Filadelfia (Torino)

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Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Circoscrizioni di Torino.
Filadelfia
Arco olimpico 2018.jpg
Arco olimpico
StatoItalia Italia
RegionePiemonte Piemonte
ProvinciaTorino Torino
CittàTurin coat of arms.svg Torino
CircoscrizioneCircoscrizione 8
Codice postale10134-10137
Superficie1,25 km²

Borgo Filadelfia, o semplicemente Filadelfia (così anche in piemontese), è un sotto-quartiere situato a sud di Torino.

In passato (1920-1980) veniva accomunato a una zona detta dei Mercati Generali (Mercà Generaj), fino alla sua nuova ridenominazione nel 2004. Spesso è definito come se fosse inglobato nel più vasto quartiere Lingotto di Torino, che, insieme a Nizza Millefonti, costituiva la Circoscrizione 9 mentre, dal 2016, è accorpato nella Circoscrizione 8 della città.[1]

Il suo nome deriva dallo storico Stadio Filadelfia,[2] il quale, a sua volta, doveva il nome alla via eponima.

Confini[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo costituisce una sottozona del più vasto quartiere Lingotto, situato a sud-sud-est di Torino, delimitandone la parte nord fino al corso Sebastopoli. A est, l'attuale borgo è delimitato da via Zino Zini, che costeggia la ferrovia e il polo multifunzionale del Lingotto (già in quartiere Nizza-Millefonti) mentre, a sud, Piazza Galimberti lo separa dalla zona più storica del Lingotto (dove sorge anche la stazione ferroviaria omonima), infine dal corso Unione Sovietica a ovest, ai confini con l'adiacente quartiere di Santa Rita.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio Filadelfia negli anni 1940

Area storicamente rurale e ricca di cascine alla periferia sud di Torino, il borgo seguì le stesse sorti dello stesso quartiere Lingotto. Dapprima la costruzione di piccole case per operai della nascente ferrovia Torino-Genova (XIX secolo) e della relativa stazione di Torino Lingotto, poi con la nascente fabbrica Fiat Lingotto (1915-1939), questa ai confini col quartiere Nizza Millefonti. Inoltre, il borgo acquistò importanza negli anni 1920 anche per l'omonimo stadio, che ospitò le gesta della squadra calcistica Grande Torino; caduto in disuso per anni, fu parzialmente abbattuto nel biennio 1997-1998. Ricostruito nel 2017, da allora, svolge la funzione di centro sportivo.

Il borgo era ed è tuttora caratterizzato da botteghe, negozi e case di bassa-media costruzione, inizialmente abitato dai dipendenti ferroviari e dell'allora fabbrica automobilistica FIAT del Lingotto. Sempre negli anni 1920, verso la ferrovia sorse il Mercato Ortofrutticolo all'Ingrosso (M.O.I.), altrimenti detto Mercati Generali, con ampi magazzini di stoccaggio di frutta e verdura e relativo mercato rionale sulla piazza Galimberti (durante il fascismo piazza Balilla), poi utilizzati come rifugio durante la seconda guerra mondiale (così come i sotterranei del complesso scolastico "Duca degli Abruzzi").[3] Nel 1926, sempre a ridosso della ferrovia, sorse una fabbrica di chinino diretta dal chimico farmacista Carlo Martinotti, della quale rimangono oggi solo pochi resti, eccezion fatta per lo stabilimento del Monopolio di Stato che, sempre nell'allora borgata Orti Nuovi (Òrt Neuv), ospita oggi un distaccamento della Polizia Municipale.[4]

La Palazzina Nord della Finanza

Nel dopoguerra, preso atto che molte case avevano subìto gravi danni dal conflitto bellico, il borgo fu quasi totalmente ricostruito. Nel lungo periodo 1904-1994 fu anche ospitata l'antica dogana ferroviaria di Torino sud, che delimitava la parte est del quartiere. Ristrutturata, oggi è usata come caserma della Finanza; la parte nord della caserma stessa è delimitata da una palazzina di uffici dell'agenzia delle dogane, eretta in stile eclettico, che si affaccia sull'inizio di corso Sebastopoli, angolo via Giordano Bruno. Ancor oggi, il borgo è caratterizzato da negozi ed eventi commerciali, concentrati maggiormente sull'asse di via Tunisi.

Frattanto negli anni 2000 gli storici "Mercati" furono trasferiti presso il centro di smistamento ortofrutticolo "C.A.A.T." di Grugliasco, situato nella prima cintura della città, mentre il vecchio complesso fu ristrutturato con dei prefabbricati colorati per ospitare il villaggio olimpico di Torino 2006; a ridosso della ferrovia fu eretto un alto arco rosso. Il villaggio fu ancora utilizzato come spazio espositivo e ricreativo, oltre che concentrare le abitazioni per il nuovo flusso di immigrati della città, destinazione d'uso non esente da polemiche e tensioni con i residenti.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Circoscrizione 8 – Consiliatura 2016/2021 (PDF), su comune.torino.it, Città di Torino.
  2. ^ Delibera 2004 08480/002
  3. ^ Scuola elementare Luigi Amedeo Duca degli Abruzzi, su museotorino.it, Città di Torino.
  4. ^ Antonio Chiera, Comune: Inaugurata Via Carlo Martinotti, Chimico Farmacista, su youreporter.it, 22 dicembre 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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