con... #AgnelliRisponde, SKY Sport 1 HD (SKY Sport), 31 maggio 2016, a 0:15:46.
  9. ^ (EN) Simon Kuper, Soccer Men: Profiles of the Rogues, Geniuses, and Neurotics Who Dominate the World's Most Popular Sport, Londra, Hachette UK, 2014, pp. 356-357, ISBN 1-56858-459-8.
  10. ^ Filippo Testini, Cobolli Gigli in esclusiva: «Su Calciopoli è stata fatta ingiustizia», in Tuttosport, 15 maggio 2015. (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2015).
  11. ^ Francesco Bonini, Calciopoli e le sue retroazioni, in Giuseppe Sorgi (a cura di), Le scienze dello sport: il Laboratorio atriano: atti del Convegno, Atri, 14-15 maggio 2012, Roma, Edizioni Nuova Cultura, 2012, pp. 34-36; 39-41, ISBN 88-6134-948-X.
  12. ^ Juve: Agnelli nuovo rappresentante Eca, gazzetta.it, 10 settembre 2012.
  13. ^ Rummenigge e Agnelli entrano nel Comitato Esecutivo UEFA, juventus.com, 8 settembre 2015.
  14. ^ (EN) Agnelli appointed ECA Chairman, ecaeurope.com, 5 settembre 2017.
  15. ^ a b Procura Figc, contatto tra Agnelli e boss per gestione biglietti Juventus, ansa.it, 7 marzo 2017.
  16. ^ Massimiliano Peggio, Agnelli in tribunale: "Mai ricevuto pressioni sui biglietti dalla criminalità organizzata", lastampa.it, 15 maggio 2017.
  17. ^ Marco Bellinazzo, Pecoraro smentisce: irresponsabile attribuirmi frasi su Juve e cosche, ilsole24ore.com, 7 marzo 2017.
  18. ^ Deferiti la Juventus, il Presidente Andrea Agnelli e altri 3 dirigenti bianconeri, figc.it, 18 marzo 2017.
  19. ^ Filmato video Commissione parlamentare antimafia, Audizione del Procuratore Federale della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Giuseppe Pecoraro, in Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, Radio Radicale, 5 aprile 2017, a 19 min 21 s., 27 min 22 s. e 40 min 17 s. e s.q.q.
  20. ^ Deferimento Juventus: le richieste della Procura Federale, figc.it, 15 settembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]