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Balon

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Uno scorcio del Balon, con il tipico "via vai".
« È una tale confusione di cose e d'avanzi di cose da far impazzire il disgraziato che ne dovesse far l'inventario. »
(Edmondo De Amicis, tratto da Speranze e glorie. Le tre capitali, 1911)
« Le strade sono piene di coperte dai colori sbiaditi, riposte a terra quasi con affetto, per ospitare ogni sorta di cianfrusaglie: scarpe spaiate, un orologio senza lancette, la copertina di un libro senza pagine, gambe di tavolo marcite dalla pioggia, una padella senza manico. Gli oggetti sono ordinati con cura, la disposizione è pensata, ragionata nei particolari.

La varietà e la stranezza degli oggetti è meravigliosa. »

(Fiorenzo Oliva, da Il mondo in una piazza. Diario di un anno tra 55 etnie (Stampa Alternativa, 2009))

Il Balon (piemontese; pronuncia [ba'lʊŋ]) è lo storico mercato delle pulci di Torino compreso nel quartiere Aurora, precisamente nel Borgo Dora e annesso al vicino mercato di Porta Palazzo. Con il nome del celebre mercato dell'usato, sovente si intende anche l'abitato stesso di Borgo Dora, che sorge tra le rive della Dora Riparia e l'attigua parte nord di Porta Palazzo, luogo di uno dei più grandi mercati all'aperto d'Europa.[1]

Etimologia toponomastica[modifica | modifica wikitesto]

L'etimologia del toponimo Borgo del pallone è molto antica ed è riconducibile a molteplici interpretazioni tra cui anche al termine piemontese balôn che significa, appunto, "pallone".
Tuttavia, sin dall'epoca medievale quest'area era nota come burgum ad pillonos,[2] da cui potrebbe essere derivato, storpiandolo, il nome Borgo del Pallone. Nel Seicento, infatti, risulterebbe esserci stato un luogo denominato Osteria del Pallone[3] che potrebbe essere stato un ritrovo di persone attratte nel borgo per motivazioni ludiche. Secondo quanto riportato da una carta topografica francese[4] risalente al periodo dell'Assedio di Torino del 1706, il Borgo del Pallone risultava già allora tradotto in Faubourg de Balon. Questa testimonianza, tra l'altro, smentirebbe la più diffusa e fantasiosa interpretazione sull'origine del nome, che la vorrebbe ricondurre al primo decollo di una mongolfiera, evento accaduto soltanto parecchi decenni più tardi nella vicina Francia.[5][6]
L'ipotesi di matrice prettamente popolare legata alle attività ludiche, la si potrebbe ritrovare anche in riscontri più recenti riconducibili all'inizio del Novecento, facendo derivare il toponimo dall'abitudine degli operai delle vicine concerìe che si ritrovavano a scommettere presso uno sferisterio e bocciofila, di cui oggi rimane la sola facciata nella vicina via Cigna, recante scritto "Giuoco Bocce".[7] L'origine del nome potrebbe coincidere al detto piemontese "Andoma a gieughe al balon" (ovvero: "andiamo a scommettere sulla partita di pallone elastico").

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Sin dall'epoca medievale l'area a nord delle mura era nota come burgum ad pillonos e costituiva il polo produttivo all'esterno della cinta muraria di Torino. Era una zona ricca d'acqua, caratterizzata da un declivio verso il vicino fiume che permetteva la sua canalizzazione per alimentare numerosi mulini, concerìe, officine e attività produttive del tempo. Il principale di questi era il Canale dei Mulini (o Canale dei Mölass), l'attuale vicolo Canale dei Molassi.

Il borgo, oggi denominato Borgo Dora, subì una trasformazione già verso la fine del Settecento quando, a seguito della risistemazione della vicinissima piazza della Repubblica ad opera di Filippo Juvarra, vide il trasferimento del "Mercato dei ferrivecchi" dai pressi della Porta Palatina. L'attuale sistemazione la si deve ad una delibera del Consiglio dei Decurioni del 1856 che comprese anche il progressivo prosciugamento dei canali. Lungo le vie del borgo vi erano gli stallaggi per i cavalli, locande e ancora oggi sono visibili tracce di questi locali attualmente trasformati in osterie o negozi di antiquariato.
Funzionale allo sviluppo commerciale della zona fu il sorgere della vicina stazione ferroviaria di Porta Milano nel 1868.

Nelle ultime ristrutturazioni cittadine degli anni ottanta e duemila il vecchio Canale dei Mulini è stato portato a nuovi splendori: da atti comunali la via viene dedicata agli Operatori dell'Ingegno Manuale e Creativo e tutti i sabati, insieme al mercato del Balon, si possono trovare i banchetti di prodotti creativi realizzati sul posto. Dato che ufficialmente la via non è ancora inserita nel piano stradale della città, non ha ancora ufficialmente un nome (non è infatti ancora apposta la targa con il nome reale della strada); gli operatori dell'Ingegno Manuale e Creativo che vi operano hanno quindi realizzato un bando popolare per attribuirgli un nome dal quale è nato l'uso di "via vai", nome che però non è ufficializzato da atti comunali.

Il Balon[modifica | modifica wikitesto]

L'ormai celebre mercato dell'usato si svolge ogni sabato lungo le principali vie del borgo, tra cui via Goffredo Mameli, via Borgo Dora e via Bernardino Lanino. Il Balon, affollando tutto il Borgo Dora e fondendosi al vicino mercato alimentare di Porta Palazzo, dà vita ogni sabato alla più estesa area mercatale all'aperto di tutta Europa.[8][9] Dagli anni ottanta è stato istituito anche il Gran Balon, che si tiene la seconda domenica di ogni mese e a cui partecipano 250 espositori e i numerosi negozi di antiquariato della zona. L'avvenimento si ripete puntualmente tutti i mesi dell'anno. Dal 2012 l'Associazione organizza il "Touret", passeggiate guidate gratuite da Via Garibaldi al Balon, ogni seconda domenica del mese dalle 10 alle 17.

Da ricordare la Festa dël Balôn che si teneva il 5 agosto ed è legata alla festività della Madonna della Neve. Negli ultimi anni si sta cercando di ridare vita a questa tradizione.

Malgrado l'incerta origine del toponimo del borgo, dall'estate del 2012 in fronte dell'antico arsenale, tra la Dora riparia e il Balon, è stata posizionata una mongolfiera ancorata con un cavo di acciaio, che effettua voli turistici fino a 150 metri di altezza, dando la possibilità di godere di un vasto panorama sulla città e divenendo il nuovo simbolo di questo caratteristico quartiere.[10]

Il pallone aerostatico sopra il Balon

Ortografia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo le norme del piemontese moderno la grafìa corretta è balon, pronunciato come indicato nell'intestazione. Un tempo, prima della normalizzazione ortografica della Companìa dij Brandé (ora comunemente accettata da pressoché tutti gli autori), si usava la grafia balôn. Tale vecchia grafìa conteneva la "ô", che indicava il suono della "u" italiana, oggi reso con la semplice "o" senza accenti.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mercato di Porta Palazzo, TripAdvisor..
  2. ^ Ovvero dei piloni in pietra che probabilmente costituivano le basi di un vecchio ponte sulla Dora risalente all'epoca romana.
  3. ^ Cesare Bianchi, Porta Palazzo e il Balon. Storia e mito, Torino 1975, pp. 54-55.
  4. ^ Carta topografica di anonimo francese, Torino assediata nel 1706, Parigi, Bibliothéque Nationale (cfr. Griseri A. - Romano G., a cura di, 1989, p. 81).
  5. ^ L'inaugurazione del primo aerostato ad opera dei fratelli Mongolfier avvenne ad Annonay, vicino Lione, non prima del 1783.
  6. ^ Tuttavia l'immagine di un grande pallone aerostatico è una delle iconografie tipiche dell'attuale associazione dei commercianti del Balon.
  7. ^ M. LEVA PISTOI, 1969; ASCT, Progetti Edilizi, ff. 154/1906; 336/1915; 414/1915. Tavola: 33
  8. ^ Porta Palazzo, Torino: il mercato all’aperto più grande d’Europa come meta turistica, Eco di Torino, 31 ottobre 2010. URL consultato il 31 ottobre 2010.
  9. ^ Vincenzo Reda, Porta Palazzo, il mercato più grande d’Europa, vincenzoreda.it..
  10. ^ La Stampa - Con la mongolfierauna Torino mai vista
  11. ^ Camillo Brero, "Grammatica della lingua piemontese", Torino, 1967.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]