Aimaro Isola

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Aimaro Oreglia d'Isola, meglio noto come Aimaro Isola (Torino, 14 gennaio 1928), è un architetto italiano. Ha partecipato alla Resistenza unendosi - a soli 16 anni - alla 105ª Brigata Garibaldi[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio minore del barone Vittorio Oreglia d'Isola e della contessa Caterina Malingri di Bagnolo, fratello della religiosa Leletta D'Isola. Dopo la laurea in architettura presso il Politecnico di Torino (1952), insegna all'università di Torino. Nel 1950 crea uno studio con Roberto Gabetti. Nei tardi anni cinquanta contano tra gli esponenti maggiori del movimento Neoliberty. Tra le loro opere, realizzate soprattutto nello spazio del Piemonte[2] (ma note a livello internazionale),[3] la Casa Paravia (Piazza Statuto, Torino), il Palazzo della Borsa Valori (sempre a Torino), il Palazzo di Giustizia ad Alba, complessi residenziali, progetti urbanistici e ristrutturazioni artistiche; si sono occupati anche di architettura religiosa, con particolari concezioni di ricerca.[4]

Professore Emerito del Politecnico di Torino, è Accademico Nazionale dell'Accademia di San Luca a Roma, Accademico Nazionale dell'Accademia delle Scienze a Torino.

Dopo la morte di Roberto Gabetti nel 2000, Aimaro Isola continua il suo lavoro di progettista fondando lo studio Isolarchitetti col figlio Saverio Oreglia d'Isola (nato a Torino il 27 ottobre 1972).[5]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Con Roberto Gabetti[modifica | modifica wikitesto]

Borsa Valori e Bottega d'Erasmo a Torino; residenza Olivetti a Ivrea; Società Ippica Torinese; il Museo di Antichità a Torino; Palazzo di Giustizia ad Alba; Monastero delle Carmelitane a Quart; Quinto Palazzo Uffici SNAM a San Donato Milanese;Centro assistenza Iveco a Torino.

Con Isolarchitetti[modifica | modifica wikitesto]

Ristrutturazione dell'ex-Cinema Vittoria a Torino; Il restauro della Palazzina di Caccia di Stupinigi; Nuova Sede Uffici Giudiziari di Bergamo; nuova sistemazione di Piazza Duomo e Piazza Orsini a Benevento ; Centro Direzionale IBM a Segrate (MI); Parco Ottavi a Reggio Emilia; Isolato Santo Stefano e Parco Archeologico a Torino; Chiesa parrocchiale Santa Famiglia a Palmi e Centro parrocchiale Santa Maria in Zivido a San Giuliano Milanese; Ufficio Giudiziari a Bergamo; piano particolareggiato nuovo quartiere urbano area Parco degli Ottavi a Reggio Emilia; nuovi porti di Varazze e di Marina di Pisa; progettazione di residenze, uffici e negozi nel centro storico di Carpi; riqualificazione del Porto Mediceo di Livorno; coordinamento progettuale per la valorizzazione della Porta Palatina e realizzazione del Parco Archeologico di Torino; Piano Particolareggiato per la trasformazione dell'area ex-Sipe Nobel a Spilamberto (MO); riqualificazione dell'isolato San Michele nel centro storico di Alghero; il Centro del Design a Torino Mirafiori; il Nuovo Museo Egizio di Torino; il nuovo Palazzo del Tribunale (Bg).

Principali mostre ed esposizioni delle opere[modifica | modifica wikitesto]

Teatro Farnese di Parma, Museo di Arte Moderna del Castello di Rivoli, Basilica Palladiana di Vicenza, Complesso monumentale S. Michele a Ripa Grande a Roma, Fondazione Pistoletto di Biella, Biennale di Architettura di Pisa. Opere di design e di architettura sono esposte fra le collezioni permanenti al MOMA di New York, al Centre Pompidou di Parigi, all'Accademia di San Luca e al Maxxi di Roma.

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Con Roberto Gabetti riceve il Premio Antonio Feltrinelli dall'Accademia Nazionale dei Lincei (1988),[6] il Premio Internazionale ‘Architetture di pietra’ (1991),[7] il Premio Speciale Luigi Cosenza della Giuria Targa d'Argento per la migliore architettura realizzata in Italia nel biennio 96/97 (1998; per il Museo di Antichità di Torino), nel 1998 riceve il Premio Speciale Luigi Cosenza della Giuria Targa d'Argento per la migliore architettura realizzata in Italia nel biennio 96/97, per il Museo di Antichità di Torino. Nel 2002 riceve dal Presidente della Repubblica la medaglia d'argento di Benemerito della Cultura Italiana e nel 2006 il Premio Nazionale Ance-IN/ARCH alla Carriera[5]; nel 2006 il “Premio Sostenibilità BIOECOLAB, categoria Urbanistica, per il progetto di riqualificazione dell'area di “Parco Ottavi” a Reggio Emilia. Nel 2015 riceve il Premio “Targa d’oro 2015” dell’UID (Unione Italiana del Disegno). Nel 2017 riceve il Premio Città di Pisa per la Qualità Urbana e il primo premio assegnato al progetto del “Museo delle Antichità Egizie di Torino” - Premio “Premio RĒGULA” 2017- Categoria “Restauro e Riqualificazione”, 100 Progetti Italiani, Accademia di San Luca.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Pietro Antonio Eugenio Oreglia D'Isola  
 
 
Saverio Oreglia D'Isola  
Marianna Sappa de' Milanesi Luigi Sappa de' Milanesi  
 
Costanza Grimaldi del Poggetto  
Vittorio Oreglia D'Isola  
 
 
 
Aurelia Roberti di Castelvero  
 
 
 
Aimaro Oreglia D'Isola  
Giovanni Battista Olderico Malingri, conte di Bagnolo Coriolano Malingri, conte di Bagnolo  
 
Barbara Capris di Cigliè  
Aimaro Alessandro Malingri, conte di Bagnolo  
Ottavia Avogadro di Collobiano Filiberto Avogadro di Collobiano  
 
Carolina Arborio Biamino di Caresana  
Caterina Malingri di Bagnolo  
Giacomo Lomellino D'Aragona Alfonso d'Ayerbe d'Aragona  
 
Marianna Lomellini  
Anna Lomellini d'Aragona Malingri  
Caterina Gavotti Gerolamo Gavotti, marchese  
 
Giovanna d'Aste, baronessa  
 

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Le opere sono raccolte in numerose monografie fra le quali:

- F. CELLINI, C. D'AMATO, Gabetti e Isola, Electa Editrice, 1985.

- F. FERRARI (a cura di), Gabetti e Isola, Mobili, Allemandi, Torino 1986.

- P. ZERMANI (a cura di), Gabetti e Isola, Zanichelli, Bologna 1989.

- G. CIUCCI (a cura di), L'architettura Italiana oggi Racconto di una generazione, Editori Laterza, 1989 pp. 93 – 121.

- C. OLMO, Gabetti e Isola, Allemandi, Torino 1993.

- A. GUERRA, M. MORRESI, Gabetti e Isola: Opere di architettura, Electa, Milano, 1996.

- C. PIVA, Gabetti e Isola, Conversazioni sull'Architettura, Il Mestiere, CLEAN Edizioni, Torino 2000.

- A. MASSARENTE (a cura di), Gabetti e Isola, disegni 1951 – 2000, Federico Motta Editore, Milano 2000.

- A. BAIETTO, Incontro con due maestri del ‘900, in Controspazio n° 6/2000.

- C. QUINTELLI, Ritratti otto maestri dell'architettura italiana, Celid Feb. 2003 pp. 89 – 105.

- M. BATTAGGIA, S. ISOLA (a cura di), Isola Architetti, Un nuovo Centro Direzionale IBM a Segrate, Aión Edizioni, Firenze 2004.

- M. PETRANGELI, Architettura come Paesaggio, Gabetti&Isola - Isolarchitetti, Allemandi, Torino 2005.

- S. PACE, L. REINERIO, Architetture per la liturgia. Opere di Gabetti e Isola, Skira, Milano 2005.

- S. FERA, Isolarchitetti. Le due Baie. Sestri Levante, Aión Edizioni, Firenze 2008.

- C. PIVA (a cura di), Paesaggi Piemontesi. Gabetti & Isola + Isolarchitetti + 9 architetture “minori”, Aión Edizioni, Firenze 2008.

- G. LEONI, Isolarchitetti, a cura di F. Bruna e T. Marzi, Skira Editore, Milano 2009, ISBN 978-88-6130-857-2.

- A. OLMO (a cura di), Venti domande a Aimaro Isola, Collana “Saper credere in architettura”, n. 41, Clean Edizioni, Napoli 2012.

- “ARCHITETTURE E CITTA’ DEL TERZO MILLENNIO”, Numero monografico su Isolarchitetti, n. 4, anno IV, 2012, pp. 10-42.

- E. GIACOBINO (a cura di), Isolarchitetti. I Maestri dell’Architettura, Hachette, Milano 2013.

Numerosi sono gli scritti di Aimaro Isola, fra i più recenti:

- A. ISOLA, Violenza nell’architettura, Aión, Firenze 2004.

- A. ISOLA, Anche le pietre dimenticano, Aión Edizioni, Firenze 2012.

- A. ISOLA, Disegnare luoghi, scrivere architetture, Accademia University Press, Torino 2013.

- A. OREGLIA D’ISOLA, Metamorfosi nel palazzo del Collegio dei Nobili, in Memorie dell’Accademia delle Scienze di Torino, Classe di Scienze Morali, Storiche e Filologiche, Serie V, Vol. 41, fasc. 1, 2017.

- A. OREGLIA D’ISOLA, Sulle tracce del «Genius Loci», in I Mercoledì dell’Accademia, XV, Quaderni, n.28, Accademia delle Scienze di Torino, 2017, pp. 177-194.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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