Santuario di Maria Ausiliatrice

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Basilica santuario
di Maria Ausiliatrice
Santuario di Maria Ausiliatrice Torino.jpg
Stato Italia Italia
Regione Piemonte Piemonte
Località Turin coat of arms.svg Torino
Religione Cattolica
Diocesi Arcidiocesi di Torino
Consacrazione 9 giugno 1868
Stile architettonico Neoclassico
Inizio costruzione 1865
Completamento 1868
Sito web

Coordinate: 45°04′52″N 7°40′33.74″E / 45.08111°N 7.67604°E45.08111; 7.67604

Il santuario di Maria Ausiliatrice è una basilica[1] cattolica della città di Torino.

Inaugurato il 9 giugno 1868, il santuario fu voluto da san Giovanni Bosco. Fu progettato dall'ingegnere Antonio Spezia. La chiesa venne dedicata a Maria, invocata da don Bosco come Ausiliatrice. Il 28 giugno 1911 fu elevata alla dignità di basilica minore.[2] Fu poi ingrandita tra il 1934 e il 1942 in concomitanza con la canonizzazione di don Bosco, le cui spoglie sono oggi ospitate in una cappella completata nel 1938.[3]

Sorge nel quartiere di Valdocco e, intorno a questo santuario, proliferano le attività gestite dai salesiani prettamente dedicate ai giovani, quali scuole e oratori.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Don Bosco aveva iniziato a Valdocco le sue attività a favore dei ragazzi fin dal 1846 nella Tettoia Pinardi; negli anni le attività si moltiplicarono e Valdocco divenne il centro propulsore della nascente congregazione dei Salesiani.
Volendo affidare alla protezione di Maria tutti i suoi ragazzi e le sue attività, il futuro santo pensò di far costruire un santuario dedicato a lei, affidandone i lavori all'architetto Antonio Spezia, che ne diresse la costruzione dal 1865 sino al termine dei lavori. La prima pietra del santuario venne posta il 27 aprile 1865 alla presenza del principe Amedeo di Savoia, duca d'Aosta, figlio secondogenito del re Vittorio Emanuele II; il 23 settembre 1866 venne terminata la grande cupola di 19 metri di diametro e nel 1867 la chiesa poté dirsi finita con il posizionamento della grande statua della Madonna al termine della cupola stessa. La consacrazione ebbe luogo il 9 giugno 1868.

Nei cortili del santuario sono presenti ancora le stanze originali del primo oratorio e la cappella Pinardi, costruita in luogo di una tettoia-baracca che venne utilizzata a partire dalla primavera del 1846.[4] Il nome ricorda Francesco Pinardi, il quale prima affittò e in seguito vendette a don Bosco un piccolo terreno e poi la propria casa; importanti sono stati anche gli ingrandimenti e le decorazioni esterne, compreso l'Oratorio, a opera dell'architetto don Giulio Valotti, operate dal 1935 al 1952.

La struttura[modifica | modifica wikitesto]

Altare nella chiesa di Maria Ausiliatrice. Quadro di Tommaso Lorenzone (1868)
Targa che ricorda la presenza di Mamma Margherita all'interno dei locali dell'oratorio salesiano

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio, della seconda metà del XIX secolo, ha una facciata in stile neo-rinascimentale sul modello palladiano della chiesa di San Giorgio Maggiore a Venezia, con un timpano, retto da quattro colonne, sul quale sono poste le statue dei martiri Solutore, Avventore e Ottavio.
A lato del timpano sono le statue di san Massimo e di san Francesco di Sales.
Sull'architrave sotto il timpano è la scritta: "Maria auxilium christianorum ora pro nobis" e sotto il rosone la statua in marmo di Gesù tra i fanciulli.
Tra le colonne, a destra e a sinistra della fascia centrale, due altorilievi rappresentano S. Pio V annuncia la vittoria di Lepanto e Pio VII incorona Maria.
Nel 1867 la cupola venne ornata da una statua dorata della Madonna opera di Camillo Boggio.
Infine, nel 1920 sulla rotonda di fronte alla chiesa venne collocato il monumento a don Bosco, di Gaetano Cellini.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso della cappella delle reliquie.

La chiesa ha una pianta a croce latina e una decorazione in marmi policromi voluta dal beato Michele Rua, primo successore di don Bosco. Sopra il tabernacolo si trova il grande dipinto che rappresenta Maria ausiliatrice, voluto da san Giovanni Bosco e realizzato da Tommaso Lorenzone, mentre l'affresco della cupola è di Giuseppe Rollini. A Carlo Cussetti si devono i decori sulle volte delle gallerie che circondano le due cappelle che affiancano l'altare maggiore, e quelli della cupola minore costruita da Giulio Vallotti[5].

L'interno della basilica custodisce, oltre a quello maggiore, quattro altari laterali: entrando dall'ingresso principale, sulla destra, si trova quello dedicato a santa Maria Mazzarello, cofondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice, mentre di fronte quello intitolato a san Domenico Savio, giovane allievo di don Bosco e protettore dei ragazzi; proseguendo per la navata, superato l'accesso alla cosiddetta "cappella delle Reliquie" (si legga sotto), sulla destra si incontra l'altare di don Bosco, monumentale opera progettata dall'architetto Mario Ceradini che conserva le spoglie del Santo e, infine, di fronte, la cappella dedicata a san Giuseppe, l'unica rimasta come l'aveva voluta il fondatore, nel cui quadro, in basso, si vede il complesso della basilica come si presentava poco dopo la costruzione.

Dalla navata centrale una scala conduce alla cripta, la "Cappella delle Reliquie", dove, tra le altre, è conservata la reliquia del legno della Santa Croce; in questo luogo, progettato dall'architetto Giulio Valotti, salesiano[6], viene collocato il punto preciso che la Madonna avrebbe indicato per dare inizio alla costruzione del santuario.[7]

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

Posto su cantoria accanto l'altar maggiore in cornu Evangelii, fu costruito da Giovanni Tamburini nel 1941 su progetto di Ulisse Matthey. È dotato di tre manuali di 61 note e pedaliera di 32 note, per un totale di 67 registri reali e 5100 canne circa, ed è il più grande in Piemonte. È dotato di due consolle. Di seguito la disposizione fonica:

Prima tastiera - Grand'Organo
Principale 16'
Principale I 8'
Principale II 8'
Ottava I 4'
Ottava II 4'
XII 2.2/3'
XV 2'
Ripieno 4 file
Ripieno 6 file
Cornetto 5 file
Bordone 8'
Dulciana 8'
Controfagotto 16'
Tromba 8'
Tromba 4'
Seconda tastiera - Positivo-Espressivo
Principale Diafono 8'
Principale 8'
Ottava 4'
Ripieno 3 file
Ripieno 4 file
Bordone 16'
Flauto 8'
Flauto 4'
Flauto in XII 2.2/3'
Flautino 2'
Flauto in terza 1.3/5'
Cornetto Combinato
Dulciana 8'
Viola 8'
Unda Maris 8'
Clarinetto 8'
Corno francese 8'
Tremolo
Terza tastiera - Espressivo
Principalino 8'
Bordone 8'
Flauto 4'
Piccolo 2'
Controgamba 16'
Gamba 8'
Fugara 4'
Salicionale 8'
Gamba 8'
Celeste 8'
Concerto viole 5 file
Oboe 8'
Tuba 8'
Tuba 4'
Voci Corali 8'
Tremolo
Organo Corale
Principale 8'
Eufonio 8'
Ottava 4'
Ripieno 3 file
Bordone 8'
Flauto 4'
Dulciana 8'
Dulciana 4'
Pedale
Contrabbasso 32'
Contrabbasso 16'
Quinta 10.2/3'
Subbasso 16'
Bordone 8'
Violone 16'
Cello 8'
Bombarda 16'
Tromba 8'
Pedale - Corale
Subbasso 16'
Bordone 8'

Culto[modifica | modifica wikitesto]

La festa del santuario cade il 24 maggio.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sezione Santuario-basilica di Maria Ausiliatrice sul sito ufficiale della casa madre dei salesiani - Torino www.donbosco-torino.it (ultimo accesso il 31 marzo 2010)
  2. ^ (EN) Gcatholic.org Basilics in Italy
  3. ^ Basilica di Maria Ausiliatrice, scheda su www.museotorino.it
  4. ^ Sezione Cappella Pinardi sul sito ufficiale della casa madre dei salesiani - Torino www.donbosco-torino.it (ultimo accesso il 31 marzo 2010)
  5. ^ Natale Maffioli, CARLO CUSSETTI: Un pittore per la Basilica di Maria Ausiliatrice, su donbosco-torino.it. URL consultato il 1 febbraio 2017.
  6. ^ Studi piemontesi, Volume 18, Centro studi piemontesi, 1989, vedi Google books (ultimo accesso: 26 settembre 2015)
  7. ^ San Giovanni Bosco Sacerdote, scheda di Cristina Siccardi su www.santiebeati.it (ultimo accesso: 26 settembre 2015)
  8. ^ 24 MAGGIO - MARIA AUSILIATRICE, pagina web su www.preghiereperlafamiglia.it (ultimo accesso: 26 settembre 2015)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]