Caio Mario Coluzzi Bartoccioni

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Coluzzi nell'allevamento di zanzare in casa di suo padre (Casa delle palme), a Monticelli (Esperia)

Caio Mario Coluzzi Bartoccioni (Perugia, 30 novembre 1938Roma, 20 ottobre 2012) è stato un biologo italiano, studioso ed esperto di fama internazionale nel campo dell'epidemiologia della malaria.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio dell'epidemiologo umbro Alberto Coluzzi, e di Anna Wimmer, educatrice tedesca di Passavia, ebbe come sorella l'attrice Francesca Romana Coluzzi. Visse i primi anni con la famiglia in Albania, dove il padre era stato inviato per svolgere attività di ricerca e lotta antimalarica dall'Istituto di Malariologia Ettore Marchiafava, durante il periodo di occupazione italiana. In seguito agli eventi legati all'Armistizio di Cassibile, il 14 ottobre 1943 la famiglia fece ritorno a Perugia, per poi trasferirsi alla fine del 1945 nella Casa delle Palme, una grande casa di campagna sita nella frazione di Monticelli, acquistata dal padre per insediarvi la famiglia, congiuntamente al laboratorio sperimentale di indagini malariologiche.

È stato docente di parassitologia all'Università La Sapienza di Roma, collaboratore del progetto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), direttore del laboratorio per l'Epidemiologia della Malaria del Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica dell'Università La Sapienza di Roma e accademico dei Lincei.

Contributi scientifici[modifica | modifica wikitesto]

Iniziato alla ricerca scientifica in giovane età dal padre Alberto (la sua prima pubblicazione risale ai tempi del Liceo classico), è stato autore di oltre 300 pubblicazioni scientifiche. Le ricerche di Mario Coluzzi hanno messo in evidenza gli effetti del DDT sull'insorgenza di fenomeni di resistenza della zanzara Anopheles, vettore della malaria.

Importanti sono i suoi contributi sulla genetica dei vettori malarici, che lo hanno portato al riconoscimento dell'esistenza di sei specie gemelle del genere Anopheles, ciascuna in possesso di diversa capacità di contribuire alla diffusione della malattia. Collegato a questo lavoro è l'ipotesi da lui avanzata sull'origine e diffusione della forma fatale di malaria, dovuta all'opera di una specie di Anopheles spiccatamente antropofilica che, circa 6000 anni fa, ha dato inizio al processo che avrebbe portato all'espansione e diffusione attuale della malattia.

Le sue ricerche genetiche hanno poi portato alla pubblicazione dell'intero genoma dell'Anopheles e del Plasmodium. All'attività di Coluzzi si deve poi la creazione di una scuola scientifica, che conta decine di importanti scienziati, e la promozione e direzione di importanti collaborazioni scientifiche internazionali con paesi in via di sviluppo, per la lotta alla malaria, soprattutto in area sub-sahariana, finanziati dal Ministero degli affari esteri e dall'Istituto Pasteur-Fondazione Cenci Bolognetti.

Gli studi di Mario Coluzzi sui siti riproduttivi del vettore malarico Anopheles gambiae, costituiti da piccoli ed effimeri accumuli temporanei di acqua dolce, hanno mostrato come non sia acriticamente estensibile, all'Africa subsahariana, il modello sinergico che vede, nel mondo occidentale, le pratiche e lo sviluppo agricolo quali importanti elementi di contrasto alla riproduzione del vettore. In ambiente subsahariano, al contrario, i fattori di trasformazione ambientale indotti dall'uomo (deforestazione, irrigazione, desalinizzazione delle aree costiere), hanno il solo effetto di moltiplicare i siti e le opportunità riproduttive del vettore, incrementando la trasmissione del parassita.

Recenti ricerche condotte da lui e dal suo gruppo, hanno investigato fenomeni di resistenza malarica all'interno dell'etnia dei Fulani comparata a quella dei Dogon (see Difference in susceptibility to Malaria between two sympatric ethnic groups in Mali, 2005).

Affiliazioni e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

È stato membro del Committee on Malaria Prevention and Control dell'United States National Academy of Sciences e ha fatto parte della Task Force on Malaria Prevention and Control dell'Advisory Group on the Control of Tropical Diseases, e della Task Force for the Multilateral Initiative on Malaria (MIM). È sodale della Società italiana di Parassitologia, della Royal Society of Tropical Medicine and Hygiene, membro del consiglio d'amministrazione dell'Istituto Pasteur-Fondazione Cenci Bolognetti.

L'Istituto Pasteur, nel 2003, gli ha assegnato il Premio internazionale Émile Brumpt per "la prestigiosa carriera spesa nella lotta contro la malaria e la parassitologia nel mondo". Il 10 aprile 2008 gli è stato consegnato, presso il Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare (Embl) dell'Università di Heidelberg, il BioMalPar Life Award, conferito dal BiomalPar (Biology and Pathology of Malaria Parasite), il network di eccellenza istituito dalla Commissione europea.

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