Nizza Millefonti

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Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Circoscrizioni di Torino.
Nizza Millefonti
Torino - Barriera Nizza a inizio 1900.jpg
Barriera Nizza ad inizio '900
Stato Italia Italia
Regione Piemonte Piemonte
Provincia Torino Torino
Città Turin coat of arms.svg Torino
Circoscrizione Circoscrizione 8
Quartiere Nizza Millefonti
Altri quartieri Italia '61
Codice postale 10127-10126 (in parte)

Nizza Millefonti (Nissa Milafont in piemontese) è un quartiere della Circoscrizione 8, situato a sud-est della città di Torino.
Fino al 2016 apparteneva alla Circoscrizione 9 (con Lingotto e Borgo Filadelfia), poi è stato inglobato con la 8 (San Salvario, Borgo Po, Cavoretto), con il regolamento comunale n. 374/2016[1].

Geografia del quartiere[modifica | modifica wikitesto]

Compreso tra corso Bramante a nord (quartiere San Salvario) e corso Maroncelli a sud la riva sinistra del fiume Po a est, il quartiere risulta esteso soprattutto in lunghezza, da sempre accesso verso il centro di Torino, come si nota dalle quattro arterie principali che lo attraversano da sud-est, collegando il limitrofo comune di Moncalieri con la città (di fatto separati dal torrente Sangone che sfocia nel fiume Po): Corso Unità d'Italia, Via Ventimiglia, Via Genova e via Nizza.

Ad ovest, il quartiere costeggia invece l'adiacente quartiere Lingotto separati dalla linea ferroviaria Torino-Genova, ed affiancata da alcune strutture: il deposito ferroviario, il comprensorio di Eataly, il comprensorio del Lingotto e del Lingotto Fiere e, per ultimo, l'area Oval Lingotto ed ex-Avio, quest'ultima con il comprensorio - grattacielo della Regione in costruzione. Relativamente vicina risulta anche la stazione ferroviaria di Torino Lingotto, al di là della linea ferroviaria.

I collegamenti con l'adiacente quartiere Lingotto risultano quindi: il cavalcavia stradale di Corso Bramante, il sottopasso stradale Lingotto-Via Ventimiglia e il sottopasso Spezia-C.so Unità d'Italia (quest'ultimo poi chiuso), quindi il cavalcavia di via Passo Buole e, per ultima, la passerella olimpica pedonale del centro commerciale 8-Gallery. Le piazze principali del quartiere invece, sono piazza Carducci (già Barriera di Nizza) e piazza Bengasi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome deriva da:

  • Nizza, per la via omonima che lo attraversa a occidente, chiamata così perché indirizzava verso l'allora contea sabauda di Nizza (oggi in Francia), attraverso il cuneese e la Liguria (alla quali sono dedicate altre molte vie del quartiere). L'attuale piazza Carducci era infatti l'antica porta daziaria meridionale di Torino, chiamata, appunto, "Barriera di Nizza" (Bariera 'd Nissa).
  • Millefonti, perché la zona, in tempi remoti, era costituita da piccole sorgenti sotterranee, connesse idro-geologicamente al vicino fiume Po. Storicamente, andrebbe ricordato anche il nomignolo "Molinette" (Molinëtte), dall'esistenza di antichi piccoli mulini sulla sponda del Po all'altezza di Corso Bramante, e che divenne soprannome dello storico Ospedale Maggiore San Giovanni Battista (1935).

Questa zona, di carattere prettamente rurale per tutta la prima età moderna, ospitava essenzialmente poche cascine, tra cui la Martini di Cigala o Tapparelli a sud (attuale via Felizzano), e il borgo Tetti Fré, sull'attuale Corso Spezia. Nel XVII secolo, quando l'accesso a Torino era delimitato soltanto dalle "barriere" doganali, su quella di "Nizza", odierna Piazza Carducci sorgevano soltanto due magazzini merci di tre piani con un ampio porticato, uno a destra e uno a sinistra dell'odierna Via Nizza. Con l'ampliamento della città e l'abolizione delle dogane, i due magazzini vennero poi demoliti.

XVIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

In questo secolo, l'edificio di spicco del quartiere fu il podere dei Robilant (1731), simbolo tangibile del prestigio del casato, poco distante dalla Cascina Ostarietta (attuali Via Felizzano-Via Canelli). Poco distante, fu eretta anche una antica chiesa, dedicata alla Beata Vergine del Giairino, risalente al 1729, poi ampliata nel 1920[2] e distrutta dal bombardamento del 29 marzo 1944; al suo posto si trova, tutt'oggi, la chiesa dell'Assunzione di Maria Vergine di Via Nizza, 355, la cui edificazione risale al 1950, imitando l'architettura precedente. Pochi metri più a nord della chiesa, esisteva anche Villa Fratelli Fornara (1890), ceduta successivamente a Luigi Debernardi (proprietario del saponificio prospiciente, in attività dal 1896 al 1913 circa) e poi ai Pluviano; rimase in piedi fino agli inizi degli anni ottanta, quindi abbattuta e sostituita da un condominio.

L'area del podere dei Robilant invece, fu acquistato da Giovanni Agnelli all'inizio del XX secolo, diventando dapprima una sede delle Commissioni Interne, poi, abbattuta definitivamente nel 1952, diede spazio alla fabbrica Fiat Avio[3], A sua volta dismessa e abbattuta nel 2002, tutta l'area ex-Avio fu ancora riutilizzata per la costruzione del palazzo Oval Lingotto nel 2006 e per la costruzione del comprensorio del Grattacielo della Regione Piemonte nel 2013.

XIX e XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

L'Ottocento fu caratterizzato dalla nascita della linea ferroviaria Ferrovia Torino-Genova, che diede una notevole spinta demografica alla zona, così come all'adiacente quartiere Lingotto, soprattutto nella seconda metà del secolo. Nuove case popolari dei dipendenti delle ferrovie sorsero lungo via Nizza, in strade spesso dedicate, appunto, ai comuni della Liguria o del Cuneese.

Un'ulteriore spinta demografica fu causata dalla nascita del primo stabilimento automobilistico della Fiat Lingotto nel periodo 1915-1922, a fianco della già esistente ferrovia. Del 1912 risulta infatti la graziosa chiesetta detta del "Patrocinio San Giuseppe", ubicata su via Biglieri (già via Bormida), con il suo sottile campanile neobarocco del 1927, alto ben 57 metri, e miracolosamente risparmiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. In via Genova angolo via Abegg poi, fu eretto, nel 1919, il Comprensorio educativo San Michele, voluto da Monsignor D'Averio e provvisto di una graziosa chiesetta neoromanica, quindi dato in gestione alle suore Missionarie della Consolata.

Nella zona settentrionale del quartiere, detta "Molinette", ai confini con il quartiere San Salvario, nel 1928 fu eretto un nuovo ponte su fiume Po, in collegamento col vicino quartiere Cavoretto, dedicato al re Vittorio Emanuele III di Savoia per il decennale della Battaglia di Vittorio Veneto; nel 1946 poi, fu rinominato ponte Balbis.

Il CTO si riflette nelle acque del Po

Città della salute[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Città della salute.

Un'altra delle caratteristiche storiche del quartiere è quella di ospitare alcune importanti strutture ospedaliere della città, tanto da prendere, alcune volte, anche il nome di "zona Ospedali" e, più recentemente, il nome di Città della Salute (e della Scienza). Dei primi ambulatori e ospedaletti infantili sorsero già nel 1880, per poi approdare all'edificazione del grande Ospedale infantile Regina Margherita nel 1960.
Degni di nota risultano anche l'Ospedale ginecologico Sant'Anna (del 1938) e il vasto ospedale Molinette (San Giovanni Battista) (del 1930), quindi il grattacielo del CTO (centro traumatologico ortopedico), del 1961. Altre strutture ospedaliere minori si aggiunsero a quella che, oggi, è diventata una struttura di servizi sanitari integrati e geograficamente vicini tra di loro.

Zona del Comprensorio Fiat Lingotto[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Lingotto (comprensorio).

La storica sede della fabbrica di automobili Fiat, che prese il nome dall'adiacente quartiere Lingotto, fu operativa nel periodo 1923-1981. Famosa è una sequenza del film Un colpo all'italiana del 1969, che immortalò la pista di collaudo situata in cima allo stesso stabilimento industriale, oltre che la sequenza in cima al vicino edificio Palavela. Il comprensorio industriale fu riqualificato, con l'edificazione di vaste aree espositive (palazzina del Lingotto Fiere), il centro commerciale 8-Gallery, un supermercato, aree di ristorazione (compreso il ristorante a boccia di vetro Pista del Lingotto, in cima), la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, gli ambulatori medici della Dental School, la residenza universitaria Camplus, etc.
Nell'edificio ha sede, dal 2013, l'Autorità di regolazione dei trasporti.[4]. Più a sud, raggiungibile a piedi, la stessa ex-area Fiat-Avio fu riqualificata, con la costruzione dell'Oval Lingotto (2006) e dall'area del Grattacielo della Regione Piemonte (torre di 205 metri). La superficie a est della ferrovia comprende quindi:

  • Area ex-Avio, soggetta a recente riqualificazione, comprendente la torre della Regione, di 205 metri, e un palazzo basso alla base
  • i cantieri per il prolungamento della Linea 1 della Metropolitana di Torino verso P.za Bengasi
  • Oval Lingotto, il padiglione multiuso costruito in occasione dei XX Giochi olimpici invernali
  • la ex fabbrica del Lingotto e il padiglione aggiuntivo del Lingotto Fiere costruito negli anni novanta, con ampio parcheggio a ridosso dei binari e spazio per punti verdi estivi, più il complesso Art+Tech di 8-Gallery, che ospita l'albergo Le Meridien-NH Hotel-area “Art + Tech”.
  • il centro commerciale-enogastronomico Eataly, ricavato dalla rigenerazione del vecchio stabilimento della antica azienda di liquori Carpano.

Nel corso della seconda guerra mondiale, a causa della sua estrema vicinanza alla via ferrata e alla Fiat, il quartiere Nizza Millefonti fu pesantemente bombardato: solo pochi edifici rimasero in piedi, quasi tutti quelli della vecchia Piazza Carducci crollarono. Fu colpita pesantemente anche la Fiat Lingotto, che subì enormi danni. L'attuale conformazione del quartiere è piuttosto quella degli anni della ricostruzione, principalmente anni cinquanta, sessanta e settanta. Nel corso dei decenni più recenti, durante gli scavi per lavori pubblici, nella zona furono ritrovate diverse bombe aeree inesplose sganciate dagli anglo-americani durante il 1944: in particolare una fu ritrovata sotto i giardini di Via Giulio Bizzozzero, poi una nel 2004 nella zona ex-Avio Fiat durante i lavori per la costruzione dell'Oval Lingotto, quindi nel 2011 durante i lavori della Metropolitana di Torino. Oltre a questi ordigni, durante degli scavi per il cambio delle tubature nel 1996, in Via Gavello venne alla luce l'antica rampa che collegava il deposito sotterraneo di tram a cavalli che si trovava sotto l'odierno deposito Gruppo Torinese Trasporti (ex ATM), a fianco della Piazza Carducci. Nello stesso periodo, lungo Via Pagliani, grazie alla vicinanza con la Stazione ferroviaria di Torino Lingotto, fu riqualificato tutto lo scalo ferroviario e il deposito torinese delle Ferrovie dello Stato Italiane, oggi Trenitalia, a tutt'oggi operativo.
Su via Nizza, durante gli scavi del prolungamento della Metropolitana di Torino, nel 2005 furono rinvenuti altri reperti archeologici del VII secolo di vestigia longobarde[5] già facenti parte della collezione rinvenuta nella stessa area intorno al 1910[6].

Italia '61[modifica | modifica wikitesto]

C.so U. d'Italia e C.so Trieste (Moncalieri)
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Italia '61 ed Expo 1961.

La sottozona che si trova a ridosso del Po viene storicamente chiamata Italia '61, più esattamente compresa tra piazza Polonia, corso Maroncelli, via Ventimiglia e via Zuretti. Con l'abbattimento delle baracche degli immigrati italiani dell'allora Corso Polonia (oggi Corso Unità d'Italia), l'intera area fu riqualificata nel periodo 1955-1961, in occasione del primo centenario dell'Unità d'Italia. Furono eretti nuovi edifici e infrastrutture, quindi organizzati manifestazioni ed eventi che presero il nome di Expo 1961, che avvenne a Torino tra il maggio e l'ottobre di quell'anno.
Le infrastrutture di rilievo furono principalmente:

Altre opere nel quartiere[modifica | modifica wikitesto]

  • Sottopasso del Lingotto, che permette un buon collegamento viario tra Corso Unità d'Italia al vicino quartiere Lingotto (Corso Giambone), passando sotto tutta la ferrovia e tutta l'area ex-Avio; eretto nel 1930-1933, fu ampliato a due corsie nel 1982-1984[9].
  • in occasione dei XX Giochi Olimpici Invernali Torino 2006, furono eseguite altre opere viarie, come il sottopasso di Corso Unità d'Italia-Corso Massimo d'Azeglio (2004), il raccordo sotterraneo Spezia (tra Corso Unità d'Italia e comprensorio Lingotto (2005)[10], quindi la grande rotonda Maroncelli, che dà accesso alla città arrivando da Moncalieri.

Grattacielo della Regione Piemonte[modifica | modifica wikitesto]

Grattacielo Regione Piemonte in costruzione (gennaio 2015)

Dal 2013[11], è in opera la riqualificazione di una parte dell'area ex-Avio/ponte di Via Passo Buole al confine con la zona Lingotto, dove ha sede il comprensorio e la torre del Grattacielo della Regione Piemonte, la più alta d'Italia[12] (205 metri).

Altri luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Monumento all'Autiere, posto di fronte al Museo dell'Automobile, dall'altra parte di Corso Unità d'Italia, dedicato al corpo militare degli Autieri, i soldati motorizzati. Si tratta di una grande ruota in bronzo, sorretta da cemento, con motivi scultorei in altorilievo. Fu realizzato nel 1965, da Goffredo Verginelli e Renato Giannini. il monumento è inserito nel più ampio contesto verde di un sottile parco fluviale che termina con le sponde della riva sinistra del fiume Po, in quello che è il naturale prolungamento meridionale del più noto Parco del Valentino, questi già sotto quartiere San Salvario.
  • Ancora più a sud, ai confini con Moncalieri, inizia il parco fluviale del fiume Po denominato "Area attrezzata Le Vallere".

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefano Garzaro, Angelo Nascimbene, Barriera di Nizza-Millefonti. Dalle Molinette a Italia 61 e al Lingotto, Torino, Graphot editrice, settembre 2010, ISBN 978-88-89509-98-2.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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