Vallette

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Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Circoscrizioni di Torino.
Vallette
Vallette.JPG
Le torri popolari alle Vallette
StatoItalia Italia
RegionePiemonte Piemonte
ProvinciaTorino Torino
CittàTurin coat of arms.svg Torino
CircoscrizioneCircoscrizione 5
QuartiereVallette
Altri quartieriContinassa, Lucento, Madonna di Campagna
Codice postale10151
Nome abitantivallettani

Coordinate: 45°06′07.92″N 7°37′59.99″E / 45.1022°N 7.63333°E45.1022; 7.63333

Le Vallette (Valëtte in piemontese) è un quartiere della Circoscrizione 5 di Torino, situato nell'estrema periferia nord-ovest della città. Spesso viene assimilato insieme al vicino quartiere di Lucento[1], posto più a est. In realtà, il quartiere è delimitato:

  • a sud-est, verso il centro della città, dal quartiere Lucento, separato da esso da via Sansovino. Più a sud ancora, ovvero ad ovest del Parco della Pellerina, la zona termina con campi incolti e ruderi dell'antica Dora dove, attraversato il fiume, si accede al quartiere Parella;
  • a ovest da via delle Primule, estendendosi fino ai confini agresti della città col comune di Collegno, separato dall'autostrada tangenziale nord;
  • verso nord, la zona termina lungo il Corso Ferrara, dal quale si accede alla zona detta Continassa, che comprende i terreni dell'Allianz Stadium;
  • a nord-ovest, il quartiere confina con la frazione Savonera di Collegno, sempre attraverso la tangenziale nord.

Storia del quartiere[modifica | modifica wikitesto]

La storia del quartiere Le Vallette s'intreccia tendenzialmente con il più antico quartiere di Lucento.
Il toponimo è di origine incerta: le prime fonti storiche sono quelle di un insediamento romano di origine patrizia della famiglia d'Aviglia che, nel basso Medioevo, venne ritrasformata e ribattezzata lungo un'antica strada chiamata ad Valletas, indicando probabilmente un piccolo avvallamento del territorio più a occidente, e per il quale la cascina venne quindi chiamata Ad Valletas di Aviglio[2]. Successivamente la cascina divenne un rudere, e fu quindi sostituita da un'altra cascina nel 1634, ribattezzata semplicemente Le Vallette, e ancor oggi esistente in Via dei Ciclamini, 5[3].

Altre abitazioni delle Vallette.
Il contesto delle Vallette è caratterizzato da questi palazzi di 10 piani costruiti sulla fine degli anni '50.

Tutta la zona poi, rimase prettamente rurale per lunghissimo tempo, come prolungamento della stessa tenuta sabauda di Lucento: testimoni di questo periodo i ruderi della Grangia di Giacomo Ferroglio, meglio conosciuta come Cascina Bianco, cui resti sono ancor oggi presenti tra i giardini di via Parenzo e Corso Cincinnato, oltre che i i ruderi della Cascina Mineur, il Cascinotto e le antiche abitazioni di Tetti Basse di Dora.

Tra la fine degli anni cinquanta e i primi anni sessanta del XX secolo, iniziò a delinearsi il profilo urbano di quartiere operaio, sotto la spinta della grande migrazione dalle regioni dell'Italia meridionale. Il piano urbanistico fu approvato nel 1957 dall'ing. Gino Levi-Montalcini, insieme agli architetti Nello Renacco, Aldo Rizzotti, Gianfranco Fasana, Nicola Grassi e Amilcare Raineri. I lavori iniziarono nel 1958[4] e le prime case furono consegnate nel novembre 1961, mentre le ultime abitazioni vennero consegnate nell'anno 1968, per ritardi nelle costruzioni e vari intoppi burocratici.[5]. Fu uno dei principali esempi dei piani previsti nel secondo settennato dell'INA-Casa. Coordinato dalla Commissione per l'Edilizia Popolare (CEP) ed appaltato dall'Istituto Autonomo per le Case Popolari (IACP), l'intervento previde la realizzazione di 16.500 vani su una superficie di 71 ettari, divisa in 12 lotti, su cui si alternarono blocchi residenziali a spazi per servizi e verde pubblico, per un totale di ventimila abitanti previsti a regime.[6]. Il complesso edificato presentò eterogeneità tra i vari lotti, dalle case a schiera di sei-sette piani tra corso Ferrara e via delle Pervinche (Gino Levi-Montalcini, Felice Bardelli, Carlo Angelo Ceresa, Domenico Morelli, Mario Passanti, F. Vaudetti) a quelle con ampie corti interne e tetti a falde sporgenti nella zona tra via delle Primule e viale dei Mughetti (Augusto Cavallari Murat, Roberto Gabetti, Aimaro Isola, Giorgio Raineri). Tuttavia, la scelta di una zona lontana dal centro sollevò molte polemiche ed opinioni contrastanti, che videro nel neonato quartiere l'occasione per le ipotesi di segregazione sociale, ghettizzazione, alienazione ed estraneità delle popolazioni allora migranti in Torino[7].

Chiesa S. Famiglia di Nazareth e P.za Montale, cuore del quartiere

Sul finire degli anni novanta la piazza centrale, dedicata a Eugenio Montale, fu oggetto di un intervento di riqualificazione da parte della città, con l'importante recupero del teatro parrocchiale e della zona pedonale antistante.

Anni recenti[modifica | modifica wikitesto]

Uno scorcio della Pellerina. Il parco è dominato dalla presenza di alberi ad alto fusto, alternati ad ampi prati e radure

Oggi la zona Vallette rimane un quartiere periferico e residenziale che però può vantare molteplici viali alberati e varie aree verdi, quali:

  • giardini "Felice Cavallotti" di Corso Toscana angolo Corso Cincinnato;
  • parco "Vittime delle Foibe" su Corso Grosseto, con a fianco la Cascina Cavaliera, chiamata così perché edificata dal Cavalier General d'Envie nel XVIII secolo;
  • il grande parco "Le Vallette", lungo via dei Gladioli e via Pianezza;
  • l'area verde più grande rimane, ovviamente, il Parco della Pellerina, oltre il Corso Regina Margherita.

Nel quartiere si accesero varie polemiche e manifestazioni popolari quando, negli anni settanta, fu costruita la vasta discarica per gran parte dei rifiuti della città, nella zona detta di Barricalla-Cascina Gay, ai confini con la vicina frazione Savonera di Collegno. A tali polemiche, nel 2012 si aggiunse ancora la costruzione dell'adiacente nuova centrale elettrica e teleriscaldamento Iren per il nord-città: tuttavia, nel 2015 furono abbattute le due ciminiere della vecchia centrale di Strada Pianezza[8], con la riconversione dell'intera area in spazio verde, ed i cui lavori furono terminati nel maggio 2016, con l'inaugurazione da parte delle autorità cittadine[9].

Un tram della linea 3 al capolinea Vallette

Verso nord, al di là del Corso Ferrara, nella zona detta Continassa, fu costruito (1990) lo Stadio delle Alpi, poi sostituito in toto (2011) dallo Allianz Stadium, quindi il J-Museum, il PalaTorino (o Mazda Palace o PalaStampa), il centro commerciale Area12 Shopping Center, l'Arena Rock, l'area dell'ex-mattatoio di Via Traves (1950-1975), quindi il mercato ittico di Corso Ferrara.

Nel 1995, sul Viale dei Mughetti, fu eretta la nuova sede dei Giudici di Pace della città di Torino, mentre in Via Pianezza interno 300, oggi Via Maria Adelaide Aglietta, agli inizi degli ottanta fu costruito il nuovo complesso carcerario - Casa Circondariale "Le Vallette" -, che sostituì le carceri di Torino (le cosiddette "Nuove"), precedentemente collocate nel quartiere torinese di Cenisia. Dal 2011, la Casa Circondariale fu titolata agli agenti di polizia penitenziaria torinese vittime del terrorismo Giuseppe Lorusso[10] e Lorenzo Cotugno[11], entrambi uccisi dai terroristi, rispettivamente nel gennaio 1979 e nell'aprile 1978.
Molti dei concerti che Torino ospitò furono accolti nelle strutture della zona settentrionale del quartiere, detta Continassa, a partire dal PalaStampa (oggi in disuso), quindi lo stadio delle Alpi (poi demolito per lasciare spazio all'odierno Allianz Stadium), per finire con l'Arena Rock (ex Mattatoio di Via Traves).

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Continassa.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Linea 3 protetta in Corso Toscana

La zona Vallette è raggiungibile con la linea tram 3, inaugurata non senza molteplici polemiche nell'ottobre 1987 [12], su percorso protetto lungo il rettilineo di Corso Toscana,[13] e con le linee di bus 29, 32, 59, 62, 72, 72/, 75, VE1.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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