Aurora (Torino)

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Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Circoscrizioni di Torino.
Aurora
Aurora, giardini exGFT.JPG
Giardino dedicato a Madre Teresa di Calcutta
StatoItalia Italia
RegionePiemonte Piemonte
ProvinciaTorino Torino
CittàTurin coat of arms.svg Torino
CircoscrizioneCircoscrizione 7
QuartiereAurora
Altri quartieriBorgo Rossini, Porta Palazzo, Valdocco, Borgo Dora
Codice postale10151 - 10152
Abitanti41 607 ab.

Coordinate: 45°04′59″N 7°41′17″E / 45.083056°N 7.688056°E45.083056; 7.688056

Aurora (Auròra in piemontese) è un quartiere della Circoscrizione 7 di Torino, molto vicino al centro storico cittadino.

È delimitato:

Sviluppo e collocazione[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere si estende su entrambe le rive del fiume Dora ed è caratterizzato da cinque nuclei nettamente distinguibili:

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Borgo Dora, Valdocco e Porta Palazzo.
  • l'area della prima e seconda industrializzazione della città, racchiusa nel triangolo tra corso Vigevano, corso Giulio Cesare e la Dora
  • Borgo Rossini, di vecchia edificazione, a carattere misto fra edilizia residenziale, attività industriali, artigianali e commerciali, che si va ridefinendo senza discontinuità traumatiche

Rimane quindi un quartiere che attesta numerose trasformazioni subite dalle borgate tra il XVIII e il XX secolo, dalle antiche canalizzazioni secondarie del fiume per le officine azionate dall'energia idraulica all'industrializzazione del primo Novecento.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del toponimo "Aurora" va ricondotta a un'antica cascina posta indicativamente al centro del quartiere (all'angolo fra gli odierni corso Giulio Cesare e corso Emilia), nel luogo, per l'esattezza, dove oggi sorge "Casa Aurora".
L'edificio, che nelle carte topografiche ottocentesche risulta come "Cascina l'Aurora", fu trasformato dapprima in un opificio tessile (nel 1869) e nel secolo successivo ospitò il Gruppo Finanziario Tessile (GFT), azienda produttrice di abiti pronti; nel 1984 l'intero complesso, che attualmente ospita diversi uffici, fu ridisegnato dal celebre architetto Aldo Rossi, e da allora è noto come "Casa Aurora".[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio di Borgo Dora

Già in epoca romana e fino al Medioevo, qui un ponte rappresentava l'unico attraversamento della Dora Riparia a Torino; dal tardo Medioevo, lungo un canale derivato dalla Dora, e che prese il nome di "canale dei Mulini", si stabilì un primo nucleo di opifici dotati di ruote idrauliche. Esso prese consistenza tra il Seicento ed il Settecento insieme all'abitato fuori dalla porta Doranea (corrispondente circa all'attuale piazza della Repubblica). Nel borgo Dora avevano sede concerie, battitori da panno, peste da canapa e da olio; su essi dominava il grande complesso dei "Molassi", i più importanti mulini per granaglie della città, di origine medioevale, ristrutturati nel Settecento, con relativo canale a cielo aperto, poi interrato. Vi erano inoltre due setifici, costruiti alla fine del Seicento, considerati come le prime industrie del Regno Sabaudo, di cui oggi non rimane traccia. Infine, qui sorgeva la "Regia Polveriera", oggi trasformata in Arsenale della Pace, a cura del Sermig.

Storico quartiere popolare, ricevette un intenso fenomeno di inurbazione dalla fine del XVIII secolo, in particolare sotto il regno del re di Savoia Vittorio Amedeo III. Intenso sviluppo ricevette anche durante gli anni della grande industrializzazione torinese (confina oltretutto con altri borghi tipicamente popolari, tra cui Vanchiglia).

Nel 1832 apre a Borgo Dora la Piccola Casa della Divina Provvidenza, meglio conosciuta come "Il Cottolengo", dal nome del suo fondatore.

L'ex Caserma Cavalli sede della Scuola Holden

Nel 1850 Borgo Dora contava più di 20.000 abitanti, per gran parte operai, tanto da essere considerato il quartiere operaio più grande di Torino. Durante la seconda guerra mondiale fu fortissima la resistenza antifascista, il quartiere divenne poi zona d'immigrazione nel secondo dopoguerra, quando molte grandi fabbriche trasferirono ad Aurora le proprie officine e, contestualmente, si svilupparono molte piccole imprese (artigiane, commerciali e di servizi).

Nel 1964, su iniziativa di Ernesto Olivero, viene fondato a Torino il Sermig (Servizio Missionario Giovani), con l'obiettivo di aiutare i bisognosi in città. Nel 1983 il Sermig decide d'investire sul quartiere che stava lentamente diventando uno dei simboli dell'immigrazione extracomunitaria. In particolare trasferisce la sua sede nel cosiddetto "Arsenale della Pace": originariamente un'antica fabbrica di armi in disuso, dal 1983, grazie anche al lavoro gratuito di tanti giovani che credono nel progetto di Olivero, si trasforma in una sorta di monastero metropolitano aperto 24 ore su 24, punto di riferimento per i bisognosi in città.

Sul finire degli anni ottanta il quartiere, a forte impronta industriale, comincia un declino di residenti in concomitanza con la chiusura di molte fabbriche (su tutte la Fiat Grandi Motori di via Cuneo). Giocano sul destino del quartiere anche le dismissioni di imponenti fabbriche nei quartieri confinanti, soprattutto in Borgata Vittoria e San Donato.

Nell'anno 1988 viene chiusa la stazione di testa della ferrovia Torino-Ceres cioè la stazione di Torino Porta Milano di corso Giulio Cesare, arrestando il capolinea alla stazione di Torino Dora.

Il quartiere è ad oggi a forte presenza extracomunitaria, così come il vicino quartiere di Barriera di Milano e in generale tutta la zona nord della città.

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

ex-stazione di Porta Milano (ex Ciriè-Lanzo), oggi Museo Ferroviario Piemontese

Il quartiere, attraverso il corso Giulio Cesare e/o le linee di trasporto pubblico, è ben servito per i collegamenti con:

La zona è ricca inoltre di ristoranti, soprattutto etnici, bar, pizzerie, locali per lo svago notturno. Oltre alla sede della circoscrizione, dei vigili urbani, della ASL e della SMAT, Aurora ospita anche la biblioteca civica "Dina Rebaudengo" e la biblioteca musicale "Andrea Della Corte" e sono presenti una serie di servizi socio assistenziali e diverse associazioni culturali, tra cui l'Istituto di ricerca in campo economico e sociale Fondazione Rosselli.
Il quartiere ospita la Piccola Casa della Divina Provvidenza, comunemente detta "Il Cottolengo", che ospita in special modo malati con handicap fisici e mentali .

La recente riqualificazione[modifica | modifica wikitesto]

Nuovo Centro Direzionale Lavazza

Alcuni progetti di riqualificazione stanno interessando il quartiere. In particolare l'intervento sul rione di Porta Palazzo, ha comportato la costruzione di un sottopasso veicolare sull'asse di corso Regina Margherita che libera dal traffico piazza della Repubblica. Nell'area mercatale, è stata rifatta una nuova pavimentazione della piazza in pietra di Luserna e dove in precedenza sorgeva il mercato dell'abbigliamento, si è costruito l'edificio, in vetro traslucido e di chiara impronta contemporanea, denominato PalaFuksas (dall'architetto Massimiliano Fuksas che l'ha progettato), ma che ancora aspetta una definitiva destinazione d'uso. Nuova destinazione d'uso e riqualificazione è prevista anche per le ex officine Fiat Grandi Motori tra corso Vercelli e via Cuneo.
Nel quartiere è stato recentemente inaugurata "la nuvola" l'headquarter della Lavazza[2] in via Bologna angolo corso Palermo, con annessa la nuova sede dello IAAD (Istituto d'Arte Applicata e Design). Nel quartiere è presente anche la Scuola Holden di scrittura e storytelling.

Il pallone aerostatico Turin Eye.

Linfa e vitalità al rione di Borgo Dora derivano inoltre dall'aerostato Turin Eye che da un'altezza di 150 m offre ai suoi passeggeri un'ampia vista sulla città, e dal famoso mercatino di Natale che ogni anno, sempre più intensamente, le prime settimane di dicembre, richiama in zona numerosi turisti e curiosi.
Il quartiere è inoltre interessato dai lavori del passante ferroviario, e dalla creazione del boulevard della Spina. Quest'ultima permette una nuova riqualificazione ed un ricongiungimento con il quartiere di San Donato.

Ex ospedali[modifica | modifica wikitesto]

  • vecchia Astanteria Martini di largo Cigna, nata nel 1923 su progetto dell'Ing. Carlo Sgarbi, chiusa ai ricoveri nel 1997 e non più utilizzato dal 2003, rendendo lo stabile un ricovero di senzatetto per parecchi anni.[3] Attualmente l'area è interessata da una ipotesi di progettazione regionale per una futura riqualificazione e recupero funzionale.
  • ex ospedale Maria Adelaide, su Lungo Dora Firenze, ai confini col quartiere Vanchiglia, ex ricovero traumatologico sorto nel 1885 per affetti da rachitismo, già ospitati presso precedenti strutture, una per tutte l'antico Pio Istituto di Corso Re Umberto, 21. L'ospedale, progettato da Angelo Tonso e Alfredo Albert, fu intitolato all'allora reggente Maria Adelaide d'Asburgo-Lorena, morta proprio nel 1885[4]. Divenuto eccellenza per degenze specializzate, fu gradualmente accorpato all'unico Centro traumatologico ortopedico di Torino all'inizio del XXI secolo, nel cosiddetto circuito sanitario della "Città della Salute", per poi venire totalmente dismesso nel 2016[5]. Rimasto inutilizzato, nel 2017-2018 la struttura è messa temporaneamente a disposizione dal Comune per i senzatetto[6].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Gioacchino
La chiesa di San Gioacchino
Nata in sostituzione dell'antica chiesa parrocchiale del Balon, dedicata ai SS. Simone e Giuda, la chiesa di San Gioacchino è stata edificata su progetto dell'architetto Carlo Ceppi tra il 1876 ed il 1882. Semidistrutta da una bomba durante la seconda guerra mondiale (bombardamento del 13 luglio 1943), venne ricostruita nel 1946. È a tre navate, divise da colonne in marmo "rosso di Verona"; l'altar maggiore presenta un baldacchino di marmo; a capo delle navate laterali sono state ricostruite le Cappelle, rispettivamente dedicate al S. Cuore di Gesù ed al Cuor di Maria; il gruppo ligneo di "San Giuseppe e Gesù Bambino" è del Meissner (val Gardena), il pulpito in legno scolpito è dell'architetto Baiano. Gli affreschi della "Via Crucis", danneggiati, sono stati restaurati nel 1952 dal prof. Emilio Fiorio
Mercato di Porta Palazzo
Mercato di Porta Palazzo: l'antica tettoia dell'orologio
Aperto tutti i giorni feriali, rappresenta il cuore multietnico di Torino. L'area mercatale di Porta Palazzo si trova a ridosso delle romane Porte Palatine, ed ha subito negli ultimi anni una profonda riqualificazione che tuttavia necessita ancora di una forte implementazione. Spicca l'antica tettoia dell'orologio in art nouveau, costruita in ghisa, ferro e vetro. Attualmente è il mercato all'aperto più grande d'Europa con quasi 1.000 banchi mobili per la vendita di prodotti ortofrutticoli, alimentari e d'abbigliamento
Ponte Mosca
Veduta del Ponte Mosca
Si tratta di un ponte in pietra sulla Dora Riparia edificato tra il 1823 ed il 1830, in sostituzione di un vecchio e non più funzionale ponte in legno e prende il nome dall'architetto Carlo Bernardo Mosca che ne curò il progetto. Questo ponte che certamente rappresenta l'opera architettonica più ardita della Torino ottocentesca, è lungo 50 metri, ha una sola campata ed un arco fortemente ribassato. Per la sua realizzazione occorse modificare l'alveo della Dora Riparia nel tratto in prossimità del ponte e predisporre una particolare armatura che ne evitasse il crollo
Santuario di Maria Ausiliatrice
Inaugurato il 9 giugno 1868, il santuario fu voluto da San Giovanni Bosco, del quale conserva le spoglie. Fu eretto dall'ingegnere Antonio Spezia. Intorno proliferano le attività gestite dai Salesiani prettamente dedicate ai giovani, quali scuole e oratori
Cimitero di San Pietro in Vincoli
Progettato nel 1777 dall'architetto Francesco Valeriano Dellala di Beinasco su iniziativa di Vittorio Amedeo III, presenta una tipologia a corte e porticato coperto. Caduto in uno stato di grave abbandono, nel 1988 il Comune di Torino ha effettuato un radicale restauro. Fino al 2008, parte dell'edificio ha ospitato la Biblioteca Internazionale di Cinema e Fotografia Mario Gromo, mentre lo splendido cortile porticato è tuttora utilizzato per manifestazioni all'aperto e spettacoli teatrali
Stazione di Torino Porta Milano
Ormai dismessa, nota anche come "Torino Ponte Mosca" o, colloquialmente, "stazione Ciriè-Lanzo", oggi ospita la sede distaccata del Museo Ferroviario Piemontese e l'officina manutentiva dei rotabili del Gruppo Torinese Trasporti
Casa Aurora ed ex sede Abbigliamento Marus, poi "Gruppo Finanziario Tessile"[7]
Sorte sulle ceneri della vecchia "cascina Aurora", sono un buon esempio di architettura moderna, entrambe sedi di uffici.

Aree verdi[modifica | modifica wikitesto]

Giardino Madre Teresa di Calcutta
Area verde, con giochi per bambini, all'angolo tra Corso Vercelli e l'asse Corso Brescia-Corso Emilia, prima denominato "Ex-GFT", è stato intitolato il 4 settembre 2015 dal Comune di Torino a Madre Teresa di Calcutta.
Giardino di Piazza Sassari
Area verde riqualificata, tra Via Cigna, Corso Ciriè e Via Sassari, è stata intitolata dalla Sindaca di Torino il 5 settembre 2016 al Vicebrigadiere dei Carabinieri Marino Ferraro, morto durante un inseguimento di uno spacciatore nel vicino Corso Principe Oddone nella primavera del 2009.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bracco G., Acque, ruote e mulini a Torino, Archivio storico, Torino 1988;
  • Calia M., Nuovi segni sulle antiche tracce: l'area dell'Arsenale Militare di Borgo Dora a Torino, Tesi di laurea, Politecnico di Torino, Facoltà di Architettura, 2001;
  • Magnaghi A., Monge M., Re L, Guida all'architettura moderna di Torino, Lindau, Torino 1995;
  • Passanti M., Lo sviluppo urbanistico di Torino dalla fondazione all'unità d'Italia, Quaderni di studio, Torino 1969;
  • Rossi A., L'architettura della città, CittàStudiEdizioni, Torino 1995.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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