Lucento

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Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Circoscrizioni di Torino.
Lucento
Chiesa San Bernardo e Brigida Lucento Torino.jpg
Chiesa di Lucento (S.Bernardo e S. Brigida)
StatoItalia Italia
RegionePiemonte Piemonte
ProvinciaTorino Torino
CittàTurin coat of arms.svg Torino
CircoscrizioneCircoscrizione 5
QuartiereLucento
Altri quartieriVallette, Madonna di Campagna, Barriera di Lanzo
Codice postale10149/10151

Coordinate: 7°06′10.01″N 7°39′40″E / 7.10278°N 7.66111°E7.10278; 7.66111

Lucento (Lusengh o Lusent in piemontese) è un quartiere della Circoscrizione 5 di Torino, situato nell'area periferica nord-ovest della città. Spesso è considerato come assimilato all'adiacente quartiere Vallette, in realtà i confini del quartiere sono:

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere si presenta ancor oggi relativamente rurale, in quanto da sempre periferico rispetto alla città di Torino. Sono documentati, nel territorio a occidente rispetto all'antico castrum, piccoli insediamenti di antichi romani della gens Avilia. Il primo toponimo Lucento invece, deriverebbe da un prediale del 1227, tal Guglielmo da Lucento[1]; tuttavia, ipotesi più leggendarie lo farebbero derivare invece dal nome dello "scintillìo" delle baionette utilizzate durante lo storico assedio del 1706, che proprio in questa zona ebbe uno dei suoi teatri, teoria, comunque, mai documentata.
Nel XIV secolo poi, si sviluppò qui un antico castello (di proprietà della famiglia Beccuti), dotato di torri di avvistamento e di un borgo sottostante, poi inglobato dall'insediamento delle tenute di caccia di Emanuele Filiberto di Savoia nel XVI secolo, quindi ceduto a Filippo I d'Este, del casato degli Este di San Martino, ramo cadetto di Casa d'Este. Il castello resterà agli Este di San Martino fino al 1654[2]. Oggi è sede di varie aziende all'interno del comprensorio di Via Pianezza, 123, vicino, appunto, alla Chiesa di S. Bernardo e S. Brigida.
La suddetta chiesa, che risale al XV secolo per volere dell'allora feudatario Ribaldino Beccuti, fu annessa al nascente castello e successivamente ampliata, prima nel 1605, e poi nel 1654 da Amedeo di Castellamonte. Il castello passò poi ai Tana, assoggettati agli stessi Savoia.

Castello di Lucento oggi

Nel 1706, il quartiere fu teatro di battaglie tra le truppe francesi e quelle sabaude, queste ultime occupate a ritardare il noto assedio della città, bloccando i francesi da occidente : i combattimenti più duri si svolsero intorno al castello di Lucento ed all'area circostante, grazie alla posizione strategica del complesso[3].

Dopo l'assedio, il borgo si ricostituì con l'apertura della strada e della ferrovia verso Pianezza e verso Venaria Reale (1884 circa), con accessi viari provenienti dal podere della Cascina Bianchina (questa poi abbattuta per costruire le Ferriere FIAT-Vitali) di Parco Dora (Torino), creando nuovi agglomerati detti Tetti di Lucento e Borgata Ceronda, quest'ultima costruita sul canale omonimo (oggi inesistente) ai confini del quartiere Madonna di Campagna (Parco Dora). L'apertura di nuove attività industriali alla fine del XIX secolo, in particolare del settore tessile, come l'opificio Marino-Paracchi, il cotonificio Italiano e il cotonificio Mazzonis, diedero alla zona un rapido sviluppo demografico.
Tale sviluppo proseguì con il boom industriale del XX secolo, a cui seguirono nuove case, infrastrutture e servizi. Lucento ebbe un picco demografico di immigrazione interna verso gli anni cinquanta, avvenuta parimenti al vicino quartiere Le Vallette. Nel 1992 inoltre, fu costruita la parrocchia Frassati, che dà il nome all'omonima Borgata a sud di Piazza Cirene.
Il boom edilizio continuò fino agli novanta, dove però molte fabbriche chiusero, per cui il quartiere da industriale divenne residenziale. Ancora oggi è ben visibile, nel verde dell'ex castello, la vecchia ciminiera delle acciaierie, che svetta a 60 metri d'altezza come ricordo di un passato industriale. A sud inoltre, risiede l'ex-acciaieria Thyssenkrupp-Acciai Speciali Terni, dismessa dopo l'incidente del 6 dicembre 2007.

Villaggio Santa Caterina[modifica | modifica wikitesto]

Targa sull'esodo nel Villaggio Santa Caterina

Nel tentativo di far fronte all'imponente esodo nel secondo dopoguerra dei profughi provenienti dalla Istria, dalla Dalmazia e dalle città di Fiume e di Pola, il Comune di Torino, nel 1953, donò all'Istituto Case Popolari un ampio terreno tra le attuali Vie Parenzo, Via Pirano e Corso Cincinnato. Nel 1954 iniziarono i lavori di costruzione, terminati nell'estate del 1955, con successivo trasferimento delle famiglie provenienti dalle provvisorie condizioni delle cosiddette "Casermette di Borgo San Paolo" (in realtà, oggi in quartiere Mirafiori Nord) e Frazione Altessano di Venaria Reale. L'area fu chiamata "Santa Caterina", per via della coeva parrocchia di Via Sansovino, 85, dedicata a Santa Caterina da Siena.
Nel 1959 vi fu un ampliamento del nucleo abitativo, col raggiungimento dell'attuale condizione di undici fabbricati.[4] L'isolamento dei primi anni fu successivamente assorbito dallo sviluppo edilizio ndgli anni sessanta, rendendo così il primo Villaggio pienamente assorbito nel tessuto metropolitano; una targa posta dal Comune di Torino nel 2005, in occasione del cinquantenario dell'evento, ricorda le vicende degli abitanti di questo nucleo residenziale.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Il campanile della Chiesa di S. Bernardo e S.Brigida
  • Chiesa di San Bernardo e Brigida: la prima cappella fu costruita nel '400, ad opera dei contadini che abitavano quello che ancora era solo un villaggio, ma fu solo nel 1610 che venne costruita la prima chiesa, poi ampliata nel 1654 da Amedeo di Castellamonte, quindi parzialmente distrutta dall'assedio francese del 1706. Fu ricostruita nel 1884 nelle dimensioni attuali
Installazione che ricorda la battaglia del 1706
  • Castello di Lucento: come già detto, la precedente struttura risale al XIV secolo come proprietà Beccuti, ma fu poi Emanuele Filiberto di Savoia nel XVI secolo a volerlo come piccola sede di residenza di caccia, vicino alla Chiesa di S. Bernardo e S. Brigida, quindi utilizzato come filatoio di seta, poi sede dell'Istituto Bonafous e ancora dalla ex azienda Teksid, quindi riqualificato come attuale sede di aziende
  • Stele e scultura commemorativa ai caduti del 1706: di fianco alla Chiesa, in via Foglizzo 4, una piccola stele in pietra commemora i caduti durante l'assedio del 1706, opera di Luigi Calderini nel bicentenario della commemorazione. Nel 2006 invece, per il terzo centenario dall'assedio, fu collocata anche una grande scultura in acciaio in via Foglizzo angolo via Pianezza, con la scritta "1706".
  • Asilo Principessa Isabella: costruito nella metà dell'Ottocento, l'edificio ospitò dal 1879 fino al 1980 una scuola materna. Ha funzionato come sede dei laboratori teatrali e musicali fino al 1987 quando viene chiuso per inagibilità, fino alla fine degli anni novanta resta inagibile fino a quando viene restaurato ed infine riqualificato come centro culturale e congressi
  • Castello Saffarone: situato in Corso Regina Margherita 497, segna gli estremi confini ovest di Torino. Prende il nome dall'antico proprietario del 1580, tal Marco Zaffarone, e comprende una grande tenuta con tre cascinali adiacenti. Viene ancor oggi utilizzato per grandi ricevimenti

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Natura[modifica | modifica wikitesto]

Area verde Via Calabria

Numerose sono le aree verdi del quartiere : la principale il Parco Carrara, più comunemente chiamato Pellerina, il parco più grande di Torino, e che condivide col vicino quartiere Parella, diviso dal passaggio del fiume Dora Riparia.
Altra area importante è il parco di via Calabria, adiacente a quello della Pellerina e ad esso collegato da una pista ciclabile, recentemente prolungata a nord lungo Corso Cincinnato fino a piazza Giuseppe Manno, congiungendosi ad altro percorso ciclabile che porta sino a Venaria Reale, passando per la frazione di Altessano.
Altra zona semi-boschiva e rurale è quella situata intorno al Castello di Lucento.
Vi sono inoltre i Giardini Felice Cavallotti, più altre piccole aree verdi sparse sul territorio.
Più a nord-est, Lucento confina con il parco e il quartiere de "Le Vallette".

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Pista ciclabile Corso Cincinnato
  • A.C.D. Lucento[5], storica squadra di calcio dilettantistica torinese militante nel campionato di Eccellenza (nel 2014 salita alla ribalta delle cronache sportive per aver sconfitto la Juventus in occasione di un'amichevole estiva[6]) con sede presso il piccolo stadio Riconda di C.so Lombardia 107. Adiacente alla struttura c'è anche la piscina comunale del quartiere
  • Campus Sociale per ragazzi in Piazza Cirene
  • Campo di Tennis in via Valdellatorre 169

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca civica "Francesco Cognasso", in corso Cincinnato angolo corso Molise.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Le vie commerciali di Lucento sono: via Pianezza, via Borsi, corso Toscana, via Foglizzo, la continuazione verso Venaria di via Foglizzo che dopo corso Toscana cambia nome in strada Altessano, corso Lombardia, via Luini e via Val della Torre.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere è servito dalle linee tranviarie 3 e 9 e da alcune autolinee della rete urbana gestita da GTT.

Tra il 1884 e il 1951 il quartiere fu servito dalle tranvie interurbane per Pianezza/Druento e per Venaria Reale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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