Museo di antichità

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Museo di antichità
Museo di antichità, torino, ingresso.JPG
Ingresso del museo
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàTorino
Indirizzovia XX Settembre 88c
Caratteristiche
TipoArcheologia
Apertura1940
DirettoreGabriella Pantò
Sito web

Coordinate: 45°04′29.66″N 7°41′16.83″E / 45.074906°N 7.688008°E45.074906; 7.688008

Il Museo di Antichità di Torino, o Museo Archeologico, è stato creato nel 1940 con la separazione delle collezioni egizie (andate a comporre la base dell'attuale Museo egizio) e quelle greco-romane dell'allora Regio Museo di Antichità greco-romane ed egizie raccolte dai Savoia a partire dal XVI secolo[1].

Conserva inoltre numerose testimonianze del Piemonte antico, con le sale dedicate alla storia di Torino affacciate sui resti del teatro romano.

Nel 2016 il circuito museale di Palazzo Reale, Galleria Sabauda, Armeria Reale e Museo di Antichità - che costituisce il complesso dei Musei Reali di Torino - è stato il ventiduesimo sito statale italiano più visitato, con 314.195 visitatori.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima collezione di antichità si deve al duca Emanuele Filiberto I di Savoia che nel 1572 concentrò nel Teatro ducale le sue collezioni di antichità, con una biblioteca e un museo[1].

Il suo successore Carlo Emanuele I ampliò la collezione originale con oggetti provenienti dal Piemonte e degli Stati sabaudi, e ne ricollocò la parte più pregiata nella nuova Galleria d'arte, terminata nel 1608. Nel 1658 questa galleria venne distrutta da un grave incendio, e la parte di oggetti salvatisi vennero trasferiti nella nuova galleria costruita da Carlo Emanuele II, che venne nuovamente distrutta da un nuovo incendio nel 1811. Di quella collezione non rimane che un inventario sommario, redatto nel 1631[1].

Delle collezioni non ospitate negli edifici sopracitati non si hanno notizie importanti fino a metà XVII secolo, quando Vittorio Amedeo II ne ordinò il riordino, commissionando inoltre nel 1723 a Scipione Maffei la sistemazione delle lapidi provenienti dal bastione della consolata, demolito l'anno precedente. Questi oggetti, assieme alle nuove acquisizioni provenienti da collezioni private, scavi archeologici e collezioni donate dal Re, trovarono posto nel cortile del palazzo della Regia Università, dove si trovavano ancora al momento dell'invasione napoleonica e da dove vennero prelevate dai francesi, che ne restituirono solo una parte dopo la caduta dell'impero, nel 1815[3].

Nel 1832 si pensò di riunire le collezioni di antichità nel Palazzo dell'Accademia delle Scienze, dove già si trovavano, dal 1824, le raccolte egizie di Bernardino Drovetti, acquistate da re Carlo Felice. Venne così a crearsi un unico museo delle antichità, comprendente anche nuove acquisizioni greco-romane, la raccolta di reperti della Magna Grecia ceduta da Luigi Moschini e gli oggetti rinvenuti negli scavi effettuati in Piemonte in quel periodo[4].

La collezione crebbe ancora a metà XIX secolo con l'acquisizione di reperti etruschi e ciprioti effettuata durante la direzione di Ariodante Fabretti[4].

Nel 1940 si scelse di separare la collezione egizia dalle altre, al fine di valorizzarla maggiormente. Questo fu fatto a discapito delle altre collezioni, che venivano a trovarsi in uno spazio troppo piccolo per permetterne l'esposizione completa. Nel 1948 venne creata una mostra permanente al piano terra del Palazzo dell'Accademia delle Scienze, con esposti solo i pezzi più pregevoli, mentre gli altri erano immagazzinati in locali adiacenti a disposizione dei soli studiosi[4].

Dagli anni settanta le collezioni sono collocate presso le serre nei giardini di Palazzo Reale, i cui spazi sono stati adattati alla funzione di museo permettendone la riapertura nel 1989[5].

Negli anni novanta si raggiunge la configurazione odierna, con il collegamento delle serre alla cosiddetta Manica nuova (detta anche Manica lunga) di Palazzo Reale.[6]. Nel 2012 è avvenuto il trasferimento della Galleria Sabauda nella Manica Nuova. Nei locali al piano seminterrato è stata quindi creata una nuova collezione con i materiali archeologici torinesi ed inaugurata nel maggio 2013 la mostra "Archeologia a Torino".

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Il museo si compone di tre sezioni:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Storia del museo - Museo di Antichità di Torino, su museoarcheologico.piemonte.beniculturali.it. URL consultato il 15 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2011).
  2. ^ System, 2016. TUTTI I NUMERI DEI #MUSEITALIANI, su www.beniculturali.it. URL consultato il 10 gennaio 2017.
  3. ^ Museo dell'Università - Museo di Antichità di Torino [collegamento interrotto], su museoarcheologico.piemonte.beniculturali.it. URL consultato il 16 marzo 2011.
  4. ^ a b c Accademia delle Scienze - Museo di Antichità di Torino [collegamento interrotto], su museoarcheologico.piemonte.beniculturali.it. URL consultato il 16 marzo 2011.
  5. ^ Sede attuale - Museo di Antichità di Torino [collegamento interrotto], su museoarcheologico.piemonte.beniculturali.it. URL consultato il 16 marzo 2011.
  6. ^ 1989 - La nuova sede del Museo di Antichità nei Giardini di Palazzo Reale, su museoarcheologicotorino.beniculturali.it. URL consultato il 25 agosto 2014.
  7. ^ Collezioni - Museo di Antichità di Torino, su museoarcheologico.piemonte.beniculturali.it. URL consultato il 21 novembre 2016.
  8. ^ Territorio - Museo di Antichità di Torino [collegamento interrotto], su museoarcheologico.piemonte.beniculturali.it. URL consultato il 18 marzo 2011.
  9. ^ ARCHEOLOGIA A TORINO, su archeo.piemonte.beniculturali.it. URL consultato il 25 agosto 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]