Parella (Torino)

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Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Circoscrizioni di Torino.
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Parella
Parco Pellerina001.JPG
Uno scorcio del Parco della Pellerina.
StatoItalia Italia
RegionePiemonte Piemonte
ProvinciaTorino Torino
CittàTurin coat of arms.svg Torino
CircoscrizioneCircoscrizione 4
Codice postale10146

Parella (Parela in piemontese) è un quartiere della Circoscrizione 4 di Torino, alla periferia ovest della città.
È delimitato:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il suo nome deriva da un'antichissima cascina, identificata tra Via Servais, Via Gravere e Corso Monte Grappa, dove oggi sorge il Centro Civico della Circoscrizione 4, nel complesso scolastico scuola Neil Armstrong. La cascina, inizialmente costruita per la famiglia Conterno, fu poi acquistata e ingrandita dai marchesi San Martino di Parella, già nobili del Canavese, intorno al XV secolo. Questi ultimi erano già proprietari della vicina cascina Balestré (il "maniscalco"), nel complesso di botteghe e case basse per artigiani del borgo intorno alla piazzetta titolata al filosofo Tommaso Campanella.

Arco di ingresso residuo di Cascina Parella

Tutto intorno, il paesaggio rurale era intervallato anche da altre numerose cascine, tra le più note la Borrello, la Lionetto (che diede il nome alla borgata di Via Asinari di Bernezzo e di Corso Telesio), la Feroglio, la Pollone-Rodetti, la Tetti Broglia e la Bonino (su Via Cossa), la Gibellino (Via Sismonda, 18) e la Calcaterra (quasi angolo Corso Lecce).

Un particolare citazione merita la cascina Vittoria[1], che doveva sorgere nei pressi dell'attuale Via Lessona-Via Domodossola, poco più a ovest della Gibellino. In passato infatti, esisteva solo uno stradone per Collegno, il naturale prolungamento occidentale di Via Cibrario, partendo dal borgo San Donato. La cascina, il cui nome fu dedicato alla Casa Savoia, fu quindi ceduta ai nobili Signori di Morozzo, e cambiò nome in Domus Morozzo. Pare che, nel 1556, vi alloggiò il noto sensitivo francese Nostradamus, evento documentato da un'antica e misteriosa lapide. La cascina fu poi abbattuta totalmente intorno agli anni sessanta.

Gradualmente, i vari agglomerati del quartiere si popolarono nel XVII e XVIII secolo, lungo gli stradoni per Collegno e per Rivoli. Dopo la ripida discesa verso la Dora, si giungeva poi all'osteria della Porta Rossa, tappa obbligatoria per uomini e cavalli. Di qui, voltando a sinistra per la strada della Pellerina, si toccavano i Tetti della Bassa, e, verso il confine con Collegno, le cascine Mineur e Cascinotto, oggi ancora attive.

La strada antica di Collegno, che precedentemente terminava contro la cinta dell'Aeritalia, attualmente prosegue nel territorio di Collegno divenendo viale Certosa, tramite cui è possibile raggiungere lo svincolo SS 24 Collegno-Pianezza della Tangenziale Nord e il Parco della Certosa Reale di Collegno, mentre voltando a destra si percorre la strada della Berlia, sulla quale si trovano l'omonima cascina e quella detta delle Grange, grosse fattorie, private però dei loro terreni migliori dalla costruzione delle Officine Aeronautiche Pomilio, passate poi alla Fiat Velivoli.

Di particolare rilievo rimane anche la zona meridionale del Parco della Pellerina, che occupa appunto i confini lungo Corso Appio Claudio, rispetto al quale gode di una vista panoramica, per via della sua posizione leggermente sopraelevata rispetto alla naturale depressione fluviale del fiume Dora Riparia.

Le prime vie che sorsero nel 1906 sono via Salbertrand (che in epoca fascista fu ridenominata "Via Salebertano"), via Exilles e via Gravere. Tutte le altre risalgono al periodo compreso tra il 1909 e il 1922. Nel 1921 nel territorio compreso fra il corso Altacomba (ora corso Svizzera), il corso Francia, il confine con Collegno e la Dora, vi erano poco più di 900 abitanti.

Veduta di Villa Arduino

Durante gli anni venti, il quartiere ospitò numerose attività produttive, in prevalenza nel settore meccanico, che contribuirono a stravolgere la cultura contadina della zona e a distruggere la maggior parte delle antiche residenze rurali. Una specifica norma vietò di edificare lungo le vie Lessona e Servais, per tutelare il terrazzo morenico che sovrasta la zona dell'alveo della Dora.

Sebbene situata già a ridosso del sotto-quartiere Campidoglio, è degna di nota Villa o Palazzotto Arduino, sorta nel 1928 su progetto dell'architetto Paolo Napione per il Cavalier Giuseppe Arduino, già proprietario di edifici della zona. Concepita in stile neogotico con delle torrette, fu successivamente arricchita di decorazioni a rievocazione medioevale ed è ben visibile da Corso Lecce 63 (anticamente 108), all'angolo con Via Lessona; una leggenda urbana la vuole come casa in cui visse il celebre Macario, mentre è noto che a Torino l'attore risiedesse vicino al teatro da lui fondato, in Via Santa Teresa, 10, anche se spesso fuori città, tra Roma, Genova, Santa Margherita Ligure o Milano[2].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campidoglio (Torino).

Attorno a Villa Arduino, dal 1953 circa, sorsero gli edifici multipiano di corso Lecce, mentre qualche anno più tardi vennero costruiti i quartieri IACP di via Valgioie.

Questo quartiere oggi rimane prevalentemente a carattere residenziale, anche se non mancano fabbriche ed attività produttive importanti, ed è considerata da sempre una zona tranquilla e senza seri problemi di ordine pubblico o di delinquenza.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Visitazione
  • Monastero della Visitazione, in Piazza del Monastero (Corso Francia, 272), storico edificio gestito dalle suore carmelitane terziarie, ora completamente circondato da moderni palazzi. Fu eretto nel periodo 1870-1904, poi parzialmente colpito dai bombardamenti del 1942; nel 1970 furono costruite nell'area i moderni palazzi e del più ampio complesso religioso, rimane oggi solo il vialetto e la parrocchia[3]
  • Parco e villa della Tesoriera, in Corso Francia, 186, nota anche come Villa Sartirana, poiché di proprietà del marchese Ferdinando Arborio Gattinara di Breme, duca di Sartirana, e di suo figlio, dal 1869 al 1904[4]. Ancor prima, la villa, eretta dall'architetto Jacopo Maggi nel 1715, fu utilizzata da Aymo Ferrero di Cocconato, il tesoriere alla corte di Vittorio Amedeo II, da cui il nome. Oggi è sede di biblioteca civica e di sale per matrimoni civili e cerimonie in genere

Sviluppi urbanistici[modifica | modifica wikitesto]

Corso Marche[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere sarà interessato dal progetto di corso Marche, un nuovo boulevard che attraverserà le periferie della città di Torino da nord a sud. A differenza degli altri quartieri interessati, il corso è già esistente in Parella. Secondo il piano di intervento degli architetti Augusto Cagnardi e Vittorio Gregotti[5], diventerà la parte superficiale di una serie di gallerie a più livelli. Al secondo livello interrato, infatti, passeranno i treni della prevista gronda merci dell'alta velocità ferroviaria (TAV), mentre al primo livello interrato è previsto un tratto della futura tangenziale interna interrata di Torino che collegherà lo svincolo della Tangenziale Nord di Savonera con lo svincolo della Tangenziale Sud del Drosso. Il corso superficiale, a tetto di questi due tunnel, sarà rimodellato con standard comuni al resto del futuro corso.
Tale piano è stato però rimesso in discussione sia dalla modifica del tracciato dell'alta velocità ferroviaria all'interno dell'area della città di Torino, sia dalla variante urbanistica sull'area approvata dal Consiglio Comunale nell'aprile 2016. [6]

Area "Alenia Aeronautica"[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere Parella confina a ovest con Strada Della Pellerina e Corso Marche, delimitando, di fatto, i confini con il comune di Collegno, dove è presente il piccolo Aeroporto di Torino-Aeritalia[7]

Lo stabilimento Alenia

Il sito, fu operativo soprattutto dal 1948 al 1953, prima di spostare le tratte aeree torinesi all'Aeroporto di Torino-Caselle, mentre a oggi è usato solo per esercitazioni. Anche alcune attività industriali della vicina Alenia Aeronautica sono state spostate a Caselle Torinese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Sito ufficiale della Circoscrizione IV

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